Barbanti

19 giugno 2014

ESTRANEITA' - APPARTENENZA

L'estraneità rende l'uomo sradicato, demotivato, rancoroso, asociale. Può dipendere da ostracismo, dall'essere considerati diversi, dall'essere collocati ai margini della società; oppure, è un fatto voluto, cercato, un appartarsi per difesa, per rancore, per sfiducia o riflusso. L'appartenenza, al contrario, dona la sensazione di non essere soli nella vita, di appartenere, appunto, ad un gruppo, ad una concezione della vita o della spiritualità o della politica, della società. Il nostro è un tempo dominato, purtroppo, dall'estraneità da tutto e da tutti, anche perché si crede nel nulla; una sorta di nichilismo negativo, non alla Nietzsche o alla Schopenhauer. L'estraneità è grave quando non si appartiene nemmeno a se stessi. Allora, sarebbe meglio che ognuno si chiamasse Nessuno.



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