Govi

27 dicembre 2012

INCONTRO

Conosco il pianto 
della solitudine
sordo muto
raggiunge il cielo
con urla strazianti
conosco parlare 
ad una lucertola amica
sola pure lei
incontro tra nature diverse
in cerca d'amore.

ENCUENTRO

Conoco el llanto
de la soledad
sordomudo
alcanza el ciel
con gritos aficionados
conoco hablar
a una lagartija amiga
sola tambien ella
encuentro entre naturalizas diversas
en busca de amor.

ANTONIO FLOCCARI

INVITO

Cari amici che mi cercate tutto l'anno, siete migliaia, sparsi in tutto il mondo, vi invito, se volete, a farmi compagnia, a Capodanno con la mia grande amica, la natura che circonda la mia terra. Venite! Vi porterò, ora, in inverno, a far compagnia all'ulivo, emblema eterno della pace, dell'accoglienza a Cristo a Gerusalemme. Lo vedete, è un essere millenario, ha dato la luce nella notte, un alimento miracoloso, una bellezza inaudita alla natura. Venite! Ecco il mio amico arancio, il suo frutto è quasi tutto per terra, vale niente, è schiacciato dalla globalizzazione, dona col verde smeraldo delle sue foglie riposo agli occhi e serenità alla vita. Infine, stiamo nel silenzio a far compagnia alla terra che dorme. Accompagna i nostri passi a Noi che siamo nati qui, fin dal nostro apparire nella vita.




FRANCO CAMILLO' - Vecchio casolare

LA VALIGIA PER L'ANNO NUOVO

Facciamo parlare l'uomo che sta andando verso il 2013:"Nel nuovo anno, nella valigia che mi accompagnerà quotidianamente ho messo la convinzione che l'autentica grandezza di tutti noi non è essere grandi, ma essere umani; anche se la vita è un sorso amaro, come diceva Umberto Saba, bisogna berla tutta, fino all'ultimo e con dignità; c'è il messaggio a Mario Monti che non può più raddrizzare le sorti del nostro Paese con lo scudo a proteggere l'oligarchia dei danarosi e attaccare chi non arriva alla fine del mese; c'è la persuasione che il tempo di Berlusconi è tramontato senza speranza d'alba alcuna, c'è la speranza che l'amore non abbia recinti, pregiudizi, condanne con caccia alle streghe, e chiunque si ami, al di là del sesso, possa vivere insieme alla luce del sole; c'è anche che i preti si possano sposare e così le suore; c'è che i giovani abbiano un lavoro; che non ci siano più guerre, razzismi, odio. Il Pianeta è di tutti, come il cielo, come l'aria, come il sole. Non metto altra roba altrimenti la valigia diviene pesante. Auguri! Che sia un anno nuovo umano! Umano!".


CAPODANNO

Capodanno è una festa millenaria. Già Ottaviano Augusto, imperatore romano, proprio in questa fase attuale dell'anno, imponeva grandi festeggiamenti che si svolgevano nel centro della Roma Antica, soprattutto nel rione Parioli attuale. Una festa dove vi erano banchetti luculliani, bevute bacchiche per poi finire tutto in un sesso travolgente. Anche oggi il Capodanno viene festeggiato in tutto il mondo. A mezzanotte, quando finisce l'anno che se ne va, ripetete con me, come gli Spagnoli, "Arriba, abajo, al centro y pà dentro" il loro motto augurale. E poi bevete quello che volete, tutto in un sorso; quindi mangiate dodici chicchi d'uva, ogni chicco un mese dell'anno. Oppure fate come i miei avi, i Greci. Ad Atene si rompe un melograno, simbolo della vita che continua. O se volete fate come Goethe, Hegel, Beethoven, che mettevano nell'acqua fredda del piombo, se si formava una pallina era buon segno. O anche fate come a Mosca: a mezzanotte, aprite la porta di casa per fare entrare l'anno nuovo. Ma, mi raccomando, non fate come i nostri avi che buttavano dal balcone cose vecchie, utensili, tegami. Se lo fate, la responsabilità è vostra.

