Govi

28 febbraio 2013

POSTA

Cari amici, qualche giorno ancora ed uscirà il mio nuovo libro, "Gaetano Jerace". Si tratta di un itinerario estetico sulla Pittura del Novecento in simbiosi molteplice con il Neoclassicismo, il Positivismo, i tentativi di innesto tra le due tendenze con la sintesi, alla ricerca di nuovi orizzonti artistici. Per altro verso, il fratello Francesco agiva in Scultura. se volete leggere il mio libro lo troverete nelle librerie e nelle edicole, oppure telefonandomi o inviandomi una mail. Quello che serve è sul mio blog. Ciao.



GAETANO JERACE

LEGGENDA

Se vuoi essere me
chissà quali ragioni
avrai
è da tempo
che frusto me stesso
dirigendolo
chissà dove
potrei fermarmi
per farlo riposare
inseguo sogni
vieni anche tu
e la vita sarà
una leggenda.


LEJENDA

Si quieres ser me
quizà cuals ragiòns
habràs
es desde tiempo
que azoto me mismo
dirigendolo
quizà aonde
poderìa pararme
para hacerlo descansar
perseguo suenos
venes también tù
y la vida serà
una lejenda.

ANTONIO FLOCCARI

LAVORO

Vogliamo inserire nell'Offerta Scolastica, nel settore dell'Educazione Civica, la sensibilizzazione sul problema del lavoro? Ma come? i nostri ragazzi languono nell'abbandono più assoluto: disoccupati, senza speranze per il domani, destinati alla povertà e tu continui  a parlarmi della Juve o del Milan? A parlarmi di Sanremo? A parlarmi di motori? Ma in che mondo vivi? Lo sai che, in Sud America, il calcio, l'evanescente, l'effimero sono stati utilizzati per addormentare i popoli, per poterli meglio sfruttare. Ma cosa credi che ai tuoi figli arriverà la manna dal cielo? Prendi coscienza e gira le spalle a chi le ha girate ai tuoi figli. Lo sai che i giovani, oltre a non avere lavoro, sono emarginati? Non contano, sono vuoti a perdere, zavorra. Diceva Seneca che un popolo che non rispetta i suoi giovani è vecchio ad ogni età.


TRISTE PRIMATO

Sono orgoglioso di essere calabrese e meridionale. Ma se penso alle storture abominevoli che il mio popolo ha combinato nella storia, allora, istintivamente, mi viene la voglia di coprire il volto con entrambe le mani, per la vergogna. Il Cardinale Ruffo, le strane e discutibili reazioni dei lazzaroni napoletani in difesa dei Borboni, la reazione e la conservazione che hanno sempre avuto la meglio tra la mia gente, il favore dato alla Monarchia contro la Repubblica, riserve infinite di voti per Partiti antipopolari, la fuga dal voto stesso, tutto denota una realtà di coscienza paurosa. Certo, ci sono gli alibi che vengono dallo sfruttamento, dalla miseria, dalla mancanza di cultura, l'essere sempre ai margini della società. Ma perché dobbiamo essere sempre una Vandea? Non sarebbe ora di cacciare dai nostri pascoli politici parassiti e nemici della nostra gente? Pensarlo è già tanto.



SOFFOCAMENTO



La terra soffoca, stretta nella morsa infernale del cemento. Pensate che, ogni ora, otto metri quadrati di terra muoiono, coperti dal bitume, dal cemento, da prodotti chimici della scienza moderna! Pensate che la terra, in questi decenni, è andata sempre più scomparendo! Nel 1956, perdeva, per sempre 8.000 km quadrati, nel 2010 ne perde 20.500 di km quadrati. Volete sapere chi in Italia cannibalizza di più la terra? Bene, allora venite con me in Lombardia, nel Veneto, nel Lazio. Pensate che l'Italia uccide la terra più di ogni altro Paese! In Europa vi è un terreno perduto del 2,6% in Italia del 6,9%, quasi il triplo! Pensate che, mettendo insieme le costruzioni, l'edilizia più o meno rampante, ogni anno, in Italia, si ottengono città grandi! Questo per dare l'idea della guerra permanente che noi "civili" facciamo alla terra.

