PROMESSI SPOSI

31 dicembre 2016

OMAGGIO DA SAN FRANCISCO

BUON ANNO

Joe,
quanto sarebbe bello
se tutti
bianchi neri gialli
fossimo cittadini
del mondo
senza più confini
muri
reticolati
su di noi
splenderebbe il sole
della pace senza tramonto
tu io gli altri
in fondo
siamo tutti uomini
portentoso miracolo
della natura e dell'Assoluto
Joe
Buon anno!

HAPPY NEW YEAR

Joe,
it would be nice 
if everyone
white black yellow
we were citizens
of the world
without borders
walls
crosslinked
about us
the Peace sun 
would shine
without end
I you others
at bottom
we are all men
portentous miracle
of the nature and of the Absolute
Joe
Happy new year!

ANTONIO FLOCCARI

                                         
                                 SAN FRANCISCO - California (USA)

30 dicembre 2016

T RA M O N T O

La dobbiamo finire di criticare i giovani negativamente: non è così. I giovani non accettano più le illusioni, le ipocrisie, il farsi prendere in giro da idee fatte a bella posta per strumentalizzarli. I giovani hanno capito ed è un non ritorno. Nel secolo scorso una moltitudine di giovani è stata mandata al macello a massacrare ed a farsi massacrare. I monumenti ai caduti delle varie località - non solo italiane - portano i loro nomi, morti per difendere gli interessi altrui, ingannati dalla retorica e dalla finzione. I giovani sono saggi, sono sensibili, sanno come stanno le cose, posseggono il senso critico, sono meditativi. Con la loro solitudine, con compagni la tecnologia, internet, possono raggiungere chiunque nel mondo, al di là di ogni confine, conquistando settori prima impensabili. E pagano le lacerazioni di un'epoca tramontata per sempre. Dove si andrà non è ancora chiaro. E' il nuovo ed inesplorato campo degli studi.

                                            

29 dicembre 2016

O S T I L I T A'

L'ostilità è antica quanto l'apparire umano nella scena della vita. Con essa si mette in atto una strategia che tenta di allontanare da sé le colpe attribuendole agli altri, ai rivali. E' una questione psicologica, mentale, tribale. L'ostilità vede il mondo, gli altri, come avversari e si costruisce un muro interiore spingendo verso l'esterno problemi che potrebbero causare danni. Sigmund Freud mise a fuoco la problematica dell'ostilità: viene praticata anche per deviare l'aggressività di un popolo verso nemici, e se non esistono si inventano. Ciò è stato praticato, lo è ancora, da regimi totalitari, da chi ha interesse ad evitare rivoluzioni interne, sconvolgimenti sociali a causa dell pessime condizioni dell'occupazione e del lavoro. L'energia spesa per l'ostilità contro altri consuma forza, quando termina ritorna e si rende disponibile affinché si possa operare nella vita costruttivamente. 

                                           

28 dicembre 2016

STORIA DELL'EROS

Attraverso la storia dell'eros si apre lo scenario della vita umana nelle diverse epoche. I cambiamenti delle abitudini sessuali sono sempre dipesi dall'evoluzione culturale: il Romanticismo, il Positivismo, la Belle Epoque minarono profondamente il sacro religioso e lo sostituirono con l'eros come valore-guida umano. Un sacro nuovo che prese il posto di quello spirituale, secolare. E così si presentò il fenomeno dell'arte con al centro il sesso, l'erotismo. Gabriele D'Annunzio ne fu un emblema. Le guerre portarono morte e sfacelo, e quando si conclusero scatenarono una grande voglia di vita dando impulso all'eros. Cinquant'anni fa, negli anni Sessanta, la rivoluzione sessuale provocò un aumento dell'attività come gusto comune, ciò causò il crollo totale del controllo erotico da parte della Chiesa che lo aveva escogitato per il dominio. Nel nostro tempo, l'eros si manifesta con un calo vistoso dovuto alla chiusura umana nell'individualità senza il bisogno dell'unione erotica stessa: una svolta epocale. E visto che l'eros sta declinando, la convivenza tra l'uomo e la donna diviene impostata essenzialmente sulla fiducia, per cui il 61% degli intervistati dichiara che la vita di coppia può esistere anche senza nessuna sessualità.

                                          

27 dicembre 2016

V I R T U A L E

Il virtuale è il simbolo di questo tempo per i giovani. Valori storici sono stati accantonati, non suscitano più interesse, sono, ormai, avvenimenti da museo. I giovani preferiscono legami sessuali senza impegno di fedeltà o affettività; così viene evitato il lavorio psichico di un rapporto amoroso, la sua gestione impegnativa; non è più necessaria l'eccitazione sessuale, per cui i giovani danno la sensazione di essere frigidi, distanti dal richiamo erotico; conta molto, invece, il rapporto virtuale tramite internet, da cui dipendono per buona parte del tempo consumato telematicamente. Vi è un triangolo: il giovane, il computer, la masturbazione. Da ciò viene fuori un cambiamento sociale profondo con fenomeni che possono essere rilevati vistosamente: matrimoni in netto calo, la coppia giudicata un fatto preistorico, il proprio io che giganteggia su tutti e tutto. Una causa è il consumismo che sazia, a cui si aggiunge la famiglia in crisi, il tentativo di evadere dall'isolamento dell'età, il non credere quasi più a nulla.

                                         

23 dicembre 2016

CATACLISMA EPOCALE

Il cataclisma che stiamo vivendo sarà ricordato dalla storia. E' tutto un campo immenso da studiare e da ricercare, un problema della psicologia collettiva. Di cosa si tratta? L'individuo è divenuto il protagonista assoluto di questo tempo, vi è una sola proiezione ed è rivolta verso se stessi. Se si vuole si può chiamare questo fenomeno egocentrismo, egoismo, ingigantimento del narcisismo, presenza  continua di uno specchio in cui ci si guarda perpetuamente. Contemporaneamente, come sostiene Luigi Zoja, assistiamo all'estinzione della parola "massa". Eppure questo termine, appena nel secolo scorso, era sublimato dalla politica, dagli intellettuali, dal pensiero comune, dalla religione. L'umanità ha intrapreso il sentiero contorto dell' "io", causando solitudine ed isolamento, distanza abissale dagli altri, dunque, di cui  non si vuole conoscere nemmeno l'esistenza.

