Govi

27 dicembre 2012

INCONTRO

Conosco il pianto 
della solitudine
sordo muto
raggiunge il cielo
con urla strazianti
conosco parlare 
ad una lucertola amica
sola pure lei
incontro tra nature diverse
in cerca d'amore.

ENCUENTRO

Conoco el llanto
de la soledad
sordomudo
alcanza el ciel
con gritos aficionados
conoco hablar
a una lagartija amiga
sola tambien ella
encuentro entre naturalizas diversas
en busca de amor.

ANTONIO FLOCCARI

INVITO

Cari amici che mi cercate tutto l'anno, siete migliaia, sparsi in tutto il mondo, vi invito, se volete, a farmi compagnia, a Capodanno con la mia grande amica, la natura che circonda la mia terra. Venite! Vi porterò, ora, in inverno, a far compagnia all'ulivo, emblema eterno della pace, dell'accoglienza a Cristo a Gerusalemme. Lo vedete, è un essere millenario, ha dato la luce nella notte, un alimento miracoloso, una bellezza inaudita alla natura. Venite! Ecco il mio amico arancio, il suo frutto è quasi tutto per terra, vale niente, è schiacciato dalla globalizzazione, dona col verde smeraldo delle sue foglie riposo agli occhi e serenità alla vita. Infine, stiamo nel silenzio a far compagnia alla terra che dorme. Accompagna i nostri passi a Noi che siamo nati qui, fin dal nostro apparire nella vita.




FRANCO CAMILLO' - Vecchio casolare

LA VALIGIA PER L'ANNO NUOVO

Facciamo parlare l'uomo che sta andando verso il 2013:"Nel nuovo anno, nella valigia che mi accompagnerà quotidianamente ho messo la convinzione che l'autentica grandezza di tutti noi non è essere grandi, ma essere umani; anche se la vita è un sorso amaro, come diceva Umberto Saba, bisogna berla tutta, fino all'ultimo e con dignità; c'è il messaggio a Mario Monti che non può più raddrizzare le sorti del nostro Paese con lo scudo a proteggere l'oligarchia dei danarosi e attaccare chi non arriva alla fine del mese; c'è la persuasione che il tempo di Berlusconi è tramontato senza speranza d'alba alcuna, c'è la speranza che l'amore non abbia recinti, pregiudizi, condanne con caccia alle streghe, e chiunque si ami, al di là del sesso, possa vivere insieme alla luce del sole; c'è anche che i preti si possano sposare e così le suore; c'è che i giovani abbiano un lavoro; che non ci siano più guerre, razzismi, odio. Il Pianeta è di tutti, come il cielo, come l'aria, come il sole. Non metto altra roba altrimenti la valigia diviene pesante. Auguri! Che sia un anno nuovo umano! Umano!".


CAPODANNO

Capodanno è una festa millenaria. Già Ottaviano Augusto, imperatore romano, proprio in questa fase attuale dell'anno, imponeva grandi festeggiamenti che si svolgevano nel centro della Roma Antica, soprattutto nel rione Parioli attuale. Una festa dove vi erano banchetti luculliani, bevute bacchiche per poi finire tutto in un sesso travolgente. Anche oggi il Capodanno viene festeggiato in tutto il mondo. A mezzanotte, quando finisce l'anno che se ne va, ripetete con me, come gli Spagnoli, "Arriba, abajo, al centro y pà dentro" il loro motto augurale. E poi bevete quello che volete, tutto in un sorso; quindi mangiate dodici chicchi d'uva, ogni chicco un mese dell'anno. Oppure fate come i miei avi, i Greci. Ad Atene si rompe un melograno, simbolo della vita che continua. O se volete fate come Goethe, Hegel, Beethoven, che mettevano nell'acqua fredda del piombo, se si formava una pallina era buon segno. O anche fate come a Mosca: a mezzanotte, aprite la porta di casa per fare entrare l'anno nuovo. Ma, mi raccomando, non fate come i nostri avi che buttavano dal balcone cose vecchie, utensili, tegami. Se lo fate, la responsabilità è vostra.

IL DONO

E' tempo di doni, così avviene per tradizione a Natale e Capodanno. Il dono costituisce un elemento, ritenuto prezioso, per le relazioni familiari e sociali. E' una questione planetaria che avviene in tutte le latitudini. Con il dono si evidenziano l'affetto, l'amore, il prestigio sociale, la generosità. Donando, avvengono vari ed ambigui fenomeni interiori: possono essere moventi sinceri, o strumentali per affermare la propria superiorità. C'è chi, donando, gode e non poco, o anche spera in un baratto utilitaristico, in raccomandazioni, protezioni. Addirittura, il dono, quando vi è il "mana" e cioè una forza magica, si collega a forze soprannaturali protettive; ciò avviene in certe popolazioni del Pacifico. Se volete, approfondite la problematica del dono con l'opera di Marcel Mauss Saggio sul dono.


VALIDE ESIGENZE

Ridere significa godere dell'altrui sofferenza, ma con la coscienza tranquilla. 
(F. NIETZSCHE)

Ogni abitudine rende la nostra mano più ingegnosa e meno agile il nostro ingegno. 
(F. NIETZSCHE)

Che cos'è l'originalità? Vedere qualcosa che non ha ancora un nome, che non può essere ancora nominato, benché sia dinanzi agli occhi di tutti. (F. NIETZSCHE)

Che cosa dice la tua coscienza? Devi diventare quello che sei. (F. NIETZSCHE)

Che cosa amo negli altri? Le mie speranze. (F. NIETZSCHE)

Che cos'è il sigillo della raggiunta libertà? Non provare più vergogna davanti a se stessi. (F. NIETZSCHE)

Ognuno ha un porsi al mondo unico, irripetibile, con fattori causati anche dalla vita: nessuno ha il diritto di giudicarlo. (A. FLOCCARI)


La conoscenza arreca nel sangue dell'uomo un ribollio che provoca gratificazioni per le dolcezze dell'anima. (A. FLOCCARI)

I miei pensieri disse il viandante alla sua ombra "devono farmi sapere dove mi trovo; ma non devono rivelarmi dove vado. Io amo l'incertezza del futuro...". (F. NIETZSCHE)

Ognuno sa oggi che saper sopportare la contraddizione costituisce un elevato segno di cultura. 
(F. NIETZSCHE)



FRIEDRICH NIETZSCHE

20 dicembre 2012

DANZA

Sono venuto
a danzare 
con voi
foglie amiche mie
la brezza marina
giunge su di noi
porta il canto
del mare infinito
è dolce
amiche foglie
abbracciarvi
si sente nel cuore
la musica dell'amore.

DANCA

Sou vindo
a dancar
com vos
folhas amigas minhas
a brisa marinha
chega acima de nos
traze o canto
do mar infinito
è doce
amigas folhas abrazar-vos
se sente no coracao
a musica do amor.