GENEROSI SOGNATORI

Chi agisce non ha mai coscienza; nessuno ha coscienza se non chi contempla. (GOETHE)

L'odio è un malcontento attivo, l'invidia un malcontento passivo; perciò non ci si deve meravigliare se l'invidia trapassa così presto in odio. (GOETHE)

I dotti sono per lo più astiosi, quando confutano qualcuno; uno che sbaglia, essi lo vedono subito come un nemico mortale. (GOETHE)

La matematica, questo linguaggio teorico - forse di natura divina, forse di natura umana - permette infatti di descrivere la natura che si trova davanti a noi. (P. ODIFREDDI)

La ragione riesce a descrivere la natura da una parte e le arti dall'altra. (P. ODIFREDDI)

Rendi mite il tuo cuore: poiché nella bufera, in terremoti e fuoco non puoi trovare Dio. 
(A. SILESIUS)

Se desideri Dio ed essere suo figlio, Egli è già dentro di te e te lo concede. (A. SILESIUS)

Più ti abbandoni in Dio, più egli nasce in te. (A. SILESIUS)

Sta l'uccello nell'aria, la pietra sul suolo, vive nell'acqua il pesce, il mio spirito nelle mani di Dio. (A. SILESIUS)

Nessuna catena è più forte del suo anello più debole. (G. K. STERTON)


S I L E S I U S

ED ORA?

Ed ora? La politica italiana, dopo le Elezioni, si trova davanti a decisioni epocali. Filosofi americani, tedeschi, francesi, da tempo, diffondono nel mondo l'esigenza di una metamorfosi della politica: i cittadini al centro di ogni decisione, scomparsa dei politici di professione, la "casta", rifondazione dell'economia continentale con modifiche strutturali che non vedano più Paesi privilegiati ed altri succubi, vedi la Germania da una parte e la Grecia, il Portogallo, la Spagna, l'Italia dall'altra. Di questa sete enorme di cambiamento si è fatto promotore in Italia Grillo. Fa male qualche tedesco a definirlo "clown", è, invece, un personaggio storico di enorme levatura. Non è molto semplice, ma come si fa ad uscire da un sistema? Non si corrono pericoli? Allora ci sono forze politiche come il PD, SEL di Vendola che si accontentano d'ottenere il possibile ma non capovolgendo o ribaltando lo status quo esistente intoccabile. Chi ha ragione? Grillo o Bersani e Vendola? In questo frangente, Berlusconi tenta di rimettersi in gioco dopo la rimonta impensabile. Il responso costituisce pagine di storia del domani, del prossimo futuro.



BEPPE GRILLO

21 febbraio 2013

DOV'E'

Sto pensando
a me stesso
brancolo
nel profondo di me
lo cerco da una vita
chissà se lo troverò
dov'è
chi mi aiuta
ad incontrare 
almeno per una volta
me stesso
l'ho perduto
nei labirinti della vita
dov'è
dov'è.

AONDE E'

Esto pensando
a mim mesmo
tateo
no profundo de mim
o busco de una vida
quen sabe se o trovarei
aonde è
quen me aiuda
a encontrar
pelo menos por una vez
mim mesmo
lo ò perdido
nos labirintos da vida
aonde è
aonde è.

ANTONIO FLOCCARI






Dipinto di FRANCO CAMILLO'

LUI

Ma cosa vuoi ancora? Non ti basta averci rapinato, hai messo le unghie sulla pelle dei deboli, degli umili, dei bisognosi. Ma come fai a dire che per salvare il nostro Paese bisogna agire economicamente sui pensionati? Ma lo sai che vivono di stenti' Ma lo sai che cosa possono mangiare quotidianamente? E poi, lo sai che i licenziamenti di lavoratori inermi, con una famiglia a carico, si accavallano spietatamente uno dopo l'altro? Lo sai che siamo stanchi di mantenere guerre in diverse latitudini del mondo, alleati con chi vuole rapinare le ricchezze altrui, di gente che non possiede neanche le scarpe per camminare, di bambini che muoiono di fame? Ma cosa vuoi che crediamo a questa Europa che è unita di nome ma non di fatto? Ancora, non ti rassegni ad andartene a casa e di non farti vedere mai più! Non abbiamo bisogno di chi ci inganna e di chi è al servizio dei Mercati, delle Banche, della Borsa!



ANDIAMO TUTTI!

