Govi

29 novembre 2012

CHI SEI

Chi sei
veramente
forse nemmeno tu 
lo sai
ognuno di noi
si porta 
dentro
l'ignoto
non c'è tempo
in questa vita
non ci conosciamo
mai
dobbiamo correre. 

QUEM ES

Quèm es
na verdade
talvez nem tu
o sabes
cada um de nòs
se traze
dentro
o ignoto
nao esta tempo
em èsta vida
nao conheceremos nòs
nunca
devemos correr.

ANTONIO FLOCCARI


IMMAGINE

Chissà se succede anche a voi, a me sì. Da sempre mi avviene di vedere l'immagine della vita in un nostro simile con la storia dei suoi giorni tra le più sciagurate, parlo dei marocchini vestiti inadeguatamente, parlo dei giovani col baratro del futuro davanti, parlo di quella congerie di ogni età che dorme, che vive senza tetto, trovando rifugio dove capita, andando a mangiare presso qualche centro di assistenza, parlo dei condannati a morte o all'ergastolo,  dei bombardati e trucidati in nome del petrolio. Credo sia sufficiente per giustificare il ritrovamento dell'immagine di Dio, di Cristo, del Bambino che nasce nei visi di questa umanità oscurata dai mass media col compito di allietare le serate delle anime belle in pantofole e vestaglia. Ma quando avverrà che festeggeremo il Natale con protagonista l'umanità e non con leccornie, panettoni, cene luculliane e tanta tanta ipocrisia!



LO SCONFITTO

Ascoltiamo un reduce in fuga dalla vita del nostro presente:"Sono in crisi profonda, il disastro del debito si aggira nella mia famiglia e ci condiziona. Siamo prigionieri del debito che non ci consente di vivere come vorremmo, abbiamo ridotto tutto, il nostro tenore di vita è calato progressivamente. Io e mia moglie siamo vittime di malattie psicosomatiche dovute allo stress del debito. E se ci ammaleremo gravemente come faremo? La verità è che il neoliberismo ci ha illusi, promettendoci mari e monti, invece è stato un inganno, un fallimento, deprivandoci di tutto! E noi dobbiamo farci carico dei debiti di chi sta in alto e ci sfrutta barbaramente. Non è vero che la colpa è nostra, io non ho mai abusato di nulla, sono vissuto sempre modestamente, non sono stato mai una cicala. E per impoverirci ancora di più vogliono privatizzare tutto, così ci assoggetteranno, rendendoci sudditi. La produzione del debito pubblico è una fiumara in piena inarrestabile, i creditori si sono presi anche la politica, vogliono tutto, nulla escluso. La storia che verrà dipenderà da noi. Saremo capaci di liberarci  da queste forche caudine?".


SALVATAGGIO

Ma vogliamo o no ribellarci ad una barbarie che si perpetua negli Stati Uniti ogni volta che si festeggia il Ringraziamento quando circa 45 milioni di tacchini vengono trucidati senza pietà, senza alcun bisogno, così, per onorare una tradizione che non può trovare residenza nemmeno nel più sperduto villaggio della civiltà. Quanto è simpatico il tacchino! Animale da cortile, benevolo, variopinto, incantevole per l'immagine... Ha fatto bene Obama a risparmiare i due tacchini destinati alla sua famiglia. Anche se, con il potere che ha, potrebbe risparmiare, fin da questo momento, vittime in Iraq, in Afghanistan, in Palestina - ma hanno il diritto di vivere i Palestinesi, che tra l'altro, hanno le sembianze di Gesù Cristo? - , eliminare anche la pena di morte; eppure, salvando i due tacchini, chissà, potrebbe essere l'inizio di vicende nuove che non siano più sanguinarie.


IMPEGNO


Questo inizio del terzo millennio attende da tutti noi un impegno storico. Lo sapete che, nel nostro tempo, vi sono assalti alla nostra dignità nel tentativo di calpestarla sotto il tallone dell'indebitamento, della sudditanza, dell'assoluta libertà di decidere. Ebbene, nessuno di noi si può esimere dalla lotta per la dignità umana. E poi, riguadagnare, riconquistare, fare nostra la fiducia nel sociale, nella sfera pubblica, nel rapporto con l'Altro. Cominciamo a non essere egoisti, egocentrici, turris eburnea, apriamoci agli altri, considerandoli necessari per la realizzazione della vita autentica. usciamo dal razzismo, dalla persecuzione per religioni diverse, riappropriamoci della politica, delle istituzioni. Non si può stare alla finestra a guardare, si tratta di noi e non possiamo condannarci in un vicolo cieco senza speranza.