ANTONIO FLOCCARI



CONQUISTA

Vi è una seduzione impareggiabile. E' quella dell'amore verso se stessi da non confondere con l'egoismo, con il solipsismo, con la turris eburnea. Essere sedotti da se stessi equivale a ricominciare. ogni volta, a non avere traguardi definitivi, ad avere sete e fame di sapere, di conoscenze. Significa eliminare dalla propria vita lo sbadiglio, la noia, il "non sapere che fare", lo scoraggiamento, il riflusso. Significa il rifiuto della servitù, della delega cieca a chicchessia per le proprie scelte. Significa fare della dignità il vessillo dell'esistenza. Significa riflettere sulle questioni, e poi ancora riflettere per arrivare ad una formulazione provvisoria, mai definitiva. Significa dubitare di se stessi, del pensiero dominante, del "si dice" di un'epoca, dell'andare controcorrente se necessario. Ma quello che più conta significa libertà ed ancora libertà. 



LIBERAZIONE

La democrazia è un grande valore umano purché sia tale; ma quando la democrazia diviene fittizia, quando la rappresentatività diviene oligarchia liberale, quando le moltitudini sono escluse dalla gestione della cosa pubblica, quando il popolo è ostacolato per avere diritto decisionale, allora è sacrosanto e legittimo cambiare, liberarsi da una cappa di oscurantismo e di ipocrisie che danneggia le condizioni della vita. Per liberarsene, occorre valorizzare l'autonomia dell'uomo, la riflessione, la capacità deliberativa e, badate, dobbiamo finirla di volere l'adattamento, l'inserimento, l'integrazione, così si rende l'uomo succube, schiavo, ripetitivo, omologato facendogli avere, così, il pensiero ereditato ma non proprio. Tutto ciò deriva da millenni di egemonia culturale ellenica con i suoi concetti da far propri come dogmi, come eterni. Così la creatività, l'immaginazione, gli istinti, la fantasia, i desideri sono andati al macero con la massima complicità di Sigmund Freud. La creatività è stata occultata. Se vogliamo contare politicamente dobbiamo farci una nuova cultura con relativo linguaggio, con una psiche non più incatenata. Cioè un immaginario radicale adeguato per l'uomo di questo secolo, di noi, di te, di me. 



NATALE


Un legame storico unisce il Natale alle feste invernali solenni dei Romani quando si festeggiava la Luce, metafora dell'abbattimento della morte. Quel periodo di tempo dell'anno fu fatto proprio dai Cristiani che vollero solennizzare la nascita di Cristo con il Natale, sovrapponendosi alla cultura sconfitta, come si farà, nei secoli, costruendo Cattedrali sui Templi pagani. E cosa importava loro se Gesù sarebbe venuto al mondo in estate? Natale in inverno equivale alla luce agognata nel profondo di ogni uomo in contrasto con le tenebre della tomba, per non essere schiacciati dal tempo che passa. Si dice anche che il Natale, al di là del suo valore mistico, arrechi malumori, cefalee, ansie, panico, incubi.. per cui vi è gente che non vede l'ora che passi questo frastuono di auguri, di luminarie, di Babbi Natale, di consumismo, di ghiottonerie. Ma perché, ancora, l'uomo festeggia le solennità con la gola, con lo stomaco? E il cuore? E i sentimenti? Cosa è rimasto di Natale nel Natale.


IL LEADER

Si dice che la presenza del leader nella scena della politica del nostro tempo sia tramontata. Sono finiti i tempi di Cavour, di Crispi, di Giolitti, Musoolini, De Gasperi, Nenni, Togliatti. Secondo le analisi più accreditate, il panorama politico attuale è desolante e misero. Non vi sono leaders. Il carisma ha fatto il suo tempo, forse perché gli orizzonti ideologici sono scomparsi, per cui, i feticci, i totem, gli idoli sono messi nel dimenticatoio. C'è anche chi dice che insieme alla crisi del sacro, del mitico, del sublimato, si ha la presenza del non credere nel leader. Il fatto che non vi siano più leaders è una gran fortuna, un progresso, un'emancipazione dell'uomo. Poi giunse Norberto Bobbio che lanciò il bobbismo, cioè l'ideale dell'uguaglianza. Anche quest'ideale ha ceduto facendo posto all'egoismo, all'egocentrismo, all'edonismo, al tramonto dell'altruismo e della solidarietà. Allora, cosa rimane? Il nulla. Come se ne uscirà costituisce il problema del nostro tempo. La soluzione ce la darà la vita futura. 


ELOQUENZA DIMOSTRATIVA

Quando un vento tempestoso la vela della tua barca allontana dall'isola del sangue che scorre caldo nelle vene, trascinandoti nella terra del ghiaccio, nel cuore quanto è dolce ed amaro vedere, distante, l'isola perduta per sempre. (A. FLOCCARI)

Scrivo per liberarmi dei miei pensieri. (F. NIETZSCHE)

Non adulare il tuo benefattore. (BUDDHA)

Soffre della bramosia di essere lodato, e non trova alcun nutrimento per essa. (F. NIETZSCHE)

Chi si sa profondo, si sforza d'esser chiaro; chi vorrebbe sembrare profondo alla moltitudine, si sforza d'essere oscuro. (F. NIETZSCHE)

Chi si discosta dalle cinque pubbliche opinioni e si fa in disparte, ha sempre l'intero gregge contro di sé. (F. NIETZSCHE)

Per me il musicista migliore sarebbe quello che conoscesse solo la tristezza della felicità più profonda e nessun'altra tristezza. (F. NIETZSCHE)

E' un pensatore:vale a dire è bravo a vedere le cose più semplici di quel che sono. 
(F. NIETZSCHE)

Si è lodati solo dai nostri pari. E chi ti loda ti dice: tu sei mio pari. (F. NIETZSCHE)

L'esercizio del potere crea perpetuamente sapere e viceversa il sapere porta con sé effetti di potere. (M. FOUCAULT)



FRIEDRICH NIETZSCHE




































13 dicembre 2012

SCRIVO

Scrivo
per vivere
apro
la porta all'anima
e cammino
nei sentieri dei sogni
scrivo
viaggiando con le nuvole
mi portano
alla sorgente pura
della vita
ed allontano questo tempo
dalla scena del giorno
prendo con le unghie
la voglia insaziabile
di un mondo migliore
scrivo
e tendo le mani
a braccia aperte
e parto con ogni parola
in cerca delle chimere
utopie del mio pensiero.

SCHREIBE

Schreibe
fur leben
offne
die Tur
das Seelen
und gehe
im FuBwege
das Traumen
schreibe
reisend mit die Wolken
mich tragen
auf quelle reine
das Lebens
und fern alten dieser Zeit
auf die Buhne den tages
nehme mit die nagel
meine Lust unersattlich
dines Welten besser
schreibe
und spanne die Hande
mit offenen Armen
auf die Suche des Chimaren
Utopien den mein Gegankens


ANTONIO FLOCCARI

AMBIGUITA'

Mi piace pensare; credo sia un privilegio mettere in moto permanente questo dono straordinario che ci caratterizza nel Creato. Ma se penso alla vita, all'esistenza di ognuno di noi, allora, è inevitabile, mi scorre nei meandri cerebrali il pensiero dell'ambiguità. Quant'è bella la vita con i suoi sublimi spettacoli: i campi fioriti a maggio, il sole dal morbido calore di primavere, i colori del mare, del cielo, dei monti che nessuna tavolozza di pittore potrà mai eguagliare. E quanto è bella la gioventù, l'amore, la passione di Giulietta e Romeo, di Paolo e Francesca, il canto del solitario di Recanati! E poi, il tramonto, la notte senza stelle, l'appassire di ogni cosa, i muri un tempo potenti ed ora cadenti. Ma perché tutto passa? Ecco l'ambiguità della vita. 



