PROMESSI SPOSI

30 novembre 2015

A SPIRALE

Finiamola di dire "è logico", "giusto", "sempre sicuro", "è ragionevole": non è affatto così. Il sillogismo aristotelico è tramontato da un pezzo, la ragione si è rivelata una dittatura imposta dagli egemoni con i loro valori, gli opportunismi, i pregiudizi atti a sfruttare e colonizzare la gente. L'antesignano fu Aristotele. Arriva Carl Gustav Jung e sostiene che il ragionare è un girare intorno all'argomento, la ripetizione. Il presentare l'oggetto a varie riprese, ogni volta in maniera diversa. Un'analogia? Eccola: un uccello che gira intorno a un albero e ad ogni giro conquista verità più grandi. Si tratta di un itinerario che ha per fine la persuasione, sempre provvisoria, sempre da ingrandire. Un procedere ammantato di umiltà e non con la presunzione, tipicamente umana, di Aristotele e del razionalismo di tutti i tempi. per secoli, l'uomo non ha voluto mettere in pratica le espressioni formidabili: "forse", "può darsi", "mi pare che", "supponiamo".



28 novembre 2015

MESSAGGIO DA ALLENTOWN

F I D U C I A

Joe

ti affido 
mi figlio
Federico
una fiducia 
immensa
mi lega 
a te
si chiama
come tua madre
con mio figlio
continua
accanto a te
per sempre.

 F I D U C I A


Joe

Federico
will be
in your hands
I trust you
so much
he is called
like your mother
she continue
close to you
thanks
to my son
forever.

ANTONIO FLOCCARI




ALLENTOWN (Pennsylvania - USA)


27 novembre 2015

MONUMENTALIZZARE

Vieni, faremo un percorso ne' "I Malavoglia" di Giovanni Verga, nel "Il Piacere" di Gabriele D'Annunzio, in "Canne al vento" di Grazia Deledda, in "L'età breve di Corrado Alvaro, in "Conversazioni in Sicilia" di Elio Vittorini per vedere che il realismo, che tanto piaceva a Carlo Salinari, non esiste. la narrativa italiana ha il vezzo di monumentalizzare, di rendere i personaggi mitici, sublimati, ingigantiti dal transfert dell'artista sul protagonista narrato. Una sorta di realismo magico che non piaceva affatto a Mario La Cava perché - mi diceva - "non si vede la realtà". La motivazione della monumentalizzazione artistica bisogna ricercarla nell'insopprimibile bisogno di non starsene da parte. Per cui, il Verismo di Verga ed il Naturalismo di Zola, teoricamente affacciati, poi, decadono a promesse non mantenute.


GIOVANNI VERGA

24 novembre 2015

C E L E B R I T A'

Nessuno ha il potere di cambiare la natura umana, diceva Fernando Pessoa. Voler essere celebre a tutti i costi, mettersi in evidenza, salire su un piedistallo, l'essere ammirato sono tutti fenomeni di vanità, di cui bisognerebbe un falò. Con la celebrità, grande o piccola che sia, le pareti di casa diventano di vetro: tutti vogliono sapere cosa faccia la persona famosa, chi frequenta, se esce, se non esce e così via... Si perde la dimensione del proprio essere, si vorrebbe ritornare ad essere una persona normale, ma non è possibile:" Bisogna essere molto grossolani per potersi tranquillamente permettere di essere celebri ", pensava sempre Pessoa. Non tutti sanno che ci si stanca di vedersi in televisione, di essere seguito da tanti, di non poter tornare nell'oscurità. La celebrità è una debolezza: si finisce nelle chiacchiere dei perditempo. E c'è anche il rischio di perdere la dimensione autentica di se stessi. Perché molte celebrità si suicidano? E perché quasi tutte le persone semplici vivono fino all'ultimo atto la propria esistenza?


