Govi

31 luglio 2015

MUTUO APPOGGIO

Vi sono conquiste di civiltà che si rendono immediate per l'uomo affinché non soccomba in un arretramento che potrebbe risultare irreversibile. La sensibilità ecologica è fondamentale per un giusto ed equilibrato rapporto con quanto ci circonda nella natura. E' una questione strutturale della formazione della personalità, dunque un compito che spetta fin dal processo educativo-istruttivo dei primi anni. Un altro caposaldo di civiltà è la concezione antropocentrica nel senso di non continuare a concepire l'uomo come monarca dell'universo a cui tutto è dovuto. Una conquista, per l'uomo. i semplicità, di umiltà, di amore verso ogni ente della natura, ma la conquista eccellente è il mutuo appoggio: si tratta di uno schieramento esistenziale al fianco degli altri nella libertà senza coercizioni e sensi di superiorità. Un sostegno reciproco per il lavoro, la pace, la convivenza basata sulla fratellanza al di là di ogni differenza religiosa o politica. Tutto sembra utopia, ma è su questo terreno che si gioca il destino dell'uomo nell'imminente futuro.


30 luglio 2015

PERPLESSITA'

Adorno era convinto che occorra rivedere continuamente tutto ciò che ha l'apparenza di una certezza. L'itinerario verso la ricerca della verità è faticoso, contorto, labirintico. Anticamente, gli scettici ponevano il dubbio su ogni cosa, sostenendo che nulla può essere considerato sicuro, certo. E così la pensava anche Pirrone. Il dubbio metodico era compagno permanente di Cartesio, il quale sosteneva, addirittura, che uno spirito maligno induca all'errore. Dunque, nulla è certo, per sempre. Karl Popper era convinto che la confutazione di ogni asserzione la mette sul sentiero del superamento, facendola divenire un errore. Ciò che diciamo che è vero lo è provvisoriamente, diventerà, implacabilmente, un errore. Questo è il cammino incessante della scienza, un succedersi continuo di errori che prima venivano considerati verità. Allora, invece di dire sì o no è preferibile dire "può darsi", "forse", "è probabile". "mi sembra", "così appare". Viviamo tutti nell'incertezza: forse ciò costituisce un elemento tra i più affascinanti della vita. 



K A R L   P O P P E R

29 luglio 2015

P A R R E S I A

La parresia, ovvero il "parlar franco", nel corso della storia dell'uomo, ha avuto momenti, fasi,in cui il filosofo, anche mettendo a rischio la propria vita, la propria libertà, ha avuto il coraggio di dire le cose come stavano, dunque la verità, difendendo, ad oltranza, il diritto alla critica. E' sufficiente menzionare Socrate o Giordano Bruno, i quali furono mandati a morte perché accusati di spargere il male, quando, invece, non profferivano altro che la verità. La parresia ovvero il coraggio della verità si è manifestata anche nell'arte. Manet,  Bacon, Baudelaire, Beckett, Burroughs misero a nudo tutti l'esistenza. Vissero la vita-parresia, non accettando una separazione tra arte e vita. Furono testimoni della libertà di avere proprie idee, convinzioni, indignazioni, ribellioni. 




EDUARD MANET -  Colazione sull'erba.

28 luglio 2015

ANALITICI E CONTINENTALI

Sono, filosoficamente, un continentale. Non condivido che la filosofia sia analitico-scientifica, nel senso di ridurla alla stessa stregua della matematica, della fisica, della geometria, della chimica. Brentano la pensava diversamente da me, era convinto che la filosofia dovesse essere logica e rigorosa. E così Dummelt, famoso professore di Logica a Oxford. Nel mio concetto mi sostiene Dilthey, il quale pensava che la filosofia dovesse essere letteraria e suggestiva. Ancora consenzienti con me ci sono Heidegger ed Adorno. Addirittura, Heidegger sosteneva che la filosofia trovi il suo più alto momento nella poesia, massimamente in Holderlin. D'altronde, non si può isolare la filosofia nella scienza, ponendo barriere contro il pensiero umanistico che si collega a quello classico greco. Voi come la pensate?







