Govi

25 ottobre 2012

RECUERDO

Lo mires
cosa me haces
basta
que me rozes
y el encanto
entra in mi vida
entonces
estes migo
y las tristezas
los cielos oscuros
seran un malao recuerdo
in tu vida
ven conmigo
por siempre.

ANTONIO FLOCCARI



PARLARE

Voglio sentire
parlare ancora
come mia madre
una parola limpida
come acqua di sorgente
di montagne vergini
mia madre parlava
era un coro con l'aria
con i pioppi danzanti
per la felicità di vivere
con l'odore del pane
per il forno vicino
mia madre non parlava
cantava con ogni parola
l'inno alla vita.

ANTONIO FLOCCARI


PASSEGGIATA A PIEDI



Ho fatto una passeggiata a piedi, mi è tornata la nostalgia di quando si camminava con le gambe con benessere biopsichico. Chissà quando lo farò ancora! Sono tornato a casa annientato, violentato, ridotto ai minimi termini. Rumori assordanti dappertutto: ho le orecchie fracassate. Traffico caotico con benzene a iosa nell'aria a giungere a me, povero pedone solitario, e perciò degno di essere giudicato strano secondo quasi tutti i motorizzati; camion, moto, auto, un brutto universale che ha invaso la mia mente. Ho pure pensato di trovarmi in una sorta di manicomio: tutti a correre senza una ragione plausibile, a salutare con il clacson, a vendere alimenti delicati per la salute confinanti con i tubi di scappamento della motorizzazione di massa. Ho anche visto negozi senza un acquirente per la crisi manovrata globalmente dai grandi capitali e, poi, tutti in auto a sperperare benzina malgrado il suo costo ormai alle stelle. E così le ragazze non camminano più ed hanno le gambe tozze come gli elefanti e il sedere basso che tocca terra, gli uomini con il fiatone anche a fare solo tre gradini. Sapete cosa mi è balenato in mente? Tornarmene a casa, uscire da quell'inferno! Altro che passeggiata a piedi...


COME VA?

Ma quando la finiremo di mettere in campo convenevoli, così tanto per farlo, per abitudine, per ipocrisia? "Come stai? Come va? Tutto a posto?": sono luoghi comuni che aprono il sipario al teatrino del linguaggio che non conta, del "cosi si fa per dire",  della lingua umana divenuta ripetitiva, monotona, asfissiante. Si risponde:"Siamo qui...", non rendendosi conto che "essere qui" significa non essere in ospedale, in carcere o al cimitero. Per cui "essere qui" equivale a ricchezza,a  salute, a benessere. E non si dica più con quel tono di rassegnazione e di pietismo. Non assassiniamo ulteriormente il dialogo umano! Finiamola di dire "grazie" ad ogni pie' sospinto, non è gentilezza, è inflazione della cortesia.




UMANITA' COSMOFAGICA




"Mi stanno distruggendo, annientando... Tra poco vi sarà la mia estinzione. Mi lasciano nulla, mangiano tutto, nessun rispetto, nessuna economia, nessuna razionalità. Voi uomini siete cosmofagici! Vi state mangiando il mondo intero, la natura! E, contraddizione, abbandonate la terra, pretendendo di divorare animali ancora piccoli perché sono teneri - come siete delicati! - e poi, buttate su di me i vostri rifiuti! senza rispetto, comprensione, amore. Siete cosmofagici, barbari! State divorando l'universo! Non rispettate la vita, non preoccupandovi se la natura sopravviverà!" Non sarebbe ora che negoziassimo, venissimo a patti, ragionassimo con le leggi della natura? Salveremmo anche la nostra specie. Come me la pensa anche Eugenio Scalfari.