23 novembre 2015

R I N A S C I T A

Ti ricordi quando sei nato? Gli anni che seguirono... Una favola! Poi, la vita ti ha fatto fare un viaggio, rapinando, gradualmente, le parti migliori di te. Allora, deciditi! Rinasci! Deciditi di essere te stesso, evadendo dalle gabbie false della vita che non ti fanno il possesso di te. Come fare? Scegli di essere quello che sei. E' semplice. Conquisterai la sicura padronanza di te. Ti libererai dalla schiavitù e dall'ossessione dei  fantasmi che ti tengono avvinto: il successo, la fama, la vanità, la ricchezza, il parere degli altri, il credere che la vita sia chissà che cosa e non è altro che l'immensa fortuna di esistere. Allora, dirai:"Sono rinato! Sono veramente io!". Dirai addio, per sempre, all'alienazione ed al vuoto che ha occupato il tuo intero essere. Ritorna all'autenticità, lo volevano Sartre ed Heidegger.



21 novembre 2015

OMAGGIO DA OVERTON

J O E

Un viso
una distesa
di sereno
la voce
sintonizzata
con il cuore
la mano
tesa
per umanità
un uomo
cittadino
del mondo
madre
orgoglio
dei Floccari.

J O E

A face
a plain
of sunny skies
the voice
in armony
with heart
the hand
outstretched hand
for humanity
a man 
world citizen
mother,
proudness of Floccari's.

ANTONIO FLOCCARI


O V E R T O N (Pennsylvania - Stati Uniti d'America)




20 novembre 2015

IL MITO

Ma come faccio a vivere senza il mito? E così anche voi, tutti. Non si tratta del mito di Platone quando affermava che si ricorre al mito allorché non si comprende, allorché ci si trova davanti a un muro invalicabile. Un mito che sia un'utopia, un orizzonte, una nuova alba di una giornata tutta da vivere, felicemente. Il mito è scomparso, non c'è più nella vita di ognuno di noi. Crediamo a nulla, vivendo alla giornata. Teniamo in catene il pensiero, altrimenti chissà dove ci potrebbe portare in questo mondo barbaro, di eccidi di massa, del mandante oscuro, tutto da scoprire. Ma chi è? Tu lo sai? Ma perché le civiltà non possono vivere in pace? Ecco il mio mito: la pace. Un altro mito? L'amore. Ed ancora: bianchi, neri, gialli, cristiani, maomettani, tutti a tenerci per mano. Ecco perché sogno la rinascita del mito. E l'aspetto, sempre. Non posso vivere senza questa speranza. E tu?


19 novembre 2015

S P A E S A M E N T O

Siamo nel postmoderno, in pieno spaesamento. E' una liberazione, un progresso, emancipazione: è finito il tempo di una razionalità centrale che controllava tutto, che ti faceva dipendere, ponendoti in uno stato subalterno, veniva imposto un modello. Fino all'epoca moderna è stato così: tutto proveniva dall'antica Grecia, da Platone, da Aristotele; ora è l'epoca del postmoderno, appunto. Le differenze si sono liberate, il locale non è più giudicato periferico, provinciale o paesano, diviene, invece, il centro della vita. Anche i dialetti emergono, non più linguaggi degli incolti, dei sottosviluppati, ma viva e realistica comunicazione. Con il postmoderno - presentato in Italia da Gianni Vattimo - hanno diritto di essere nella vita le minoranze etniche, quelle religiose, le culturali, le estetiche, gli omosessuali: siamo, come detto, nell'epoca dello spaesamento. Un altro luogo comune è da superare: i mass-media non distruggono, anzi creano una nuova civiltà, quella delle catene che cadono dopo una servitù millenaria. 


18 novembre 2015

LA DIVERSITA'

Accettare la diversità è una conquista civile e democratica. Si ha diritto alla diversità. Non è ammissibile l'imposizione a chicchessia di dogmi che glorificano una razza, una cultura, una religione, un punto di vista. Nella sostanza, emerge che siamo tutti uguali al di là delle latitudini in cui abitiamo. Succede, invece, che i bianchi si sentano superiori a tutti gli altri uomini di colore di pelle diverso; succede che una religione si elevi sul piedistallo della superiorità ingiustificata ed offensiva nei confronti di Dio; succede che una civiltà si senta autorizzata a sottometterne un'altra, sostanzialmente per motivi economici. A causa delle gravi distorsioni storiche e mentali, civiltà intere sono state cancellate, non ci sono più: gli Incas, gli Atzechi, i Maya, rimane qualche Pellerossa. Hitler fece sei milioni di vittime nei campi di concentramento nazisti. Eppure, queste nefaste lezioni pare che servano a ben poco. Ancora oggi c'è chi odia i diversi. Per diversità s'intende anche quella sessuale: l'omofobia dilaga. Vogliamo o no capire che gli omosessuali sono persone come noi, né più né meno. hanno il diritto ad amarsi, ad avere una famiglia e a educare la prole: nessuno ha il diritto di ritenere di essere depositario della verità. Cristo stesso non l'ha mai detto. 