27 luglio 2015

G I U S T I Z I A

La Cassazione ha sentenziato che la Chiesa debba pagare l'ICI per le sue Scuole di ogni ordine e grado. In Calabria, vi sono 402 Scuole per l'Infanzia, 40 di II grado, 30 di Scuola Primaria per un totale di 18.589 alunni. La scuola paritaria religiosa ha il 10% di studenti per ogni ordine e grado e nel 2015 ha ricevuto 471,9 milioni di euro per finanziamenti. Ora, i vescovi protestano in quanto sostengono che la sentenza della Cassazione impedirebbe il  normale procedere democratico educativo. Assurdo! L'ICI va pagata da tutti, nessuno si può sentire autorizzato ad esserne escluso. Sarebbe giusto che questo tentativo di scaricare sugli altri il peso delle tasse vada a fallimento con un intervento di chi ha la massima responsabilità religiosa, dunque Papa Francesco. Dimostrerebbe coerenza ed amore per la giustizia.


25 luglio 2015

MESSAGGIO DA BILBAO

RIMANI

Dove vai
dove vai
rimani
abbraccia
il tuo mondo
la tua vita
dove vai
dove vai
dammi la mano
tieniti stretta a me
con me 
il domani
senza me
la fine
dove vai
dove vai
rimani
rimani con me

QUEDATE

Donde andes
donde andes
quedate
abraze
tu mundo
tua vida
donde andes
donde andes
dame la mano
tenete estrecha a mi
migo
la manana
sin me
la fin
donde andes
donde andes
quedate
quedate migo.

ANTONIO FLOCCARI


B I L B A O - Spagna


24 luglio 2015

P A U R E

Le paure hanno radici profonde, ancestrali, in ognuno di noi. Anche se il movente giunge dall'esterno, le cause sono nell'inconscio, nell'io, nel subconscio. Non si accetta la diversità, come se la nostra identità sia la sovrana di tutta la realtà, con presunzione ed egocentrismo. la diversità trova agganci negativi, ostili ed aggressivi dentro noi. E' la chiusura ermetica contro l'estraneo che non si riconosce e non si accetta. Sarebbe necessario un atto di responsabilità, di essere con altri, di aprirsi ai nostri simili, l'ospitalità prima delle ostilità. Un modo così di essere sarebbe adeguato al tempo presente che viviamo in cui vi è un cambiamento radicale della presenza degli esseri umani nel Pianeta, in cerca di migliori condizioni di vita. L'intellettuale del nostro tempo non può essere più un anacoreta, avrebbe detto Gabriel Marcel.


GABRIEL MARCEL

20 luglio 2015

I N CO N T R O

Lo sai che nella vita non puoi considerarti solo, diviso, ai margini. Il vero essere è l'incontro con l'Altro esistente, l'uno con l'Altro. Jean Luc Nancy chiamava l'esistenza "presenza spartita", non più "io" ma "noi", "in sé con altri". Ognuno di noi è un "noi", l'essere  come prima persona plurale, pluralità singolare. Jacques Lacan ed Emanuel Levinas chiamavano l'Altro "riappropriazione dell'identità", invece si tratta di essere gli uni con gli Altri, al contrario di Heidegger che diffidava di ogni contatto con la gente, mentre l'esposizione pubblica è fondamentale. L'essere consiste solo nell'esistenza di tutti gli esistenti. Caro amico, ci siamo soffermati sul concetto di fondo avversario dell'individualismo e dell'egoismo, il concetto del futuro nel mondo della globalizzazione. 


J A C Q U E S   L A C A N

18 luglio 2015

MESSAGGIO DA ARNSTADT

S C E L T A

Ho scelto
di essere 
chi sono
da quando 
la vita
sembrava 
un vicolo
cieco
trovai
un amico
per sempre
il libro.

W A H L

Habe  wahlobt
von sein
wer biseit wann
das Leben
scheinte
eine Sackgass
findte
ein Freund
fur immer
das Buch.

