Govi

27 settembre 2012

Amici miei, ho il piacere di offrirvi una canzone in Lingua spagnola:

SI TE PIENSO

Si te pienso
siempre
en cada momento
de la vida
sento serenatas
de mil violins
y no ya palabras
que decian los suenos
con ti que haces
noche y dia
abrazada a me
siempre siempre
como es esplendido
estar tigo que besas
mis labios con pasion
si te pienso
siempre
la vida es felicidas
si te pienso
si te pienso.

ANTONIO  FLOCCARI

DANZA

L'eterna musica, melodia napoletana, 
donava la nenia
ed io e mio figlio
ancora all'alba della vita
ballavamo abbracciati
così lo cullavo
per condurlo
per mano
al sonno innocente
di quell'età senza affanni
Fulvio l'appena arrivato
si stringeva al mio collo
il respiro giungeva al cuore
aveva il magico potere
di riempirmi di dolcezze
allontanavano le amarezze
dell'uomo del nostro tempo
Peppino di Capri cantava 
"Nun è peccato" portando
il sonno al verde ramo
del mio tronco nato
in terra bella nel bisogno
da secoli del pane quotidiano.

ANTONIO FLOCCARI



STRATEGIA POSTMODERNA

Ascoltiamo lo stratega postmoderno della globalizzazione:"La società dello stato "solido" è tramontata. Non esiste più il tempo degli ideali, della fede, delle certezze, delle organizzazioni politiche chiamate partiti. Esiste, oggi, la società "liquida", cioè del consumismo, della globalizzazione, dell'industria della paura, delle sicurezze annegate, della velocità, della giornata frenetica, dell'obbligatorietà di adeguarsi al gruppo altrimenti si è fuori, esclusi, estranei. E bisogna comprare, sempre comprare, i poveri sono esclusi senza pietà, senza assistenza, che siano frustrati. La vita è una merce. Occorre essere omogenei, omologati, assorbire passivamente; al bando spirito critico e riflessione, avanti con la spersonalizzazione e l'alienazione. L'atto morale di aiutare essere umani non è produttivo, la solidarietà è una debolezza assoluta che crea ritardi e disordini. L'egoismo, l'egocentrismo, la vanità, l'arrivismo, l'edonismo costituiscono la nuova morale del secolo appena iniziato." Per chi ne volesse sapere di più si rivolga a Zygmunt Bauman ed Emanuel Lèvinas.



ZYGMUNT BAUMAN

COLONIZZAZIONE NELLA SUBMODERNITA'

Cari amici miei il nostro Paese, come altri - in cima alla piramide  Grecia e Spagna -, è stato colonizzato. Il nostro sovrano si chiama Economia, Capitale, Euro. Un restringimento della sovranità al di là di ogni stampella ipocrita e complice. Qualcuno mi chiederà dove risieda il sovrano; risiede nel "non luogo", cioè in una collocazione non precisa in cui gli esseri umani del Pianeta sono situati, tutti coloni di un immaginario ma potente sovrano che si esprime con un linguaggio accessibile a pochi, quello tecnico-economico di cui lo "spread" ne è l'emblema. Dunque, il nostro Pianeta è divenuto un "non luogo", come un'autostrada, un aeroporto, un centro commerciale, una stazione ferroviaria dove ognuno e spersonalizzato divenendo un numero con regole ferree da rispettare.  Comodità tecnologiche senza anima, scale mobili, porte automatiche, folla anonima, illuminazioni allucinanti, accumulo di punti con tessere senza nome; chi ne vuole sapere di più si rivolga a Mar Augé.