LA MUCCA

"T'amo pio bove", ricordate? Verso celeberrimo di Carducci studiato universalmente nelle scuole.  Altro che amore per la mucca, per i bovini; invece, tutti quanti a mangiare bistecche, tutte le parti di questo animale così mansueto, instancabile nel lavoro dei campi, soggetto prediletto dei Macchiaioli fiorentini nella loro creatività pittorica, si pensi a Fattori. Poveri animali... Quando giungono Natale e Pasqua si sterminano senza necessità, senza ragione alcuna, ed anche agnelli, maialini, galline, oche, tacchini, anatre. Riflettendo, si capisce che tale alimentazione consiste nel divorare cadaveri. Ed ogni villaggio ha il suo mattatoio dove si sentono strazianti lamenti di poveri animali portati al capestro. Perché non diventiamo tutti vegetariani? Ne avrebbe vantaggio, oltretutto, la nostra salute; ci ringrazierebbero gli animali, il pianeta sarebbe più giusto ed umano. Se a qualcosa possa servire , io sono vegetariano. Teorici di tali problematiche sono Alessandro Mezzena Lona ed Elemire Zolla.



GIOVANNI FATTORI,  Bovi bianchi al carro (1867-1870)

SUGGESTIONI


Due cose sono essenziali al progresso da compiersi: la manifestazione d'un principio e la sua incarnazione nei fatti. (G. MAZZINI)

La fratellanza è, non v'ha dubbio, la base d'ogni società, la condizione prima del progresso sociale. (G. MAZZINI)

Il dovere della filosofia è quello di studiare la saggezza pervenutaci dal passato. (E. H. W. VOEGELIN)

Ognuno di noi è l'umanità. Se ognuno migliora l'umanità stessa migliora. (L. BORSARI)

Non importa quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialzi. (ANONIMO)

E' la mente che fa sani o malati, che rende tristi o felici, ricchi o poveri. (E. SPENSER)

Abbi fiducia di ciò che senti dentro: solitamente è giusto. (ANONIMO)

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. (SENECA)

Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni. (E. ROOSEVELT)

Non seguire il sentiero: tracciane uno nuovo e lascia la tua impronta da seguire. (ANONIMO)




EDMUND SPENSER


18 ottobre 2012

Un omaggio in spagnolo per voi:

SUENO

Perseguo suenos
quieres venir migo
abandona por siempre
las injusticias de el mndo
cuando llegaremos una vida
con eterna primavera
sin guerras sin odio
entonces renasceremos
verdaderemente en la vida
sonada en todas las noches
y el sueno sera verdadero.

ANTONIO FLOCCARI

ME STESSO

Stamane ho rincontrato
il mio amico da sempre
vive con me dall'alba della vita
mi chiede di dargli la mano
di farlo vivere ancora un giorno
ma sì ma sì caro me stesso
vieni con me in questo viaggio
con pagine di storia dell'uomo
macchiate di sangue torture rapine
giungeremo a sera con pene nel cuore
chiuderemo la porta di casa contenti
d'avercela fatta ancora una volta
ricordi caro me stesso la fame
con la guerra appena finita
ricordi quando chi si voleva bene 
sparì nel cuore come il sole al tramonto
ricordi Maria con capelli dorati
occhi cieli sereni a primavera
ad aprirti il sipario dell'amore
vieni caro me stesso tieniti per mano
viviamo malgrado tutto
la vita è tutta una favola da vivere.

ANTONIO FLOCCARI



INDIGNAZIONE

Un terzo degli italiani, negli ultimi tempi, si è rivolto alla Caritas per necessità basilari per vivere. Riesci a giungere alla fine del mese economicamente? Pensi che i tuoi figli avranno un lavoro, una pensione? Convivi con l'angoscia, l'insicurezza, la sfiducia? Cosa pensi della politica? Allora ti lancio un messaggio, con me è il Cardinale Carlo Maria Martini, anche se non c'è più, con me è il poeta Antonio Casares:"Quando non c'è dignità, ci indigniamo, quando c'è indegnità, ci indigniamo, se si rassegnano, non ci rassegniamo, se ci fanno cadere, ci risolleviamo. Se ci vogliono far smettere, non la smettiamo, se ci vogliono far tacere, non taciamo, se ci vogliono cacciare, non ce ne andiamo, se ci vogliono domare, ci ribelliamo. Quando vogliono mentire, non ci crediamo, vogliamo dire a loro quello che diciamo, e vogliamo pensare quello che pensiamo. Se ci vogliono fermare, non ci fermeremo, ché vogliamo provare quello che proviamo, e vogliamo sognare quello che sogniamo...".