ANTONIO FLOCCARI



A R N S T A D T  (Germania)

17 luglio 2015

S A L V A T A G G I O

Le nuove esperienze hanno, su di me, un fascino ammaliante. Mai avevo, in vita mia, pescato con la canna, con il mare disteso a perdita d'occhio fino all'orizzonte, con colori azzurri, celestiali, degni del Beato Angelico. E così comprai una canna da pesca ordinaria, mi recai su uno scoglio perpendicolare alle onde leggere del mare, lanciai l'amo con l'esca più lontano possibile. In testa avevo un cappello latinoamericano, di quelli che si indossano per darsi un'aria da turista eccentrico ed interessante, stile Hemingway. Attesi - il sole era potente e bruciava la pelle, arrossandola. Poi, ecco... il filo si mosse, qualcosa tirava tentando di divincolarsi. Allora, tirai verso di me e venne fuori dall'acqua un pesciolino ovoidale dalle forme carezzevoli e dai colori che creavano un miscuglio di tinte che avrebbero fatto sognare Van Gogh. Il pesciolino giunse dinanzi a me, a portata di mano, dimenandosi, urlando con lo strazio della ferita provocata dall'amo conficcato nella sua bocca. Cercava la vita che gli sfuggiva e lo capiva, era l'angoscia vivente in un essere animato tra i più belli del mondo. Lo guardai... decisi di liberarlo, era mio dovere ridargli la vita, l'acqua, il suo mondo. Lo feci e provai una felicità indimenticabile nella mia interiorità.



16 luglio 2015

AL DI LA'

In questa estate,sono in compagnia di Ricoeur, di Gadamer, di Merleau-Ponty,. Mi parlano dell'affettività e dell'arte. Ma perché l'affettività, l'emotività, l'istinto sono rimasti al di là della concezione estetica dell'arte? Perché ci siamo fermati a Pier della Francesca con la sua concezione della prospettiva? L'uomo e la realtà. Bisogna fermarsi all'apparenza? La verità sta oltre, al di là del figurativo. Un nuovo concetto che apre un varco nel reale, rinnovandolo. Il sentiero ce lo indicano Cezanne, Kandinskij, Moore, Bazain. Così nuove dimensioni, orizzonti inesplorati si aprono alla critica letteraria, della pittura, dell'arte in genere. La compagnia estiva è ottima, altro che ammazzare il tempo sotto un ombrellone riducendo il giorno effimero. 



PAUL CEZANNE - Sulla riva di un fiume

15 luglio 2015

VIVACITA' INTERIORI

Sono al mare, al bar, pochi metri e c'è la risacca, oggi lenta, quasi da nenia. Penso. l'arte è un rischio. lo è perché si attraversano sentieri inesplorati, nuovi orizzonti. Dietro l'angolo c'è il fallimento. Spinge più un fallimento che un successo. Sulla spiaggia osservo dei marocchini che vendono cianfrusaglie. Mi viene in mente il ponte di Brooklyn, costruito per lo più da emigrati italiani, come lo fu mio nonno. Molti di loro vi persero la vita, sciagurati! Guardo e vedo donne in bikini, giovani pettoruti e muscoli all'aria aperta impegnati a suscitare il desiderio erotico. Non lo sanno che il desiderio è morto? E' stato ghigliottinato dal consumismo. Penso allo stress, così diffuso in questo tempo. Per combatterlo c'è l'amore per la vita, dare acqua a se stessi per non essiccarsi, metafora di ricchezze interiori. Diceva Erich Fromm che essere conta più di avere.


14 luglio 2015

G I U S T I Z I A

Papa Francesco è tornato in Vaticano dal suo viaggio nelle terre dell'America Latina. Ha portato con sé il dono ricevuto dal Presidente boliviano Morales: falce e martello con sovrapposta la Croce. Un gesto che ingrandisce la figura di questo Papa e la Chiesa con una risposta silenziosa a tutti coloro che avevano scritto e commentato attraverso i mass media del mondo che quel dono avrebbe dovuto scomparire, come indegno di essere portato in Vaticano. Da una parte il potere temporale con Gregorio VII, Matilde di Canossa, Pio IX e Roma capitale, le alleanze secolari con i despoti storici, ed ora, Francesco che accoglie il simbolo politico degli sfruttati, dei diseredati, con un'umanità ancora presente, in maniera massiccia, in tutti i continenti del Pianeta. Un simbolo che è stato tradito dall'uomo-lupo, come diceva Hobbes. con burocrazie disumane che hanno violato i diritti umani, portando i gulag e la fame. Ma è anche vero che falce e martello è, ancora, un simbolo di speranza per chi attende giustizia. Francesco lo sa e porta il dono di Morales fra i tesori vaticani.