                                                    

22 dicembre 2016

PASSIONI RAFFREDDATE

Viviamo in una parte del Pianeta, l'Europa occidentale, in cui le passioni si sono raffreddate. Invece, nel Medio Oriente, in America Latina, in Africa le passioni incandescenti, come  lava vulcanica che fuoriesce dal cratere. sono in atto, le nostre, di passioni, si sono raffreddate dopo le guerre mondiali, nate dal fallimento del concetto di massa buono in teoria ma irrealizzabile, dalla caduta verticale delle religioni, dallo svuotamento dei riti magici. E' subentrata con la pace tra i popoli europei confinanti e lo scatenamento delle guerre in Africa, nei Paesi arabi mediterranei, in quelli orientali. Si è tentato di vivificare le passioni con un'idea politica, sublimando ideologie, con riti religiosi in crisi come neve al sole, con un ritorno all'individualismo che ci ha allontanato dall'esistenza di gruppo che ha deluso immensamente. Al di là del meteo e delle stagioni siamo tutti raffreddati, con il potere emozionale in coma, con l'angoscia che sopravviene sempre in chi sceglie la solitudine.

                                                        

21 dicembre 2016

COLONNE D'ERCOLE

Se vuoi puoi anche tu essere un Ulisse del nostro tempo, naturalmente, senza il leggendario omerico. Le colonne d'Ercole, oggi Stretto di Gibilterra, confine tra il Mediterraneo e l'Oceano Atlantico, delineavano il limite estremo del mondo conosciuto. Portati oltre il già fatto, il già saputo, il già conosciuto, e ti inoltrerai in un mondo nuovo, tutto da scoprire, provando, così, il sapore autentico dell'esistenza. Ogni giorno, anche se in piccolo, dovresti scoprire qualcosa che, aggiunto al già posseduto, arricchisce il tuo patrimonio di conoscenze. Non ti fermare nelle paludi dell'ovvio, del superfluo, del già visto, del già sentito, diverresti un automa perdendo la tua dignità umana. Così ciò che eri ieri non sarai domani, il tuo sarà un cammino interminabile, finché dura la vita. 

                         

20 dicembre 2016

D I S I N C A N T O

Anch'io appartengo - inevitabilmente - all'umanità moderna che caratterizza la vita con il disincanto per tutto un mondo sparito per sempre. Ma quali magie, quali poteri inspiegabili nelle cose che non ci sono più. La scienza si affatica a spiegarci come stanno le cose, teorico fu Max Weber. E' avvenuta una rivoluzione con Copernico, Darwin, Freud: il primo ci ha aperto gli occhi sul fatto che il luogo dove abitiamo è l'estrema periferia dell'universo e non il centro; per Charles Darwin  proveniamo da una evoluzione; Sigmund Freud ci ha fatto sapere ogni nostra azione non è frutto della coscienza ma dell'immenso, profondo psicoanalitico. Non siamo più protagonisti, siamo, semplicemente, qualcosa di molto più ridimensionato ma con i piedi per terra.

                             

19 dicembre 2016

I C E B E R G

Ti sorprenderà, magari rimarrai allibito, dicendoti che siamo tutti un "iceberg". Solamente un po' di più del 10% emerge da profondità psichiche abissali. Vedi: andiamo in giro per il mondo e buona parte di noi rimane sommersa, nascosta, lontana dalla realtà che ci circonda. Tutti , nella vita, mettiamo in gioco solamente un decimo di noi, il 90% rimane abortito, carcerato con cancelli chiusi a doppia mandata. Un iceberg galleggia nelle gelide acque artiche, ti, io, noi galleggiamo nell'oceano dell'esistenza senza poter far vedere mai il sole alla stragrande parte di noi. Così stanno le cose. Su questa questione si trovano consenzienti i massimi studiosi della psicoanalisi. Il profondo di noi è sconosciuto, ignoto. Nemmeno tu puoi dire di conoscerti: è uno dei massimi misteri della vita. Viaggi - si può dire da quando sei nato - con uno sconosciuto dentro di te. Un tema, questo, che interesserebbe anche il cinema di Dario Argento.
 
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17 dicembre 2016

OMAGGIO DA MEMPHIS

VOGLIO SAPERE

Voglio sapere
cos'è la vita
si giunge alla fine
senza una risposta
voglio sapere
se ancora
esiste l'amore
oppure morto per sempre
voglio sapere
perché un padre
cacci suo figlio
con atroce disprezzo
voglio sapere
chi veramente sono
cerco di saperlo
da una vita intera.

I WANT TO KNOW

I want to know
what is life
it reaches the end
without an answer
I want to know
if exists love still
or dead forever
I want to know
because a father
hunt her son
with atrocious contempt
I want to know
who really I am
I try to know
from a lifetime.

ANTONIO FLOCCARI

                                       
MEMPHIS - Tennessee (USA)




16 dicembre 2016

L' A T T E S A

Come ogni mattina, in tutte le stagioni, attende, poggiato con una spalla al muro del palazzo. E' un uomo che gli anni non sono riusciti a piegare, conserva un'aitanza ancora giovanile. Tra poco, correndo, arriverà il nipotino che, accompagnato dalla madre, andrà a scuola. Ho potuto osservare il momento cruciale dell'incontro tra nonno e nipote: congiungimento di differenti generazioni, unite dall'affetto che non conosce età. Questa scena mi raddolcisce l'animo in un tempo come il nostro caratterizzato dalle intemperie dei sentimenti, dalle tempeste d'umanità. Il bambino, spesso, quando sta per raggiungere il nonno, sorride e scherza; il nonno, contento, aggiunge un'altra giornata di salute alla sua vita.

                                            

15 dicembre 2016

R I S A R C I M E N T I

Chi mi risarcirà? Vorrei impossessarmi di nuovo delle privazioni che ho subito, come tanti di voi, come tutti. Ricordi? Quando arrivava Natale si avvertiva nell'aria qualcosa che raddolciva la vita. Un suono di zampogna che si avvicinava e portava con sé una favola: lo zampognaro offriva un'immagine autentica di chi ci aveva preceduto, il nostro albero genealogico. E poi, la mamma, di là, in cucina, a preparare le zeppole. Già l'odore faceva venire l'acquolina in bocca. bastava un'acciuga per dare alle zeppole un sapore di mare che si univa a quello dei monti. C'era anche il presepe, preparato alla buona, umilmente, con il cotone a simulare la neve; poi si giocava con le noccioline a farle entrare in una buca nel pavimento di casa. E la sera di Natale si cenava con pietanze preparate con i prodotti dei campi. Ridatemi questo mondo di fiaba! Perché l'avete distrutto sostituendolo con l'orrendo scempio del consumismo? 