VISIONI INNOVATIVE

Un computer è un ponte levatoio contro la caducità di tutti noi. (A. FLOCCARI)

Un miracolo, basta guardarsi intorno: il mondo onnipresente. (W. SZYMBORSKA)

Far vivere un sentimento significa suscitare un'emozione, provocare una commozione: chi ci riesce, è uno scrittore, chi non ci riesce, non lo è. (C. CASSOLA)

Se ti nascono sentimenti ed emozioni che ti facciano amare la vita, allora, il mio scrivere trova la ragione in ogni rigo. (A. FLOCCARI)

La poesia non è che un "piccino" fermento rispetto al grande fermento della vita. (C. CASSOLA)

Quanto è sublime il mistero della vita! Ed io che oso scrivere su di lei riesco appena a sfiorarla. 
(A. FLOCCARI)

L'arte ha catturato la mia vita; a nulla vale che tenti di evadere, possiede il mio cuore. 
(A. FLOCCARI)

Sono in guerra con la vita e l'amo perdutamente, scrivere è un messaggio con sentimenti d'amore in ogni parola in questo esistere amaro e dolce. (A. FLOCCARI)

Chiedo alla vita d'abbracciare l'umanità con la mia penna, non chiedo altro... 
(A. FLOCCARI)

Le opere d'arte parlano in tanti modi: con l'argomento, la tesi, le situazioni, i personaggi. Ma soprattutto parlano per la presenza dell'arte. (B. PASTERNAK)






B O R I S   P A S T E R N A K

22 novembre 2012

BAILE

He venido
a bailar
con vosotros
hojas mias
la brisa marina
llega sobre de nosostros
trae el canto
de el mar immenso
es dulce
amigas hojas
abrezarve
se sente en el corazon
la musica de el amor.

ANTONIO FLOCCARI

MASCHERA

Se nessuno
ti vuole
ti voglio io 
quando vado 
nel mondo
ti dico
aspetta 
tornerò da te
caro me stesso
non posso
portarti con me
nel mondo
porto la maschera
e come me
tutti.





RITI

La noia imperversa tra l'umanità del nostro tempo, una vita ripetitiva, monotona, sempre uguale a se stessa, è lo scenario dello scorrere dell'esistenza. Allora, bisogna porre rimedio, magari illudendosi, non si può subire passivamente la presenza della fine con la vita in corso. si ricorre, così, ai riti, alle fotografie, alle riprese televisive, alle feste, alle ricorrenze dell'onomastico o del compleanno: tutto ciò è terapeutico per un'umanità che è consapevole che la felicità che si aspettava non è venuta, la promessa non è stata mantenuta. Vi è un desiderio di felicità irrisolto che tenta di appagarsi, anche se parzialmente, con i riti e con l'immortalare questi momenti pateticamente. Amici miei, voi ed io abbiamo consapevolezza, ma non lo diciamo agli altri. facciamoli continuare nelle loro metafore, nelle loro sceneggiate, nei loro rituali, forse, hanno il diritto che continui, fanno male a nessuno.

L'IMMAGINE

Sosteneva Hegel che la religione autentica, degna dell'uomo, non posa essere complice di immagini, statue, di percettivo. Anche il Cristianesimo,  ai suoi inizi, era aniconico, cioè lontano dalle immagini. Ancora oggi, le religioni monoteistiche rifiutano l'immagine e la ritengono offensiva lesiva, indegna del Divino, così gli Ebrei e così i Musulmani. D'altronde, nei testi sacri cristiani c'è scritto che è inaccettabile a Dio che si facciano immagini di Lui. Poi, secondo un'interpretazione diffusa, vi è stato un immenso processo di umanizzazione di Dio; di qui le statue, i dipinti, le processioni. Uno studioso di questa problematica è Francois Boespflug. 