M A R C   A U G E'

GABBIA D'ACCIAIO

La gabbia d'acciaio fu una creatura filosofico-economica di Max Weber nell'epoca del vetero-capitalismo, una sorta di protezione planetaria ideata per allontanare, in ogni modo, dal comunismo tramite assistenza, donazioni, copertura sociale, clientelismo. Ora che il comunismo non fa più paura al capitale della globalizzazione, la gabbia d'acciaio non ha più ragione d'essere, per cui, con il pensiero unico vigente, si può votare chi si vuole "tanto cambia nulla". La vita è diventata flessibile, frammentata, insicura. Lo Stato-balia è scomparso, ognuno deve provvedere da sé in una società-oceano dove il pesce grosso mangia il pesce piccolo. Una moltitudine fallisce e l'inutilità dell'esistenza dilaga. Chi volesse saperne di più si rivolga a Richard Sennett.



RICHARD SENNETT

EMBLEMI DI UMANITA'

L'amore buono è la concordia, il reo la discordia. (ENSIMACO)

L'amore è la prima affezione della materia, la quale essendo imperfetta e informe, desidera la perfezione e la forma. (T. TASSO)

L'amante par che desideri di trapassar ne l'amata. (LUCREZIO)

L'amore è un atto de l'anima che desidera il bene. (PLOTINO)

Ch'amore e 'l cor gentil sono una cosa. (D. ALIGHIERI)

Amore è graziosa e dolce voglia. (P. BEMBO)

L'uomo è il dio dell'istante, cioè del quasi niente. (J. WAHL)

Il nulla accompagna necessariamente l'essere. (J. P. SARTRE)

Bisogna essere ciò che si è. (J. P. SARTRE)

La malafede è fuggire ciò che si è. (J. P. SARTRE)



JEAN PAUL SARTRE

20 settembre 2012

ESPLORATORE

Ancora una volta
un treno nella stazione
partirà tra poco
salgo senza sapere perché
dove mi porterà
non appare all'orizzonte
sento il fascino del mistero
esploratore di terre sconosciute
eterno navigante senza bussola.

EXPLORADOR

Aun una boveda
un tren a la estacion
partirà entre poco
subo sin saber porqué
aonde me traerà
non aparece en el horizonte
escucho el encanto de el misterio
explorador de tierras desconocidas
eterno navegante sin brujula.

ANTONIO FLOCCARI.



CONFRONTO



Assistiamo al dialogo controverso tra due pensatori a proposito della'arte:"L'arte è una mina vagante per chi detiene il potere, per i privilegiati., per l'élite della società. essa indottrina l'umanità, rendendola consapevole, orientandola, scatenando contro il potere masse enormi e moltitudini. L'impero deve controllare l'arte, renderla innocua, sterile, spostandola dalla terra alle nuvole estetizzandola. Allora si deve scrivere di donne, di sesso, di sogni, di metafisica, di religione, di turismo, di culinaria, di moda, del tempo libero. Le problematiche sociali ed economiche non si toccano. L'arte deve inculcare nell'uomo stili di vita fondati sull'egoismo, sull'edonismo, sulla mercificazione di tutto e di tutti. Fate come Scopenhauer o Fichte o Schelling, Hegel, D'annunzio, grandi maestri". Interviene l'altro:"Quando la politica è estetizzata, l'Italia è speculare con arrivismi fondati sul vacuo, sull'edonismo, allora l'arte si deve politicizzare, non può stare a guardare. L'arte dell'impegno, ormai fa storcere il muso, cadute le ideologie. E poi l'arte è stata sempre messa al bando dalla politica perché giudicata pericolosa, da tenere a bada. Ma la letteratura, il cinema, la televisione, le arti plastiche, tutto non può non incidere sulla storia, altrimenti si diviene complici di una strategia di sottomissione delle moltitudini. Cominciamo a scrivere poesie, racconti sull'umanità in cerca di pane lasciando la vita nei mari, cominciamo a rendere protagonisti i giovani disoccupati, i laureati che puliscono le latrine pubbliche, i rapporti sentimentali ridotti a cenci turpi". Chi dei due ha ragione?


