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31 ottobre 2015

P A S O L I N I

Dicevi la verità
Pier Paolo
ti hanno chiuso
la bocca
per sempre
nell'anniversario 
della tua dipartita
la memoria
ritorna a te
nell'orizzonte
delle speranze
delle utopie
appare 
indelebile
il tuo nome
Pasolini.

P A S O L I N I

You were saying the truth
Pier Paolo
they close 
your mouth
forever
in your death's
anniversary
the memory
comes back at you
in the horizon of
hopes and utopia
your name looks
indeleble.

ANTONIO FLOCCARI


30 ottobre 2015

R A Z Z I S M O

Il razzismo si può dire che sia sorta con l'uomo. Già ai tempi dell'uomo primitivo il più robusto si sentiva superiore al mingherlino, il più alto migliore del più basso, un popolo si sentì eccelso nei confronti di un altro in tutte le latitudini. si sosteneva che il sangue del superiore fosse diverso, migliore. Dunque etnocentrismo, atavica inclinazione mentale: chi si avvertiva esclusivo sosteneva che il matrimonio doveva avvenire all'interno del gruppo e non con estranei. Già dal Seicento i Francesi si sentirono superiori agli Inglesi; ancor prima, i Romani si autoproclamarono razza eletta; quindi giunse la questione della razza ariana: sangue bianco e puro, civiltà superiore a tutte le altre. si originò così la teoria della superiorità dell'uomo europeo, biondo, alto, dolicocefalo nei confronti dell'uomo alpino di bassa statura, brachicefalo, bruno di carnagione, mediterraneo. Si pervenne al paradosso con Chamberlain e con Woltmann, secondo i quali al cultura italiana discenderebbe dai Longobardi e dai Goti. Così: Giotto da Jothe, Boccaccio da Bock, Dante da Aigler, Leonardo dai Winke, Michelangelo dai Bohrodt, Giuseppe Verdi da Werde. Ed oggi, ancora, dopo Hitler e gli Ebrei, razzismo contro i poveri migranti.


29 ottobre 2015

RIVOLUZIONE COPERNICANA

Ma sì, facciamola la rivoluzione copernicana per quanto concerne una realtà che convive con noi, in ogni casa, in ogni luogo pubblico. Non è un tabù. Parlo della ritirata, del wc, della toilette, del bagno, del cesso, della latrina, del gabinetto. Perché si è voluto ricorrere a termini stranieri per appellare un tale luogo? Forse, un falso perbenismo, una riduzione a qualcosa di non dicibile. Invece, la storia umana ha vincoli fitti con il gabinetto. I romani ne sistemarono tanti per le vie, nelle piazze poiché mancavano nelle case, parlo dei vespasiani. Durante il Medioevo la latrina fu latitante, rappresentata dai pozzi neri per i quali si diffusero malattie endemiche terribili. si pensi che, caduto il fascismo, in Calabria, al mio paese, non esistevano i cessi nelle case. Le madri portavano al fiume i rifiuti umani della notte. I fanciulli espletavano le esigenze dove capitava. Oggi il bagno è doppio o triplo nelle case di benestanti con un'economia media. Si dice che se vuoi vedere l'ordine, la pulizia, la civiltà di una famiglia le ritrovi in un bagno. Ed è anche vero che i segreti psicologici, le frustrazioni, hanno sfogo nel supremo privato della stanza del bagno, rifugio delle proprie nevrosi.