COINVOLGIMENTO

Che vi possa essere qualcuno che ci rappresenti dopo che l'abbiamo votato ha esaurito la sua spinta  propulsiva. La delusione. l'inganno, l'interesse, il non tener fede al mandato sono sufficienti per una dimostrazione palese. Fermo restando che la democrazia, le Camere, la libertà ottenute nella nostra storia con sacrifici immensi che vanno dalla galera alla morte non si tocca, la nostra fiducia - è storico - è  inesauribile. abbiamo sofferto la dittatura e non deve più tornare. Ed allora, che si fa? Occorre un nuovo sistema democratico con meccanismi di sorveglianza, interdizione e giustizia nei vari passaggi politici. Occorre che ognuno di noi sia coinvolto nell'attività dei governanti con legittimi diritti di decisionalità, scelta, giudizio. Pierre Ronsavallon chiama questo nuovo sistema "Controdemocrazia".


ERGASTOLO

Accade spesso che il condannato all'ergastolo preferirebbe morire, specie chi paga con l'ergastolo ostativo ovvero senza provvedimenti alternativi. Da una statistica emerge che ben 300 ergastolani avrebbero chiesto di poter morire. E pensare che la Costituzione Repubblicana, all'articolo 27, recita il principio riabilitativo del condannato. L'ergastolo, come la pena di morte, non fa assolutamente diminuire i reati, per cui non si può considerare un rimedio. Occorre abolire questa pena disumana. Mi trovo consenziente con l'iniziativa popolare per la sua abolizione. Con me ci sono Andrea Camilleri, Franca Rame, Ascanio Celestini, Giuliano Amato, Susanna Tamaro, Erri De Luca, Gino Strada, Margherita Hack e tanti altri ancora. Si pensa che la partecipazione all'iniziativa sia appena cominciata.


CULTURA DELL'ANIMA

Il bisogno di un poeta è la ricerca di una verità puntuale, non di una verità generale... che canti ciò che unisce l'uomo agli altri uomini ma non neghi ciò che lo disunisce e lo rende unico ed irripetibile. (E. MONTALE)

La vita o si vive o si scrive. (L. PIRANDELLO)

L'arte è la forma di vita di chi veramente non vive: un compenso o un surrogato. (E. MONTALE)

Il sentimento del tempo è il senso stesso dell'esistenza. (C. CASSOLA)

I libri sono i cibi dello spirito. (P. ODIFREDDI)

Anche gli spiriti più eminenti si sbagliano come le persone più comuni. (VOLTAIRE)

Le parole, per essere capite, devono essere codificate. (M. FERRARIS)

Vivere è lasciar tracce. (J. DERRIDA)

Scrivo per non morire, sono innamorato della vita. (A. FLOCCARI)

I miei libri sono scudi contro la fine della vita. (A. FLOCCARI)





EUGENIO  MONTALE




15 novembre 2012

IMMAGINE

Pensiero
portami 
l'immagine 
di me 
specchio 
della vita
ecco
la porti
me che scrivo
hai fatto bene
non sono altro
che questo.


Un omaggio in Lingua portoghese

IMAGEM

Pensamento
traeme
a imagem
de me
espelho
de vida
eis
traes
a me que escrevero
figeste bem
nao sou outro
que isso.

ANTONIO FLOCCARI



L I S B O N A

ALLA FINESTRA NO

Che abbiano celebrato il funerale dell'intellettuale è vero e nessuno se ne è accorto. Voglio non stare alla finestra e cantare il sole che tramonta; allora dico ai giovani, agli studenti, ai disoccupati, ai padri di famiglia con la miseria dietro l'uscio, che sono con loro nelle piazze del nostro Paese, anche se odio la violenza. Chi ha ragione non ha bisogno della violenza che è sempre una perdita di ragione.Voglio dire ai poliziotti, lavoratori, provenienti dalle famiglie più umili, soprattutto del Mezzogiorno, che sono colpito da come sono costretti a difendere il pane contro loro simili che non cercano altro che il pane. Il responsabile di tutto è il Mercato che ha trasformato l'uomo in merce, in oggetto, in denaro, trasformando al vita in una bancarella dove tutto si vende e si compra, i sentimenti, l'amore, i valori, la famiglia, tutto ridotto a scambio, a dare e avere, a commercio, ad usura. L'intellettuale non può nascondersi dietro parole che non hanno alcun senso con la realtà. Anch'io ho dei figli e mi sento colpito e trafitto dal mercato e da chi lo rappresenta e dal concetto barbaro di "sviluppo" che non è nemmeno un passo avanti di ognuno di noi.