UMANITA' SCARTATA

Facciamo parlare uno scartato:"Debbo comprare, andare al supermercato, far parte del mercato, debbo consumare. Mio padre era produttore, io sono un consumatore. Consumiamo tutti producendo rifiuti che, poco manca, ci sommergeranno fino all'asfissia. La globalizzazione ci ha iniettate paure, psicosi: nulla è certo, tutto è instabile, domani, chissà, nessuna sicurezza, le certezze sono state smantellate. Fino ai miei genitori la società era solida, cioè con punti fermi, ideologie, sicurezze anche se povere. Io debbo adeguarmi agli altri, altrimenti mi sento fuori, escluso, scartato. Comprare significa far parte. Io sono giudicato da quanto posso comprare indipendentemente dal mio carattere, dalla mia cultura, dalla mia personalità. Sono mercificato, come una saponetta. L'uomo è un patetico ricordo, sono una cosa, un oggetto". Per chi volesse approfondire si rivolga al filosofo Bauman.


ZYGMUNT BAUMAN

NUOVI SENTIERI ETICI

Il Novecento passerà alla storia come il secolo della fine delle ideologie. La verità assoluta non è più un obiettivo del pensiero e della ricerca. E così l'uomo vive nell'omologazione, nella spersonalizzazione, nell'alienazione. Ormai, le morali sono tante non esistendo più un'ideologia. E' la frammentazione, lo spaesamento. Ecco la fatica intellettuale dei pensatori per cercare una morale nuova che possa essere degna accompagnatrice dell'azione umana. Lévinas ci suggerisce di darci al "tu", all'"altro", darci senza finzioni, maschere, opportunismi, interessi. L'altro accettato come identità e non per il ruolo che occupa da cui ci potrebbero tornare vantaggi. Una nuova morale che sia l'antidoto contro il  potere, la forza e la politica, che, ormai, hanno un'esistenza al di sopra di tutto e di tutti, una casta.




EMMANUEL LEVINAS

SENZA BARRIERE

In un tempo storico in cui tutti si dividono, ostili uno all'altro - razzismi, religioni antitetiche -, un'eccezione che permarrà per sempre è la testimonianza eccezionale che ha lasciato il Cardinale Carlo Maria Martini. Lo stesso Stato di  Israele, il  popolo  e la religione  ebraici - notizia dell'altro giorno - hanno inviato due sacchetti di terra da custodire nella tomba di Martini, situata nel Duomo di Milano, anche se avrebbe voluto essere deposto a Gerusalemme. Un simbolo eloquente di fratellanza, di pace, di dialogo tra fedi diverse con alla base l'amore che supera ogni steccato.




CARDINALE CARLO MARIA MARTINI

SIGNIFICATI POSITIVI

Ti sia maestro il tuo medesimo senno. (W. SHAKESPEARE)

Ma bellissimo è l'amore, come stimò Fedro appresso Platone... (T. TASSO)

Se il poeta è casto nella sua vita sarà casto anche nei suoi versi, perché la lingua è la penna dell'anima, e tali saranno i suoi scritti quali saranno i concetti che nell'anima si saranno formati. (M. DE CERVANTES)

Leggi allora o rileggi, o futuro poeta, maneggia con amore, notte e giorno, gli esemplari poeti Greci e Latini. (J. DU BELLAY)

Gli anni sono solo dei momenti. (R. VECCHIONI)

Avere un posto nel cuore di qualcuno significa non essere mai soli. (R. BATTAGLIA)

L'amore dà la vergogna delle cose brutte e l'ambizione delle cose belle. (PLATONE)

Amore è Iddio e Demonio. (M. FICINO)

L'amor è un gran dio. (ORFEO)

L'amore è grandissimo ed antichissimo oltre tutti gli altri. (EURIPIDE)


MIGUEL DE CERVANTES

14 settembre 2012

SILENZIO







Se sai ascoltare
i silenzi
quando mi sei innanzi
allora si presenteranno 
i miei avi Greci
in cerca di pane
sbarcati senza certezze
giorni infiniti
con la miseria
eterna compagna
di storie sciagurate
e vennero spagnoli
superbi signori 
di noi lazzaroni
e terra ballerina
a mietere vittime
e morbi mortali
a cancellare la vita
come posso parlare
dire qualcosa
vengo da solitudini
senza scampo
con compagno fedele 
il silenzio.