17 novembre 2015

IL POSSESSO

Giovanni Verga, il maestro del Verismo italiano, scriveva la fine fallimentare di Mastro don Gesualdo, nella vita tutto preso dal possesso. Così è. Un esito inesorabile aspetta, al capolinea, colui che è vissuto nella tensione spasmodica di avere sempre di più, con sentimenti di paura, di ansia, di disperazione. Ecco perché - massima storica proveniente fin dai tempi antichi - occorre liberarsi dalle pastoie del possesso e vivere l'incanto della leggerezza dell'essere. Su questa concezione di tutti i tempi si sono soffermati Gabriel Marcel ed Erich Fromm. La domanda che dobbiamo porci è se, nell'esistenza, valga più essere che avere, domanda che il maestro della Scuola di Francoforte, Fromm, appunto, risolveva nella superiorità dell'essere. Nel nostro tempo, la crisi storico-sociale e filosofico-culturale, non essendoci più valori fari della vita, ha posto sull'altare il possesso. Per averlo, machiavellicamente, si mette in campo ogni mezzo, anche il più disonesto e barbarico. Dietro lo scenario apparente, nella storia di ogni tempo, per il possesso, non si esita a scatenare distruzione, anche di massa.


MASTRO DON GESUALDO

16 novembre 2015

L'ARTE DI FRANCO CAMILLO'



Diceva Tiepolo, il grande pittore del '700:"La mente del Pittore deve sempre tendere al sublime, alla perfezione", così dipinge Franco Camillò, con capacità straordinarie. Vi è una simbiosi tra la natura e la tavolozza di Camillò. L'origine è il cuore dell'Artista che sprigiona emozioni con sentimenti universali. Franco Camillò ha capacità esecutiva con tecnica personale ed irripetibile: cattura la luce e le bellezze della natura: è pittore mediterraneo, solare, nella traiettoria estetica del maestro Pesa, di Antonio Cannata, Gaetano Jerace, di Morelli, di Van Pitoo. L'evoluzione estetica di Camillò è pervenuta già a livelli elevati per la prospettiva, i piani, i toni, i volumi, il movimento che dà anima e vita alle sue opere.

14 novembre 2015

OMAGGIO DA METZ

R I C E R C A

Dove
si trova
il sorriso
l'ho perso
nei labirinti
della vita
mi hanno detto
di cercare
in un paese
si chiama
amore.

R E C H E R C H E

Ou
se trouve
le sourire
je l'ai perdu
dans les labyrinthes
de la vie
on me dit
de rechercher
dans un pays
qui s'appelle
amour.

ANTONIO FLOCCARI



M E T Z (Francia)

13 novembre 2015

IL DEPRESSO

Seguiamo un soggetto depresso per pochi giorni. Sono sufficienti a darci chiaro di lui. Oggi è allegro, euforico. Dura poco, repentinamente cambia umore divenendo melanconico, silenzioso. Si sente grande, è un megalomane, accentra la libido su di sé. alterna giorni in cui parla moltissimo a giorni di silenzio assoluto. Capita che sia distratto, aggressivo o agitato. sessualmente, gli piace la trasgressione: è disinibito, può avvertire debolezza con le energie ridotte, con il sesso spento. Dorme poco, si sveglia e si risveglia. è tormentato da angosce; l'appetito è latitante, si tratta di anoressia depressiva con agitazione psicomotoria, pensieri catastrofici come terremoti, tempeste, uccisioni mostruose, cronaca nera, svalutazione di sé, senso di colpa.Pensa che il futuro sia oscuro, senza alcuna speranza. Accompagna il cibo con pensieri luttuosi e tragici. Ti ho parlato del soggetto maniaco-depressivo.