                                              

14 dicembre 2016

D I S S A C R A N T E !

Il fatto: una capanna natalizia in un supermercato, il Bambinello, San Giuseppe, Maria, l'asinello, il bue; tutto composto di una sostanza dolce da consumare a tavola. Inaudito! Allora è proprio vero che la religione è morta e si è trasformata in culinaria. Ed anche se a chi si ama si dice :"Ti mangerei!", come facciamo a fare il passaggio dal sacro a un pasto qualunque? Ironicamente, alla Dario Fo, chi avrà il "privilegio" di mangiare il Bambinello? Il capofamiglia, lei, qualche figlio? Potrà provocare tutto ciò una lite con qualche contuso al pronto soccorso... Si può festeggiare un Natale così? Allora, aboliamolo, per chi ci crede, per salvarsi l'anima. Oppure, finiremo mangiati dai diavoli.

                                       

13 dicembre 2016

LUCI ED OMBRE

Levatemi di torno le tenebre, ma non vedete che anche a Natale c'è un buio fitto: dov'è il sole? Voglio la luce, quella luce che splendeva quando arrivava Natale, ed era tutta una favola, la realtà si trasformava in dolcezze infinite. Invece, tra poco è Natale, è giunto il tempo delle contraddizioni. Quando vivo questo tempo mi si scatena dentro il fenomeno della ricerca dell'identità. E faccio l'amore con la vita, l'abbraccio, la stringo, appassionatamente, per difendermi da queste luminarie offensive in una realtà buia come la pece. Ma le volete togliere? E che fate a fare i presepi se non credete più a nulla e la religione è morta? Chissà perché, a Natale, nella mia vita, ho sempre avuto il tempo propizio per fare poesie. Credo sia un'evasione, una fuga da tutto e da tutti. Ti dispiace che parlo così? Ammettilo... come me sei anche tu.

                            

12 dicembre 2016

I N D I F F E R E N Z A

Anche tu ti lamenti: si crede più a nulla, morale, politica, religione, tutto a catafascio. allora come si fa? Ho nulla da insegnarti, ti dirò qualche parola. Rifugiati in te stesso o nella natura, nell'esaltazione della vita o nel cosmopolitismo, nella difesa della pace, nel ridurre al minimo le necessità, nel disprezzare i falsi beni. E come Diogene di Sinope cerca anche tu l'uomo, tra poco sarà impossibile trovarlo poiché si sta trasformando in qualcosa che, ormai, rasenta la mostruosità. Prima di noi si sono cimentati in quello che ti sto dicendo Antistene, discepolo di Socrate, e Aristippo di Cirene. Caro amico, è fondamentale che tua abbia stima di te stesso, disponibilità verso le bellezze della vita e poi semina intorno a te l'indifferenza, eviterai così di essere travolto dalla piena del fiume della viltà, della codardia, della cattiveria, dell'ipocrisia, del dio euro che sta producendo una devastante alluvione sulla civiltà umana. Comincio a darti gli auguri di feste che se non stiamo attenti faranno a noi la festa. Ciao.

                                              
DIOGENE DI SINOPE

10 dicembre 2016

O R I Z Z O N T E

Non voglio alzare
lo sguardo
meglio occhi a terra
se guardo
appare una vita
che non vorrei
chissà se oltre
quell'orizzonte
ci sarà un mondo
migliore.


H O R I Z O N

I don't want to raise
the look
best eyes on the ground
if I look
It appears a life
I would't like
who knows if beyond
that horizon
there'll be a world
best.


ANTONIO FLOCCARI

                                      
               NEW ORLEANS - Louisiana (USA)

9 dicembre 2016

INTUIZIONI DEL MONDO

Cosa si prova ad essere un intellettuale nelle tue contrade?
Sembrerà strano ma non è piacevole. Per colpa non della mia gente: qui, quasi da sempre, prima l'analfabetismo di massa e una sorta di diffidenza verso gli intellettuali, oggi, una frequenza di massa della scuola senza connotati specifici razionali, tutto ha portato ad una condizione per l'intellettuale di sentirsi straniero in patria, deriso - lo diceva già Platone -  o invidiato, incompreso, sempre ai margini, se si accomuna, spesso provoca disturbo.

Hai terminato una nuova Commedia in dialetto per il teatro. Cosa provi?
Quando si scrive qualcosa che sarà rappresentata in teatro, i personaggi rimangono nella psiche come se esistessero realmente e fanno parte delle conoscenze concrete della vita. La bizzarria è che tutti i tuoi simili, per l'impegno che tiene occupati, si dileguano quasi del tutto; per cui, vivi con i tuoi simili virtuali.

Cosa pensi dell'Illuminismo?
Gli debbo il sorgere dei versi sciolti nella mia poesia senza fronzoli, prosastica, liberi dai canoni linguistici tradizionali, dal Purismo. E poi, autori, intellettuali che mi hanno formato: Locke, Hume, Diderot, Rousseau, Montesquieu, Voltaire, Helvetius, Condillac, La Mettrie.

                                      

7 dicembre 2016

IL TIFO

Vuoi parlarci di un poeta che ti ha influenzato nella preadolescenza?
Angiolo Silvio Novaro, ligure di Diano Marina. Visse gli ultimi decenni dell'Ottocento ed i primi del Novecento. Di lui mi piacevano le sue elegie poetiche di stampo pascoliano, la lirica delle sue prose. Rammento la raccolta di poesie Il castello.

Cosa pensi del tifo calcistico?
Non mi piace: ha risvolti negativi quali il nazionalismo esasperato che tanti danni ha provocato nella storia, un transfert irrazionale in un gioco che non è, certamente, il più bello, lo scatenarsi dell'odio nei confronti dell'avversario, l'aggressività che spesso provoca gravi disgrazie. 