IL DONO

E' tempo di doni, così avviene per tradizione a Natale e Capodanno. Il dono costituisce un elemento, ritenuto prezioso, per le relazioni familiari e sociali. E' una questione planetaria che avviene in tutte le latitudini. Con il dono si evidenziano l'affetto, l'amore, il prestigio sociale, la generosità. Donando, avvengono vari ed ambigui fenomeni interiori: possono essere moventi sinceri, o strumentali per affermare la propria superiorità. C'è chi, donando, gode e non poco, o anche spera in un baratto utilitaristico, in raccomandazioni, protezioni. Addirittura, il dono, quando vi è il "mana" e cioè una forza magica, si collega a forze soprannaturali protettive; ciò avviene in certe popolazioni del Pacifico. Se volete, approfondite la problematica del dono con l'opera di Marcel Mauss Saggio sul dono.


VALIDE ESIGENZE

Ridere significa godere dell'altrui sofferenza, ma con la coscienza tranquilla. 
(F. NIETZSCHE)

Ogni abitudine rende la nostra mano più ingegnosa e meno agile il nostro ingegno. 
(F. NIETZSCHE)

Che cos'è l'originalità? Vedere qualcosa che non ha ancora un nome, che non può essere ancora nominato, benché sia dinanzi agli occhi di tutti. (F. NIETZSCHE)

Che cosa dice la tua coscienza? Devi diventare quello che sei. (F. NIETZSCHE)

Che cosa amo negli altri? Le mie speranze. (F. NIETZSCHE)

Che cos'è il sigillo della raggiunta libertà? Non provare più vergogna davanti a se stessi. (F. NIETZSCHE)

Ognuno ha un porsi al mondo unico, irripetibile, con fattori causati anche dalla vita: nessuno ha il diritto di giudicarlo. (A. FLOCCARI)


La conoscenza arreca nel sangue dell'uomo un ribollio che provoca gratificazioni per le dolcezze dell'anima. (A. FLOCCARI)

I miei pensieri disse il viandante alla sua ombra "devono farmi sapere dove mi trovo; ma non devono rivelarmi dove vado. Io amo l'incertezza del futuro...". (F. NIETZSCHE)

Ognuno sa oggi che saper sopportare la contraddizione costituisce un elevato segno di cultura. 
(F. NIETZSCHE)



FRIEDRICH NIETZSCHE

20 dicembre 2012

DANZA

Sono venuto
a danzare 
con voi
foglie amiche mie
la brezza marina
giunge su di noi
porta il canto
del mare infinito
è dolce
amiche foglie
abbracciarvi
si sente nel cuore
la musica dell'amore.

DANCA

Sou vindo
a dancar
com vos
folhas amigas minhas
a brisa marinha
chega acima de nos
traze o canto
do mar infinito
è doce
amigas folhas abrazar-vos
se sente no coracao
a musica do amor.

ANTONIO FLOCCARI



CONQUISTA

Vi è una seduzione impareggiabile. E' quella dell'amore verso se stessi da non confondere con l'egoismo, con il solipsismo, con la turris eburnea. Essere sedotti da se stessi equivale a ricominciare. ogni volta, a non avere traguardi definitivi, ad avere sete e fame di sapere, di conoscenze. Significa eliminare dalla propria vita lo sbadiglio, la noia, il "non sapere che fare", lo scoraggiamento, il riflusso. Significa il rifiuto della servitù, della delega cieca a chicchessia per le proprie scelte. Significa fare della dignità il vessillo dell'esistenza. Significa riflettere sulle questioni, e poi ancora riflettere per arrivare ad una formulazione provvisoria, mai definitiva. Significa dubitare di se stessi, del pensiero dominante, del "si dice" di un'epoca, dell'andare controcorrente se necessario. Ma quello che più conta significa libertà ed ancora libertà. 



LIBERAZIONE

La democrazia è un grande valore umano purché sia tale; ma quando la democrazia diviene fittizia, quando la rappresentatività diviene oligarchia liberale, quando le moltitudini sono escluse dalla gestione della cosa pubblica, quando il popolo è ostacolato per avere diritto decisionale, allora è sacrosanto e legittimo cambiare, liberarsi da una cappa di oscurantismo e di ipocrisie che danneggia le condizioni della vita. Per liberarsene, occorre valorizzare l'autonomia dell'uomo, la riflessione, la capacità deliberativa e, badate, dobbiamo finirla di volere l'adattamento, l'inserimento, l'integrazione, così si rende l'uomo succube, schiavo, ripetitivo, omologato facendogli avere, così, il pensiero ereditato ma non proprio. Tutto ciò deriva da millenni di egemonia culturale ellenica con i suoi concetti da far propri come dogmi, come eterni. Così la creatività, l'immaginazione, gli istinti, la fantasia, i desideri sono andati al macero con la massima complicità di Sigmund Freud. La creatività è stata occultata. Se vogliamo contare politicamente dobbiamo farci una nuova cultura con relativo linguaggio, con una psiche non più incatenata. Cioè un immaginario radicale adeguato per l'uomo di questo secolo, di noi, di te, di me. 