13 luglio 2015

RESPONSABILITA'

Tutto ciò che accade ci vede coinvolti anche se le distanze geografiche sono massime. Già Dostoevskij lo sottolineava:"Tutto ti riguarda, tutto ti coinvolge in una responsabilità a cui non puoi ritenerti estraneo". Anche Jean Paul Sartre e Lévinas che chi ci cerca di sfuggire alle responsabilità della vita cerca un alibi alla propria evasione dall'appartenenza all'umanità. Lévinas sosteneva che la responsabilità massima di ognuno di noi è la considerazione dell'Altro, con la sua faccia, con la sua esistenza. Un concetto proveniente da un pensatore ebreo ma tanto vicino al Cristianesimo. Di responsabilità ce n'è tanto bisogno in questo tempo in cui il razzismo rialza la sua pericolosa testa, in cui l'egocentrismo dilaga in ogni latitudine, in cui la pace viene minacciata in ogni continente. Essere responsabili equivale ad essere uomini autentici.


EMMANUEL LEVINAS


11 luglio 2015

MESSAGGIO DA PORTO SANTO

BANDIERA BIANCA

Vieni
ti porterò 
per mano
terremo
una bandiera
bianca
in cerca
di pace
contro
ogni guerra
e violenza
vieni
anche tu
come me
cerchi
tregua
contro
atrocità
del mondo.

BANDEIRA BRANCA

Chegas
te trazerei
por mao
manteremos
uma bandeira
branca
em busca
de paz
contra
cada guerra
e violencia
chegas
também tu
como mim
buscas
tréga
contra
atrocidades
do mundo.

ANTONIO FLOCCARI


PORTO SANTO (Portogallo)



10 luglio 2015

CROCE E FALCE E MARTELLO

Ma come vi capisco, anime belle, allorché vi dolete che Evo Morales, Presidente della Bolivia, eletto, con il 78% dei voti, comunista, marxista, abbia regalato a Francesco, il Papa, falce e martello con una croce sovrapposta. Un gesto storico. La burocrazia politica ha annientato il comunismo reale, perseguitando la libertà dell'uomo. Eppure,  falce e martello hann il grande merito di avere cancellato le "anime morte" - avrebbe detto Gogol - dalla Russia, cioè gli schiavi della gleba, gli uomini considerati oggetti. E' innegabile che la falce e martello sono simboli formidabili di liberazione dei popoli dell'America Latina, Fidel Castro è esemplare: L'Avana era un coacervo di case di tolleranza per americani in vacanza. Morales e Castro e l'indimenticato Chavez hanno dato dignità alla moltitudine degli sfruttati e degli affamati dal capitalismo selvaggio. Morales ha salutato l'esecuzione degli inni, accanto al Papa, con il pugno chiuso. Chi vuole che venga restituita la dignità ai poveri non può che appoggiare Evo Morales. La Croce sta meglio sulla globalizzazione? Sta meglio sulle Banche che ricattano e minacciano i popoli come la Grecia? Francesco, tornando a Roma, dovrebbe mettere il regalo di Morales nel sito più bello del Vaticano.



9 luglio 2015

AUTENTICITA'

Ognuno ha il diritto-dovere di essere autentico. L'irripetibilità, l'unicità sono requisiti che danno dignità all'esistenza. Su questa questione, così importante per la realizzazione concreta dell'uomo, si soffermarono, particolarmente, Sartre, Jaspers, Heidegger, i quali misero a fuoco, nel loro pensiero, l'essenzialità irrinunciabile dell'originalità, senza cui si cade nella vita inautentica, nella banalità, nei discorsi futili, nella chiacchiera, nell'ordinario, avrebbe detto Cesare Valenti. Ma viviamo tutti massificati in un composto che non appartiene all'individualità, vengono imposti, tramite i mass-media, il senso comune, il far credere che, altrimenti, si finirebbe nella diversità, nell'alterità, nell'insignificanza. Sartre sosteneva che la responsabilità della nostra vita è nelle mani di ognuno di noi, anche se, per alibi, si dà la colpa a destra e a manca. Non sarebbe così poiché la scelta è un atto esclusivamente volontario della soggettività. quando ciò non avviene, si manda la propria personalità al macero. 