(Foto Mara D'Agostino)

FINE DEL LETARGO

Del letargo di moltitudini umane, ne parlava Norberto Bobbio, asserendo che la politica diviene passione per il potere, per la poltrona, per le ricchezze, edonismo, allora la volpe ed il leone divengono le bestie che spadroneggiano nella caduta della storia a miserabile cosa. Di conseguenza  l'uomo cerca scampo nella vita privata, nel riflusso, nel rinchiudersi a riccio, un'esplosione di istinto di conservazione. E' come salvarsi da un tifone tremendo. Ma, ora, usciamo dal letargo! Altrimenti faranno di noi quello che vogliono. Riprendiamoci i nostri diritti con il dovere di esserci, di non stare più in letargo. Vogliamo, sì o no, contare, decidere, essere con la ragione presenti? Allora, chiudiamola la porta a dittatori, a chi fa passare la politica come uno show, a politici stranieri che esondano nella nostra terra, ai mercati che hanno reso un cencio la nostra vita. Uscite dal letargo! Ritornate ad essere uomini!



NORBERTO BOBBIO

NATALE

Anch'io voglio darvi gli auguri per il Natale, ma a modo mio. Vi auguro che il Natale cancelli dalla vostra vita l'asservimento al denaro, al "comanda uno solo", dal credere che la vita sia una continua fuga,  dal cullare nel petto l'odio verso altre razze, altre religioni, altre idee politiche, dal voler tutto e subito. Ma perché, il giorno di Natale, non andate con la famiglia a vedere nostri simili, marocchini, rumeni, neri, gialli, che possono avere bisogno? Allora sì che incontrereste Gesù Bambino, il Presepe autenticamente vivente. E poi, finiamola di dare Auguri a destra e a manca, ipocritamente! Ma vi siete accorti che la nostra specie, quella che ancora si chiama umanità, ha ammazzato il Natale?


NEL CIELO DEL SUD

Perché non ci vediamo domenica prossima, 16 dicembre, presso l'Auditorium Comunale di Polistena alle ore 17.00? Vi sto invitando ad una Manifestazione culturale con protagonista l'opera  prima di Antonio Tropepi "Nel cielo del Sud". La presenterò insieme ad intellettuali valenti.  Passeremo insieme un pomeriggio con i misteri poetici che danno un senso alla nostra realtà, alla vita. La poesia dà energia ad ogni tempo della storia, anche quando la decadenza e la crisi imperversano e poi l'arte, la poesia, la narrativa, come le altre forme estetiche, hanno il magico potere di sconfiggere le cocenti delusioni dell'esistenza. Il viaggio poetico di Antonio Tropepi, nomade dell'amore così urgente nella vita, percorre i sentieri dei grandi valori di ognuno di noi. Il suo pensiero cerca di espugnare gli enigmi del vissuto attraverso l'insuperabile valore della madre, attraverso parole che emanano musica sacra quando esprimono la fede, attraverso la natura in simbiosi con la trascendenza. il resto ve lo dirò domenica pomeriggio. Prima di chiudere, debbo dirvi che con Antonio Tropepi mi sento meno solo nel viaggio che non ha una meta, e ciò è la sua fortuna.




VITALITA' ARTISTICHE

Forse che esistono Verità e Menzogne? O esistono solo Vecchio e Nuovo - e la Menzogna è semplicemente la vecchiaia della Verità? (C. KAVAFIS)

Ciò che sappiamo di noi stessi e conserviamo nella memoria non è così decisivo per la felicità della nostra vita come si pensa. (F. NIETZSCHE)

Lo storico non è soltanto il tecnico dei monumenti del passato; è il mediatore del dialogo reciproco senza il quale passato e presente non avrebbero senso. (J. MICHELET)

L'uomo è relativo; egli deve venerare la donna e rispettarla, perché è lei che fa l'uomo, che gli dà piacere, e che di generazione in generazione ha fatto sprigionare da lui, sotto la spinta dell'eterno desiderio, quei lampi di fuoco che noi chiamiamo arti o civiltà. Così ella crea il creatore, e non vi è nulla di più di grande. (J. MICHELET)

La donna è madre, custode amorosa e nutrice fidata. Gli stessi dei, come gli uomini, nascono  e muoiono sul suo grembo. (J. MICHELET)

Chi sa essere povero sa tutto. (J. MICHELET)

E' insostenibile non poter riconquistare l'amicizia perduta di un emarginato, di un avanzo della vita.  Non potendo pesa nella coscienza il fallimento. (A. FLOCCARI)

E' così immenso il cielo stellato in questa notte gelida d'inverno. Chiamo le nuvole della pioggia amica perché si uniscano alle mie lacrime, mi sento così piccolo, così insignificante. 
(A. FLOCCARI)

Ma quando finirò di cercare il senso della vita... A cercarlo, a rincorrerlo, si è sempre più soli. Gli altri hanno altro da fare. (A. FLOCCARI)

Ma perché nessuno vuole parlare con me? Ma perché sono straniero in casa? Perché sono sempre così solo?... Forse perché sul treno della verità del poeta nessuno vuole salire per partire verso al vita vera. (A. FLOCCARI)



JULES MICHELET

6 dicembre 2012

POESIA

Ed anche se
tempo senza cuore
mi porti via
parti di me
ad una ad una
lasciandomi
come un albero spoglio
sappi che malgrado tutto
resterà con me la poesia 
a gridare al mondo
la sconfitta della fine
poesia eterna gioventù
tienimi con te tra le braccia
con la passione di sempre
poesia vita mia.


POESIA

E tambèm se
tempo sem coracao
me levas 
partes de mim
a uma a uma
deixandome
como um arbore despido
sabe malgrodo todo
restarà commigo a poesia
a gritar ao mundo
a derrota da fim
poesia eterna juventude
susterasme comtigo entre os bracos
com a paixao de sempre
poesia vida migna.

ANTONIO FLOCCARI





CONOSCERE E COMPRENDERE

Porto tra di voi Bloch. E' gentile come ogni autentico intellettuale. Gli chiedo di dirvi la differenza tra conoscere e comprendere. Sentiamo:"Si pensa che conoscere e comprendere siano sinonimi, siano identici. Non è così. Tra di loro vi è una divaricazione. Conoscere equivale a scoprire, ricercare, battere sentieri inesplorati, addentrarsi nell'ignoto, far divenire errore quella che ieri era la verità; così procede la scienza. Invece, comprendere significa mettere a posto, collocare il nuovo con il costituito, catalogare. Conoscere equivale ad una crisi permanente, nessuna conoscenza è un arrivo, ma una partenza, all'infinito. Comprendere è altrettanto importante perché ci consente di conservare, di servirci, se necessario, tramite la memoria, una sorta di mettere in un cantuccio quanto abbiamo scoperto che si renderà prezioso per andare ulteriormente avanti. Allora chi conosce e chi comprende. L'ideale sarebbe che entrambi fossero in uno stesso soggetto, altrimenti avremmo il conoscitore e l'erudito". 