Michele sta andando a votare, finalmente, non vedeva l'ora! Gli chiedo per chi voterà. Mi risponde:"In una fase storica in cui il voto è stato ridotto ad ipocrisia, a nullità, a zero, comunque vado a votare - amo la democrazia - per dare una spallata ai ladroni, ai fannulloni, a chi ci succhia il sangue da tempo. Facce che conosciamo tutti, politici di professione che hanno trovato la mangiatoia e non se ne vogliono andare a a casa. Voterò contro di loro per cacciarli, per non vederli più. Grido arrabbiato, sfiduciato, senza speranze concrete, che voglio contare, partecipare, giudicare: è un mio diritto! Quando ognuno di noi è escluso dalle decisioni la democrazia è una fandonia. Chi sono? Sono uno che non riesce ad arrivare alla fine del mese per la spesa; sono uno che è stato costretto ad indebitarsi per affrontare le esigenze della vita, sono uno che si sente deriso, truffato da sputasentenze che non meritano più la fiducia di alcuno. Vado a votare per rifondare la democrazia, la libertà dal bisogno, dalla miseria. Lo so, appare come un'utopia, ma intanto mettiamoci insieme andando a votare, sbattendo la porta in faccia agli affossatori della civiltà del nostro paese. Rifondiamo le idee, i rapporti, le istituzioni col vero vessillo della democrazia vera sempre contro la violenza. 



DOPO RATZINGER

Dice l'uomo:"Dov'è la Chiesa? Dov'è? E' lontana, remota dalle esigenze del nostro tempo. Si trincera, si chiude, non realizza l'incontro con l'uomo, contraddicendo il colonnato del Bernini, in Vaticano, ideato come metafora dell'abbraccio cosmico. Ora che Ratzinger se ne va - il perché non è tanto chiaro - sorgono dei dubbi tremendi, è un mistero, lo diceva il grande cardinale Martini occorrerà - affinché la Chiesa si salvi dal baratro in cui è caduta - aprirsi alla storia, alla scienza, alle domande planetarie di chi sente l'esigenza di Dio. Un nuovo concilio ecumenico che faccia propri i problemi umani: la fame nel mondo, i soprusi, il colonialismo, le guerre per il petrolio, il lavoro, la disoccupazione, la miseria, i fratelli gay, le coppie di fatto, il matrimonio dei preti e delle suore, il testamento biologico, il diritto di morire senza sofferenze atroci, l'uguaglianza, la lotta all'egoismo e alla ricerca della ricchezza ad ogni costo".


MARTIRE

A Roma, sono andato a compiere un pellegrinaggio laico, a trovare, a Campo de' fiori, il mio caro e prezioso amico Giordano Bruno. Speculare della verità, della scienza, della filosofia, dell'abbraccio tra uomo e natura, poeta dell'umanità, Bruno fu bruciato vivo il 17 febbraio 1600. Con lui andarono al rogo la cultura, il sapere, i sentimenti, l'amore smisurato per l'Universo. Fu compiuto uno scempio contro tutti noi. Ecco, mi trovo ai piedi della sua statua. Gli dico:"Grazie per quanto mi hai insegnato, grazie per avermi indicato che l'amore per una vita inutile e vigliacca non vale il ritiro dalla verità, meglio morire".


GIORDANO BRUNO

MAGICHE ATMOSFERE

Venite a vedere il sangue per le strade, venite a vedere il sangue per le strade, venite  a vedere il sangue per le strade. (P. NERUDA)

Vi è un nome in cui liberali e democratici si riconoscono naturalmente: lo Stato e la difesa delle sue leggi. (G. AMENDOLA)

L'ho visto, ancora una volta, stasera. Ha l'aspetto più lontano dalla vita, scheletrito, spoglio, tende i suoi rami al cielo nella penombra della sera. Mi allontano con la tristezza nel cuore, lascio dietro le spalle il mio caro pioppo, amico sincero. (A. FLOCCARI)

Ho corteggiato la vita pur sapendo l'impossibilità che s'accorgesse di me. Quante volte ho sognato che mi aprisse le braccia, lei così bella, io con le pene nel cuore, sbilenco, balbuziente, con un occhio a chiudersi nell'impatto con la luce del sole. Forse per commozione, forse per il mio innamoramento, mi ha teso le sue mani: ci amiamo. (A. FLOCCARI)