IL NICHILISMO

Se vi sentite scollati, se l'inquietudine vi accompagna, se - come dice Costantino Esposito - il vostro io è da una parte, il mondo, il dato, l'oggetto, gli oggetti singoli e irripetibili dall'altra, se vi portate dentro questa patologia, esternamente questa fisiologia, allora appartenete, come me, alla modernità. Come diceva Italo Svevo "siamo con un pensiero senza affettività e un'affettività senza pensiero". Il nichilismo è una permanente incertezza, il riverbero di chissà che cosa, una lotta continua contro lo scacco, il non credere ad alcun disegno provvidenziale, il vivere di contraddizioni senza fede nella speranza. Eppure questa concezione della vita è affascinante perché è un continuo viaggio verso la conoscenza, la scoperta, il mettere in discussione soprattutto se stessi, l'elegia di se stessi, della propria individualità, una sorta di anarchica ribellione contro la libertà, la coscienza, il pensiero. Gli altri, anche se la vita è un legame perpetuo con l'io, sono indispensabili perché rinforzano la propria individualità. Può sembrare un paradosso: un io sublimato abbracciato con gli altri. non è vero che non possono stare insieme. E' la nuova frontiera della società del domani.


ITALO SVEVO



LA LIBERTA'

Diceva Hannah Arendt:"La libertà è la radice dell'esistenza e con essa nasce e perisce... L'uomo solo, libero da legami, non è in grado di resistere al potere totalitario e al capo...  L'individualità assoluta alla fine anela alla conformazione assoluta della società totalitaria... L'idea che la politica sia basata sulla società e quest'ultima sulla famiglia è stato il grande errore con il quale la cristianità ha rovinato il concetto di politica". Arendt è sintonizzata con il nostro tempo, vediamo: "la politica fa nausea", "i politicanti sono delinquenti", "ci vorrebbe una bomba per tutto", "non vado a votare", "non voto per nessuno", "uno vale l'altro"; "mandiamoli tutti a casa". Si tratta di un preludio tragico perché prepara il terreno alla dittatura, ad un ritorno al fascismo rivisto ed aggiornato ai tempi, all'affossamento della libertà. Ed anche se è vero che la politica si è suicidata, abbiamo la forza e la ragione per cambiare ed andare avanti. "L'ora è fuggita" è un passaggio sublime di Puccini nella Tosca, ma non può essere il de profundis della civiltà del nostro Paese.


HANNAH ARENDT

LA FAMIGLIA

La parola famiglia, ermeneuticamente, è una dell più elevate come valore etico dell'umanità. Ma, bisogna intendersi. Famiglia è l'io, posso fare famiglia con me stesso, volendomi bene, stimandomi, possedendo un fratello dentro di me. Non è egoismo, egocentrismo, ma coscienza che va al di là del cogito ergo sum cartesiano. Come dice Hannah Arendt, la famiglia greca è stata un modello autentico dello stare insieme tra genitori e figli, valorizzandosi reciprocamente, trovando un'identità di ruolo soddisfacente. In seguito, la famiglia è divenuta un nucleo arroccato, chiuso, egoistico, con gli altri lontani, quasi rivali a priori. Così la famiglia è stata strumentalizzata come sorgente, colonna portante della società, della politica, di certe religioni. Si pensi ad Hegel, si pensi a più di una religione monoteistica; per cui, la famiglia da fucina di gratificazioni è divenuta un covo ostile da difendere con i legami del clan, della tribù. E così l'autonomia, il vedersela da sé, la decisionalità, la capacità di gestione non hanno potuto svilupparsi: la madre resta immatura, il padre viene svilito, i figli sono perpetui pulcini incapaci di volare nella vita. Ma - cosa più grave - la famiglia viene strumentalizzata come scudo contro le innovazioni civili del nostro tempo, e cioè il matrimonio gay, le unioni di fatto, qualunque tentativo di sminuire o cambiare una tradizione obsoleta.