SILENCIO

Pero sabes escuchar
los silencios
cuando me eres antes
entonces se presenteran
mis abuelos Griegos
en busca de pan
desembarcados sin certezas
dias infinitos
con la miseria
eterna companera
de historias desgraciadas
y venieron Espanols
arrongancios senors
de nosostros criados
y tierra bailarina
a matar victimas
y morbos mortals
a canciller la vida
como podo hablar
decir alcuna cosa
veno desde soledads
sin salvamento
con companero fiel
el silencio.

ANTONIO FLOCCARI

UNA NUOVA CULTURA

Cari amici miei, siamo provinciali, asfittici, cerebralmente non riusciamo ad adeguarci ai movimenti dinamici della storia che scorre e lascia nella polvere chi sta inerte, senza creatività. senza intraprendenza. ma la vogliamo finire di sederci, a sera, davanti al televisore a seguire dibattiti di parolai, degni dei Sofisti, buoni per chi vuole stare in pantofole e con la giacca da camera. Dobbiamo liberarcene. Non debbono discutere per noi, lasciarci spettatori, vittime, automi. La cultura del nostro tempo, se vuole sopravvivere, non può farsi seppellire dalle immagini, dall'iconografico. Scrivere, scolpire, dipingere, architettare, poetare con a braccetto il visivo, ciò che si può toccare con mano con sequenze che coinvolgano chi usufruisce esteticamente, facendolo divenire protagonista, facente arte del pensiero, del periodo, del racconto, del verso, del dipinto, del raffigurato, delle linee architettoniche che già Voltaire ai suoi tempi illuministici voleva semplici, parlanti, coinvolgenti contro la cultura rococò, narcisistica, senza spazi al di là di una concezione racchiusa su se stessa. 



V O L T A I R E

DIALOGO

Ancora - non sono stati sufficienti gli innumerevoli eccidi del passato - le religioni si presentano separate sullo scenario mondiale, se non una contro l'altra senza rispetto e accettazione reciproci, senza dialogo. Lo spagnolo Raimundo Panikkar,  di origine indù, avrebbe voluto l'integrazione della molteplicità delle fedi religiose. Concetto fondamentale che esprimeva era che "la verità è relazione, è necessario liberarsi da ogni chiusura, Cristo non appartiene in forma esclusiva, appartiene a tutto,  è tutto di Dio-Padre". Altro che Islam demonizzato, altro che Testimoni di Geova calunniati, altro che odio verso gli Ebrei, altro che confini contro i Protestanti. 



RAIMUNDO PANIKKAR

DE PROFUNDIS DELLA LAUREA

La Laurea rimane, ancora oggi, come un desiderio per il figlio di genitori complessati verso il mondo del lavoro, a ciò corrisponde una disoccupazione di laureati del 41%, 300.000; questi dati vanno progressivamente aumentando. Pesano di più sulle donne e al Sud d'Italia. Ogni giorno vi è una domanda di occupazione di 6.000.000 di laureati. Una moltitudine di loro si scoraggia divenendo passiva, senza speranza e si rifugia nel nido familiare per sopravvivere. Il dramma dei giovani disoccupati laureato e non costituisce una piaga drammatica nella storia della nostra società attuale. Poi, vi sono lavori, di cui c'è un'alta richiesta, che non vengono presi in considerazione dai giovani: idraulico, ebanista, falegname, estetista, infermiere, contadino ed atri ancora. Occorrerebbe un'inversione di tendenza.