L'andavo a trovare, rantolava nel letto come chi gli scivola la vita dalle mani. M'illudevo di portargli scampo di vita con i miei anni ancora verdi; e lui mi guardava negli occhi come il giorno alla fine per l'arrivo della notte; ed io che avrei voluto fermare la luce per lui. (A. FLOCCARI)

Ecco lo guardo di profilo, lui non se ne avvede, è mio figlio; appare mia madre, le sembianze dolci nel viso, negli occhi, nelle guance. Di lui, di chi erediterà me. Mia madre, mio figlio: ed io su un ponte sospeso nel mare della vita col sapore dei sentimenti dolci ed amari. (A. FLOCCARI)

La porta che l'uomo ha costruito per non aprirla mai. (P. NERUDA)

Un errore di giudizio non può essere concesso ad alcuno, perché sarebbe fatale. 
(G. AMENDOLA)

La democrazia è lo sviluppo logico di un regime di libertà. (G. AMENDOLA)

Il vero è una fiaccola, ma immensa; perciò noi tutti cerchiamo di passarle accanto con gli occhi socchiusi, temendo addirittura di bruciarvici. (F. W. GOETHE)




GIOVANNI AMENDOLA



14 febbraio 2013

IGNOTO

Se vuoi
stai con me
sai 
non sono chi sembro
sono un altro
nascosto
nelle profondità dell'anima
se vuoi
stai con me 
ma col me stesso
rifiutato
relegato ai confini
del giorno
nella notte senza luce
amo
l'ignoto cercato
se vuoi
dammelo almeno tu.

DESCONOCIDO

Si quieres
estas migo
sabes
no soy quien parece
soy un outro
escondido
en las profundidas de el alma
si quieres
estas migo
pero con el me mismo
rechazado
relegado a los confins
de el dia
en la noche sin luz
amo
el desconocido buscado
si quieres
donemelo tu.

ANTONIO FLOCCARI



EROISMO

Un qualunque giorno, nei pressi di un supermercato, un uomo sta in agguato. Ascoltiamo:"Tra poco uscirà con la spesa quell'anziano che ho seguito, un pensionato dal passo lento e tardivo, mi sarà facile rubargli la spesa, e, se nello scippo, cadrà e si farà male non me ne importa. Quel tizio che ci ha governati per più di un anno mi ha ridotto alla fame, non ho da mangiare. Ho figli che attendono qualcosa per non morire. Eccolo! Eccolo... Vado. Così siamo ridotti, farci la guerra tra di noi, tutti miserabili e morti di fame. Come me, nel mondo, tutte le razze, tutti sfruttati fino al midollo. se sentite qualcuno gridare, chiedere aiuto, non vi preoccupate, non gli farò del male, voglio solamente il pane, la pasta, il formaggio".


IL VOTO

Sfogliamo un libro che ha per titolo "Il voto". Leggiamo:"Sei condannato alla reclusione perché colpevole di avere chiesto di poter votare, in nome di Sua Maestà il Re! Così imparerai che il voto è un diritto dei ricchi, dei potenti, dei nobili". "Tu sei una donna e non hai diritto al voto. Non hai mai votato e sei condannata ad essere esclusa dal diritto elettorale, devi solamente accudire la casa ed i figli, come a Roma, prima in Grecia, in Egitto". Ora, andiamo a leggere una pagina del nostro presente:"Io non vado a votare, sono tutti uguali, ladri, farabutti. Si pendono il voto e poi se ne fregano di noi. Ci vorrebbe un dittatore, un uomo forte, così che cambierebbero le cose e le elezioni verrebbero abolite e diventeremmo tutti docili, ubbidienti, servizievoli, come i cani fedeli. Oppure il voto bisogna darlo a chiunque mandi a quel paese questa canaglia! Che me ne frega cosa farà dopo con il mio voto! Intanto, votandolo, mi vendico, mi sento frustrato, annichilito, un nulla". Dove finiremo? E se non vai a votare che ne sarà dei tuoi figli domani? Pensa... rifletti... Vai... vai...