28 ottobre 2015

L'IMMAGINE FISICA

Come si appare incide sulla personalità, precipuamente sul carattere: Per cui, esiste un nesso tra la morfologia e l'indole. Anche in natura è così: si pensi ai serpenti, ai coccodrilli o alle iene, vengono collegati alla paura per il loro aspetto non rassicurante; la scimmietta, il cerbiatto o al gattino ispirano simpatia. Anticamente, su questa questione si soffermò Ippocrate che collegò il fisico al temperamento; altri furono Teofrasto, Razes, Paracelso, Cardano, Buffon, ed anche Lombroso. Si pensava che la conformazione morfologica fosse preludio alle malattie o alla delinquenza, alle deviazioni caratteriali, alla simpatia o all'umanità. Così si originarono pregiudizi attribuendo all'uomo grasso debole furbizia ma grande bontà; all'uomo magro crudeltà; a quello con la testa grossa stoltezza e a quello con il naso adunco avarizia, avidità, al gobbo moralità perversa. L'eroe,poi, veniva identificato in un'immagine giovanile, affascinante, il mago con un aspetto grassoccio e pacioccone, la strega funerea e magra, ed anche scorbutica. I colori vennero catalogati: il nero con il lutto e il dolore; il bianco con la purezza; il viola con l'espiazione; il rosso per la passione; il giallo per la speranza; l'azzurro con la serenità e l'ottimismo.


27 ottobre 2015

P O V E R I

Le grandi religioni si sono schierate accanto ai poveri, prediligendoli. Cristo ne è il più rappresentativo. Così non è nella storia di ogni tempo. La miseria occupa, ancora gran parte del Pianeta: fame, sete, cose sempre uguali a se stesse, non-idee, non-cultura, un mondo chiuso con fine precoce della vita. Dominando la logica industriale e commerciale, oggi, dei poveri si occupa nessuno. Anzi, dato l'affollamento del Pianeta se se ne vanno all'altro mondo si pensa che sia un vantaggio economico. Si è poveri per mancanza di soldi, di beni primari non a disposizione, cibo, vestiario, abitazione, e figli senza l'occorrente quotidiano; crollano, così, l'autostima, la dignità, il ruolo nella società. Si diviene vagabondi, "teste pazze", come sosteneva Foucault che affermava che la follia è parente stretta della miseria insieme alle malattie gravi. I poveri, anche nel mio paese, sono ghettizzati in rioni fatiscenti; i più fortunati hanno ottenuto una casa popolare e vivono in un isolamento che non ha nulla a che fare con la società tranne che con i collegamenti con i mass media. la responsabilità è dei parassiti e degli sfruttatori che scatenano anche e soprattutto guerre fra poveri facendo circolare una miseria culturale devastante.


26 ottobre 2015

NILLA PIZZI

Ho intervistato tanti artisti italiani della musica leggera e del teatro per la radio e per i giornali. Con Nilla Pizzi inizio a darvi le impressioni suscitatemi dagli incontri. La regina della canzone italiana nella musica leggera degli anni Cinquanta, allorché l'intervistai, si dimostrò una donna, come sempre, dolce e affabile, notevolmente umana. Rispondendo alle mie domande, accompagnava con un sorriso ogni parola ed aveva, anche nel dialogo, la voce affascinante con cui è rimasta nella storia della canzone italiana con Vola colomba, Grazie dei fiori, Papaveri e papere, attraverso il Festival di Sanremo. Rispondeva senza manierismi, con semplicità, a domande che tendevano ad aprire il ventaglio della sua personalità nell'intera gamma del carattere. ne veniva fuori un essere umano che era un tutt'uno con la soavità del suo canto che creò un transfert eccezionale con le esigenze del popolo italiano, negli anni del dopoguerra, sentiva l'urgenza di un'arte su cui adagiarsi pacatamente dopo le disgrazie immani dello scontro bellico perduto. Pranzammo in un locale di campagna tra Rosarno e Mileto. eravamo tanti. Notai come Nilla rifuggisse da ogni protagonismo mostrandosi con sincerità e la semplicità della persona e dell'artista che aveva incantato gli Italiani.


24 ottobre 2015

MESSAGGIO DA NORRISTOWN

RESURREZIONE

Stavo in braccio
di mia madre
venuto al mondo
da poco
tutto mi sorrideva
dall'alto del petto
di chi
m'aveva generato
vedevo l'orizzonte della vita
sereno e sorridente
campane suonavano
a stormo
mia madre mi abbracciava
era Pasqua
avveniva la Resurrezione.