ERNEST  BLOCH



RINUNCIA

Rinunciare alla nostra storia, girare le spalle alle magnificenze del nostro passato storico, architettonico, scultoreo, pittorico, costituirebbe un'ignominia imperdonabile, segno di barbarie. Allora, venite con me a Pompei: sta cadendo, c'è il rischio di perdere la testimonianza più grande della civiltà romana ancora fruibile in gran parte. Venite con me dove l'abbandono, l'inerzia, l'insensibilità condannano opere d'arte allo sfacelo. Eppure, milioni di turisti vengono in Italia attratti dalle nostre bellezze estetiche e storiche. E perché non si trovano le risorse per proteggere la nostra arte millenaria? Occorrerebbe una sensibilizzazione di massa a protezione del nostro passato, maestro del presente, come sosteneva Gianbattista Vico. Siete d'accordo?


SCAVI ARCHEOLOGICI DI POMPEI

DEMOCRAZIA

Allucinante! La democrazia, in Grecia, condannò alla cicuta Socrate, il filosofo più sapiente di tutti i tempi. Riflettere... Tra poco in Italia si voterà. Il principio conduttore dovrebbe essere la difesa della democrazia contro ogni pericolo di deriva autoritaria, di affossamento della libertà, del mandare in soffitta la Costituzione. Ed allora? Mandiamo a quel paese chiunque si senta il demiurgo della situazione, un novello Giove, un deus ex machina. Vogliamo ancora un padrone? Vogliamo essere servi? Attenzione al proverbio:"Meglio libero all'inferno che servo in paradiso". Dobbiamo liberarci della partitocrazia, della casta, dei privilegiati, della classe politica di professione, dagli istrioni che approfittano del vuoto per inserire chissà che cosa. Soluzione? Democrazia dal basso, dalla gente, di te e di me, una nuova epoca in cui ogni cittadino collabora, decide, sceglie, conta. E' difficile? Nulla è impossibile quando l'uomo è tale e riconquista la propria dignità. 


UMANITA'

Benché siano trascorsi millenni, l'uomo non ha conquistato l'umanità. Basta guardare come tratta gli animali e si prova raccapriccio. La vivisezione viene praticata su vari animali sadicamente giustificandosi con l'alibi del procedere della scienza. Animali randagi affollano le contrade senza cibo, un tetto, sotto le intemperie. Si uccidono animali per la pelliccia, per fare felici donne vanitose e sciocche. Altri sono rinchiusi in giro per il mondo per divertire nei circhi: leoni, tigri, elefanti, orsi, foche, strappati dal loro ambiente naturale. Gli zoo sono carceri vergognose con animali cavie dell'osservazione curiosa umana.  E poi, percorsi tipo safari in cerca di emozioni con animali ridotti a cenci viventi. Quando impareremo a rispettare, a volere bene gli animali?



LIBERTA' INTERIORI

L'abitudine ci nasconde il vero aspetto delle cose. (M. DE MONTAIGNE)

L'autentica emozione della poesia è dovuta alla forza dell'ispirazione che si afferma in modo tranquillo e perviene sempre a un'espressione semplice e chiara. (C. CASSOLA)

Ma chi mi ha dato, senza chiedere il consenso, la parte che interpreto sul palcoscenico della vita? La parte sono io senza alcuna possibilità di cambiarla. (A. FLOCCARI)

La poesia non cerca seguaci, cerca amanti. (F. GARCIA LORCA)

Chi sta per annegare si aggrappa ad un rasoio. (PROVERBIO POLACCO)

Per il poeta e per il saggio tutte le cose sono amiche e benedette, ogni esperienza è utile, ogni giorno sacro, ogni uomo divino. (EMERSON)

La specie è tutto, uno non è mai nessuno. (F. NIETZSCHE)

Gli dei percepiscono le cose future, gli uomini quelle presenti, i sapienti ciò che s'avvicina. (FILOSTRATO)

Forse tu conosci uomini a te vicini che solo guardandosi da lontano si trovano in generale sopportabili o attraenti o tali da infondere forza: bisogna sconsigliarli dal conoscere se stessi. 
(F. NIETZSCHE)

Nel giusto vince sul più forte il debole. (SOFOCLE)



F I L O S T  R A T O

29 novembre 2012

CHI SEI

Chi sei
veramente
forse nemmeno tu 
lo sai
ognuno di noi
si porta 
dentro
l'ignoto
non c'è tempo
in questa vita
non ci conosciamo
mai
dobbiamo correre. 

QUEM ES

Quèm es
na verdade
talvez nem tu
o sabes
cada um de nòs
se traze
dentro
o ignoto
nao esta tempo
em èsta vida
nao conheceremos nòs
nunca
devemos correr.

ANTONIO FLOCCARI


IMMAGINE

Chissà se succede anche a voi, a me sì. Da sempre mi avviene di vedere l'immagine della vita in un nostro simile con la storia dei suoi giorni tra le più sciagurate, parlo dei marocchini vestiti inadeguatamente, parlo dei giovani col baratro del futuro davanti, parlo di quella congerie di ogni età che dorme, che vive senza tetto, trovando rifugio dove capita, andando a mangiare presso qualche centro di assistenza, parlo dei condannati a morte o all'ergastolo,  dei bombardati e trucidati in nome del petrolio. Credo sia sufficiente per giustificare il ritrovamento dell'immagine di Dio, di Cristo, del Bambino che nasce nei visi di questa umanità oscurata dai mass media col compito di allietare le serate delle anime belle in pantofole e vestaglia. Ma quando avverrà che festeggeremo il Natale con protagonista l'umanità e non con leccornie, panettoni, cene luculliane e tanta tanta ipocrisia!



LO SCONFITTO

Ascoltiamo un reduce in fuga dalla vita del nostro presente:"Sono in crisi profonda, il disastro del debito si aggira nella mia famiglia e ci condiziona. Siamo prigionieri del debito che non ci consente di vivere come vorremmo, abbiamo ridotto tutto, il nostro tenore di vita è calato progressivamente. Io e mia moglie siamo vittime di malattie psicosomatiche dovute allo stress del debito. E se ci ammaleremo gravemente come faremo? La verità è che il neoliberismo ci ha illusi, promettendoci mari e monti, invece è stato un inganno, un fallimento, deprivandoci di tutto! E noi dobbiamo farci carico dei debiti di chi sta in alto e ci sfrutta barbaramente. Non è vero che la colpa è nostra, io non ho mai abusato di nulla, sono vissuto sempre modestamente, non sono stato mai una cicala. E per impoverirci ancora di più vogliono privatizzare tutto, così ci assoggetteranno, rendendoci sudditi. La produzione del debito pubblico è una fiumara in piena inarrestabile, i creditori si sono presi anche la politica, vogliono tutto, nulla escluso. La storia che verrà dipenderà da noi. Saremo capaci di liberarci  da queste forche caudine?".