L'APPELLO

Ecco un carcerato che cosa grida al mondo:"Aiuto! Aiutatemi... Non ce la faccio più a stare prigioniero in questa cella con uno spazio cosi ridotto che non si respira, ci urtiamo l'uno con l'altro... E' tremendo! Uno spazio adeguato per due, tre esseri umani, ma non per sei! Ho sbagliato, mi sono pentito, perché debbo essere trattato come una bestia! Ma la nostra società è civile? Infine, anche se ho sbagliato - lo riconosco - anch'io ho diritto di vivere. Non voglio morire! Di notte, quando l'asfissia di questo orrendo posto mi aggredisce, vorrei morire, vorrei farla finita. Fate anche voi qualcosa! Fate in modo che le carceri siano umane, degne della civiltà! Potete fare tanto... Fatelo, in nome di Dio!".




SENZA SCAMPO

Ascoltiamo un nostro contemporaneo:"Ed ora? Ed ora... dove posso aggrappare la mia vita? Tutto  crolla... Va alla deriva... Scappa anche il Papa... Se ne va... Abbandona un luogo che doveva essere sacro, spirituale, la tomba di Pietro, l'apostolo di Cristo, trasformato quel luogo in inferno, in covo di vipere, l'un contro l'altro per l'egemonia, soprattutto economica. Come faccio a tornare in chiesa? Sono in crisi... Non posso seguire chi viene abbandonato anche dal Pontefice. Si è dimesso! E gli altri, i potenti, i portatori dell'ipocrisia e dell'inganno quando si dimetteranno? La Chiesa se vuole rifondarsi deve seminare nel mondo, nella storia, un nuovo corso che sia aperto all'abbraccio delle esigenze del nostro tempo: gli umili, i diversi, i gay, le coppie di fatto, il matrimonio dei preti e delle suore, le altre religioni, la semplicità di Francesco d'Assisi.".


STRAORDINARIE PROFONDITA'

Posso promettere di essere sincero, non di essere imparziale. (F. W. GOETHE)

Dove si perde l'interesse si perde anche la memoria. (F. W. GOETHE)

Le persone intelligenti sono sempre il miglior manuale di conversazione. (F. W. GOETHE)

Non si può scommettere sulla sincerità e sulla bontà degli impulsi naturali che possono anche condurre l'individuo sulla strada peggiore. (N. ABBAGNANO)

L'uomo rimane uno sconosciuto: quello sconosciuto che il vecchio Diogene cercava invano con la sua lanterna. (N. ABBAGNANO)

Io voglio vivere in un mondo senza scomunicati... voglio che tutti possano parlare, leggere, ascoltare, fiorire. (P. NERUDA)

Il vento nella notte gira nel cielo e canta. (P. NERUDA)

E' così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio. (P. NERUDA)

Reco nella mia mano la colomba che dorme reclinata sul seme. (P. NERUDA)

La mia casa era chiamata la casa dei fiori, perché da ogni parte erompevano i gerani. 
(P. NERUDA)


7 febbraio 2013

SCUDO

Non ti nascondere
non aver paura
natura
ti voglio bene
non ti farò del male
anche se sono un uomo
abbracciati a me
natura
ti farò da scudo
da chi era un uomo
e non lo è più.

SCHILD

Nicht dich verstecken
nicht haben Angst
natur
dich will gut
nicht dich Boses werde tun
auch wenn bin ein Mensch
umarme dich mir
natur
dich werde tun als Schild
wer war ein Mensch
und nicht ist es als.

ANTONIO FLOCCARI

CHI SONO?

Se vuoi che ci mettiamo insieme a gestire il voto per governare, tu devi girare le spalle a chi non ha ancora capito che il mondo è cambiato ed è dominato dai mercati, dalle banche, dalla Borsa. Se lo farai, saremo ben accetti a Berlino, a Parigi, a Washington, a Tokio. Scrollati di dosso i residui di un'umanità che non c'è più. Vedi, il lavoro deve costare meno, deve essere ancora più flessibile, dobbiamo difendere le imprese, i datori di lavoro. E poi dobbiamo ancora stringere, dobbiamo fare in modo che il mercato possa continuare nei suoi profitti sulle spalle della povera gente, tanto, è abituata da secoli a convivere con le ristrette ed il bisogno. Se scegli me, opterai per un futuro benedetto anche dai rappresentanti della fede nazionale. Non ti puoi portare dietro il sindacato che difende, essendo conservatore, il lavoro; non puoi farti affondare dagli ultimi dei Moicani che sognano, ad occhi aperti, un mondo migliore senza i padroni, i mercati, le banche. Io sono il sacerdote della religione del denaro, sono il rappresentante dei poteri forti, sono il successore dell'Inquisizione, dell'oscurantismo, del profitto.