CARDINALE CARLO MARIA MARTINI

DISCONTINUITA'

Mettiamo da parte, una volta per tutte, il luogo comune della continuità. Come? Ma non si pensa che la continuità sia coerenza, serietà, logica, punto fermo? Ma come si fa ad essere all'oscuro, invece,  che la discontinuità alla base della scienza, della matematica, della filosofia, della simbologia in un mondo ormai concepito dinamicamente? D'altronde, Einstein, Popper lo hanno ribadito: tutto è provvisorio, relativo, la verità di oggi sarà un errore domani. Persino nella matematica l'aritmologia è la categoria fondamentale delle più recenti teorie. Così la pensa anche Pavel Florenskij. Ditemi che sono discontinuo e mi farete un grande complimento. 




PAVEL FLORENSKIJ

SOCIETA' CONVIVIALE

Ma quando questo nostro tempo potrà avere una società conviviale invece che la società della "vita mea mors tua"? Quando finirà l'essere tutti nel burrone della schiavitù impostaci dalla macchina che ci ha emarginati? Siamo tutti accessori, degradati a ruolo di consumatori. Ma quando l'altro sarà un amico? Quando l'ambiente che ci circonda godrà del respiro condiviso? E poi vi sarebbe la legittimità di toglierci di dosso la necessità, il bisogno, impostici dal bombardamento dei mass media e ricostruire tutto dipendentemente dai nostri desideri. Ma chi 'ha detto che le aspettative di essere chissà che cosa debbono schiacciare la speranza? Le aspettative sono in mano a chi ci sfrutta, a chi ci rende oggetti, merce. la speranza è umana. Pensate: tutto di noi è in mano ad altri: la salute, la cultura, l'anima, le leggi, la politica, la decisione. Riprendiamoci tutto.


L'INTELLETTUALE

E' calato il tramonto sull'intellettuale, ha perso il ruolo che aveva da millenni. Aristotele e Platone illuminavano con il loro pensiero la società, e così nel corso dei secoli la responsabilità degli orientamenti dell'uomo ricadeva su di lui. Ancora con Benedetto Croce e Giovanni Gentile le cose stavano così, ancora con Antonio Gramsci si aspirava all'intellettuale organico, cioè un ingegnere della formazione politica delle masse. Oggi non è più così: sopravviene il tecnico, l'economista, il modello è Mario Monti, una figura chiave dell'attuale direzione della società. Alla demolizione dell'intellettuale un considerevole contributo è giunto dai mass media con prestazioni ibride di semilavorati rustici di cultura giornalistica. Oggi, l'intellettuale tace, il pensiero unico del capitale non concede spazio, chi dissentiva è defunto. Al limite, si può assistere, la sera, in vestaglia e pantofole, ai battibecchi televisivi, specchi per le allodole di un pensiero deceduto. L'intellettuale è in letargo, a disagio, la sua funzione rimane quella di occuparsi di astrazioni, roba da mercato, libri da stazione ferroviaria. Almeno si rassegnasse ad accettare di rinunciare al privilegio borghese di essere speciale, su un piedistallo, e convincersi, concetto cinese, che l'intellettualità è di tutti, grande conquista democratica.





ANTONIO GRAMSCI

PREGIUDIZI

Un giudizio ingiusto, con radici nel razzismo vergognoso, è, sicuramente, quello di Cesare Lombroso su Giuseppe Vilella che sarebbe divenuto delinquente per la conformazione del suo cranio per nascita, ereditarietà. Va da sé che tale sentenza ha pesato, pesa ancora sul buon nome della Calabria essendo Giuseppe Vilella di Motta Santa Lucia. Il cranio famigerato, depositato nel Museo di Antropologia criminale di Torino, per richiesta, dovrebbe tornare in Calabria. Un pregiudizio sommario, disumano che sta all'origine di una classificazione offensiva di noi calabresi, tutt'ora esistente nelle terre del Nord, divenute opulente con lo sfruttamento del lavoro dei calabresi e dei meridionali.