RESURRECTION

My mother was
embracing me
I was born few
instants ago
everything was smiling
from the atop of chest
I was generated from
I was seeing the life's
horizon happy and smiling
bells were ringing all together
my mother was
embracing me
It was Easter
the Resurrection was happening.

ANTONIO FLOCCARI


NORRISTOWN - Pennsylvania (Stati Uniti d'America)


23 ottobre 2015

P A G A N I N I

Genova, culla della musica da sempre, mancavano sette anni alla Rivoluzione Francese e vi nacque Niccolò Paganini, un mio mito, di cui ammiro la fantasia, il senso di libertà dai canoni classici che imprigionano. Mi diletto a suonare alla pianola il suo Capriccio n. 24 per violino solo. Ragazzo prodigio, virtuoso del violino stesso, fu per una vita sfrenata, con debiti di gioco e danni a se stesso. Nel 1805 divenne primo violino a Lucca alla corte di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte. Di lei s'innamorò seguendola a Firenze, quando nel 1809 divenne Duchessa di Toscana. Paganini ebbe un figlio, Achille, da un'altra donna, Antonia Bianchi. E' una leggenda in tutto il mondo Niccolò Paganini, a Vienna, a Dresda, Amburgo, londra, Parigi, in Scozia, Irlanda. Nel 1834 si ammalò e si trasferì a Marsiglia, in seguito a Nizza, dove morì di laringite tubercolosa. Paganini e Tiepolo, miei grandi maestri, in musica e pittura con l'estro sublimato. Anche Tiepolo uscì dai canoni del Classicismo, canonica opprimente, in onore della sua fantasia.


NICCOLO' PAGANINI

22 ottobre 2015

V E R G I N I T A'

Fin da tempi remoti, nell'antica Roma, la verginità fu sublimata dai Cristiani come simbolo della fede. E va bene che verrà Nietzsche con la sua Genealogia della morale per teorizzare che il sesso viene strumentalizzato dai sacerdoti a scopo di dominio ed egemonia. I Romani irridevano la verginità come segno di purezza. Per cui, perseguitando i Cristiani, non solo per motivi religiosi e politici, le vergini cristiane venivano condannate alla violenza carnale, allo stupro. Venivano costrette a cedere il proprio corpo e la verginità nei lupanari: il rito si svolgeva pubblicamente, alla presenza di un'ingente folla che si divertiva, ridendo e sghignazzando. A deflorare la cristiana veniva incaricato il boia che, in seguito, la doveva giustiziare. Si distinse in ciò Nerone, il quale faceva violentare le vergini per poi sgozzarle. Ne hanno parlato Tacito. Svetonio, Cassio. E dato che le nascite erano in calo furono date le responsabilità ai Cristiani con il culto della castità, ma era anche vero che pullulavano rapporti sodomitici. Le vergini affrontavano il supplizio con felicità, anche se venivano date ai gladiatori perché ne facessero l'uso che volevano. Addirittura Perpetua, vergine cristiana, fu condannata, per ludibrio, come preda di un toro che la sodomizzò.


21 ottobre 2015

IL CALENDARIO

Il calendario che hai in casa, appeso al muro, sul tavolo o sull'orologio, è nato con la Riforma di Gregorio XIII nel 1582. Ancora prima vigeva il calendario giuliano voluto da Cesare; con Gregorio XIII furono soppressi dieci giorni che causò il malcontento dei paesi Protestanti e della Russia che non accettarono questa modifica. Un'altra novità fu la cancellazione del bisestile presente in tutti gli anni. La Gran Bretagna, tradizionalmente conservatrice, accettò la riforma nel 1752. Gregoro XIII, per la compilazione del nuovo calendario, ebbe a disposizione Cristoforo Clavio, grande astronomo e matematico gesuita. E' in corso una variazione che interesserà il calendario stesso: l'anno tropico è di 365,2422 giorni, si ridurrà di sessantuno dieci milionesimi di giorno ogni 100 anni. per cui tra il 6900 e il 7000 la durata dell'anno tropico di 365,2419 giorni. Come causa sarà il rallentamento della Terra e saranno soppressi quattro anni bisestili che risulteranno in più.