SENSIBILITA' CONIUGATE

Qualsiasi rappresentazione della vita è inadeguata; qualsiasi commento della vita insoddisfacente. (C. CASSOLA)

Il giorno che fosse smarrito il senso poetico della vita, l'umanità sarebbe alla vigilia del suicidio in massa. (C. CASSOLA)

Il compito della poesia è di darci il senso della vita. (C. CASSOLA)

La letteratura creativa, dunque, o è letteratura di sentimenti o non è nulla. (C. CASSOLA)

Come non rimpiangere la felicità perché siamo stati ciechi? (C. CASSOLA)

Scopo dell'arte non è quello di risolvere i problemi, ma di costringere la gente ad amare la vita. 
(L. TOLSTOJI)

L'arte, anche l'arte tragica, è sempre il racconto della felicità di esistere. (B. PASTERNAK)

Lo scrittore deve solo parlarci solo di sé. (C. CASSOLA)

Il cuore agisce nella sfera del piccolo, ed è grande proprio perché agisce nella sfera del piccolo. (B. PASTERNAK)

Chi non sa star solo, non ha una vita propria; e chi non ha una vita propria, non ha niente da dare agli altri. (C. CASSOLA)




CARLO CASSOLA


8 novembre 2012

IL NONNO

Lasciatemi inseguire
dentro di me 
le tracce indelebili
impresse per sempre 
da chi era l'amore 
ecco trovo
l'odore il tatto la voce
lo sguardo sempre sereno
come il cielo tetto
della mia vita
ed anche se non c'è più
è eterno ed immenso
col sangue che scorre
nelle vene fino al cuore

EL ABUELO

Dejadme perseguir
dentro de mi
las huellas indelebles
impresas por siempre
de quien era el amor 
mira encontro
el olor el tacto la voz
la mirada siempre serena
como el cielo tejado
de mi vida
y tambien si no ya mas
es eterno y inmenso
en el sangre que desliza
en las venas desde al corazon.

ANTONIO FLOCCARI


RIVOLUZIONE COPERNICANA

L'uomo attraversa un frangente negativo non solamente per le condizioni economiche, politiche, sociali, ma anche per una sorta di crisi individuale. Tutto comincia con un mastodontico errore pedagogico: perché si insegna ai fanciulli l'alfabeto, la lettura, lo scrivere, il far di conto e non si mira, invece, a formare le fonti della conoscenza che - come diceva Gandhi - sono tre e cioè le mani, il cuore e il cervello, e vanno esercitate congiuntamente; ciascuna di esse - continuava Gandhi - senza le altre non ha valore. Così facendo si allontanerebbe la scuola parolaia ed astratta, eteronoma, e si metterebbe in moto una rivoluzione copernicana.


G A N D H I

UN MAESTRO

Vi faccio ascoltare un mio modello culturale. E' iraniano, si chiama Majid Rahnema:"La ricchezza è una minaccia per i diritti dell'uomo; nessuno può giudicare quattro miliardi di persone per il loro reddito; conta il sapere di cui ogni persona è portatrice; la storia è quella dei vinti e non dei vincitori; i poveri non sono biglietti di banca svalutati; l'economia moderna è nemica del sociale; liberiamoci dalla logica imposta dall'ordine produttivo instaurato dalla rivoluzione industriale; diveniamo saggi accontentandoci di ciò che abbiamo, della nostra dignità e della nostra cultura; essere coscienti della propria impotenza significa non trasformare la vita in una savana; meglio la povertà conviviale che la ricchezza bestiale; lo "sviluppo" è finito per legittimare la legge della giungla, la distruzione del sistema immunitario delle persone, la svendita delle loro risorse e dei loro talenti al migliore offerente".



MAJID RAHNEMA


GIUSTIZIA

Se si vuole la giustizia occorre essere diversi rispetto a ritardi mostruosi che imprigionano la civiltà umana. E mentre negli Stati Uniti, nelle recenti elezioni presidenziali, in ben quattro Stati, è stato legalizzato il matrimonio tra gay, e mentre in Francia è divenuto legge dello Stato, così in altre latitudini, da noi, in Italia, si rimane fermi a concetti obsoleti non ammettendo, come dice Margaret Farley, che l'amore autentico ha un unico volto. D'altronde - a meno che non si voglia imprigionare la morale e tenerla statica a tempi sorpassati dalla storia - non si può identificare l'amore con i genitali, è qualcosa che va oltre mettendo in campo i sentimenti, il rapporto con l'Altro caratterizzato dall'amicizia, dalla considerazione, dalla stima, dal bene. Ma quando vorremo tutti che la giustizia sia uguaglianza nei rapporti sessuali non più demonizzati per calcoli di potere e di dominio. La civiltà progredisce insieme ai diritti civili, l'epoca della caccia alle streghe, dei pregiudizi, delle persecuzioni è finita. 