IL CRANIO DI GIUSEPPE VILELLA


POLIFONIA DELLA VITA

L'apparenza è dunque equivoca ed è quindi imprudente giudicare le persone in base ad essa. (M. NEDONCELLE)

Come il cibo ha bisogno di tempo per essere digerito, così ogni ora di lettura ne richiede alcune di ragionamento e meditazione per essere vantaggiosa. (J. BALMES)

L'uomo deve leggere poche cose, ma scelte, e pensare molto. (J. BALMES)

Un genio è una fabbrica, un erudito, un magazzino. (J. BALMES)

Volete evitare rivoluzioni? Promuovete evoluzioni. (J. BALMES)

Se vogliamo pensare bene dobbiamo cercare di conoscere la verità, cioè la realtà delle cose. 
(J. BALMES)

Quando la società è governata da leggi corrotte e da istituzioni decrepite, l'uomo stesso è depravato e il cittadino corrotto. (D. CORTES)

La libertà muore, ma essa non risusciterà né al terzo giorno né dopo tre anni, né allo scadere di tre secoli. (D. CORTES)

Ho scoperto la filosofia grazie all'amore, poi la filosofia è diventata l'amore di una vita.
(A. HELLER) 

Alla certezza silenziosa dovremmo opporre il bisogno costante di nuovi e fondamentali dubbi. 
(S. VECA)




J A I M E   B A L M E S

11 ottobre 2012

PASION

Es tarde
el dia cansado
despues el tiempo
a hacer el amor
con la hermosa natura
pede la cama
para sonar manana
cuando el abrazo inmenso
perpetuarà la pasion con la natura
y el tiempo serà feliz
por como vuela la vida.

ANTONIO FLOCCARI.




AMICA

Quanto è dolce
darti la mano
amica mia
da sempre
portami dove vuoi
fammi sognare
ti seguirò con amore
stretta con passione 
al mio cuore palpitante
come sempre
mi porterai nel tempio
incontreremo l'arte
berremo ancora una volta
l'acqua limpida di sorgente
ci disseteremo con la poesia
amica penna amore
eterna compagna del Bello.

ANTONIO FLOCCARI





POESIA


Mi sono fermato - era un'immagine da favola - a guardare i contadini della mia terra che lavoravano nei campi. A contatto con le ricchezze incommensurabili della natura le mani dei contadini davano la sensazione di una penna che scorresse su un foglio a scrivere la poesia della vita. Allora, nel palcoscenico della ma mente, è apparso, per antitesi, l'intellettuale fittizio, ampolloso, con la parola separata dalle cose, il chierico vagante delle anime belle. I contadini, al di là di ogni lezione cattedratica di Ateneo, mi hanno dato l'immensa lezione di semplicità, di innesto con la natura per proseguire la fantastica storia dell'umanità. 

LA BICICLETTA

Vi è un ritorno alla bicicletta, l'aumento della vendita di questo mezzo semplice di locomozione è clamoroso. Sarà per il caro carburante, sarà per il ritorno alla frugalità imposto dalla globalizzazione, Comunque, posseggo una bicicletta da sempre e debbo dire che mi ha salvaguardato la salute fisica e psichica, immergendomi nella natura, facendomi apprezzare valori altrimenti oscurati dalla corsa frenetica della motorizzazione di massa. La bicicletta, per chi la utilizza diviene come una persona, ci si affeziona, sprigiona affettività. E piace anche accudirla, provvedendo subito qualora abbia qualche guasto, mettendola al riparo dall'umidità invernale. Per cui, diveniamo tutti ciclisti, a qualunque età, sarà per noi un toccasana e non ci pentiremo.




UOMO POSTMODERNO

Parla un uomo del nostro presente:"Mi parlano si sviluppo ed io sono sempre più povero, bisognoso, precario. Impera il mercato con la globalizzazione ed io vivo nella miseria economica, psichica, morale. L'economia è divenuta un mito da quando è stato imposta all'umanità fin dalla Rivoluzione Industriale inglese. Hanno saputo seminare, diffondere nell'immaginario collettivo la divinizzazione del denaro, della Borsa, del profitto. E tutti siamo divenuti merce. Sapete cosa faccio? Mi purifico con una nuova igiene di vita rifiutando questo tipo mostruoso di concepire la vita, di distruggere la natura, di moltiplicare esclusi, poveri, affamati. Voglio sbattere la porta in faccia a paroloni come sviluppo, progresso, dominio della natura, razionalità, tutti falsi valori. Voglio aprire la porta della mia vita alla cultura, all'arte, alla natura, al lavoro quanto basta, alla giustizia sociale, a un altro tipo di sviluppo sul luogo dove si vive, il microsviluppo con gli altri che assumano grande valore nella convivenza. E come sostiene Francois Partant: frugalità, sobrietà, austerità nel consumo materiale, un altro sistema, un'altra vita".