20 ottobre 2015

O M A G G I

Gli omaggi sono antichi, i Romani li elargivano. Il dono veniva chiamato strenus, da cui ha preso il nome la "strenna" di Capodanno. Si facevano omaggi simbolici, con un significato che intendeva portare salute e vigore fisico: un ramoscello d'alloro, un albero, il mirto, a cui si attribuiva il potere della buona sorte; anche l'olivo era un simbolo di pace, e, ancora datteri, fichi secchi, miele. Quest'ultimo era il messaggio che l'anno proseguisse nel migliore dei modi, dolce, appunto, come il miele. Stranezze: veniva regalata la riproduzione di un piccolo serpente con la motivazione che, strisciando, conoscesse tutte le erbe benefiche, portatrici di salute. Non mancavano libri, gioielli, cibi. Gli omaggi venivano fatti durante le feste "Saturnali" tra il 17 e il 21 dicembre. Hanno lasciato testimonianze in merito, Svetonio e Marziale. Vi era un'usanza a Roma che ha preceduto il mercato di Piazza Navona le feste natalizie, era Saepta, sotto a dei portici si compravano i regali da fare. Ottaviano Augusto regalava oggetti durante i banchetti e offriva anche doni da portare via dopo aver festeggiato mangiando e bevendo.


PIANTA DEL MIRTO

19 ottobre 2015

L U C A N I A

Mi piace la terra di Lucania, la terra di Rocco Scotellaro, poeta punto di riferimento della mia formazione. Terra antica, abitata dai Sanniti, dai Greci, dagli Enotri, dagli Osci. i Lucani vi stanziarono dal 424 a.C.. La capitale era Petrella, città scomparsa. I Greci vi fondarono Poseidona, oggi Paestum con i templi gioielli storici tramandati: quello di Era, di Atono e Poseidone. Se volete possiamo fare colazione con la celeberrima mozzarella di bufala ed il pane favoloso cotto nel forno all'antica maniera. Vi porto, ancora, in terra di Lucania, alla foce del Sele, dove sorgeva Heraion con il santuario dedicato a Era. Venite con me a Matera, città dei Sassi, dal 1993 decretata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, i sassi erano grotte abitate anche dai monaci basiliani fuggiti dall'Oriente dalla furia dell'Isaurico. Pier Paolo Pasolini era innamorato della Lucania ed a Matera vi ambientò il suo film "Il Vangelo secondo Matteo, con personaggi, presi dalla strada, della Lucania e della Calabria. Infine, in questo nostro giro per la Basilicata o Lucania, vi porto a Metaponto: qui visse Pitagora dove fondò la sua immortale Scuola e morì nel 490 a.C.




M A T E R A



17 ottobre 2015

MESSAGGIO DA VERSAILLES

V I A G G I O

Un viaggio
a ritroso
col pensiero
voglio stare 
in compagnia
del bene
incontrato
nella vita
l'amore
non muore
sopravvive
al tempo
implacabile.

V O Y A G E

Un voyage
en le passé
avec la pensée
je veux rester
en compagnie
du bon
rencontré
dans la vie
l'amour
ne meurt pas
il survit
au temp
implacable.