12 novembre 2015

STRUTTURALISMO

Sei ancora convinto che sei libero? Che puoi scegliere? Non è così. E' vero Lacan? E' vero Foucault? E' vero Levì-Strauss? In realtà, lo sostengono la psicoanalisi attuale e la filosofia coeva, tutti siamo immersi in strutture varie che determinano il comportamento e l'esperienza. Per cui, finiamola di sentirci chissà chi: come le foglie di un albero sono mosse dal vento, così noi siamo mossi dalle strutture che la vita, il tempo in cui viviamo ci mette intorno. Non sono più possibili lo storicismo, l'umanesimo, l'esistenzialismo, il primato della storia, della soggettività della coscienza. E' vero Derrida? E' vero Deleuze? La nostra vita è un campo di ricerca come qualunque altro fenomeno della natura. Su queste traiettorie Levì-Strauss approfondì l'incesto e le strutture parentali che svolgono un ruolo determinante nella vita di ognuno di noi; Jacques Lacan aggiunse la psicoanalisi strutturale, Althusser sostenne il ritorno a Marx senza Hegel. E se vuoi criticare un testo letterario o filosofico, di qualunque genere, sappi che la cultura moderna ha superato i vecchi schemi d'azione sostituendoli con la metodologia strutturalista.



CLAUDE LEVI-STRAUSS

11 novembre 2015

SINDROME DI STENDHAL

Napoli, Museo di Capodimonte, la Crocifissione di Masaccio: quasi ogni giorno, stavo davanti a quell'opera impareggiabile, come soggiogato, innamorato, avvinto. Doveva stimolarmi il custode per andarmene. Masaccio, con la sua arte rivoluzionaria, sovvertitrice degli stilemi estetici, mi aveva catturato provocandomi  fenomeni psicosomatici che culminavano nelle vertigini. La straordinaria bellezza della sua opera mi aveva assorbito perdutamente. Ho voluto approfondire che mi è capitato: era la sindrome di Stendhal. Come messo in evidenza dagli studiosi, facendo un'analisi su me stesso, riscontravo risultati raggiunti dalla scienza nel merito: estasi, panico, euforia, desiderio maniacale di ritornare a Capodimonte. Era una psicosi. Poi - ha fatto bene la studiosa Graziella Magherini a precisarlo - stranamente, mi ritornava in mente mia madre con me bambino tra le sue braccia e sprofondavo nel calore del suo seno, unico al mondo. Masaccio mi donava, ancora una volta, le bellezze della vita, anche se con disturbi del sistema nervoso. 


MASACCIO - Crocifissione (Napoli- Museo di Capodimonte)

10 novembre 2015

GIOVANNA D'ARCO

La Pulzella d'Orleans - è il 30 maggio 1431 - viene messa al rogo: una fine atroce. L'immagine di questo avvenimento rimane impressa nell'immaginario collettivo con Ingrid Bergman che interpretò Giovanna d'Arco in un famoso film. Soffermarmi su un personaggio storico-patriottico-mistico, sull'eroismo francese, sulla resistenza contro l'invasione inglese nella guerra dei Cento anni, mi attrae. Una leggenda, quella di Giovanna d'Arco; un ideale impersonificato tra il terreno ed il divino. A rogo compiuto, rimasero i resti: polvere, frammenti di tessuto calcinati d'ossa, ossa di gatto. Saprete che, insieme ai condannati, venivano arsi vivi anche dei gatti poiché si credeva. così, di scacciare gli spiriti maligni. La Pulzella d'Orleans è stata santificata nel 1920, le su reliquie sono conservate a Chinon, Non esistono certezze sull'autenticità delle stesse reliquie; addirittura altre si dice che furono trovate nel 1867 nella soffitta di un farmacista parigino. Di certo rimane il fatto storico di una figura umana che sacrificò la propria vita per un ideale coniugato con la spiritualità, oggi, non più ripetibile. 