CIAO

Il saluto ha un'origine di civiltà, di considerazione del prossimo, una rilevanza che è un chiaro simbolo d'emancipazione. Guardate, avvicinatevi, è morta una cara persona e si affiggono manifesti funebri con un "ciao" bene in vista. Sì, va bene, lo sappiamo che l'umanità calabrese, per le tragedie vissute nel corso della storia, subisce, fortemente, una presenza del senso della morte avvolgente, pesante. Ma come si fa a trasportare, senza giustificazione alcuna, un saluto breve e significante come "ciao" nell'ambito della morte, della dipartita, della separazione senza ritorno? Si potrebbe dire che il "ciao" voglia essere un segno d'affetto, sentimentale. Comunque, indubbiamente, si attua un trasloco illegittimo linguistico con abuso semantico che denota leggerezza d'espressività umana. Per altro verso, come si fa salutare qualcuno con il clacson? La motorizzazione di massa annienta la voce umana, divenendo, oltre che veicolo di viaggi, anche di sentimenti.


STRAGE



Mentre comunico con voi milioni alberi, nel pianeta, vengono abbattuti e distrutti clandestinamente per il profitto che attende. La crisi economica portata dalla globalizzazione dei mercati spinge al risparmio forzato, per cui le stufe a legna ritornano in auge. Il gasolio algerino  e quello russo costano caro. E così avviene un disboscamento selvaggio con tonnellate di ceppi che raggiungono lo scambio da Atene a Palermo, da Madrid a Berlino. Le nazioni che sono crollate nella miseria, il Portogallo, la Spagna, l'Italia, la Grecia, consumano una caterva di legna per difendersi dal gelo invernale. Ricordate quando i Romani disboscarono la Sila per costruire la loro flotta bellica? Causarono la desertificazione della valle che va dal lago Ampollino allo Jonio, per questo, ora, lì alligna solamente l'eucalipto, comunque efficace contro le zanzare. La morte degli alberi provoca alluvioni terrificanti, diminuzione d'ossigeno nell'aria, uno sconvolgimento della natura.

SPAZZATURA

Siamo sommersi dalla spazzatura in ogni angolo. Un rischio enorme per la salute, specie nei mesi caldi. Il fetore nauseabondo si diffonde nelle scuole, negli ospedali, nelle case. Quando si troverà la soluzione di questo problema che si allarga a macchia d'olio, eppure paghiamo lo smaltimento della spazzatura a peso d'oro, compromettendo i bilanci familiari? La filosofia più attuale delle Università americane, francesi, tedesche suggerisce un ritorno, come Cincinnato, alla semplicità, alla frugalità, alla fuga dal consumismo barbarico che dilania l'economia ed il vivere quotidiano. Impossibile? Nulla è impossibile quando la volontà umana vuole perseguire obiettivi che possono sembrare irraggiungibili. Rifiutiamo di essere al servizio di chi ci impone modelli di vita che annientano l'esistenza. Sembra un miraggio, ma è il nostro avvenire d'umanità autentica che possiede se stessa. 



SUSSULTI DI INQUIETUDINI

Un vento scatenato aveva fatto razzie nella natura per tutta la notte; arance inermi giacevano nel prato gelato; nessuno si curava di loro. Le raccolsi da terra e le misi in tasca, sentivo nell'anima la loro gratitudine per l'abbraccio di nature diverse nato dall'amore. (A. FLOCCARI)

Salivo quelle scale con la forza della gioventù e con la febbre delle passioni che mi faceva bollire il sangue, chissà quali amori avrei trovato, una volta giunto nel mio paese alto, su una collina. Ero come una delle mie fiumare in piena, volevo inondare la vita. Ora, guardo le scale, e mi spunta un sorriso dolce e amaro. (A. FLOCCARI)

Attrazioni e paure si affacciano quando cerco il sonno a sera, le incertezze, il melodico canto della risacca del mare sconfinato nella notte mi culla; poi, subentra il terrore per il mare in tempesta con le onde devastanti, mi potrebbero fare sparire nel nulla. Il mare è amore e morte. (A. FLOCCARI)