LA STANCHEZZA

Siamo tutti stanchi, sovraccaricati, in ogni attimo della vita oberati. E tutto avviene mentre siamo bombardati da miriadi di distrazioni che si impongono con i mass-media. E la nostra mente subisce gli stessi effetti di quando le pile scariche immobilizzano un apparecchio. Qualcuno ci ha messo in mente che dobbiamo essere capaci di prestazioni sempre ad ottimo livello in qualunque campo agiamo. E così siamo vittime della stanchezza, ci sentiamo spaesati quando il ritmo della normalità, monotono, uguale, ripetitivo, ci cattura. Siamo esauriti. Si tratta, dunque, della stanchezza da esaurimento. Contro questo dramma collettivo del nostro tempo vi è un rimedio: non fare, l'inattività, la quiete, la lentezza, il dedicarsi a se stessi. Il non fare è potente, rimargina, cura, recupera. E così ci si potrà dedicare all'arte, alla natura, agli altri. Sarà tutto meraviglioso, un'altra vita. 



EMOZIONI VITALI

L'uomo deve ricercare l'essere e realizzarlo assumendo la responsabilità e il rischio della scelta. (N. ABBAGNANO)

La sola alternativa possibile nei confronti dell'esistenza è l'impegno. (N. ABBAGNANO)

L'uomo è il problema dei problemi che lo concernono. (N. ABBAGNANO)

E la viltà ha due facce, ricerca del piacere e fuga dallo sforzo. (J. LAGNAEAU)

La coscienza non è profetica; noi abbiamo coscienza di ciò che è, non di ciò che sarà o di ciò che può essere. (J. STUART-MILL)

Il tempo interiore è il luogo della libertà. (H. BERGSON)

L'io diviene l'artigiano del suo destino. (R. LE SENNE)

La tragedia umana dipende dalla possibilità, di fatto, che la persona si consumi nell'egoismo. (L. STEFANINI)

Il filosofo deve abdicare al suo orgoglio, il credente alla sua diffidenza verso la ragione. 
(H. KUHN)

Due malattie insidiano la persona: l'individualismo e le tirannidi collettive. (E. MOUNIER)



NICOLA ABBAGNANO.

4 ottobre 2012

Un omaggio andaluso:

CONCIERTO

Basta tu voz
en mi pensamiento
y la vida es dulce
toda la musica
en tuas palabras
es el concierto
con maestro el amor
el corazon se abraza
a ti y canta la hermosuras
de los instantes eternos
que desfilan en el sangre.

ANTONIO FLOCCARI

RICORDO





Ancora una volta
non riesco
vorrei aggrappare
tenere fermo in me
il caro ricordo
di mia madre sorridente
occhi fari della vita
mi sfugge
sparisce
quanto è labile
il ricordo 
dona dolcezze
bolle di sapone
occhi meravigliati di bimbo
si chiede
dove andranno
anch'io cercherei
ritroverei mia madre.

ANTONIO FLOCCARI

LA FEDE

Eugenio Scalfari si domanda da non credente cosa si vive a fare quando non si capisce da dove veniamo, il perché, cosa ci aspetta dopo la vita, sostenendolo in un colloquio con il Cardinale Martini recentemente scomparso. La fede e il nulla: due orientamenti esistenziali che condizionano il senso della vita. Ma come si fa ad avere fede in una fase storica come questa che stiamo vivendo? Corruzione, disonestà, valori sepolti, persecuzioni, razzismi, indolenza umanitaria, abbandono dei poveri e dei miserabili, e poi chi dovrebbe avere la responsabilità spirituale gira le spalle e si occupa dell'opposto. Ma perché gli omosessuali, le coppie di fatto, i diversi, i popoli affamati ancora schiavi del colonialismo, i preti che non possono sposarsi, il pari diritto per le donne  negli uffici religiosi non trovano giustizia? E perché Cristo per convertire Maddalena la seguiva anche nei postriboli e chi lo rappresenta lancia terribili anatemi contro chi non è come noi? Diceva il Cardinale Martini che la fede si conquista ogni giorno tramite il dialogo, il mettere a proprio agio chi non la pensa come noi, il comprendere le difficoltà degli altri nel libero esercizio intellettuale, l'incontro con le diverse fedi, la tolleranza e l'accettazione. Anche in un non credente, spesso, vi è il rammarico di non avere al fede, tanto da chiedersi per quale ragione avvenga. Purtroppo, la fede è in agonia profonda per il solo fatto che non si ha più fiducia in nulla, siamo circondati dalle macerie di quella che era una civiltà.