JEAN PAUL SARTRE

8 luglio 2015

E U R O P A

Giuseppe - sto parlando di Mazzini - ti sentirai tradito e deluso, nella tua concezione della "Giovane Europa" avresti voluto un continente da sogno, con la bandiera della libertà in alto, molto in alto. E voi, Hegel, Holderlin, Goethe, Kant, guardavate alla Grecia, all'età aurea di Pericle come a un Eden dell'umanità. L'Europa, così come è oggi, non la voglio, non posso sentirmi un servo della gleba in un redivivo Feudalesimo con all'apice i novelli feudatari delle Banche, dei creditori. Tra l'altro, una teoria sociologica molto studiata nelle Università americane sostiene che l'indebitamento globale, collettivo, di me e di te, anche di loro, è una strategia avviluppante affinché tutti diveniamo sudditi del regno della moneta, delle Borse, delle Banche. Più ci indebitiamo e più dipendiamo, dicendo addio alla libertà. Questa è la Grecia che rischia di essere messa all'indice dai potenti, dai ricchi, dai dominatori. Voglio un'Europa diversa in cui tutti saremo con la nostra dignità di esseri umani e non più succubi dell'Euro che ci ha impoveriti tutti quanti, rendendo anche i generi di prima necessità impossibili per molte famiglie, dunque la fame per milioni di persone.


7 luglio 2015

PERCEZIONE DI SE'

Il nostro è un tempo con un'umanità sradicata, naufragata dalla nave degli ideali, andati a fondo dopo l'impero dell'ipocrisia  e dei falsi idoli. Per cui, la percezione di sé, l'immagine di noi stessi costituiscono l'àncora irrinunciabile affinché non si sia in balìa dei marosi dell'esistenza. La nostra percezione dell'identità ha i miti personali, che contano, influiscono, danno un valore alto alla vita: sono le persone care, la casa in cui siamo vissuti, il popolo a cui apparteniamo, il primo amore, un motivo musicale che rimane indelebile, l'ereditarietà collettiva, per i credenti momenti spirituali. Allora, ognuno di noi, per la salvaguardia della propria percezione di sé, deve curare i simboli della propria storia attraverso la simbolizzazione che dà un senso all'identità personale: il corpo, gli oggetti, i luoghi, i tempi, le persone, gli animali domestici. nella percezione di sé il corpo assurge a valore primario soprattutto nelle donne, un po' meno negli uomini. A seconda della percezione di sé deriva l'autostima, la proiezione di sé nell'interiorità e nell'oggettualità, la sicurezza, l'equilibrio, la sintonia con la vita e con il mondo e con gli altri.


6 luglio 2015

URRA'

Il popolo greco, da cui discendo, ha mostrato un significativo coraggio nell'esprimersi a favore del NO nel referendum indetto da Tsipras. Un NO che significa: onorare il debito con scadenze abbordabili e pagabili; per un'Europa che non sia una piramide con al vertici le Nazioni ricche e in basso quelle povere; rispetto per la dignità della Grecia di civiltà millenaria ed immensa cultura; per sedersi subito al tavolo delle trattative senza un capobastone che diriga l'orchestra senza che nessuno gli abbia assegnato questo compito; un NO per il cambiamento strutturale della politica che non sia più caratterizzata dall'austerità ma dallo sviluppo  e dalla crescita sostenibili; per non danneggiare l'Europa, una migliore e vera tutta da fondare con un Parlamento paritario comprendente delegati in proporzione agli abitanti degli Stati, per una nuova istituzione che sostituisca quella attuale; per un immediato invio di liquidità nelle Banche greche. Il NO è un momento storico: l'Europa non sarà più quella di prima. Altri Stati sono disponibili a seguire le orme greche. Intanto, Hollande e la Merkel s'incontrano a Parigi, Renzi è ignorato.


4 luglio 2015

OMAGGIO DA MAGONZA

V I A G G I O

Ma dove
mi porti
pensiero
mi fido
di te
come sempre
mi conduci
nel regno 
fatato
della poesia
canto
eterno
dell'uomo.