Ingrid Bergman interpreta Giovanna d'Arco

9 novembre 2015

GIUSEPPE BERTO

Ancora una volta. sono venuto a trovare il luogo, a Capo Vaticano, dove avevi voluto rifugiarti, tra l'incanto del mare ed il selvaggio della terra. Anche tu, con "Il brigante", storia di sollevazioni contadine e di occupazioni di terre, hai voluto rendere il contadino meridionale protagonista, come sto facendo io, ora, con un saggio su Rocco Pizzarelli, guida e capo ideale di quella storia. Ci è consono Ignazio Silone con "Fontamara". "Il male oscuro", "La cosa buffa", "La gloria", "Anonimo veneziano", "La passione secondo noi stessi" sono tue opere mettono n evidenza il tuo amore per la libertà, per l'onestà intellettuale, contro il potere, il mistero del male nella vita. Dicevi:"In tanti si sono affannati ad uccidere Dio, ma pochi sentono il vuoto spaventoso che la morte di Dio ha lasciato in me: io ho vissuto nel dramma di questo vuoto". E sulle tue tracce, ho parlato con il pescatore che ti portava in barca:"Era silenzioso e pensieroso", mi diceva. Ho scritto "Calabresità" con in sottofondo Anonimo veneziano, musica di Stelvio Cipriani, colonna sonora del film omonimo. Sei nato in Veneto, sei morto a Roma, volevi vivere in Calabria.



GIUSEPPE BERTO

7 novembre 2015

MESSAGGIO DA HARRISBURG

V A C A L E

Guardo la tua acqua
andare verso il mare
scorrere di vita
nei secoli della storia
della mia gente
ogni tua pietra 
parla del peregrinare greco
di poveri panni stesi
su siepi arse dal sole
di bagni gelidi con bimbi
a tenersi per mano
nell'età senza guerre.

V A C A L E
I look at your water
going to the sea
streaming of life
in the centuries of history
of my people
each your stone
talks about greek wander
of poor hanged clothes
on hedges sunburnt by the sun
of cold baths with babies 
holding themselves by hands
in the ages without wars.

ANTONIO FLOCCARI



HARRISBURG - Capitale della Pennsylvania (USA)




6 novembre 2015

GIORDANO BRUNO

Il filosofo domenicano, di Nola, fu perseguitato anche da morto. Nel 1889, Papa Leone XIII lanciò un'arringa rabbiosa contro il monumento inaugurato a Roma in Campo de' Fiori, sostenendo che un eretico della fatta di Bruno non poteva avere una statua che lo rappresentasse nei pressi del Vaticano e aggiungendo che l'opera scultorea di Ettore Ferrari rappresentasse un'offesa alla fede, un oltraggio ignominioso alla santità della sede cristiana; dichiarava, inoltre, riprovazione e sdegno per il "sacrilego fatto". Lo scultore Ferrari, culturalmente ed umanamente, apparteneva al filone laico e naturalistico dello stesso Bruno. Eppure quest'ultimo presentò nel suo pensiero delle verità oggi riconosciute dalla scienza internazionale: concezione eliocentrica copernicana dell'universo; libertà spirituale dell'uomo, capacità indipendente della conoscenza. Fu condannato dall'Inquisizione al rogo nel 1600, nell'identico posto dove oggi sorge il monumento. Anche se in enorme ritardo, la Chiesa ha riconosciuto, finalmente, il suo mastodontico errore. Tempo fa, quando sono stato premiato a Campo de' Fiori per la mia narrativa, mi sono soffermato nei pressi del  monumento del Ferrari, collegandomi idealmente con Giordano Bruno, amico e fratello nel cammino della conoscenza.