SALVATAGGIO

Ma vogliamo o no ribellarci ad una barbarie che si perpetua negli Stati Uniti ogni volta che si festeggia il Ringraziamento quando circa 45 milioni di tacchini vengono trucidati senza pietà, senza alcun bisogno, così, per onorare una tradizione che non può trovare residenza nemmeno nel più sperduto villaggio della civiltà. Quanto è simpatico il tacchino! Animale da cortile, benevolo, variopinto, incantevole per l'immagine... Ha fatto bene Obama a risparmiare i due tacchini destinati alla sua famiglia. Anche se, con il potere che ha, potrebbe risparmiare, fin da questo momento, vittime in Iraq, in Afghanistan, in Palestina - ma hanno il diritto di vivere i Palestinesi, che tra l'altro, hanno le sembianze di Gesù Cristo? - , eliminare anche la pena di morte; eppure, salvando i due tacchini, chissà, potrebbe essere l'inizio di vicende nuove che non siano più sanguinarie.


IMPEGNO


Questo inizio del terzo millennio attende da tutti noi un impegno storico. Lo sapete che, nel nostro tempo, vi sono assalti alla nostra dignità nel tentativo di calpestarla sotto il tallone dell'indebitamento, della sudditanza, dell'assoluta libertà di decidere. Ebbene, nessuno di noi si può esimere dalla lotta per la dignità umana. E poi, riguadagnare, riconquistare, fare nostra la fiducia nel sociale, nella sfera pubblica, nel rapporto con l'Altro. Cominciamo a non essere egoisti, egocentrici, turris eburnea, apriamoci agli altri, considerandoli necessari per la realizzazione della vita autentica. usciamo dal razzismo, dalla persecuzione per religioni diverse, riappropriamoci della politica, delle istituzioni. Non si può stare alla finestra a guardare, si tratta di noi e non possiamo condannarci in un vicolo cieco senza speranza.

VISIONI INNOVATIVE

Un computer è un ponte levatoio contro la caducità di tutti noi. (A. FLOCCARI)

Un miracolo, basta guardarsi intorno: il mondo onnipresente. (W. SZYMBORSKA)

Far vivere un sentimento significa suscitare un'emozione, provocare una commozione: chi ci riesce, è uno scrittore, chi non ci riesce, non lo è. (C. CASSOLA)

Se ti nascono sentimenti ed emozioni che ti facciano amare la vita, allora, il mio scrivere trova la ragione in ogni rigo. (A. FLOCCARI)

La poesia non è che un "piccino" fermento rispetto al grande fermento della vita. (C. CASSOLA)

Quanto è sublime il mistero della vita! Ed io che oso scrivere su di lei riesco appena a sfiorarla. 
(A. FLOCCARI)

L'arte ha catturato la mia vita; a nulla vale che tenti di evadere, possiede il mio cuore. 
(A. FLOCCARI)

Sono in guerra con la vita e l'amo perdutamente, scrivere è un messaggio con sentimenti d'amore in ogni parola in questo esistere amaro e dolce. (A. FLOCCARI)

Chiedo alla vita d'abbracciare l'umanità con la mia penna, non chiedo altro... 
(A. FLOCCARI)

Le opere d'arte parlano in tanti modi: con l'argomento, la tesi, le situazioni, i personaggi. Ma soprattutto parlano per la presenza dell'arte. (B. PASTERNAK)






B O R I S   P A S T E R N A K

22 novembre 2012

BAILE

He venido
a bailar
con vosotros
hojas mias
la brisa marina
llega sobre de nosostros
trae el canto
de el mar immenso
es dulce
amigas hojas
abrezarve
se sente en el corazon
la musica de el amor.

ANTONIO FLOCCARI

MASCHERA

Se nessuno
ti vuole
ti voglio io 
quando vado 
nel mondo
ti dico
aspetta 
tornerò da te
caro me stesso
non posso
portarti con me
nel mondo
porto la maschera
e come me
tutti.





RITI

La noia imperversa tra l'umanità del nostro tempo, una vita ripetitiva, monotona, sempre uguale a se stessa, è lo scenario dello scorrere dell'esistenza. Allora, bisogna porre rimedio, magari illudendosi, non si può subire passivamente la presenza della fine con la vita in corso. si ricorre, così, ai riti, alle fotografie, alle riprese televisive, alle feste, alle ricorrenze dell'onomastico o del compleanno: tutto ciò è terapeutico per un'umanità che è consapevole che la felicità che si aspettava non è venuta, la promessa non è stata mantenuta. Vi è un desiderio di felicità irrisolto che tenta di appagarsi, anche se parzialmente, con i riti e con l'immortalare questi momenti pateticamente. Amici miei, voi ed io abbiamo consapevolezza, ma non lo diciamo agli altri. facciamoli continuare nelle loro metafore, nelle loro sceneggiate, nei loro rituali, forse, hanno il diritto che continui, fanno male a nessuno.

L'IMMAGINE

Sosteneva Hegel che la religione autentica, degna dell'uomo, non posa essere complice di immagini, statue, di percettivo. Anche il Cristianesimo,  ai suoi inizi, era aniconico, cioè lontano dalle immagini. Ancora oggi, le religioni monoteistiche rifiutano l'immagine e la ritengono offensiva lesiva, indegna del Divino, così gli Ebrei e così i Musulmani. D'altronde, nei testi sacri cristiani c'è scritto che è inaccettabile a Dio che si facciano immagini di Lui. Poi, secondo un'interpretazione diffusa, vi è stato un immenso processo di umanizzazione di Dio; di qui le statue, i dipinti, le processioni. Uno studioso di questa problematica è Francois Boespflug. 


COINVOLGIMENTO

Che vi possa essere qualcuno che ci rappresenti dopo che l'abbiamo votato ha esaurito la sua spinta  propulsiva. La delusione. l'inganno, l'interesse, il non tener fede al mandato sono sufficienti per una dimostrazione palese. Fermo restando che la democrazia, le Camere, la libertà ottenute nella nostra storia con sacrifici immensi che vanno dalla galera alla morte non si tocca, la nostra fiducia - è storico - è  inesauribile. abbiamo sofferto la dittatura e non deve più tornare. Ed allora, che si fa? Occorre un nuovo sistema democratico con meccanismi di sorveglianza, interdizione e giustizia nei vari passaggi politici. Occorre che ognuno di noi sia coinvolto nell'attività dei governanti con legittimi diritti di decisionalità, scelta, giudizio. Pierre Ronsavallon chiama questo nuovo sistema "Controdemocrazia".


ERGASTOLO

Accade spesso che il condannato all'ergastolo preferirebbe morire, specie chi paga con l'ergastolo ostativo ovvero senza provvedimenti alternativi. Da una statistica emerge che ben 300 ergastolani avrebbero chiesto di poter morire. E pensare che la Costituzione Repubblicana, all'articolo 27, recita il principio riabilitativo del condannato. L'ergastolo, come la pena di morte, non fa assolutamente diminuire i reati, per cui non si può considerare un rimedio. Occorre abolire questa pena disumana. Mi trovo consenziente con l'iniziativa popolare per la sua abolizione. Con me ci sono Andrea Camilleri, Franca Rame, Ascanio Celestini, Giuliano Amato, Susanna Tamaro, Erri De Luca, Gino Strada, Margherita Hack e tanti altri ancora. Si pensa che la partecipazione all'iniziativa sia appena cominciata.