NATALE


Un legame storico unisce il Natale alle feste invernali solenni dei Romani quando si festeggiava la Luce, metafora dell'abbattimento della morte. Quel periodo di tempo dell'anno fu fatto proprio dai Cristiani che vollero solennizzare la nascita di Cristo con il Natale, sovrapponendosi alla cultura sconfitta, come si farà, nei secoli, costruendo Cattedrali sui Templi pagani. E cosa importava loro se Gesù sarebbe venuto al mondo in estate? Natale in inverno equivale alla luce agognata nel profondo di ogni uomo in contrasto con le tenebre della tomba, per non essere schiacciati dal tempo che passa. Si dice anche che il Natale, al di là del suo valore mistico, arrechi malumori, cefalee, ansie, panico, incubi.. per cui vi è gente che non vede l'ora che passi questo frastuono di auguri, di luminarie, di Babbi Natale, di consumismo, di ghiottonerie. Ma perché, ancora, l'uomo festeggia le solennità con la gola, con lo stomaco? E il cuore? E i sentimenti? Cosa è rimasto di Natale nel Natale.


IL LEADER

Si dice che la presenza del leader nella scena della politica del nostro tempo sia tramontata. Sono finiti i tempi di Cavour, di Crispi, di Giolitti, Musoolini, De Gasperi, Nenni, Togliatti. Secondo le analisi più accreditate, il panorama politico attuale è desolante e misero. Non vi sono leaders. Il carisma ha fatto il suo tempo, forse perché gli orizzonti ideologici sono scomparsi, per cui, i feticci, i totem, gli idoli sono messi nel dimenticatoio. C'è anche chi dice che insieme alla crisi del sacro, del mitico, del sublimato, si ha la presenza del non credere nel leader. Il fatto che non vi siano più leaders è una gran fortuna, un progresso, un'emancipazione dell'uomo. Poi giunse Norberto Bobbio che lanciò il bobbismo, cioè l'ideale dell'uguaglianza. Anche quest'ideale ha ceduto facendo posto all'egoismo, all'egocentrismo, all'edonismo, al tramonto dell'altruismo e della solidarietà. Allora, cosa rimane? Il nulla. Come se ne uscirà costituisce il problema del nostro tempo. La soluzione ce la darà la vita futura. 


ELOQUENZA DIMOSTRATIVA

Quando un vento tempestoso la vela della tua barca allontana dall'isola del sangue che scorre caldo nelle vene, trascinandoti nella terra del ghiaccio, nel cuore quanto è dolce ed amaro vedere, distante, l'isola perduta per sempre. (A. FLOCCARI)

Scrivo per liberarmi dei miei pensieri. (F. NIETZSCHE)

Non adulare il tuo benefattore. (BUDDHA)

Soffre della bramosia di essere lodato, e non trova alcun nutrimento per essa. (F. NIETZSCHE)

Chi si sa profondo, si sforza d'esser chiaro; chi vorrebbe sembrare profondo alla moltitudine, si sforza d'essere oscuro. (F. NIETZSCHE)

Chi si discosta dalle cinque pubbliche opinioni e si fa in disparte, ha sempre l'intero gregge contro di sé. (F. NIETZSCHE)

Per me il musicista migliore sarebbe quello che conoscesse solo la tristezza della felicità più profonda e nessun'altra tristezza. (F. NIETZSCHE)

E' un pensatore:vale a dire è bravo a vedere le cose più semplici di quel che sono. 
(F. NIETZSCHE)

Si è lodati solo dai nostri pari. E chi ti loda ti dice: tu sei mio pari. (F. NIETZSCHE)

L'esercizio del potere crea perpetuamente sapere e viceversa il sapere porta con sé effetti di potere. (M. FOUCAULT)



FRIEDRICH NIETZSCHE




































13 dicembre 2012

SCRIVO

Scrivo
per vivere
apro
la porta all'anima
e cammino
nei sentieri dei sogni
scrivo
viaggiando con le nuvole
mi portano
alla sorgente pura
della vita
ed allontano questo tempo
dalla scena del giorno
prendo con le unghie
la voglia insaziabile
di un mondo migliore
scrivo
e tendo le mani
a braccia aperte
e parto con ogni parola
in cerca delle chimere
utopie del mio pensiero.