Penso che anche stanotte, anche se con il bagaglio della tua vita così diverso dal mio, ti avrò vicina nel letto, una responsabilità, una divisione della vita che era una in due, l'accettarti insieme alla mia solitudine mi fa tanta compagnia. (A. FLOCCARI)

Quanto era più bello e umano, anni fa, quando abitavo in una casa tra la gente che conoscevo, mi conosceva, parlavamo, sapevamo tutto dell'uno e dell'altro, sentivamo gli odori del pranzo, della cena, le felicità, le tragedie; ora, non è più così, abito in una casa ai confini del mondo con una folla smisurata intorno, anonima, muta, senza volto, come in incubo che non finisce mai. 
(A. FLOCCARI)

Chi ha paura dell'idea finisce col non aver più il concetto. (F. W. GOETHE)

L'uomo più felice è quello che può collegare la fine della sua vita col suo principio. 
(F. W. GOETHE)

Solo l'amare, solo il conoscere conta. (P. P. PASOLINI)

Chi non presume troppo di sé vale molto di più di quanto crede. (F. W. GOETHE)

Un arcobaleno che dura un quarto d'ora, non lo si guarda più. (F. W. GOETHE)




ANTONIO FLOCCARI

2 febbraio 2013

ATTIMO

E quando a mezzanotte
tutti festeggeranno
l'anno che viene
ultimo attimo 
del tempo che fu
ti chiamerò a stare con me
eppure hai dato la vita
a chi ora ti gira le spalle
disprezzato rifiutato vilipeso
anche tu attimo trascurato
finisci così come tutti noi
ebbene ti voglio io
e così non sarai solo
anch'io sai ero rifiutato
conosco le pene della solitudine
brinderemo all'attimo che fugge
alla ricerca del passato
sempre presente nel futuro
in tua compagnia starò con l'Assoluto.


INSTANT

E quand à minuit
tous féteront
l'année qui vien
dernier instant
du temp qui fut
je t' appelerai pour etre avec moi
et pourtant tu as doné la vie
à qui maintenant tourne toi les èpaules
méprisé refusé jeté
aussi tu instant négligé
tu finis aussi comme tous nous
eh bien je te veux
et aussi tu  ne seras pas seul
aussi je connais etais refusé
je connais les peines de la solitude
nous tousterons à l'instant qui fue
à la recherche du passè
toujours présent dans le future
avec toi je serai avec Dieu.




STELLA POLARE

In questa notte della storia, in balìa del disorientamento pesante, con nella busta dei rifiuti le speranze, il futuro, la sicurezza, il lavoro, l'assistenza sanitaria, guarderò la stella polare che permane nel cielo della mia mente per cercare di orientarmi, malgrado tutto. Di là non andrò, ci sono le false promesse, l'affossamento di ogni morale, la donna ridotta ad oggetto erotico, la ricchezza ostentata come superiorità ed immagine della divinità umana. Anche Nerone pretendeva gli applausi quando dirigeva il concerto degli animali. Di là non voglio andarci; ecco, giungerei all'uomo delle banche, dei mercati, della divinizzazione del denaro, della Borsa, del sacerdote del nostro tempo con l'Euro implorato in sostituzione del taumaturgo tradizionale dei nostri borghi. E con lui le facce mummificate che ben conosciamo che non hanno più credibilità. Ho trovato! Anche se verso dove vado - ne sono certo - non troverò la sibilla cumana protettrice del mio domani, tuttavia mi incontrerò con qualcosa che non ripugna, che non respinge. Mi accontenterò di un'offerta che sarà ricevuta come il meno male possibile. E poi, perciò lo sceglierò: appartiene a quella folla sterminata che è rimasta senza padre dopo la maledetta burocrazia comunista. Attende giustizia per l'economia, per i diritti civili, per una società più giusta. Ce la farà? Non ne sono certo..Anche nel dubbio, l'affianco.


CLOCHARD



Eccolo! Vedete... è morto questa notte per il freddo mentre dormiva, solamente coperto da un cartone. Tutti passano, indifferenti, insensibili, con il cuore di ghiaccio. Chi poteva essere questo clochard? Un uomo che aveva detto addio al consumismo, alla corsa sfrenata nella vita, al mercato dei sentimenti, al banco dei pegni dell'amore. Era un vagabondo o un poeta? Era l'uomo come avrebbe dovuto essere oppure un essere umano da condannare, da macchiare senza ritorno col pollice verso come nelle arene romane? Ma, al di là di questo, emerge un'umanità atroce, senza pietà, senza più solidarietà, con l'anima simile a un ramo secco destinato a morire. Chiediamoci: è più uomo il clochard o chi prosegue epr la sua strada senza senso non curandosi del proprio simile per terra, morto?