LA COSTRUZIONE DEL SE'

Occorre porre rimedi alla deriva dell'uomo del post moderno: nevrosi, spaesamento, pessimismo, paura del futuro, assenza totale di ideali, caduta verticale della politica e della religione, crisi senza sbocco. Michel Foucault si soffermò su queste problematiche con "L'uso dei piaceri" e "La cura di sé". Ricostruire l'uomo ridotto in mille pezzi a causa di leggi economiche devastanti, di morali prescrittive, di vassallagi ideologici, dall'assenza di decisionalità, di scelte soggettive. occorre un'estetica dell'esistenza individuale, una tecnologia del sé, il raggiungimento dell'obiettivo di essere padrone di sé, autonomo, indipendente, intraprendente, deciso. 


MICHEL FOUCAULT

INTENSE RICERCHE

Vi sono dolcezze che fanno male quanto il dolore. (F. TOZZI)

O miei amici, non c'è nessun amico. (ARISTOTELE)

Meno c'è politica più ce n'è, meno ci sono nemici più ce n'è. (C. SCHMITT)

Chi ha troppi amici non ha nessun vero amico, l'amicizia è un bene raro, non si ha mai più di un vero amico. (ARISTOTELE)

Salvare libertà e uguaglianza dall'abbraccio mortale della fraternità. (J. DERRIDA)

L'uomo prende coscienza di se stesso in una bontà elementare riguardo all'altro essere. (E. LEVINAS)

Erano tempi di parole, che correvano da sole. (R. VECCHIONI)

La rappresentazione dei dolori profondi e dei terrori indeterminati è sostanzialmente morale, perché lascia impressioni che ci avvicinano alla virtù.(A. MANZONI)

Il cuore dell'uomo è inestinguibilmete divorato dalla brama. (W. SHAKESPEARE)

Dammi un uomo che non sia schiavo della passione e io lo porterò nel profondo del cuore, anzi nel cuore del mio cuore. (W. SHAKESPEARE)


WILLIAM SHAKESPEARE

6 settembre 2012

COSA VUOI

Sì lo so cosa vuoi
aspetti che venga anche per te
il tempo dell'amore perduto
nei sentieri del labirinto della vita
sì lo so cosa vuoi
quando ricami il corredo
davanti alla porta di casa
guardando il fondo della via
arriverà anche per te
chi divida con passione i fiori
delle lenzuola del cuscino
in notti dolci d'amore sincero
sì lo so cosa vuoi
sì lo so cosa vuoi
vuoi l'amore che spezzi
con te il pane della vita.


QUE QUIERES

Si lo sabo que quieres
esperas que vena tambien por ti
el tiempo de el amor perdido
en los senderos de el laberinto de la vida
si lo sabo que quieres
cuando bordas el mueblaje
delante a la puerta de casa
mirando el hondo de la calle
negara tambien por ti
qui en divida con pasion las floras
de las sabanas de el almohada
en noches dulces dea maor sincero
si lo sabo que quieres
si lo sabo que quieres
quieres el amor que rompa
tigo el pan de la vida.

ANTONIO FLOCCARI



“ Ricamatrice”, Lin Delija, 1968
Museo Civico di Osimo


L'ECCEZIONE

Finalmente, nello sport, nel calcio, una cometa che mostra ai pellegrini lo stadio dove non si giochi con trucchi, corruzione, catenacci, furbizie che farebbero arrossire Ulisse, tattiche noiose e responsabili del decesso dell'agonismo nel confronto sportivo. Così vedo Zeman, nuovo allenatore della Roma, proveniente da Pescara dove ha fatto cose mirabili. E' uno sportivo puro, trasparente, che rispetta l'avversario, che sa perdere sorridendo nella sconfitta. Un uomo così, come sempre, è stato emarginato, perseguitato, calunniato da chi ha trasformato lo sport in una mangiatoia di loschi affari. Sarei onorato se Zeman potesse essere un mio amico nella realtà della vita. Di lui c'è da fidarsi.