ANTONIO FLOCCARI


VERSAILLES (Francia)


16 ottobre 2015

IL BACIO

Il bacio è una leggenda della vita. Che bella l'immagine di una madre che bacia il proprio bambino appena nato! Il primo bacio d'amore è indelebile; sul molo del porto una nave salpa, una donna con le dita della mano manda un bacio a chi parte; gli arabi si abbracciano e si baciano sulle guance per salutarsi, sono, solamente alcune maniere della presenza del bacio nello scenario dell'esistenza. Si tratta di un gesto universale . Il bacio passionale diffuso dal cinema fa parte della coscienza collettiva di diversi popoli. Anticamente, i Romani lo chiamavano osculum, savium, basium. Ne parlarono Novio, Servio, Donato, Isidoro di Siviglia. Osculum deriva da os ovvero "bocca", savium da suavitas ossia "dolcezza", basium dalla religione, dalla pudicizia. Il savium era il bacio della voluttà, della libidine; l'osculum era delle usanze civili. Ancora: osculum ai figli, basium alle mogli, savium alle prostitute. Ancora oggi, il bacio accompagna gli avvenimenti della vita: felicità, congedo, separazione, lutti, ringraziamenti. Celebre, nella storia, anche il bacio di Giuda nel tradimento di Cristo per trenta denari. Secondo Cannova il bacio sulle guance è affetto, sulle labbra è amore, sulla fronte è premura, sul collo è passione. Il bacio parla di noi e per noi.


15 ottobre 2015

IL CAMMINO DEL VINO A ROMA

Saprai che la vite alligna in Italia da  tempi immemori. A Roma il vino entrò nelle abitudini tardi, gli veniva preferito il latte. Fu Numa che ne incrementò il consumo. Già nel IV secolo a.C., Roma raggiunse il primato della produzione di vino. Il patrocinio fu dato a Giove ed a Venere, e quando si vendemmiava era una festa detta vindia e si ballava bevendo, un baccanale che terminava in orgia. La vite doveva svilupparsi in alto e potata, e se i potatori cadevano rimettendoci la vita, nel contratto veniva assicurato loro il rogo o la tomba. La produzione di vino era florida nel Piceno, a Rimini e nel Faentino. Richieste arrivavano dalla Gallia, dalla Grecia, dall'India. Si beveva troppo: l'alcolismo era diffuso, il vino veniva bevuto soprattutto caldo, di mattina; Seneca condannò il consumo esagerato. Il vino veniva conservato in botti di legno o in bariloni di terracotta, detti delie. L'acqua di mare veniva mescolata al vino per conservarlo a lungo. I vini erano austeri, dolci, tenui. Ecco i più famosi: Falerno, Albano, Cecubo, Sorrentino, Mamertino, Rezia. Il vino scadente veniva detto vappa. I condannati venivano battuti con una verga di vite.


14 ottobre 2015

LA SIGARETTA

E' il 1492, Cristoforo Colombo ed i suoi marinai vedono un indigeno americano che fa qualcosa di strano: sta fumando, contenuto in una foglia di granoturco, del tabacco. Mai visto niente del genere. Porteranno il tabacco in Spagna, da qui si irradierà in tutti i continenti del pianeta il fumo della pianta americana. Nel '500 in Spagna, in Messico, poi il fumo giungerà in Francia. Fu a Valencia che, per la prima volta, fu composta la sigaretta con veline di carta. Il nome fu dato dai Francesi. prima di chiamarsi sigaretta il suo nome era popelito, spagnoletta. Il lancio della diffusione partì dal 1870. In Italia il fumo di sigaretta si diffuse sempre più: all'inizio del '900, si fumavano 470 grammi di tabacco all'anno pro capite; oggi si è oltre 1200 grammi. Da sempre, le sigarette precedono, nel consumo, i sigari, le polveri di fiuto, il trinciato. Vi sono delle macchine che riescono a produrre da 4000 a 6000 sigarette al minuto. Chi fuma di più sono i Cinesi, seguiti dagli Americani. la sigaretta più consumata è la Marlboro. 