R E I S E

Aber wohin
mich tragst
Gedanke
mich vertraue
dir
wie immer
mich treibst
zu das Reiche
feen
Dichtunges
Gesange
ewig
Mensches

ANTONIO FLOCCARI



M A G O N Z A  (Germania)

3 luglio 2015

O R G O G L I O

Sento un grande orgoglio di essere d'origine greca: flokkaros, ovvero "fabbricante e venditore di fiocchi", provenienza dal Peloponneso. Se fossi in Grecia, voterei NO al referendum indetto da Tsipras. Può un debito ovvero una ragione economica far mettere alla porta della cosiddetta Europa un popolo con i grandi meriti di aver dato la civiltà e la cultura al mondo intero? Sarei curioso di vedere dove porterebbe il ritorno della dracma. Certo, l'Euro non è la moneta delle masse: impoverisce e porta i debiti fino al collo. Con gli antenati greci nel mio passato, vorrei che il debito fosse reso possibile nel pagamento, vorrei che le trattative continuassero, vorrei che la Merkel abbassasse i toni, vorrei che Renzi e Hollande fossero più presenti in questo frangente terribilmente delicato e non stessero alla finestra. Sappiano tutti che la Germani non ha pagato i debiti protratti in tutto il secolo scorso. Ed allora? Siamo tutti vicini ai Greci ed al loro sacrosanto diritto della loro dignità.


A T E N E - Piazza Syntagma

2 luglio 2015

AL MARE

Le spiagge joniche calabresi reggine, da Gioiosa a Roccella, Siderno, mi danno la sensazione di sradicarmi, di cadere dai boschi aspromontani a qualcosa che, geograficamente, mi porta alle dune africane. Al mare, con un'immensa distesa di ombrelloni e di accaldati in cerca di refrigerio, la mia estraneità è totale. mi piace adagiare il pensiero su qualche immagine che mette a nudo l'umanità della folla che mi sta davanti: gli occhi mi vanno sulle donne - non sono un guardone beninteso - che si abbronzano adagiate sulla sabbia, a poca distanza dalla risacca del mare. Indossano bikini che denotano la loro personalità, per il colore e per la forma. E' una fiera delle vanità, una gara di mettere in mostra forme sinuose di mammiferi in piena estate. Eccola! Lei: occhi socchiusi, con il viso rivolto all'astro infuocato, felice di essere vicino, più che possibile, alla Terra, sua eterna amante, gambe arcuate, seni protesi, pelle luccicante per le creme abbronzanti. la guardo e vedo un amplesso cocente, altamente erotico. La donna ed il sole sono in pieno amore, in luna di miele.



1 luglio 2015

SENSO DI TESTIMONIANZA

Cosa vorresti, domani?

Vorrei che non ci fosse più, asfissiante, inaccettabile, l'odore nauseabondo del denaro dappertutto. Sembra una leggenda, invece è realtà. La nuova cattedrale tua, mia, è la Banca; un mio personaggio, in un racconto, dorme, la notte, con alcune banconote nella tasca del pigiama, stringendole, masturbandosi. Ora di pranzo, Telegiornale, Borsa, valuta delle monete, la Grecia che non paga, per cui va messa alla porta dell'Europa; ma, è mai possibile che il denaro, l'Euro siano l'Onnipotente? Allora, perché non gli dedichiamo un giorno del calendario come un Taumaturgo miracoloso? Perché non lo festeggiamo come Santo Patrono della vita e ne facciamo la processione? Perché non mettiamo tutti la sua effigie alla parete sopra il letto a proteggerci contro ogni default.

MESSAGGIO DA POLISTENA

E N I G M A

Ma perché mi congiungo
con la vita all'alba del giorno
con il cuore in tumulto
eppure la natura mi accoglie
con sorriso di amica fraterna
quasi gli uccelli mi invitano
ad amare con loro nella danza
eterna della loro specie
felici dell'esperienza dell'esistenza
qualcosa d'incomprensibile avviene
nell'umanità di ogni tempo
non si riesce a vivere
senza far guerra a qualcuno.

ANTONIO FLOCCARI


PANORAMA DI POLISTENA (RC)


AI MIEI AMICI RUMENI - PRIETINII MEI ROMANI

C A N T O Non andare via canto lontano come sei dolce vieni da un cuore felice mi riempi di serenità canta canta ancora a me con il ...