ZDENEK  ZEMAN


HIGGS



La notizia ha raggiunto tutte le latitudini del pianeta: si sarebbe prossimi alla scoperta della cosiddetta "particella di Dio" ovvero il "bosone", da cui si sarebbe originato il mondo nel suo primo attimo di vita con combinazioni fisiche che non siamo del tutto capaci di decifrare. Va da sé che la conoscenza, il sapere, l'indagine scientifica, le scoperte sono un'immagine che va al di là del laboratorio, sono una manifestazione che Einstein poneva al fianco della metafisica, di Dio, senza opposizione, contrarietà, tentativi di oscurantismo, gabbie e manette a chi vuole andare oltre i confini del già conosciuto. Non sono bastati Giordano Bruno, Galileo Galilei, Tommaso Campanella, Telesio? Non è più tempo di roghi umani a Campo de' fiori, come nella Roma del 1600!

ADDIO AD UN AMICO

Il dramma della fine della vita mi ha ulteriormente impoverito portandomi via un grande amico, un uomo che, al di là delle differenze, delle razze, del credo religioso, della legittima tendenza sessuale, delle classi, lascia alla storia dell'umanità un messaggio universale che onora ognuno di noi, laico o credente, ateo o miscredente che sia: il Cardinale Carlo Maria Martini. Lo seguivo sul Corriere della Sera, la domenica, allorché rispondeva a domande che attendevano una sua risposta preziosa. Anch'io gli ho scritto, ma non ha fatto in tempo a rispondermi. Certo, un Papa come lui avrebbe ingigantito la Chiesa immensamente. Ma, come gli spiriti grandi, non è stato valorizzato come avrebbe meritato. Rimane un passaggio obbligato per tutte le anime che vorrebbero essere belle essendo solamente ipocrite.


CARDINALE CARLO MARIA MARTINI

LA PAROLA

Anticamente, la parola era considerata come un grande valore concreto, come se avesse una realtà oggettiva veicolo delle forze interiori. Si pensi che nella Bibbia c'è scritto che Dio creò attraverso la parola. Si pensi che, nel Vangelo, Giovanni sosteneva che "la parola è il figlio di Dio divenuto uomo". E, scorrendo il pensiero, per i neopositivisti e per gli analisti del linguaggio la parola ha un grande valore oggettivo; per i personalisti la parola è prezioso mezzo di dialogo, di comunicazione, di socialità, d'amore; per Sigmund Freud e gli psicoanalisti la parola è la manifestazione esterna dell'inconscio; per Heidegger la parola assume un confine prossimo all'ontologico, all'Essere. E' sufficiente per recriminare come, nel nostro tempo, la parola sia stata ridotta a miserabile cencio e chiacchiera. 


MARTIN  HEIDEGGER

STRUGGENTE INTENSITA'

Il vero amore è quando il tuo cuore e la tua mente vivono la stessa cosa. (L. BARTRAM)

Si ama solamente ciò in cui si persegue qualcosa d'inaccessibile, quel che non si possiede. (M. PROUST)

Per tutti, anche per i più fortunati, l'amore comincia necessariamente con una sconfitta. 
(H. HESSE)

Amare è soprattutto "dare" e non ricevere. (E. FROMM)

In amore non amare troppo è un mezzo sicuro per essere amati. (F. DE LA ROCHEFOUCAULT)

Nulla è difficile per chi ama. (CICERONE)

L'amore consiste in questo, che due solitudini si proteggono a vicenda, si toccano, si salutano. (R. M. RILKE)

I litigi degli amanti rinnovano l'amore. (TERENZIO)

Noi cammineremo insieme, mano nella mano, anche nel regno delle ombre. (T. MANN)

Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla. 
(C. PAVESE)




CESARE  PAVESE


AI MIEI AMICI RUMENI - PRIETINII MEI ROMANI

C A N T O Non andare via canto lontano come sei dolce vieni da un cuore felice mi riempi di serenità canta canta ancora a me con il ...