CULTURA DELL'ANIMA

Il bisogno di un poeta è la ricerca di una verità puntuale, non di una verità generale... che canti ciò che unisce l'uomo agli altri uomini ma non neghi ciò che lo disunisce e lo rende unico ed irripetibile. (E. MONTALE)

La vita o si vive o si scrive. (L. PIRANDELLO)

L'arte è la forma di vita di chi veramente non vive: un compenso o un surrogato. (E. MONTALE)

Il sentimento del tempo è il senso stesso dell'esistenza. (C. CASSOLA)

I libri sono i cibi dello spirito. (P. ODIFREDDI)

Anche gli spiriti più eminenti si sbagliano come le persone più comuni. (VOLTAIRE)

Le parole, per essere capite, devono essere codificate. (M. FERRARIS)

Vivere è lasciar tracce. (J. DERRIDA)

Scrivo per non morire, sono innamorato della vita. (A. FLOCCARI)

I miei libri sono scudi contro la fine della vita. (A. FLOCCARI)





EUGENIO  MONTALE




15 novembre 2012

IMMAGINE

Pensiero
portami 
l'immagine 
di me 
specchio 
della vita
ecco
la porti
me che scrivo
hai fatto bene
non sono altro
che questo.


Un omaggio in Lingua portoghese

IMAGEM

Pensamento
traeme
a imagem
de me
espelho
de vida
eis
traes
a me que escrevero
figeste bem
nao sou outro
que isso.

ANTONIO FLOCCARI



L I S B O N A

ALLA FINESTRA NO

Che abbiano celebrato il funerale dell'intellettuale è vero e nessuno se ne è accorto. Voglio non stare alla finestra e cantare il sole che tramonta; allora dico ai giovani, agli studenti, ai disoccupati, ai padri di famiglia con la miseria dietro l'uscio, che sono con loro nelle piazze del nostro Paese, anche se odio la violenza. Chi ha ragione non ha bisogno della violenza che è sempre una perdita di ragione.Voglio dire ai poliziotti, lavoratori, provenienti dalle famiglie più umili, soprattutto del Mezzogiorno, che sono colpito da come sono costretti a difendere il pane contro loro simili che non cercano altro che il pane. Il responsabile di tutto è il Mercato che ha trasformato l'uomo in merce, in oggetto, in denaro, trasformando al vita in una bancarella dove tutto si vende e si compra, i sentimenti, l'amore, i valori, la famiglia, tutto ridotto a scambio, a dare e avere, a commercio, ad usura. L'intellettuale non può nascondersi dietro parole che non hanno alcun senso con la realtà. Anch'io ho dei figli e mi sento colpito e trafitto dal mercato e da chi lo rappresenta e dal concetto barbaro di "sviluppo" che non è nemmeno un passo avanti di ognuno di noi.


IL NICHILISMO

Se vi sentite scollati, se l'inquietudine vi accompagna, se - come dice Costantino Esposito - il vostro io è da una parte, il mondo, il dato, l'oggetto, gli oggetti singoli e irripetibili dall'altra, se vi portate dentro questa patologia, esternamente questa fisiologia, allora appartenete, come me, alla modernità. Come diceva Italo Svevo "siamo con un pensiero senza affettività e un'affettività senza pensiero". Il nichilismo è una permanente incertezza, il riverbero di chissà che cosa, una lotta continua contro lo scacco, il non credere ad alcun disegno provvidenziale, il vivere di contraddizioni senza fede nella speranza. Eppure questa concezione della vita è affascinante perché è un continuo viaggio verso la conoscenza, la scoperta, il mettere in discussione soprattutto se stessi, l'elegia di se stessi, della propria individualità, una sorta di anarchica ribellione contro la libertà, la coscienza, il pensiero. Gli altri, anche se la vita è un legame perpetuo con l'io, sono indispensabili perché rinforzano la propria individualità. Può sembrare un paradosso: un io sublimato abbracciato con gli altri. non è vero che non possono stare insieme. E' la nuova frontiera della società del domani.


ITALO SVEVO



LA LIBERTA'

Diceva Hannah Arendt:"La libertà è la radice dell'esistenza e con essa nasce e perisce... L'uomo solo, libero da legami, non è in grado di resistere al potere totalitario e al capo...  L'individualità assoluta alla fine anela alla conformazione assoluta della società totalitaria... L'idea che la politica sia basata sulla società e quest'ultima sulla famiglia è stato il grande errore con il quale la cristianità ha rovinato il concetto di politica". Arendt è sintonizzata con il nostro tempo, vediamo: "la politica fa nausea", "i politicanti sono delinquenti", "ci vorrebbe una bomba per tutto", "non vado a votare", "non voto per nessuno", "uno vale l'altro"; "mandiamoli tutti a casa". Si tratta di un preludio tragico perché prepara il terreno alla dittatura, ad un ritorno al fascismo rivisto ed aggiornato ai tempi, all'affossamento della libertà. Ed anche se è vero che la politica si è suicidata, abbiamo la forza e la ragione per cambiare ed andare avanti. "L'ora è fuggita" è un passaggio sublime di Puccini nella Tosca, ma non può essere il de profundis della civiltà del nostro Paese.


HANNAH ARENDT

LA FAMIGLIA

La parola famiglia, ermeneuticamente, è una dell più elevate come valore etico dell'umanità. Ma, bisogna intendersi. Famiglia è l'io, posso fare famiglia con me stesso, volendomi bene, stimandomi, possedendo un fratello dentro di me. Non è egoismo, egocentrismo, ma coscienza che va al di là del cogito ergo sum cartesiano. Come dice Hannah Arendt, la famiglia greca è stata un modello autentico dello stare insieme tra genitori e figli, valorizzandosi reciprocamente, trovando un'identità di ruolo soddisfacente. In seguito, la famiglia è divenuta un nucleo arroccato, chiuso, egoistico, con gli altri lontani, quasi rivali a priori. Così la famiglia è stata strumentalizzata come sorgente, colonna portante della società, della politica, di certe religioni. Si pensi ad Hegel, si pensi a più di una religione monoteistica; per cui, la famiglia da fucina di gratificazioni è divenuta un covo ostile da difendere con i legami del clan, della tribù. E così l'autonomia, il vedersela da sé, la decisionalità, la capacità di gestione non hanno potuto svilupparsi: la madre resta immatura, il padre viene svilito, i figli sono perpetui pulcini incapaci di volare nella vita. Ma - cosa più grave - la famiglia viene strumentalizzata come scudo contro le innovazioni civili del nostro tempo, e cioè il matrimonio gay, le unioni di fatto, qualunque tentativo di sminuire o cambiare una tradizione obsoleta.