EUGENIO SCALFARI E IL CARDINALE CARLO MARIA MARTINI

FILOSOFIA E POESIA

Il filosofo è anche un poeta? E il poeta è anche un filosofo? Ascoltiamo Leopardi:"Tra filosofia e poesia non c'è differenza; entrambe si occupano della vita, dell'uomo, della natura, della storia. Io ho scritto l'Infinito e lo Zibaldone". Ed ora ascoltiamo Holderlin:"La poesia è la più alta espressione della filosofia, entrambe sono ricerca, tramite il pensiero e la parola, della verità.". Ecco Benedetto Croce:"Ambedue sono ancelle della libertà, il massimo valore dell'uomo". Infine, Norberto Bobbio:"La penso come Croce: alla base della filosofia e della poesia c'è il valore supremo della libertà".



NORBERTO  BOBBIO


RIPIEGAMENTI IDENTITARI



Ecco un ripiegato dell'identità:"Mi sono appartato da tutto e da tutti, non voglio avere a che fare. tra ed il resto del mondo c'è un muro. Cattiveria, odio, invidia, rancore si annidano da qualche parte ad ogni pie' sospinto. Conviene stare riparati come se non si vivesse. I miei maestri sono gli Stoici, pensiero eterno in epoche storiche caratterizzate dalla decadenza e dall'abbrutimento dell'uomo". Il nostro arroccato conosce la mediazione o il compromesso, la diplomazia o la compensazione, il relativismo? Diceva il Cardinale Martini che la Carità consiste nell'accettazione, nella valorizzazione, nell'amore per l'altro senza buonismi o ipocrisie.

ABITUDINI

Le abitudini possono chiudere in una morsa di staticità l'uomo e la società. Possono essere una sorta di paralisi. Quando impera la dittatura dell'abitudine spariscono la creatività e la fantasia, la ricerca, l'esplorazione, la libertà. Si cade in automatismi che vengono ripetuti senza il lavorio dell'intelligenza. Comunque, è anche vero che le abitudini sono una grande economia per l'uomo nel senso che se si dovesse ricominciare sempre daccapo vi sarebbe uno sperpero di energie che porterebbe alla fine. Per cui, le abitudini hanno una duplice valenza. Un ricercatore in merito è Charles Duhigg, studioso d'avanguardia  sulle abitudini.



CHARLES  DUHIGG


LIBERE CREATIVITA'

L'uomo è la sola creatura che rifiuta di essere ciò che è. (A. CAMUS)

La verità è una finzione dello spirito umano. (F. NIETZSCHE)

La verità spesso è legata al coraggio, come la menzogna alla viltà. (J. WAHL)

L'esistenza è scelta. Esistere, per l'essere umano, è scegliere se stesso. (K. JASPERS)

L'esistenza è un ritorno all'anonimato. (A. GIDE)

L'elemento della filosofia è la libertà. Essa ha lottato per liberare lo spirito umano dalla schiavitù e dalla necessità. (N. BERDJAEV)

La verità ci fa liberi. (N. BERDJAEV)

La conoscenza filosofica in quanto atto creatore è un matrimonio d'amore. (N. BERDJAEV)

Il serpente non ha ingannato l'uomo, i frutti dell'albero della scienza sono divenuti la sorgente della filosofia di tutti i tempi. (G. F. HEGEL)

La filosofia greca è il secondo Antico Testamento. (C. D'ALESSANDRIA)




NIKOLAIJ   BERDJAEV

AI MIEI AMICI RUMENI - PRIETINII MEI ROMANI

C A N T O Non andare via canto lontano come sei dolce vieni da un cuore felice mi riempi di serenità canta canta ancora a me con il ...