Roma - Campo de' Fiori: Monumento a Giordano Bruno

5 novembre 2015

UN AFFARE

Il "Valentino", figlio di Papa Alessandro VI Borgia, modello per la politica desiderata da Machiavelli nel "Principe", meteora politica del suo tempo, terrore degli avversari, ancora oggi, costituisce un affare economico con la sua tomba, in Spagna. Fu seppellito a Viana in Navarra, il 12 marzo 1507. Il vescovo di Calhaorra sostenne che un peccatore atroce come lui non poteva essere presente, nemmeno da morto, in un luogo sacro, per cui ordinò la distruzione della tomba. Fino al 1945 fu deposto in un luogo appartato. Nel 2007 le spoglie vengono trasferite in una nuova sepoltura. Da allora innumerevoli turisti ne visitano la tomba. Ciò costituisce un incremento notevole per l'economia del luogo. Tramandati dalla storia come intransigenti e decisi dominatori del loro tempo, Cesare Borgia e sua sorella Lucrezia, alleata nell'avere la meglio sui nemici con ogni mezzo, rappresentano, ancora, un interesse notevole anche se, in seguito alla morte del padre, Papa Alessandro VI, andarono in rovina.


C E S A R E   B O R G I A

4 novembre 2015

S O C I E T A'

La società, ormai, è un eufemismo. In realtà è un consorzio nevrotico, un dormitorio caotico in rioni-lager, movimento quotidiano assillante e affannoso. per cui, nella società attuale ognuno è costretto a rinunciare alla propria autentica personalità per far propri gesti di largo uso, frasi fatte, parole di convenienza. Secondo Michel Foucault, l'uomo del nostro tempo ha il corpo frantumato, una sessualità falsa, la serenità e l'armonia della vita latitanti, l'amicizia avvertita utilitaristicamente, l'amore come contratto commerciale. I paesi di provincia, per ora, si salvano parzialmente. con i loro ritmi lenti, sereni e pacati; ma pullulano incontri monotoni, dialoghi tediosi. Si sta più a contatto con la natura e l'umanità non si sente, come nelle grandi metropoli, cadavere di se stessa, come direbbe Joseph Roth.



3 novembre 2015

C E L L U L A R E

Fu un'attrice americana, Hedy Lamarr, insieme a George Antheil a ideare la struttura di base del nostro cellulare, oggetto totemico del nostro tempo: era il 1942. Si trattava di un sistema di criptaggio per la comunicazione, messo in attività dalla Marina Americana nel 1960 come base di 1200 apparecchiature elettroniche per i telefoni mobili. In origine si pensò di utilizzare la scoperta per creare una protezione per i siluri radiocomandati americani con un segreto di comunicazione  che poteva essere utilizzato dai sottomarini. Come struttura vi era un codice che permetteva una variazione simultanea di ricevitore e trasmettitore sincronizzati. Tale sincronia veniva realizzata con due rulli di carta perforata che venivano messi ai due capi del collegamento radio. E' i prototipo del cellulare così diffuso oggi, con lo "spread spectrum" e il "frequency hopping". Negli anni Sessanta, con l'avvento dei transistors, si poté accedere ad una forte evoluzione del sistema con uno standard di comunicazione CDMA che sta per Code Division Multiple Access. Hedy Lamarr è morta nel gennaio 2000, all'età di ottanta anni.



 H E D Y    L A M A R R

2 novembre 2015

ISTINTO DI PIACERE

Per natura, geneticamente, si avverte l'istinto di piacere. Il veicolo immediato è il corpo, che deve attrarre per sedurre, per cui Michel Foucault sostenne che l'affermazione del corpo costituisce un alto valore nella vita. Anche Leone Tolstoij si soffermò su questo problema ne' "La sonata a Kreutzer". Si mette, dunque, in moto la seduzione per ottenere la gratificazione psicologica e del corpo stesso. Oggi, il corpo è frantumato, è divenuto un fantasma. è il cuore del nulla, così sostiene ancora Foucault: La causa è la sua riduzione a merce. Infatti, il commercio e il profitto adottano il corpo della donna per sedurre affinché si elevi la domanda di acquisto di una merce. Sul corpo distrutto si soffermò anche Turgenev in "Padri e figli". La seduzione muta con il tempo, il luogo, la razza, il ruolo sociale con i gesti, i segni, gli ammiccamenti. Anche la pelle degli animali viene usata come richiamo erotico. La pelliccia viaggia in questo senso, come condizione selvaggia della vita. 



IL POETA E LA SOLITUDINE

Diceva Fernando Pessoa che essere poeta non è un'ambizione ma è una maniera di stare soli. Come si può subire passivamente lo sfacelo de...