SENSIBILITA' CONIUGATE

Qualsiasi rappresentazione della vita è inadeguata; qualsiasi commento della vita insoddisfacente. (C. CASSOLA)

Il giorno che fosse smarrito il senso poetico della vita, l'umanità sarebbe alla vigilia del suicidio in massa. (C. CASSOLA)

Il compito della poesia è di darci il senso della vita. (C. CASSOLA)

La letteratura creativa, dunque, o è letteratura di sentimenti o non è nulla. (C. CASSOLA)

Come non rimpiangere la felicità perché siamo stati ciechi? (C. CASSOLA)

Scopo dell'arte non è quello di risolvere i problemi, ma di costringere la gente ad amare la vita. 
(L. TOLSTOJI)

L'arte, anche l'arte tragica, è sempre il racconto della felicità di esistere. (B. PASTERNAK)

Lo scrittore deve solo parlarci solo di sé. (C. CASSOLA)

Il cuore agisce nella sfera del piccolo, ed è grande proprio perché agisce nella sfera del piccolo. (B. PASTERNAK)

Chi non sa star solo, non ha una vita propria; e chi non ha una vita propria, non ha niente da dare agli altri. (C. CASSOLA)




CARLO CASSOLA


8 novembre 2012

IL NONNO

Lasciatemi inseguire
dentro di me 
le tracce indelebili
impresse per sempre 
da chi era l'amore 
ecco trovo
l'odore il tatto la voce
lo sguardo sempre sereno
come il cielo tetto
della mia vita
ed anche se non c'è più
è eterno ed immenso
col sangue che scorre
nelle vene fino al cuore

EL ABUELO

Dejadme perseguir
dentro de mi
las huellas indelebles
impresas por siempre
de quien era el amor 
mira encontro
el olor el tacto la voz
la mirada siempre serena
como el cielo tejado
de mi vida
y tambien si no ya mas
es eterno y inmenso
en el sangre que desliza
en las venas desde al corazon.

ANTONIO FLOCCARI


RIVOLUZIONE COPERNICANA

L'uomo attraversa un frangente negativo non solamente per le condizioni economiche, politiche, sociali, ma anche per una sorta di crisi individuale. Tutto comincia con un mastodontico errore pedagogico: perché si insegna ai fanciulli l'alfabeto, la lettura, lo scrivere, il far di conto e non si mira, invece, a formare le fonti della conoscenza che - come diceva Gandhi - sono tre e cioè le mani, il cuore e il cervello, e vanno esercitate congiuntamente; ciascuna di esse - continuava Gandhi - senza le altre non ha valore. Così facendo si allontanerebbe la scuola parolaia ed astratta, eteronoma, e si metterebbe in moto una rivoluzione copernicana.


G A N D H I

UN MAESTRO

Vi faccio ascoltare un mio modello culturale. E' iraniano, si chiama Majid Rahnema:"La ricchezza è una minaccia per i diritti dell'uomo; nessuno può giudicare quattro miliardi di persone per il loro reddito; conta il sapere di cui ogni persona è portatrice; la storia è quella dei vinti e non dei vincitori; i poveri non sono biglietti di banca svalutati; l'economia moderna è nemica del sociale; liberiamoci dalla logica imposta dall'ordine produttivo instaurato dalla rivoluzione industriale; diveniamo saggi accontentandoci di ciò che abbiamo, della nostra dignità e della nostra cultura; essere coscienti della propria impotenza significa non trasformare la vita in una savana; meglio la povertà conviviale che la ricchezza bestiale; lo "sviluppo" è finito per legittimare la legge della giungla, la distruzione del sistema immunitario delle persone, la svendita delle loro risorse e dei loro talenti al migliore offerente".



MAJID RAHNEMA


GIUSTIZIA

Se si vuole la giustizia occorre essere diversi rispetto a ritardi mostruosi che imprigionano la civiltà umana. E mentre negli Stati Uniti, nelle recenti elezioni presidenziali, in ben quattro Stati, è stato legalizzato il matrimonio tra gay, e mentre in Francia è divenuto legge dello Stato, così in altre latitudini, da noi, in Italia, si rimane fermi a concetti obsoleti non ammettendo, come dice Margaret Farley, che l'amore autentico ha un unico volto. D'altronde - a meno che non si voglia imprigionare la morale e tenerla statica a tempi sorpassati dalla storia - non si può identificare l'amore con i genitali, è qualcosa che va oltre mettendo in campo i sentimenti, il rapporto con l'Altro caratterizzato dall'amicizia, dalla considerazione, dalla stima, dal bene. Ma quando vorremo tutti che la giustizia sia uguaglianza nei rapporti sessuali non più demonizzati per calcoli di potere e di dominio. La civiltà progredisce insieme ai diritti civili, l'epoca della caccia alle streghe, dei pregiudizi, delle persecuzioni è finita. 





SCOMPARSA

Come tutti gli esseri umani di questo tempo sono ossessionato dal timore della scomparsa del nostro modo di essere legato alla storia del nostro popolo. La globalizzazione distrugge, cancella, annienta ogni identità umana: la cultura, la storia, il linguaggio, l'economia, la concezione della vita, i rapporti umani, i desideri, la speranza. E' un rischio già in corso, una tendenza omologatrice che rende insignificante la particolarità, la diversità, il luogo dove si nasce. Anche la politica diviene ancella della globalizzazione, dei mercati, della Borsa. Tutto viene controllato dal sistema globale che tiene in considerazione nulla le decisioni cosiddette democratiche dei popoli. Anche la rielezione di Obama viene giudicata pericolosa dal profitto della globalizzazione.



BARACK  OBAMA

VERITA' UMANE

E' da più notti che la luce esterna della sua casa viene dimenticata accesa... La lascio accesa per lei, per farle compagnia, lei è così solo... mi rispose. (A. FLOCCARI)

Un borghese non è nulla, consiste tutto nella sua ricchezza, non ha legittimità nell'immaginazione degli uomini. (F. FURET)

L'abbraccio di una fede politica ha due fasi: la prima un approccio razionale ed emotivo, la seconda razionale, dell'approfondimento. (A. KOESTLER)

Una volta assimilata la tecnica, non si è più turbati dai fatti. (A. KOESTLER)

Al vecchio diritto di far morire o di lasciar vivere si è sostituito un potere di far vivere o di respingere la morte. (M. FOUCAULT)

Il mercato si impadronisce della vita sociale e individuale, sostituisce e cancella ogni mediazione istituzionale. (S. RODOTA')

Possiamo accettare che i ricchi "cannibalizzino" i poveri? (S. RODOTA')

Il fanatismo è il principio generale di una nuova "anatomia politica" di cui l'oggetto e il fine non sono il rapporto di sovranità, ma le relazioni di disciplina. (M. FOUCAULT)

Ma in che modo il poeta, lo scrittore può darci il senso della vita? Parlandoci della sua vita. 
(C. CASSOLA)

L'incontro tra lo scrittore e il lettore è in fondo l'incontro tra due solitudini. (C. CASSOLA)



CARLO CASSOLA

2 novembre 2012

DONDE

Donde
serà el amor
es desde una vida
que el busco
donde
serà el amor
si el mundo
es in guerra
siempre
existe o no
donde 
serà el amor
donde serà 
quizà nunca
serà migo.

ANTONIO FLOCCARI

TEMPESTA

Navigo
a vista
il mare sereno
solamente
un ricordo
lasciare il porto
di me stesso
e si va
nell'oceano
in tempesta.