COSA ABBIAMO DENTRO?

Freud sosteneva che l'inconscio, il profondo dell psiche, fosse la somma delle coordinate familiari e mitiche. Così pensando, saremmo il prodotto del nostro passato parentale. Così non è. Freud, forse volutamente, per fare da stampella al potere costituito, aveva deviato la verità. Dentro di noi, in realtà, c'è la foce di un fiume che porta la storia del nostro stato sociale, economico, politico. I nostri desideri non sono altro che le ramificazioni della nostra storia, gli oggetti che vogliamo, i desideri, le scelte di coppia, il sesso, tutto proviene da un coacervo vissuto e, spesso, indipendentemente dalla nostra volontà. Oggi, vogliamo ciò che ci viene imposto, che ci viene introiettato nella psiche con il bombardamento mediatico studiato da esperti per impinguare le casse del mercato, dirigendo la domanda a seconda del profitto dell'offerta. 



INFEZIONI

Ecco un nostro contemporaneo generico, porta dentro dentro di sé le infezioni del nostro tempo. Si chiede dove sia finita la parentela, ridotta all'interesse, all'egoismo, alla finzione, all'ipocrisia. Eppure, Hegel poneva a fondamento della società civile la famiglia, piedistallo di ogni civiltà che si conclude, per lui, nello Stato. La parentela è infetta. E l'interiorità? I consumi mass-mediatici infettano la quotidianità; a sera, s'intrufolano nelle nostre case demolendo ogni valore del singolo, massificandolo e riducendolo ad automa. Ed i rapporti umani? Guardate cosa succede tra i vicini di casa: la vicinanza provoca aggressività, fobie, rifiuti, paure, come spesso accade nei condomini. E poi ci si sente soli, maledettamente soli. La desertificazione avanza nella vita dell'uomo. Cosa fare? Sono problemi del nostro domani.


PIENEZZE VITALI

Prima del temporale si alza per l'ultima volta con violenza la polvere, che presto sparirà a lungo. 
(W. F. GOETHE)

Ci si conoscerebbe meglio se l'uno non volesse mettersi sempre alla pari dell'altro.
(W. F. GOETHE)

L'errore può andar bene finché siamo giovani; solo non bisogna trascinarselo dietro invecchiando. (W. F. GOETHE)

Tutti gli atteggiamenti sbagliati diventano, invecchiando, roba inutile e rancida. (W. F. GOETHE)

Ciò che non si capisce non si possiede. (W. F. GOETHE)

E' cosa che infastidisce gli uomini che il vero sia così semplice; essi dovrebbero riflettere che hanno ancora da faticar parecchio per volgerlo praticamente a loro vantaggio. (W. F. GOETHE)

Se l'inverno viene, la primavera non può essere lontana. (P. B. SHELLEY)

La cosa più indispensabile all'uomo è la coscienza dell'uso che deve fare delle proprie conoscenze. (PLATONE)

Quando si è preda di dolori nelle articolazioni del corpo subentra uno strano ed interessante dialogo con le scapole, le ginocchia, i gomiti, il collo, come se siano viaggiatori arrivati da chissà dove ed hanno pensato di sostare nella stazione che porta il nostro nome. Si aspetta che ripartino; stranamente nel momento del distacco, sentiamo mestizia. Amiamo anche i nostri dolori. 
(A. FLOCCARI)

La sera, quando mi distacco dal tavolo di studio, metto la penna, la matita, i fogli, i libri, l'orologio, il telefonino nella collocazione più adeguata per la notte, come quando si predispone il letto per il sonno di una persona cara. Considero chi sta con me nel lavoro non come un oggetto ma come un essere degno di amore e di calore umano. (A. FLOCCARI)




PERCY B. SHELLEY

AI MIEI AMICI RUMENI - PRIETINII MEI ROMANI

C A N T O Non andare via canto lontano come sei dolce vieni da un cuore felice mi riempi di serenità canta canta ancora a me con il ...