Qual è il momento più spirituale nella tua giornata?
Un Crocifisso sul mio tavolo da studio: l'ho trovato in Sicilia, nella piazza principale di Avola (Siracusa), Ogni mattina prendo un panno e, autentico rito, tolgo la polvere all'immagine sacra. E' la mia prima azione del giorno. Per me, vale più di una Messa.


                              

6 dicembre 2016

ELEGIA DI UNA SCELTA

Voglio dirti - non vale solamente per me - come avviene una scelta di vita, l'inizio di un percorso che diviene compagno per tutta la vita. All'alba dell'arte c'è un senso di smarrimento che annienta gli anni che dovrebbero essere i più innocenti, quelli della fanciullezza. Allora, si cade in silenzi che non finiscono mai. E' da qui che va in incubazione l'arte in qualunque sua manifestazione di genere. Fondamento della mia ispirazione multiforme è un tacere cronico, permanente. E poi un pensiero che, adagiato su se stesso, trova svariati spiragli di un desiderio d'espressione che non trova conforto. E mentre il pensiero galoppa, il parlare si ammala con balbuzie che fanno ridere chi ascolta, procurando strazi al fanciullo. Nasce una frustrazione gigantesca che si metterà a scalare le cime più alte delle conoscenze con il pericolo di precipitare negli abissi dell'appartenenza al patologico incurabile. E così l'ispirazione estetica diviene ipercompensazione, una scelta di vita, una passione che, all'ombra di scrivere o di far musica, di dipingere o di scolpire, vi è un essere umano che ha trovato la scialuppa per uscire dai marosi della vita.

                                                      

5 dicembre 2016

RISCHIO SCAMPATO

Amo la libertà, il potere decisionale democratico avuto in eredità dalla Resistenza e dalla Costituzione. Chiunque attenti a privarmi dei diritti che mi sono attribuiti dall'essere un uomo, un cittadino non può essere appoggiato da me. Sgombriamo il campo da desideri zoppi d'avere un leader, un deus ex machina, prediligo la volontà generale espressa da tutti i cittadini - come diceva Rousseau nel Contratto sociale - che eleggono i rappresentanti a turno, e con una breve durata, per scansare i privilegi, gli intoccabili. Ho imparato dalla storia che i miei connazionali sono intelligenti, nei momenti cruciali sanno giudicare e scegliere, mandando a casa i volenterosi dell'oscurantismo e del ritorno della pseudodemocrazia ristretta. Non è il Senato che va ridimensionato, ma gli stipendi pazzeschi, i politici di professione che ingrassano a spese dei cittadini. ma, attenzione! Nessuno mi tocchi i diritti che mi sono stati da Gramsci, da Pertini, da Nenni, dagli esiliati dal fascismo, dai torturati, dai condannati a morte. Chi vuole annebbiare la democrazia se ne vada a casa! La politica non fa per lui! Addio!

                              

3 dicembre 2016

OMAGGIO DA BALTIMORA

N U V O L E

Ma perché
se il cielo
si rabbuia
preannunziando
la pioggia
sento dolcezze
infinite
nel cuore
forse perché
la vita
annuvola
i miei giorni
da quando
ho aperto gli occhi
sul mondo.

C L O U D S

But why
if the sky
darkens
foretelling
the rain
I feel sweetness
endless
in the heart
perhaps because
the life
clouded
my days
since when
I opened my eyes
on the world.

ANTONIO FLOCCARI

                                      
BALTIMORA - Maryland (USA)

2 dicembre 2016

CRINALI INTERPRETATIVI

Quali sono, a tuo avviso, i fenomeni sociali che caratterizzano il nostro tempo?
La delusione è vasta su diversi settori fondamentali del vivere sociale: spiritualità, politica, rapporti umani; tutto si riduce a disimpegno, riflusso, esteriorità religiosa, successo inaudito dell'individualismo.

In cosa consiste l'acomismo?
L'acomismo sostiene che tutto, il mondo, ciò che esiste, non ha realtà propria, autonoma, indipendente, esiste solamente in Dio. Spinoza sosteneva che al mondo non spetta alcuna realtà effettiva.

E del verismo cosa ci dici?
Fu una rivoluzione letteraria a seguito del Realismo francese. Mise a nudo la questione sociale, la miseria del Sud, sostenne il "vero" come documento umano. Giovanni Verga ne fu il maggiore esponente, in seguito Capuana e De Roberto. Il linguaggio adottato era estremamente popolare; ora, anche le lettere di Verga, in vendita, valgono una somma enorme di euro, se ne trovano anche a Parigi: si vorrebbero raccogliere e portarle tutte a Catania.

                                         
             GIOVANNI VERGA

1 dicembre 2016

IMPRONTE INDELEBILI

Quali films hanno lasciato ricordi in te?
Sembrerà strano ma i films tratti da canzoni mi hanno lasciato interiormente un'impronta indelebile. Non è questione di cinema d'arte: si tratta di spensieratezza, evasione, di almeno quasi due ore di allegria in un ambiente depresso come quello del profondo Sud del nostro Paese: canzoni, e dunque films, di Giacomo Rondinella, Claudio Villa, Teddy Reno, Luciano Tajoli.

Quale soubrette del teatro leggero italiano ti ha affascinato?
Delia Scala. artista poliedrica, capace di ballare, recitare, cantare, sostenere ruoli  diversi. Quando veniva al Comunale di Reggio Calabria, mi dotavo del biglietto del loggione da dove la scrutavo come un miraggio.

Quali calciatori fanno parte del tuo immaginario sublimato?
Omar Sivori, palla al piede, danzando con movenze ferine, avanzava verso l'area avversaria: arrivato nei pressi faceva l'uno-due con Charles, dallo scambio ne usciva quasi sempre una rete da incorniciare. Giocavano entrambi della Juventus.

                            
OMAR SIVORI E JOHN CHARLES

30 novembre 2016

TEMATIZZAZIONI COSCIENTI

Di quale poeta ci parli oggi?
Alfred de Musset: un poeta che, mediante i versi, fece sboccare gli sfoghi dell'anima; altamente lirico, ammise che il suo massimo obiettivo era quello di andare oltre l'autobiografismo. Il suo capolavoro è Le notti.