ANTONIO FLOCCARI

PERDERE LA TESTA

Sappiamo tutti che il momento è cupo, inaccettabile, da fare ribrezzo. Il problema è che lo viviamo noi, che passa su di noi; certo, si tratta di un frangente con marosi colossali, da uragano, ma da questo a perdere la testa significa seppellire la storia antica che la nostra civiltà ha scritto, anche ammettendo errori. La politica è in coma profondo, l'abbiamo sostenuta, votata, abbiamo creduto a valori, a modelli di vita. Ma, è proprio vero che, purtroppo, qualsiasi cosa passi nelle mani dell'uomo si trasformi in fango melmoso. Ed allora che dobbiamo fare? Non dobbiamo farci ingannare dal canto delle sirene di millantatori che, approfittando della crisi catastrofica, tentano di truffare con miraggi che, poi, diverranno pericolosi per la democrazia. Se proprio, ormai, si crede a nulla, allora ciò può essere l'alba di una ricostruzione della civiltà. E' essenziale che permanga la fiducia in noi stessi, nel giusto, nell'adeguato per il domani delle nuove generazioni. Guardatevi dal "muoia Sansone con tutti i filistei": le macerie del cataclisma ricadrebbero su di voi. La fiducia non può sentire il suo "de profundis".



I VESTITI

Ti ricordi il motto antico:"L'abito non fa il monaco"? Tale è la sua veridicità che permane significativo nel tempo. Quello che è certo è che gli esseri umani che hanno segnato la storia avevano una sorta di fobia per i vestiti. Pensate a Cristo, a Francesco d'Assisi o a Gandhi, a Confucio e troverete emblemi di sublimazione del pensiero, del messaggio, dell'identificazione dei vestiti con la vanità, la perdita dei valori, l'errore di rotta nella navigazione nella vita. Vi è un'equazione: la ricercatezza dell'abbigliamento è proporzionale al non accettarsi adeguatamente. Un'aggiunta consolatoria ad un concetto negativo di se stessi spinge moltitudini nel mercato dell'addobbarsi con vestiti firmati, da sfilata di moda, non pensando che un pettirosso è così bello per natura che non avverte nessuna necessità di diventare ridicolo con panni che fanno divenire la vita buffona. 


LAVORO MANUALE

Cristo nella falegnameria del padre putativo Giuseppe o San Benedetto, a Cassino, "Ora et labora" ai suoi monaci: il lavoro manuale elevato alla massima considerazione fu valorizzato dal Cristianesimo contro la cultura greca e romana che concepiva il lavoro degno della plebe e dei servi, e così nel Feudalesimo. I nobili ed i borghesi mai hanno lavorato con le mani, ed anche oggi i genitori si attardano, rovinando i figli, per questione di vanità, inviandoli, quasi con forza, all'Università per farne dei disoccupati cronici. E i campi, le officine, le botteghe artigianali aspettano in solitudine; tutto mentre la disoccupazione è divenuta terrificante. Vogliamo mandare i figli a lavorare?





CHI SIAMO

Avete mai pensato che siamo tutti dei prestanome? Tu credi di essere chi sei, ma non è così. Se ci pensi bene , per questioni di profitto, di tornaconto personale, da sempre ti hanno trasformato in uno spot. Chiediti cosa desideri, chiediti come pensi, chiediti se sei felice, chiediti se la vita sia quella che avresti voluto che fosse. Ti giungeranno delle risposte e ti diranno che la tua identità è morta e sepolta. E se vuoi festeggiare il tuo onomastico aspetta il giorno dei defunti. Dove sono le tue emozioni? Dove sono i tuoi istinti? Dove sono i tuoi caratteri? Sono stati tutti condannati a non esserci e così sei divenuto un suddito ubbidiente e "persona perbene", ovvero un automa teleguidato senza volontà e senza creatività.


MAPPE CONCETTUALI

Quando i ricchi si fanno la guerra sono i poveri che muoiono. (J. P. SARTRE)

L'amore uccide ciò che siamo stati perché si possa diventare ciò che non eravamo. (SANT'AGOSTINO)

Gli uomini colti sono superiori agli uomini incolti nella stessa misura in cui i vivi sono superiori ai morti. (ARISTOTELE)

Chi pensa alla morte muore due volte. (PROVERBIO POPOLARE)

Spesso è da forte, più che il morire, il vivere. (V. ALFIERI)

Il sole può tramontare e poi risorgere; noi, invece, una volta che il nostro breve giorno si spegne, abbiamo davanti il sonno di una notte senza fine. (CATULLO)

Quanto è raro incontrare un viso di un mio simile che ricordi l'umanità (A. FLOCCARI)

Addormentarsi con una stazione ferroviaria deserta nel cuore della notte per compagna nel cammino che porta al sonno, senza la minima volontà di partire... (A. FLOCCARI)

Nella notte anche una luce ad una finestra di qualche nottambulo in rissa con il sonno manda messaggi di compagnia in attesa dell'alba con la vita che ricomincia. (A. FLOCCARI)

Bisogna incontrare la solitudine quando cala la notte senza stelle in una terra che non è la tua per sentire nell'anima invidia per chi non è solo; e non importa che non abbia un nome, un volto, un'immagine: è chi avresti voluto essere. (A. FLOCCARI)



JEAN PAUL SARTRE

25 ottobre 2012

RECUERDO

Lo mires
cosa me haces
basta
que me rozes
y el encanto
entra in mi vida
entonces
estes migo
y las tristezas
los cielos oscuros
seran un malao recuerdo
in tu vida
ven conmigo
por siempre.

ANTONIO FLOCCARI



PARLARE

Voglio sentire
parlare ancora
come mia madre
una parola limpida
come acqua di sorgente
di montagne vergini
mia madre parlava
era un coro con l'aria
con i pioppi danzanti
per la felicità di vivere
con l'odore del pane
per il forno vicino
mia madre non parlava
cantava con ogni parola
l'inno alla vita.

ANTONIO FLOCCARI


PASSEGGIATA A PIEDI



Ho fatto una passeggiata a piedi, mi è tornata la nostalgia di quando si camminava con le gambe con benessere biopsichico. Chissà quando lo farò ancora! Sono tornato a casa annientato, violentato, ridotto ai minimi termini. Rumori assordanti dappertutto: ho le orecchie fracassate. Traffico caotico con benzene a iosa nell'aria a giungere a me, povero pedone solitario, e perciò degno di essere giudicato strano secondo quasi tutti i motorizzati; camion, moto, auto, un brutto universale che ha invaso la mia mente. Ho pure pensato di trovarmi in una sorta di manicomio: tutti a correre senza una ragione plausibile, a salutare con il clacson, a vendere alimenti delicati per la salute confinanti con i tubi di scappamento della motorizzazione di massa. Ho anche visto negozi senza un acquirente per la crisi manovrata globalmente dai grandi capitali e, poi, tutti in auto a sperperare benzina malgrado il suo costo ormai alle stelle. E così le ragazze non camminano più ed hanno le gambe tozze come gli elefanti e il sedere basso che tocca terra, gli uomini con il fiatone anche a fare solo tre gradini. Sapete cosa mi è balenato in mente? Tornarmene a casa, uscire da quell'inferno! Altro che passeggiata a piedi...


AI MIEI AMICI RUMENI - PRIETINII MEI ROMANI

C A N T O Non andare via canto lontano come sei dolce vieni da un cuore felice mi riempi di serenità canta canta ancora a me con il ...