Govi

29 maggio 2014

SECONDO NATURA

E' un prete ancora giovane, è meglio non dargli un nome: come lui, tanti. Ha una fede che lo ha portato, tramite una vocazione spirituale ed umana considerevole,  al sacerdozio. Dentro di sé convive con una natura universale composta da presenze che non hanno il diritto di vivere perché prete. Ma, visto che è anonimo, ci dice che soffre perché anche lui vorrebbe una famiglia, l'amore di una donna, dei figli. Pensa che, avendone, proverebbe slancio più grande per svolgere eticamente e religiosamente il suo ruolo di prete. Ma perché, in quasi tutte le religioni del mondo, il sacerdote ha famiglia e ciò non ha provocato lo sfascio, mentre lui è obbligato ad essere celibe? Non potrebbe Papa Francesco realizzare la rivoluzione copernicana del superamento del celibato dei sacerdoti? Il prete anonimo è certo di non essere blasfemo e di non offendere Dio.



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