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30 gennaio 2016

MESSAGGIO DA ESSEN

P A L C O S C E N I C O

Nel giorno
del compleanno
chiamo
tutti
i me stesso
portati 
con me
nella vita
sono tanti
ognuno 
mi porta 
la recitazione 
sul palcoscenico
ringrazio 
hanno tirato
i remi
della barca
della vita.

B U H N E

Am Tag
mein Geburtstag
anrufe
alle
ich selbst
gebracht
mit mir
im Leben
viele
jerder
bringt mich
schauspielkunst
auf der Buhne
danke
sie zogen
Rudern
Boat
Leben

ANTONIO FLOCCARI



                                


E S S E N  (Germania)

29 gennaio 2016

D I F F E R E N Z E

Sarai d'accordo se ti dico che  la conquista del rispetto verso le differenze è il risultato massimo per la nostra personalità. Differenze di genere, di ceto, etniche , culturali. Da aggiungere anche il rispetto per la diversità, per gli svantaggiati, per i disabili. In tale prospettiva non si può omettere l'ecologia, l'ambiente, i diversi codici culturali. Come fare? Ognuno di noi deve decentrarsi, non avere i modi di leggere la realtà monocordi. per cui, poni il tuo sguardo in quello degli altri, confrontati, sii con il tuo pensiero un nomade ed incontrerai la cultura della pace, del confronto, dello scambio. Ti faccio una proposta: Non dire, se possibile, io ma noi.

                                  

28 gennaio 2016

L'AMORE

Il binomio amore e pace è antico. Un sentimento fondamentale in tutte le religioni di qualunque latitudine. Cristo amava molto questo sentimento e lo pose alla base del suo messaggio. Nell'amore c'è uno scambio: si riceve e si dona. Si prova orgoglio per essere amati e per amare con a fondamento l'umiltà. Charles Baudelaire non la pensava così: affermava che l'amore è una volontà di fare del male a se stessi ed agli altri. Per lui il percorso sarebbe amore-male-voluttà. Nei suoi "Diari intimi" il poeta francese asseriva che al Nord preferiscono la donna fredda mentre al Sud si preferirebbe la donna ardente. Ma c'è anche chi ritiene che l'amore sia la grande cosa della vita, una lama che strazia il cuore. Stendhal sosteneva che l'amore nasce da un "colpo di fulmine". Addirittura, contro ogni consuetudine storica, gli Incas amavano la propria sorella, lontani da ogni concetto incestuoso. E' anche vero che l'amore non conosce sesso: Achille amava Patroclo pazzamente, Marlon Brando subì fervide cotte per più di un uomo.

                                         

27 gennaio 2016

F A N A T I S M O

Il fanatismo è un'esasperazione psicologica, comportamentale, causa, sempre, di avvenimenti che arrecano tanto danno nella storia. Ma quando il fanatismo serpeggia nello sport, allora è di una gravità preoccupante: si susseguono, nel calcio, invasioni di campo, minacce, violenze, ingiurie inaudite verso l'arbitro, risse con contusi e feriti; qualche volta ci scappa anche il morto. Si va allo stadio come ad una guerra con armi proprie ed improprie per distruzioni vandaliche. Così il concetto che sta alla base dello sport, e cioè la lealtà, il rispetto dell'avversario, l'accettazione della sconfitta, il riconoscimento del merito del vincitore, tutto questo non viene preso in considerazione. Ed ancora, come si può tollerare si rivolgano offese di stampo razzista verso giocatori di colore, come si può accettare che uno sportivo, per modo di dire, offenda barbaramente un altro mettendo alla gogna le sue scelte sessuali? Lo sport non può ridursi così, altrimenti rimane solo il nome.

                             

26 gennaio 2016

S I'

E' tempo - il ritardo è abissale - che l'oscurantismo abbandoni le nostre contrade: il danno che ha provocato è immenso. Vogliamo permettere che ognuno possa esprimere, nella vita, l'amore come il cuore gli comanda? L'amore non ha la sua sorgente nei genitali, bensì, nei sentimenti che derivano dal cuore. Nel mondo, in ogni continente, aprire la porta all'amore, comunque sia, eterosessuale o no, coppie di fatto, non ha provocato le disgrazie che i sepolcri imbiancati vanno predicando dal pulpito dei mass media. E la Chiesa, Francesco, Bagnasco, potrebbero adeguarsi ai tempi, alla storia? Va da sé che chi ama il progresso, la civiltà, l'umanità, debba esprimere un gigantesco sì alla Legge sulle Unioni Civili. Il tempo di Torquemada, della censura codina reazionaria, che finisca una volta per sempre. Il motto è "ama come il cuor ti comanda"!