SCHREIBE

Schreibe
fur leben
offne
die Tur
das Seelen
und gehe
im FuBwege
das Traumen
schreibe
reisend mit die Wolken
mich tragen
auf quelle reine
das Lebens
und fern alten dieser Zeit
auf die Buhne den tages
nehme mit die nagel
meine Lust unersattlich
dines Welten besser
schreibe
und spanne die Hande
mit offenen Armen
auf die Suche des Chimaren
Utopien den mein Gegankens


ANTONIO FLOCCARI

AMBIGUITA'

Mi piace pensare; credo sia un privilegio mettere in moto permanente questo dono straordinario che ci caratterizza nel Creato. Ma se penso alla vita, all'esistenza di ognuno di noi, allora, è inevitabile, mi scorre nei meandri cerebrali il pensiero dell'ambiguità. Quant'è bella la vita con i suoi sublimi spettacoli: i campi fioriti a maggio, il sole dal morbido calore di primavere, i colori del mare, del cielo, dei monti che nessuna tavolozza di pittore potrà mai eguagliare. E quanto è bella la gioventù, l'amore, la passione di Giulietta e Romeo, di Paolo e Francesca, il canto del solitario di Recanati! E poi, il tramonto, la notte senza stelle, l'appassire di ogni cosa, i muri un tempo potenti ed ora cadenti. Ma perché tutto passa? Ecco l'ambiguità della vita. 



(Foto Mara D'Agostino)

FINE DEL LETARGO

Del letargo di moltitudini umane, ne parlava Norberto Bobbio, asserendo che la politica diviene passione per il potere, per la poltrona, per le ricchezze, edonismo, allora la volpe ed il leone divengono le bestie che spadroneggiano nella caduta della storia a miserabile cosa. Di conseguenza  l'uomo cerca scampo nella vita privata, nel riflusso, nel rinchiudersi a riccio, un'esplosione di istinto di conservazione. E' come salvarsi da un tifone tremendo. Ma, ora, usciamo dal letargo! Altrimenti faranno di noi quello che vogliono. Riprendiamoci i nostri diritti con il dovere di esserci, di non stare più in letargo. Vogliamo, sì o no, contare, decidere, essere con la ragione presenti? Allora, chiudiamola la porta a dittatori, a chi fa passare la politica come uno show, a politici stranieri che esondano nella nostra terra, ai mercati che hanno reso un cencio la nostra vita. Uscite dal letargo! Ritornate ad essere uomini!



NORBERTO BOBBIO

NATALE

Anch'io voglio darvi gli auguri per il Natale, ma a modo mio. Vi auguro che il Natale cancelli dalla vostra vita l'asservimento al denaro, al "comanda uno solo", dal credere che la vita sia una continua fuga,  dal cullare nel petto l'odio verso altre razze, altre religioni, altre idee politiche, dal voler tutto e subito. Ma perché, il giorno di Natale, non andate con la famiglia a vedere nostri simili, marocchini, rumeni, neri, gialli, che possono avere bisogno? Allora sì che incontrereste Gesù Bambino, il Presepe autenticamente vivente. E poi, finiamola di dare Auguri a destra e a manca, ipocritamente! Ma vi siete accorti che la nostra specie, quella che ancora si chiama umanità, ha ammazzato il Natale?


NEL CIELO DEL SUD

Perché non ci vediamo domenica prossima, 16 dicembre, presso l'Auditorium Comunale di Polistena alle ore 17.00? Vi sto invitando ad una Manifestazione culturale con protagonista l'opera  prima di Antonio Tropepi "Nel cielo del Sud". La presenterò insieme ad intellettuali valenti.  Passeremo insieme un pomeriggio con i misteri poetici che danno un senso alla nostra realtà, alla vita. La poesia dà energia ad ogni tempo della storia, anche quando la decadenza e la crisi imperversano e poi l'arte, la poesia, la narrativa, come le altre forme estetiche, hanno il magico potere di sconfiggere le cocenti delusioni dell'esistenza. Il viaggio poetico di Antonio Tropepi, nomade dell'amore così urgente nella vita, percorre i sentieri dei grandi valori di ognuno di noi. Il suo pensiero cerca di espugnare gli enigmi del vissuto attraverso l'insuperabile valore della madre, attraverso parole che emanano musica sacra quando esprimono la fede, attraverso la natura in simbiosi con la trascendenza. il resto ve lo dirò domenica pomeriggio. Prima di chiudere, debbo dirvi che con Antonio Tropepi mi sento meno solo nel viaggio che non ha una meta, e ciò è la sua fortuna.