SCOMPARSA

Come tutti gli esseri umani di questo tempo sono ossessionato dal timore della scomparsa del nostro modo di essere legato alla storia del nostro popolo. La globalizzazione distrugge, cancella, annienta ogni identità umana: la cultura, la storia, il linguaggio, l'economia, la concezione della vita, i rapporti umani, i desideri, la speranza. E' un rischio già in corso, una tendenza omologatrice che rende insignificante la particolarità, la diversità, il luogo dove si nasce. Anche la politica diviene ancella della globalizzazione, dei mercati, della Borsa. Tutto viene controllato dal sistema globale che tiene in considerazione nulla le decisioni cosiddette democratiche dei popoli. Anche la rielezione di Obama viene giudicata pericolosa dal profitto della globalizzazione.



BARACK  OBAMA

VERITA' UMANE

E' da più notti che la luce esterna della sua casa viene dimenticata accesa... La lascio accesa per lei, per farle compagnia, lei è così solo... mi rispose. (A. FLOCCARI)

Un borghese non è nulla, consiste tutto nella sua ricchezza, non ha legittimità nell'immaginazione degli uomini. (F. FURET)

L'abbraccio di una fede politica ha due fasi: la prima un approccio razionale ed emotivo, la seconda razionale, dell'approfondimento. (A. KOESTLER)

Una volta assimilata la tecnica, non si è più turbati dai fatti. (A. KOESTLER)

Al vecchio diritto di far morire o di lasciar vivere si è sostituito un potere di far vivere o di respingere la morte. (M. FOUCAULT)

Il mercato si impadronisce della vita sociale e individuale, sostituisce e cancella ogni mediazione istituzionale. (S. RODOTA')

Possiamo accettare che i ricchi "cannibalizzino" i poveri? (S. RODOTA')

Il fanatismo è il principio generale di una nuova "anatomia politica" di cui l'oggetto e il fine non sono il rapporto di sovranità, ma le relazioni di disciplina. (M. FOUCAULT)

Ma in che modo il poeta, lo scrittore può darci il senso della vita? Parlandoci della sua vita. 
(C. CASSOLA)

L'incontro tra lo scrittore e il lettore è in fondo l'incontro tra due solitudini. (C. CASSOLA)



CARLO CASSOLA

2 novembre 2012

DONDE

Donde
serà el amor
es desde una vida
que el busco
donde
serà el amor
si el mundo
es in guerra
siempre
existe o no
donde 
serà el amor
donde serà 
quizà nunca
serà migo.

ANTONIO FLOCCARI

TEMPESTA

Navigo
a vista
il mare sereno
solamente
un ricordo
lasciare il porto
di me stesso
e si va
nell'oceano
in tempesta.

ANTONIO FLOCCARI

PERDERE LA TESTA

Sappiamo tutti che il momento è cupo, inaccettabile, da fare ribrezzo. Il problema è che lo viviamo noi, che passa su di noi; certo, si tratta di un frangente con marosi colossali, da uragano, ma da questo a perdere la testa significa seppellire la storia antica che la nostra civiltà ha scritto, anche ammettendo errori. La politica è in coma profondo, l'abbiamo sostenuta, votata, abbiamo creduto a valori, a modelli di vita. Ma, è proprio vero che, purtroppo, qualsiasi cosa passi nelle mani dell'uomo si trasformi in fango melmoso. Ed allora che dobbiamo fare? Non dobbiamo farci ingannare dal canto delle sirene di millantatori che, approfittando della crisi catastrofica, tentano di truffare con miraggi che, poi, diverranno pericolosi per la democrazia. Se proprio, ormai, si crede a nulla, allora ciò può essere l'alba di una ricostruzione della civiltà. E' essenziale che permanga la fiducia in noi stessi, nel giusto, nell'adeguato per il domani delle nuove generazioni. Guardatevi dal "muoia Sansone con tutti i filistei": le macerie del cataclisma ricadrebbero su di voi. La fiducia non può sentire il suo "de profundis".