                                      

25 gennaio 2016

P A C E

"La verità e la non violenza sono antiche come le montagne", diceva Gandhi. Eppure, l'affossamento della pace è ancora una minaccia e un pericolo per l'umanità, precaria e in bilico, è un fuoco incrociato di integralismi e localismi esasperati. Tutti noi abbiamo il diritto a convivere nel rispetto reciproco umano, con l'alta considerazione delle differenze, della giustizia sociale, della responsabilità condivisa da tutti i popoli. La cultura della pace non è ancora ai giusti livelli, necessita del contributo tuo, mio e di noi tutti. Uno dei massimi obiettivi pedagogici della formazione educativa è la pace fra i popoli. Sei d'accordo con me se ti dico che la guerra è una questione unica di egemonia economica con la sottomissione di chi è sfruttato. la guerra è l'affossamento della ragione e dell'intelligenza. Ad ogni balcone delle case del mondo dovrebbe sventolare la bandiera della pace.

                                         

23 gennaio 2016

MESSAGGIO DA GOTTINGA

N O

Ma quando
riposerai
errore
ieri
ti chiamavano
verità
dall'altare
ai rifiuti
ti sono
fratello
errore
anch'io
come te 
per conoscere
sono un eterno
no.


N E I N

Aber wann
wirst ausruhen
Irrtum
gestern
dich
beneunten
Wahrheit
von die Altar
zu der Mull
dir bin
Bruder
Irrtum
auch ich
wie du
fur kennen
bin ein ewig
nein.

ANTONIO FLOCCARI


                                     

                                                                     GOTTINGA (Germania)

22 gennaio 2016

COSMOPOLITA

Accetterai anche tu di voler essere cosmopolita, cittadino del mondo. I valori alla base dell'esistenza debbono essere di carattere universale: dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, giustizia, vivere comune; il tutto in una dimensione etico-politico-sociale. Non è più tempo di chiudersi nei confini asfittici dei propri concetti culturali , non si può restare ingabbiati nella cultura di appartenenza. Certo, le proprie radici vanno difese e salvaguardate, ma con una massima apertura ad altri codici, sistemi di valore, reciproca integrazione. si tratta della "situazione discorsiva", come insegna ai giovani negli Atenei di tutto il mondo la sociologia più attuale. Sii un "io-plurale" con un pensiero flessibile, mobile, erratico; costruisci solidarietà, vai oltre la chiusura culturale ed abbraccia l'accoglienza e la cooperazione. Supera, infine, le paure istintive nei confronti del diverso: siamo tutte persone al di là del colore della pelle, al di là del credo religioso, al di là del continente in cui viviamo.

                                           

21 gennaio 2016

PENSIERO INTERCULTURALE

Adeguati alla storia, al presente, non puoi rimanere chiuso culturalmente, massificato, omologato, intollerante, anomico, senza una tensione utopica. Gira le spalle all'aggressività, all'arroganza, alla superiorità ingiustificata, razzista. L'ora della storia segna la legittimità delle differenze, nuovi codici, percorsi nuovi. Non puoi permanere all'ombra dell'assiomatico, del dogmatico, del pensiero gerarchico, della discriminazione, dell'esclusione. L'esodo di moltitudini umane è in corso in tutta Europa, preventivato con la sociologia di trincea alcuni decenni fa, per cui devi coniugare con l'attualità concreta la tua antropologia con quella di esseri umani come te. Questo processo è inarrestabile, disegnerà le nuove realtà del futuro prossimo.