VITALITA' ARTISTICHE

Forse che esistono Verità e Menzogne? O esistono solo Vecchio e Nuovo - e la Menzogna è semplicemente la vecchiaia della Verità? (C. KAVAFIS)

Ciò che sappiamo di noi stessi e conserviamo nella memoria non è così decisivo per la felicità della nostra vita come si pensa. (F. NIETZSCHE)

Lo storico non è soltanto il tecnico dei monumenti del passato; è il mediatore del dialogo reciproco senza il quale passato e presente non avrebbero senso. (J. MICHELET)

L'uomo è relativo; egli deve venerare la donna e rispettarla, perché è lei che fa l'uomo, che gli dà piacere, e che di generazione in generazione ha fatto sprigionare da lui, sotto la spinta dell'eterno desiderio, quei lampi di fuoco che noi chiamiamo arti o civiltà. Così ella crea il creatore, e non vi è nulla di più di grande. (J. MICHELET)

La donna è madre, custode amorosa e nutrice fidata. Gli stessi dei, come gli uomini, nascono  e muoiono sul suo grembo. (J. MICHELET)

Chi sa essere povero sa tutto. (J. MICHELET)

E' insostenibile non poter riconquistare l'amicizia perduta di un emarginato, di un avanzo della vita.  Non potendo pesa nella coscienza il fallimento. (A. FLOCCARI)

E' così immenso il cielo stellato in questa notte gelida d'inverno. Chiamo le nuvole della pioggia amica perché si uniscano alle mie lacrime, mi sento così piccolo, così insignificante. 
(A. FLOCCARI)

Ma quando finirò di cercare il senso della vita... A cercarlo, a rincorrerlo, si è sempre più soli. Gli altri hanno altro da fare. (A. FLOCCARI)

Ma perché nessuno vuole parlare con me? Ma perché sono straniero in casa? Perché sono sempre così solo?... Forse perché sul treno della verità del poeta nessuno vuole salire per partire verso al vita vera. (A. FLOCCARI)



JULES MICHELET

6 dicembre 2012

POESIA

Ed anche se
tempo senza cuore
mi porti via
parti di me
ad una ad una
lasciandomi
come un albero spoglio
sappi che malgrado tutto
resterà con me la poesia 
a gridare al mondo
la sconfitta della fine
poesia eterna gioventù
tienimi con te tra le braccia
con la passione di sempre
poesia vita mia.


POESIA

E tambèm se
tempo sem coracao
me levas 
partes de mim
a uma a uma
deixandome
como um arbore despido
sabe malgrodo todo
restarà commigo a poesia
a gritar ao mundo
a derrota da fim
poesia eterna juventude
susterasme comtigo entre os bracos
com a paixao de sempre
poesia vida migna.

ANTONIO FLOCCARI





CONOSCERE E COMPRENDERE

Porto tra di voi Bloch. E' gentile come ogni autentico intellettuale. Gli chiedo di dirvi la differenza tra conoscere e comprendere. Sentiamo:"Si pensa che conoscere e comprendere siano sinonimi, siano identici. Non è così. Tra di loro vi è una divaricazione. Conoscere equivale a scoprire, ricercare, battere sentieri inesplorati, addentrarsi nell'ignoto, far divenire errore quella che ieri era la verità; così procede la scienza. Invece, comprendere significa mettere a posto, collocare il nuovo con il costituito, catalogare. Conoscere equivale ad una crisi permanente, nessuna conoscenza è un arrivo, ma una partenza, all'infinito. Comprendere è altrettanto importante perché ci consente di conservare, di servirci, se necessario, tramite la memoria, una sorta di mettere in un cantuccio quanto abbiamo scoperto che si renderà prezioso per andare ulteriormente avanti. Allora chi conosce e chi comprende. L'ideale sarebbe che entrambi fossero in uno stesso soggetto, altrimenti avremmo il conoscitore e l'erudito". 