Cosa pensi del Neoclassicismo?
Il Neoclassicismo fu un movimento culturale vasto con alla base una grande attrazione verso la tradizione. Il suo motto: "Vino nuovo in botti vecchie"; i suoi ideali: l'unità, l'armonia, la grazia. Il Neoclassicismo egemonizzò la cultura tra la fine del 700 e il primo quindicennio dell'800 dando un carattere nazionalistico alle sue produzioni estetiche.

Quale attore del cinema che ti ha influenzato?
Marlon Brando. Ricordo - ero adolescente - che il suo atteggiarsi, la maniera di stare in mezzo agli altri, le pause del suo interloquire, il suo sguardo, la sua mimica mi avevano plagiato. E non solamente io ma tanti della mia generazione furono tutti catturati da Brando.

                                   
MARLON BRANDO

29 novembre 2016

L I B E R T A'

Parlaci di un fenomeno umano spesso messo in mostra?
L'esaltazione ipocrita di un proprio difetto mascherato con il contrario. In questo caso si assiste ad una recitazione con sforzi inauditi per farla sembrare autentica.

Cosa ami di più nella vita?
La libertà. Penso sia il massimo valore dell'esistenza: quando una società la perde arretra nel tempo in cui l'uomo era ridotto ad una larva strisciante.

Perché avverti sentimenti ambigui verso al musica lirica e quella classica?
Un'opera lirica o una pagina di musica classica stanno in me con risvolti contraddittori. Da una parte ammiro la creatività di Verdi, di Puccini o di Bizet, di Bach, Beethoven, Chopin, dall'altra ho ben presenti i tempi storici, quasi sempre caratterizzati dall'ascolto nobile, patrizio, altolocato di simili composizioni con relativo furto agli autori che non avevano alcuna responsabilità per la destinazione ingiusta.

                                           

28 novembre 2016

ALLEGORIE DELLA NATURA

Perché l'uomo si interessa da sempre dell'immortalità?
Perché non vuole accettare che tutto finisca, per paura, angoscia. Da millenni l'immortalità pervade le diverse religioni.

Cosa dice la scienza a proposito?
Prevede la fine, non va al di là dell'accertabile, della verifica, si differenzia dalla religione che prevede l'infinito e l'immortalità.

Vuoi parlarci di un altro intellettuale che ha lasciato in te tracce?
Novalis: si formò con Schiller e Fichte; fu amico di Schlegel. Mi ha trasmesso la spiegazione allegorica della natura, il grande amore per la poesia, l'allegoria mistico-estetica dell'esistenza.

                                       

26 novembre 2016

OMAGGIO DA SAN FRANCISCO

AMORE PERDUTO

Qualcuno mi dice
vai di là
ti aspetta
e vado
l'ansia di rivedere
l'amore perduto
mi pervade tutto
eccolo
corro e l'abbraccio
mi ritorna la gioventù
gli anni passati
non ci sono più.

LOST LOVE

Someone tells me
go beyond
he waiting for you
and I go
anxiety to review
lost love
comes over me everything
here he is
I run and hug him
I back my youth
the past years
are gone.

ANTONIO FLOCCARI

                                              
            SAN FRANCISCO - California (USA)

25 novembre 2016

LA SOLITUDINE

Come giudichi i rapporti umani di oggi?
Sto studiando Levinas il quale mi dice che gli altri sono il massimo valore della vita se sappiamo girare le spalle al pensiero che da Platone è giunto fino a noi: quello che riduceva gli altri ad integrarsi ad un modello precostituito, annegando ogni differenza e libertà.

Perché si dice che la tragica solitudine sia l'unica realtà possibile?
A meno che non poniamo sull'altare l'ipocrisia, la recitazione, la maschera, dobbiamo ammettere che la solitudine è una difesa dall'aggressione dell'uomo trasformatosi in belva.

Il Romanticismo fu anticipato da chi?
Dante lo anticipò con un individualismo notevole; Petrarca si dedicò allo studio caratterizzato dall'introspezione; Boccaccio era attratto dal Medioevo; Ariosto perché era un artista che sognava, traendo dal sogno, appunto, ispirazione; Tasso si confessava tormentandosi.
                                      

                                       

24 novembre 2016

CHIARIFICAZIONI DELL'ORIZZONTE

Cosa avverti se qualcuno ti osserva da una finestra?
Kafka ha approfondito questo problema: provoca imbarazzo, sospetto, fobie, sentimenti ed emozioni negative.

Cosa ci dici della vita?
L'esperienza suggerisce che la vita è mestiere. Le utopie, i desideri immensi, le voglie sfrenate debbono far posto al quieto vivere, stoicamente, come sempre accade in tempi molto problematici.

E' semplice coniugare l'amore e il sesso nel nostro tempo?
La donna ridotta a baricentro, lo stare insieme con il calcolo, l'interesse, il sesso foce di acque torbide, l'egocentrismo incapace di uscire da sé. sono tutti fattori di un'operazione, di un logaritmo da cui non si coniugheranno mai amore e sesso.
                                                 
               
                     

23 novembre 2016

LIVELLI AURORALI

Cosa pensi del lirismo poetico?
La poesia lirica è direttamente collegata col sentimento con l'anima ed esteriorizza il sentire più profondo. Si pensi a Leopardi, Baudelaire, Novalis; Poe, Shelley, Keats.

L'arte è maestra di vita?
Certamente. L'arte è pedagogica, trasmette valori massimi per l'esistenza dell'uomo.

Perché ti piace un autore "minore" come Iacopo Aconcio?
Aconcio era di Trento e visse la fine del Quattrocento e la metà del Cinquecento. Mi piace perché fu contro i dogmatismi, amò la libertà e la tolleranza religiosa.
                                                                                                           
                                                       
  IACOPO ACONCIO

22 novembre 2016

A M B I G U I T A'

Quando scrivi commedie per il teatro quale autore classico ti aiuta?
Persio, di origine etrusca, Volterra, le sue satire contro la vita ipocrita, la religione insensata, l'eccessivo attaccamento al denaro, il malgoverno dei politicanti sono tutte categorie attuali.

Quale immagine recente hai catturato nelle tue escursioni in bicicletta?
La fiumara mitica della mia gente, Vacale, per associazione mi ha riportato nella coscienza il mio amico Ciccio, nato a pochi passi della mia casa. Sotto ogni tempo, con una mazza spaccava pietre della stessa fiumara per preparare materiale da costruzione: un lavoro infernale, sicuramente ora che Ciccio non c'è più starà meglio.