13 ottobre 2015

SI SOFFOCA

Ti chiedo il permesso di fare la parte del nevrotico per asfissia da folla sempre ad opprimere. Ecco: "Non ce la faccio più, tutto pieno, fino al midollo. Vado alle Poste di mattina e mi sbrigo di pomeriggio; l'attesa dal dottore mi provoca la colite spastica, troppi mi precedono; i treni, gli autobus, i caffè, le strade, tutto zeppo come un uovo. Per distrarmi vado alla partita di calcio e rimango in piedi: non c'è posto. siamo in troppi! Tra poco il pianeta non ce la farà più a portarci addosso, perderà l'equilibrio e chissà dove andrà a finire nello spazio, forse addosso alla luna o contro Marte. L'altro giorno, mi scappava la pipì e mi trovavo in auto, il percorso per tornare  a casa era lungo e, per giunta, nell'ora di punta. Me la son fatta addosso. E poi: rumori, inquinamento, tensione, isolamento: Ma siamo, ormai in una società umana o in uno zoo? Anche tu sei nevrotico? E' il disturbo globale...".


12 ottobre 2015

S C H I A V I T U'

Anch'io, come te, pensavo che gli schiavi fossero scomparsi con la caduta dell'Impero di Roma. Non è così. Addirittura, esistono documenti che attestano la presenza degli schiavi fino al secolo XIX in Italia. Nel 1798 avvenne uno scambio tra schiavi musulmani che vivevano in Sardegna con 830 abitanti di Carloforte, prigionieri. La condizione degli schiavi in Italia era disumana, ancora peggiore di quella dei servi della gleba, tartassati dai baroni nei feudi. Il tempo in cui la schiavitù ebbe il suo culmine fu tra il 1330 e il 1400. Gli schiavi venivano venduti, scambiati all'ingrosso o al minuto. Il fenomeno della schiavitù abbondava a Firenze, a Livorno, Venezia, Genova. Erano, per lo più, di origine turca, serba, russa. Tristemente, venivano messi sul mercato mogli, figli, da gente disumana o miserabile. Gli schiavi venivano, forzatamente, costretti a remare sulle galee o dovevano lavorare per costruire enormi palazzi. Le giovani schiave, poi, venivano messe incinta dai padroni mettendo al mondo figli naturali del signorotto. Anche oggi persone prendono il cognome illustre derivato dai loro padroni.


10 ottobre 2015

MESSAGGIO DA PHILADELPHIA

P E S O

Portare
me stesso
sulle spalle
pesa
enormemente
per le colpe
seminate
nella vita
a sera
per riposare
depongo il peso
in fantasie
galoppanti
anticamera
del sonno.

B U R D E N

Bringing
myself
on my shoulders
it's extremely
heavy
for faults digged
in my life
when the night comes
to get some relax
I lay down the burden
in galloping fantasies
anteroom of sleeping.

ANTONIO FLOCCARI


PHILADELPHIA - Pennsylvania (Stati Uniti)

9 ottobre 2015

ROSA BALISTRERI

Questa sera, a Palermo, Rosa Balistreri sarà presentata, con le sue canzoni, nel Teatro Politeama, alle ore 21.00- L'Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Riccardo Scilipoti eseguirà le musiche, canteranno Giorgia Meli, Jelisa Barros, Marcella Nigro. Rosa è morta il 20 settembre 1990. Ho avuto l'onore di averla ospite a casa mia: evento indimenticabile. In compagnia della sua immancabile chitarra, seduta nel salotto ha voluto onorarmi con alcune sue composizioni e la sua voce che aveva il potere di concretizzare un transfert eccezionale con il popolo di Sicilia. La guardavo e quasi per istinto mi passavano davanti le categorie più salienti dell'Isola di Sicilia in simbiosi con i valori artistici ed umani di chi si esibiva per me. Coglievo nella sua voce il potere espressivo che era la sintesi gagliarda di Verga, di Capuana, di Pirandello, della musica di Mascagni nella Cavalleria Rusticana, i versi umanissimi di Ignazio Buttitta. Ciao Rosa.