ERNEST  BLOCH



RINUNCIA

Rinunciare alla nostra storia, girare le spalle alle magnificenze del nostro passato storico, architettonico, scultoreo, pittorico, costituirebbe un'ignominia imperdonabile, segno di barbarie. Allora, venite con me a Pompei: sta cadendo, c'è il rischio di perdere la testimonianza più grande della civiltà romana ancora fruibile in gran parte. Venite con me dove l'abbandono, l'inerzia, l'insensibilità condannano opere d'arte allo sfacelo. Eppure, milioni di turisti vengono in Italia attratti dalle nostre bellezze estetiche e storiche. E perché non si trovano le risorse per proteggere la nostra arte millenaria? Occorrerebbe una sensibilizzazione di massa a protezione del nostro passato, maestro del presente, come sosteneva Gianbattista Vico. Siete d'accordo?


SCAVI ARCHEOLOGICI DI POMPEI

DEMOCRAZIA

Allucinante! La democrazia, in Grecia, condannò alla cicuta Socrate, il filosofo più sapiente di tutti i tempi. Riflettere... Tra poco in Italia si voterà. Il principio conduttore dovrebbe essere la difesa della democrazia contro ogni pericolo di deriva autoritaria, di affossamento della libertà, del mandare in soffitta la Costituzione. Ed allora? Mandiamo a quel paese chiunque si senta il demiurgo della situazione, un novello Giove, un deus ex machina. Vogliamo ancora un padrone? Vogliamo essere servi? Attenzione al proverbio:"Meglio libero all'inferno che servo in paradiso". Dobbiamo liberarci della partitocrazia, della casta, dei privilegiati, della classe politica di professione, dagli istrioni che approfittano del vuoto per inserire chissà che cosa. Soluzione? Democrazia dal basso, dalla gente, di te e di me, una nuova epoca in cui ogni cittadino collabora, decide, sceglie, conta. E' difficile? Nulla è impossibile quando l'uomo è tale e riconquista la propria dignità. 


UMANITA'

Benché siano trascorsi millenni, l'uomo non ha conquistato l'umanità. Basta guardare come tratta gli animali e si prova raccapriccio. La vivisezione viene praticata su vari animali sadicamente giustificandosi con l'alibi del procedere della scienza. Animali randagi affollano le contrade senza cibo, un tetto, sotto le intemperie. Si uccidono animali per la pelliccia, per fare felici donne vanitose e sciocche. Altri sono rinchiusi in giro per il mondo per divertire nei circhi: leoni, tigri, elefanti, orsi, foche, strappati dal loro ambiente naturale. Gli zoo sono carceri vergognose con animali cavie dell'osservazione curiosa umana.  E poi, percorsi tipo safari in cerca di emozioni con animali ridotti a cenci viventi. Quando impareremo a rispettare, a volere bene gli animali?



LIBERTA' INTERIORI

L'abitudine ci nasconde il vero aspetto delle cose. (M. DE MONTAIGNE)

L'autentica emozione della poesia è dovuta alla forza dell'ispirazione che si afferma in modo tranquillo e perviene sempre a un'espressione semplice e chiara. (C. CASSOLA)

Ma chi mi ha dato, senza chiedere il consenso, la parte che interpreto sul palcoscenico della vita? La parte sono io senza alcuna possibilità di cambiarla. (A. FLOCCARI)

La poesia non cerca seguaci, cerca amanti. (F. GARCIA LORCA)

Chi sta per annegare si aggrappa ad un rasoio. (PROVERBIO POLACCO)

Per il poeta e per il saggio tutte le cose sono amiche e benedette, ogni esperienza è utile, ogni giorno sacro, ogni uomo divino. (EMERSON)

La specie è tutto, uno non è mai nessuno. (F. NIETZSCHE)

Gli dei percepiscono le cose future, gli uomini quelle presenti, i sapienti ciò che s'avvicina. (FILOSTRATO)

Forse tu conosci uomini a te vicini che solo guardandosi da lontano si trovano in generale sopportabili o attraenti o tali da infondere forza: bisogna sconsigliarli dal conoscere se stessi. 
(F. NIETZSCHE)

Nel giusto vince sul più forte il debole. (SOFOCLE)



F I L O S T  R A T O

AI MIEI AMICI RUMENI - PRIETINII MEI ROMANI

C A N T O Non andare via canto lontano come sei dolce vieni da un cuore felice mi riempi di serenità canta canta ancora a me con il ...