Quale ambiguità estiva ti colpisce?
Tropea, Galluppi che ti guarda da un marmo, ricordo di presentazione di Kant in Italia, un mare che, malgrado tutto, riesce ancora a sopravvivere, e poi cianfrusaglie, merce da consumo, odore aggressivo di fritto, sinfonie di sesso senza frontiere in esposizione ambulante. Risultato: caos senza senso.

                                               
      T R O P E A 


21 novembre 2016

L'ACCOGLIENZA

E' bene che comprendiamo tutti che l'accoglienza non è un fatto temporaneo, si protrarrà chissà per quanti decenni ancora ed è un fatto globale. Ci dobbiamo abituare tutti alla convivenza con esseri umani diversi da noi per cultura, religione, forme somatiche come quelle degli occhi, del naso o dei capelli, forme che debbono divenire una questione di assuefazione senza più distanze preconcette che offendono la civiltà umana. Hai notato la grazia del procedere delle donne giapponesi? Ti ha emozionato la serietà dell'arabo che prega dovunque si trovi? Ha attirato la tua attenzione lo stare in gruppo dei marocchini? Certo, dobbiamo andare oltre la paura che provoca, erroneamente, chi è diverso da noi: se qualcuno vuole fare barricate collabora anche tu che si tolga dalla mente questa barbarie. Certo, l'accoglienza va regolata dalle leggi vigenti e dal rispetto reciproco. 

                                               

19 novembre 2016

OMAGGIO DA TUCSON

E C L I S S  E

Non si ride più
l'eclisse della vita
oscura il cammino 
di ognuno di noi
e si consuma tutto
col passare veloce
del tempo che va
chissà dove errando 
per i sentieri dell'ignoto.


E C L I P S E

No one laughs more
the eclipse of life
obscures the path
each of us
and consumes all
over fast
of time ranging
who knows where astraing
for the unknown paths.

ANTONIO FLOCCARI

                                           
                T U C S O N - Arizona (USA)


18 novembre 2016

LA BACCHETTA

Perché hai un bacchetta dietro alle tue spalle nel tuo studio?
Era la bacchetta che mio padre pensava di utilizzare una volta guarito dalla malattia che lo ha portato alla morte. Una bacchetta simbolo della vita, metafora della sconfitta sulla morte.

C'è un luogo balneare significativo nei tuoi ricordi?
Gli scogli di Nicotera Marina, nell'immaginario collettivo adolescente erano il nascondiglio ideale per avventure sentimentali mai realizzate e rimaste sogni ad occhi aperti.

Quanto ha inciso l'Esistenzialismo nella tua formazione?
L'Esistenzialismo mi ha aperto il mondo umano nella sua finitezza, l'angoscia della conclusione dell'esistenza, la precarietà di ogni cosa. Tutto con Heidegger, Sartre, Marcel, Merleau-Ponty, Abbagnano; e poi Camus con il mondo dominato dal non senso.

                                               
                        NICOTERA MARINA

17 novembre 2016

INDELEBILE

Cosa ti è rimasto, indelebile, dell'infanzia, della fanciullezza?
Un terreno abbandonato, sterpi e cardi ed erbe selvatiche, il sole violento dell'estate piena: cacciavo farfalle, le deponevo in una scatola per scarpe con un buco; mi mettevo controvento, tendevo l'indice ed il pollice della mano destra verso la farfalla posata sul cardo e la catturavo mentre lei si dimenava disperata in cerca della libertà. Ma io non capivo...

Vuoi dirci di un intellettuale romano che ha lasciato tracce nella tua formazione?
Velleio Patercolo: mi ha insegnato la ricerca storica. Egli non vedeva di buon occhio le commedie di Plauto, mentre elogiava le tragedie di Pacuvio e di Accio. Mi ha orientato verso Catullo, Livio, Tibullo, Ovidio per allontanarmi da Orazio, Cornelio Gallo, Properzio.

Quale differenza riscontri nell'ascoltare e nell'eseguire per tastiera la musica?
L'ascolto della musica provoca emozioni diverse da quelle dell'esecuzione dello stesso brano. suonando si è attraversati interamente dalle note musicali, l'ascolto possiede anche requisiti elevati per valori poiché affina le sensibilità.

                                                    

16 novembre 2016

MUTAMENTO ANTROPOLOGICO

Cosa intendi per mutamento antropologico?
Fermandoci alla società italiana degli ultimi decenni, almeno dagli anni Settanta, è avvenuto un mutamento antropologico, una rivoluzione nei ceti, nelle classi sociali. E' venuto meno l'organigramma sociale che proveniva dai primi decenni del Novecento ed ancor prima: ha avuto inizio l'omologazione.

Parlaci di una scena amorosa meridionale...
Una ragazza, seduta su una panchina, si sta rilassando. Più in là, un giovane, evidentemente portatore della tipica timidezza del corteggiatore meridionale, da ore avanza lentamente. Si avvicina verso di lei: pochi metri in un tempo così lungo! Quando arriverà alla meta desiderata?

Tra i messaggi taciti che un figlio trasmette cene vuoi dire qualcuno?
Il perpetuare delle percezioni che trasmetteva, ad ognuno di noi, la madre viene ereditato dal figlio, è una storia che non tramonta. Attraverso i lineamenti somatici del figlio la vita offre quelli materni e paterni. E' proprio vero che nulla muore. 

                                                    

15 novembre 2016

EPOCHE' EMOZIONALE

Vuoi parlarci di un intellettuale del passato che ha suscitato il tuo interesse?
Alessandro Verri. Mi sono accostato al suo Le notti romane al sepolcro de' Scipioni, da cui ho ricevuto lezioni di stile classico, di atmosfere anticipatrici del Romanticismo, ammonimenti per la politica corrotta, giudizi negativi sui popoli aggressori e conquistatori.

Qualche episodio recente ti ha lasciato il segno?
Una palma più che ottuagenaria, qualche ora al tramonto, un uccellino cade, non sa ancora volare, si dimena disperato cercando la vita: lo prendo e lo depongo su una pianta vicina, in un baleno arriva la madre per soccorrerlo. ricomincia la vita. 