I VESTITI

Ti ricordi il motto antico:"L'abito non fa il monaco"? Tale è la sua veridicità che permane significativo nel tempo. Quello che è certo è che gli esseri umani che hanno segnato la storia avevano una sorta di fobia per i vestiti. Pensate a Cristo, a Francesco d'Assisi o a Gandhi, a Confucio e troverete emblemi di sublimazione del pensiero, del messaggio, dell'identificazione dei vestiti con la vanità, la perdita dei valori, l'errore di rotta nella navigazione nella vita. Vi è un'equazione: la ricercatezza dell'abbigliamento è proporzionale al non accettarsi adeguatamente. Un'aggiunta consolatoria ad un concetto negativo di se stessi spinge moltitudini nel mercato dell'addobbarsi con vestiti firmati, da sfilata di moda, non pensando che un pettirosso è così bello per natura che non avverte nessuna necessità di diventare ridicolo con panni che fanno divenire la vita buffona. 


LAVORO MANUALE

Cristo nella falegnameria del padre putativo Giuseppe o San Benedetto, a Cassino, "Ora et labora" ai suoi monaci: il lavoro manuale elevato alla massima considerazione fu valorizzato dal Cristianesimo contro la cultura greca e romana che concepiva il lavoro degno della plebe e dei servi, e così nel Feudalesimo. I nobili ed i borghesi mai hanno lavorato con le mani, ed anche oggi i genitori si attardano, rovinando i figli, per questione di vanità, inviandoli, quasi con forza, all'Università per farne dei disoccupati cronici. E i campi, le officine, le botteghe artigianali aspettano in solitudine; tutto mentre la disoccupazione è divenuta terrificante. Vogliamo mandare i figli a lavorare?





CHI SIAMO

Avete mai pensato che siamo tutti dei prestanome? Tu credi di essere chi sei, ma non è così. Se ci pensi bene , per questioni di profitto, di tornaconto personale, da sempre ti hanno trasformato in uno spot. Chiediti cosa desideri, chiediti come pensi, chiediti se sei felice, chiediti se la vita sia quella che avresti voluto che fosse. Ti giungeranno delle risposte e ti diranno che la tua identità è morta e sepolta. E se vuoi festeggiare il tuo onomastico aspetta il giorno dei defunti. Dove sono le tue emozioni? Dove sono i tuoi istinti? Dove sono i tuoi caratteri? Sono stati tutti condannati a non esserci e così sei divenuto un suddito ubbidiente e "persona perbene", ovvero un automa teleguidato senza volontà e senza creatività.


MAPPE CONCETTUALI

Quando i ricchi si fanno la guerra sono i poveri che muoiono. (J. P. SARTRE)

L'amore uccide ciò che siamo stati perché si possa diventare ciò che non eravamo. (SANT'AGOSTINO)

Gli uomini colti sono superiori agli uomini incolti nella stessa misura in cui i vivi sono superiori ai morti. (ARISTOTELE)

Chi pensa alla morte muore due volte. (PROVERBIO POPOLARE)

Spesso è da forte, più che il morire, il vivere. (V. ALFIERI)

Il sole può tramontare e poi risorgere; noi, invece, una volta che il nostro breve giorno si spegne, abbiamo davanti il sonno di una notte senza fine. (CATULLO)

Quanto è raro incontrare un viso di un mio simile che ricordi l'umanità (A. FLOCCARI)

Addormentarsi con una stazione ferroviaria deserta nel cuore della notte per compagna nel cammino che porta al sonno, senza la minima volontà di partire... (A. FLOCCARI)

Nella notte anche una luce ad una finestra di qualche nottambulo in rissa con il sonno manda messaggi di compagnia in attesa dell'alba con la vita che ricomincia. (A. FLOCCARI)

Bisogna incontrare la solitudine quando cala la notte senza stelle in una terra che non è la tua per sentire nell'anima invidia per chi non è solo; e non importa che non abbia un nome, un volto, un'immagine: è chi avresti voluto essere. (A. FLOCCARI)



JEAN PAUL SARTRE

AI MIEI AMICI RUMENI - PRIETINII MEI ROMANI

C A N T O Non andare via canto lontano come sei dolce vieni da un cuore felice mi riempi di serenità canta canta ancora a me con il ...