8 ottobre 2015

IL PARADISO

Anche tu, come me, avverti la nostalgia per il paradiso perduto. Un fenomeno psicologico millenario, presente nell'inconscio collettivo. Si crede che il Paradiso ritornerà, prima o dopo, una sicurezza religiosa. Saprai che che Paradiso significa "giardino", e deriva dal greco "paradeisos". I Persiani lo chiamano "pairidaeza" ovvero "luogo di delizie"; in Sanscrito viene detto "paradesha" ossia "regione suprema", "centro spirituale". Ma perché "giardino"? La risposta è armonia fra noi e la natura, pace, purezza. Deriva dall'Oriente, da tempi arcaici, poi con diffusione quasi planetaria. Secondo la filosofia, il Paradiso si trova dentro noi, nella pace della coscienza. Socrate suggeriva di cercarlo nell'interiorità, Agostino aggiungeva che dentro noi c'è Dio. Laicizzando, Pasolini, con una metafora, vedeva il Paradiso nel mondo perduto contadino a causa dell'omologazione.


7 ottobre 2015

B A R B E

La barba dell'uomo apparve nella storia già in tempi remoti fra tutti i popoli. Si collegava alla barba folta e lunga un messaggio patriarcale con risvolti religiosi, politici, sociologici. Da sempre, dietro la crescita di una barba, l'uomo ha dei motivi personali, psicologici, anche sentimentali. C'è chi cerca, attraverso al barba, una sorta di compensazione da qualcosa che l'opprime. Così è per sfuggire alle paure, allora si ha una barba aggressiva; il mistico ricerca una barba che lo accosti ai suoi idoli spirituali; c'è anche la barba dal taglio aguzzo che vorrebbe essere l'immagine ulissiana dell'astuzia, quella alla D'Artagnan, guascona; la barba incolta e tenebrosa di chi vuole mandare a quel paese il mondo intero; la barba fluente, poi, è segno di dignità, una scelta, un segnale, una filosofia, un distintivo, un'espressione del carattere, tradizionale come quella dei pastori sardi. Comunque, quasi sempre, si cerca un prestigio. C'è anche chi la elimina appena spunta un pelo bianco, cercando, pateticamente, di sfuggire all'età. 



D ' A R T A G N A N

6 ottobre 2015

L O N G E V I T A'

Anche tu, come tutti, non vorresti morire. Ami la vita, la tua volontà di vivere è naturale ed hai diritto alla longevità. Saul Bellow sostiene che il massimo successo è sopravvivere. Un problema attualissimo è allungare la vita. Si parla che si possa giungere fino a 115 anni, per ora. Dobbiamo tutti non pensare alla morte come inevitabile ad una certa età. Già, nel mondo, ruoli di prestigio, nella cultura e nella politica, sono occupati da persone con un'età avanzata. Certo, allungando la vita, si presentano problemi di varia natura che occorre affrontare: quadri clinici, nuove esigenze sanitarie, ricerche adeguate. inoltre aumenterebbe la popolazione con riflessi importanti nella società, nell'economia, nella politica. Si parla della "rivoluzione della longevità". Prepariamoci tutti ad una nuova maniera di concepire le malattie, i costumi, i rapporti, la psicologia familiare e medica, la psicoanalisi, la vecchiaia, la morte. Sarai d'accordo se ti dico che la longevità è un diritto di tutti, non solamente dei ricchi che se la possono permettere.