Vi è qualche intellettuale calabrese poco noto?
Francesco Acri, nato a Catanzaro nel 1834 e morto a Bologna nel 1913. Fu professore di Filosofia teoretica a Palermo e di Storia della Filosofia a Bologna. Padroneggiava il Greco e tradusse i Dialoghi di Platone. Divenne esperto del Platonismo cristiano. Ebbe una forte fede cattolica. Interessanti sono i suoi scritti sulla morte. 

                                                     
FRANCESCO ACRI

14 novembre 2016

SIMBOLI TRUFFALDINI

Cosa pensi della guerra?
La guerra, sempre, nella storia, è stata voluta dai grandi poteri economici, presentata con simboli truffaldini per ingannare i popoli. Le guerre dovrebbero scomparire per sempre dalla storia dell'uomo.

Quale concetto hai del tempo?
"Passare il tempo", "ammazzare il tempo" sono espressioni prive di senso. Il tempo non si sciupa. Un giorno che va non torna più.

Qual è il tuo parere sulla salute?
La salute è fondamentale nella vita: i Latini dicevano "mens sana in corpore sano". Aristotele aveva ragione quando affermava che la virtù sta nel giusto mezzo: trascurare la salute o farne una malattia per starne dietro sono due atteggiamenti errati. 

                                             

12 novembre 2016

OMAGGIO DA LAS VEGAS

AFFLUENTI

Ti invito
se vuoi
vieni
ascolterai con me silenzi
abitano nell'anima
ci guarderemo
negli occhi
e li uniremo
come affluenti
sboccheranno
nel fiume
della vita
con foce
nell'immenso mare.

T R I B U T A R I E S

I invite you
if you want
come
you listen to me silences
living soul
we will look
in the eyes
and we will join them
as tributaries
they will offer views
into the river
of life
with mouth
in the immense sea.

ANTONIO FLOCCARI

                                          
LAS VEGAS - Nevada (USA)

11 novembre 2016

AGGANCI UNITARI

Cosa occorrerebbe abolire nel nostro presente?
L'alienazione tra uomo e natura, il senso di signoria ingiustificata su tutto quanto ci circonda, la dittatura atroce dell'uomo sull'esistente. 

Cosa pensi della sicurezza e della libertà?
Sentirsi sicuri ha origine dall'istinto di conservazione, è naturale, ma se essere sicuri significa perdere la libertà allora la ragione ha finito di operare: dunque, sicurezza e libertà debbono coesistere.

Cosa vedi dietro la vittoria di Trump?
Un'ondata travolgente dell'anti politica. In senso planetario l'umanità gira le spalle alla politica, la giudica lontana dagli interessi di ogni vivente. Donald Trump rappresenta il cambiamento ribellistico, nuovo, delle popolazioni che vanno, soprattutto, dai ceti più bassi a quelli medi. E' un'ondata che potrebbe trasformarsi in una marea irresistibile in tutto il mondo, compresa l'Italia.

                                          

9 novembre 2016

T R A N S F E R T

Perché provi riconoscenza verso gli attori che interpretano i tuoi testi teatrali?
Danno vita ai miei personaggi entrando con sensibilità in esseri umani da me concepiti. 

Quale attore del cinema italiano ha esercitato su di te un transfert?
Voglio ricordare Raf Vallone, originario di Tropea. Aveva il potere, tramite la sua immagine - i suoi film erano quelli del neorealismo - di far sentire ad un calabrese orgoglio d'appartenenza ad un popolo.

Come dovrebbe caratterizzarsi il futuro di ognuno di noi?
Vi è un'espressione proveniente dal pensiero del Novecento: il "non ancora". Significa che il domani dovrebbe essere atteso come qualcosa del mai avvenuto, senza monotonie, senza ripetitività, con creatività.

                                           
                    RAF VALLONE

8 novembre 2016

SUGHERI GALLEGGIANTI

Descrivi una scena umana che ti ha interessato?
Una salita ripida, impossibile, una donna con la tarda vecchiaia addosso, con l'aspetto della vita che ha preso altre strade. Eppure sale: va a Messa. Così tutti i giorni. credo che sia la forza della fede.

Parlaci di uno scrittore latino a cui sei rimasto affezionato.
Lucilio mi ha insegnato, con le sue satire, lo stile mordace insieme a saper cesellare i sentimenti con i suoi canti d'amore. Non disdegnò di inserire l'osceno e l'insolente. Orazio lo detestava.

Cos'è la notte per te?
La notte, nell'immaginario collettivo è tenebre, buio, viene collegata a paure inconsce, a sortite di defunti per le vie del mondo, io la vivo diversamente: la notte è una grande amica, innocua, benevola, apporta pensieri profondi, senso dell'infinito, la coscienza di essere nulla.


7 novembre 2016

EBBREZZE

Con quale concetto si potrebbe definire il pensiero umano del nostro tempo?
Con il "calcolo". Buona parte del pensare è dominata dall'utilitarismo, dall'interesse, dal trarre vantaggio. E' uno dei canoni del Pragmatismo che, in sostanza, insegna a pensare ciò che è utile, pratico, conveniente.

Su quale commedia torni frequentemente perché colma di insegnamenti?
Nuvole di Aristofane. si pensi che la prima rappresentazione risale al 423 a. C. Qui viene deriso il pensare di avere ragione quando si ha torto, precetto dei Sofisti.

Cosa permane in te della lezione del Romanticismo?
Rimane soprattutto la libertà dell'artista dalle regole-catene delle Accademie. Anche il culto della storia, la valorizzazione del Medioevo contro i giudizi negativi.

                                       

5 novembre 2016

OMAGGIO DA DENVER

SE VUOI

Se vuoi
ti sarò compagno
per tutta la vita
affronteremo insieme
mano nella mano
il sentirsi sperduti
in un mondo 
che ruota eternamente
senza sapere di noi.

IF YOU WANT

If you want
I'll be you friend
for all your life
we face it together
hand in the hand
feeling lost
in a world
which revolves eternally
without knowing us.

ANTONIO FLOCCARI

                                      
DENVER - Colorado (USA)

4 novembre 2016

RAPPORTI SPECULARI

Cosa vorresti che sparisse nel rapporto umano?
La diffidenza, il sospetto, l'essere costretti a non dare le spalle a nessuno. Così, psicologicamente, si vive sempre armati.

Quanto conta la relazione nell'esistenza umana?
La vita è relazione sin dal concepimento. Il rapporto con la madre, il primo, costituisce la relazione fondamentale per il futuro dell'individuo. Poi la relazione si allarga al padre, ai parenti, ai conoscenti, alla società.

Cosa hai appreso dal Parnassianesimo?
Mi sono convinto che l'estetismo non si sintonizzava con me; l'arte come privilegio, dunque, come narcisismo, purezza formale, l'arte per l'arte, il sensuale, il gusto della parola non sono stati accettati da me; invece, il Parnassianesimo mi ha dato la passione per il valore musicale del verso.

                                  

3 novembre 2016

F I O R E L L I N I

Quale responsabilità si attribuisce a Platone nella storia della cultura di ogni tempo?
Muovendo proprio da Platone, la metafisica diviene sovrana sulla natura, sulla storia, sull'uomo stesso.

Di quale intellettuale ci parli oggi?
Ho capito di più l'uomo medio della città, attraverso Francois Nourissier, scrittore e giornalista francese di Parigi, nato nel 1927. Le fatiche del vivere, le delusioni sul lavoro, i ricordi di una vita più semplice, l'impossibilità di trovare l'amore sono stati tutti motivi artistici che mi hanno formato.

Vuoi dirci, attraverso una metafora, un paragone tra la natura e la società?
Esco di casa: un prato, fiorellini stanno vicini in perfetta armonia, al leggero vento, sembrano un balletto di Ciakovskij; quindi, alzo gli su appartamenti-dormitoio, gli uni - persone - e gli altri l'un contro l'altro armati. ma perché i fiorellini sono più socievoli dell'uomo?

                                          

2 novembre 2016

COMMEMORAZIONE A PIER PAOLO PASOLINI

41 anni fa, presso il litorale romano di Ostia, veniva trucidato Pier Paolo Pasolini. Vieni con me a commemorarlo! Parleremo di lui, ci soffermeremo sulla persecuzione satanica che subì per tutta la vita perché omosessuale. Sempre, si dimentica che la più grande arte è omosessuale: tra gli altri, Michelangelo, Raffaello, Garcia Lorca, Oscar Wilde, Luchino Visconti. Parleremo del suo eclettismo artistico: poesia, narrativa, cinema. Ci soffermeremo sul suo prodigioso coraggio civile di mettere a nudo le piaghe della società italiana, della politica, della religione di tutti i tempi. I suoi Scritti corsari hanno formato culturalmente me ed un'intera generazione di persone. Non aveva ragione Pier Paolo, come Caravaggio, ad umanizzare il sacro? Lo fece nel suo Vangelo secondo Matteo, donando sembianze proletarie e contadine a Cristo e ai protagonisti del Vangelo, rifiutando, così, l'ìconografia tradizionale.
Pier Paolo Pasolini è stato un artista scomodo, "laterale", "obliquo", giudicato pericoloso dal potere disumano che, da sempre, sovrasta la realtà non solamente italiana. Chi l'ha ucciso? Non credo si saprà mai...C'è chi sostiene che vi sia stata una congiura ordita contro la voce che diceva la verità.

                                          
                      Lido di Ostia (Roma) - Monumento a Pasolini

1 novembre 2016

I FIORI PER I DEFUNTI

Sarebbe ora di porre fine a questa fiera della vanità che si sussegue, imperterrita, nei secoli! Centinaia di migliaia di euro si spendono per espletare l'omaggio floreale verso i defunti, i cari estinti. Eccola, giunge: la signora si fa notare nel cimitero con dei fiori esotici esposti a più non posso fra le mani: tutti debbono vedere chi è lei, potente, ricca, non come tutti quuegli straccioni che portano fiori da nulla! Credetemi... se i defunti potessero prenderebbero a calci nel sedere tutta la marmaglia vanitosa che strumentalizza persino la morte per l'ingordigia di incamerare sempre più vanità. Portiamo - se proprio si vuole - un fiore di campo a chi ci ha voluto bene e non c'è più! Altrimenti, sarebbe sufficiente un pensiero puro, sincero, genuino che ci colleghi, anche per un attimo, a chi sentivamo e parlavamo. Totò De Curtis la pensava come me. Se appartieni alla fiera della vanità, vergognati! E datti una regolata!...

                            

31 ottobre 2016

AMORE PER LA LIBERTA'

Hai scritto narrativa con racconti e romanzi, saggi estetici su pittura, architettura, ricerche storiche, scultura, poesia, commedie per il teatro: qual'è il genere che ti affascina di più?
Ad un genitore non si chiede quale figlio prediliga, così è nell'arte.

Su quali atteggiamenti della terza età ti focalizzi?
L'esperienza, la cautela nei giudizi, il vedere l'assurdo in considerevoli fatti umani, l'odio contro la guerra, l'amore per la libertà, il disprezzo per ogni dittatura.

Guardando un figlio quali esperienze si traggono?
E' emozionante vedere nei lineamenti somatici dei propri figli quelli dei propri genitori, dei nonni: una sorta di cammino incessante di forme fisiche che esprimono rammarico per la vita che passa.

                             

29 ottobre 2016

OMAGGIO DA CHICAGO

F U G A

Ed ora che fuggo
senza sapere dove
intorno a me
la fine permanente
dell'effimero
del fallimento
e mentre corro
urlo come un disperato
il bisogno d'umanità
di verità d'amore di pace
ma nessuno mi sente
la vita violentata dal branco
dopo la processione dell'euro
festeggiato come un dio
fuggo chissà se giungerò
in questo deserto infinito.

E S C A P E

And now that I run away
not knowing where
around me
the permanent end
ephemeral
the failure
and when I run
scream like a madman
the need for humanity
of truth of love of peace
but no one can hear me
life raped by a pack
after the euro procession
celebrated like a god
I run away I wonder if I arrive
in this endless desert.

ANTONIO FLOCCARI
                                

                                         
                                          CHICAGO - Illinois (USA)


         

IL POETA E LA SOLITUDINE

Diceva Fernando Pessoa che essere poeta non è un'ambizione ma è una maniera di stare soli. Come si può subire passivamente lo sfacelo de...