SAUL BELLOW

5 ottobre 2015

P R O F U M I

Guarda... quegli si profuma perché non ha un buon rapporto con se stesso; quell'altra vuole sedurre chi incontra consegnando al profumo i messaggi del voluttuoso; Napoleone si profumava per manie di grandezza, un vanesio. Ed ancora, Leonardo univa all'ingegno multiforme la passione per i profumi. Furono consumatori incontentabili Alfonso d'Este, Caterina Sforza, Lucrezia Borgia, Caterina de' Medici, fu quest'ultima che introdusse il profumo in Francia. Cleopatra ne faceva largo uso, le donne greche optavano per la fragranza della violetta, gli uomini si cospargevano i capelli di profumi e l'olio di palma sul collo. Ebbero avversione per i profumi Solone, Licurgo, Socrate, Plinio. Hanno una tradizione antica l'acqua di rose, il garofano, i gigli, il gelsomino, i fiori d'arancio. Il tempo che esagerò con le fragranze fu quello tra il Seicento ed il Settecento. La famosa colonia, cosiddetta perché ebbe origine a Colonia in Germania, invenzione di Feminis, da cui derivò  il famoso profumo Eau de Cologne. il Sud italiano contribuisce enormemente alla produzione di profumi con il cedro, il bergamotto, il limone, l'arancio.


3 ottobre 2015

MESSAGGIO DA ROUEN

S O G N O

Non mi pare
vero
se ti guardo
vedo
l'arte sublime
di Botticelli
la danza 
del flamenco
le movenze 
leggiadre
del gabbiano
un sogno
tutto
da vivere
nella storia
della vita.

R E V E

Je n'en crois pas
mes oreilles
si te regarde
je vois
l'art sublime
de Botticelli
la dance
du flamenco
les mouvements
gracieux
de la mouette
un reve
d'etre connnu
dans l'histoire
de la vie.

ANTONIO FLOCCARI


R O U E N  (Francia)


2 ottobre 2015

IL BALLO NELL'ANTICA ROMA

I Greci esportarono la danza a Roma suscitando clamore e critiche negative.  A Roma era in uso il ballo individuale, la coppia non era concepita né permessa. la musica era eseguita dai flauti, dalla lira, dai crotali o nacchere.Gli Etruschi furono danzatori molto ammirati. Ora, ti porterò nel vivo di una danza: la ballerina indossa uno scialle variopinto che serve ad apportare ariosità alle sue movenze. Balla accompagnata dai canti, dai ritmi, mentre dei giovani improvvisano canti che si dicono "fescennini", dalla città di Fescinna in Etruria. Arriva una processione: i Salii, dodici sacerdoti patrizi, danzano al suono degli "ancili", scudi sacri percossi dal glaudio. Augusto promosse l'usanza delle danze religiose, come testimonia Orazio nel suo Carme secolare. La danza fu elogiata da Platone e da Polibio. Ti porto, adesso, ad un banchetto. Sono eccitanti le ballerine! Sono straniere, alle romane non era consentito. eseguono una sorta di danza del ventre. Sarà Messalina che lancerà la bucolica "danza della vendemmia". 


1 ottobre 2015

ELEZIONI A ROMA

Vieni con me, ti farò vedere come si svolgevano le elezioni a Roma; faremo tutto il percorso, dall'inizio alla conclusione. Siamo al Foro: qui, ogni anno, si eleggevano i magistrati. La zona che vedi era sacra, protetta dagli dei. Catone ci ha lasciato testimonianze scritte: il voto non era consentito alle donne. I candidati indossavano una toga candeggiata con calce, perciò il nome di candidato. Dovevano possedere requisiti elevati nella moralità, nell'età, l'economia, la professione. i nomi dei candidati venivano esposti nel Foro: La campagna elettorale si svolgeva senza scorrettezze e nel rispetto degli antagonisti. I muri delle case di Roma erano pieni di scritti che invitavano a votare per l'uno o per l'altro. La scritta ricorrente era:"Oro Vos Faciatis", cioè "Vi prego di eleggere", abbreviato O.V.F. Le scritte venivano composte dai "letteristi". Al voto ci si presentava con la "tesserola", il nostro certificato elettorale: si riceveva una tavoletta cerata su cui si apponevano i nomi dei prescelti. La tavoletta veniva deposta nella "cista". Grazie agli scavi di Pompei, le elezioni romane ci sono più che chiare.


AI MIEI AMICI AMERICANI - TO MY AMERICAN FRIENDS

G R I D O Se dovessi contare le maschere messe nella vita fingendo per salvarmi per non perdere per conquistare mettendo da part...