                                         

20 gennaio 2016

CAMILLO', POETA DEL PENNELLO

L'arte, da sempre, in tutte le epoche, cerca l'unità del molteplice: un'aspirazione dell'anima umana che si esprime in tutte le categorie estetiche. Franco Camillò appartiene a coloro che intendono la pittura come amore, passione per la natura in unione con l'Assoluto. In questo "Scorcio di Polistena vecchia", in simbiosi con Antonio Cannata, Gaetano Jerace e Giuseppe Pesa, Camillò si posa, emblematicamente, col suo pennello sui messaggi della natura, mistero della vita, con colori che sono collegati sentimentalmente al suo cuore, al di là di ogni composizione chimica. Il luogo dipinto nell'opera fa rivivere l'ex Monastero di Santa Chiara che, fino alla soppressione dei beni ecclesiastici del 1783 da parte della Cassa Sacra, tanta risonanza ebbe nella storia religiosa di Polistena. Lo scorcio è presentato con protagonisti elementi antropologico-popolari del rione che da Via Muraglie conduce al Calvario con diramazione verso la Via ex San Giorgio, ora Via Marx. Le mura dell'ex convento simbolo del tempo che va, i panni stesi speculari dell'anima popolare, abitazioni storiche delle condizioni sociali. Ed anche se il passato rivive nel dipinto, Camillò introduce l'immagine della vita attraverso colori e toni tenui portatori di sentimenti lirici ed elegiaci.


        

FRANCO CAMILLO'  - Scorcio di Polistena vecchia

                                                                      

19 gennaio 2016

A N I M A L I

L'amore per gli animali, costantemente, è sorgente di ispirazione artistica in tutte le categorie estetiche. Ti ricordi Fedro, mediante gli animali creò favole sull'organigramma delle personalità umane, e così Esopo. Sono simboli d'amore, di innocenza, come l'agnello che rappresenta Cristo per i cristiani, come il leone simbolo della forza fondata sulla Legge a Venezia. Gli animali suscitano simpatia, amicizia, affetto. Voglio dirti che devio il piede per non calpestare una formica; gli uccelli in amore sono un canto lirico della natura. Ho avvicinato un foglia di verdura ad una capra legata ad un palo che non riusciva ad afferrarla. Ricordi la "Cavalla storna" di Pascoli, "Il bove" di Carducci, "Il falco e il gallo" di Zanella, "La capra" di Renard, "L'albatro" di Baudelaire, "Il rospo" di Hugo, "Passeri" di Cecchi? Chi ama gli animali è avvinto all'Assoluto. allontana da te la crudeltà, l'esibizionismo, la violenza repressa che si sfoga con chi non si può difendere, l'ambiguità, le sevizie, il loro uso in spettacoli come quelli del circo.

                                             

18 gennaio 2016

LA BAMBOLA

Una bambola sul lettino della figlia, ormai adulta, suscita nei genitori sentimenti elegiaci e lirici. Ha un'origine che si perde nella notte dei tempi, in un sarcofago romano ne è stata portata alla luce una di circa duemila anni fa. Da sempre la bambola è collegata all'istinto di maternità. Nell'immaginario collettivo, la bambola è considerata un giocattolo, un feticcio, un portafortuna, addirittura un simulacro divino, un simbolo sacrificale. Le fattucchiere la adoperano contro il malocchio, una stregoneria di fatto.  Diffusa tra gli Egizi, gli Etruschi, i Cinesi, i Peruviani. Le materie con cui si fabbricavano bambole in Grecia erano la cera, l'argilla, l'osso. A Roma la bambola fu trattata da Marziale e da Quintiliano. In Africa la bambola viene creduta in grado di curare le malattie. Vi sono bambole che imitano il linguaggio umano, parlano, ridono, piangono. Ibsen intitolò una sua opera "Casa di bambola".

                                   
                                                       

15 gennaio 2016

D I R I T T O

Ma la vogliamo finire di stagnare in paludi medievali? Vogliamo metterci a livello civile delle altre contrade del mondo? Allora, giriamo le spalle, una volta per sempre, ai sepolcri imbiancati, alle anime belle, ai dogmatici fuori dalla storia! Le unioni civili sono un diritto inalienabile della persona e nessuno ha il diritto di frapporsi, di ostacolarle. Il diritto della persona è fondamentale in una società che si vuole definire civile. Così anche il principio dell'eguaglianza e la salvaguardia della dignità umana al di là della sessualità. E poi, siete d'accordo o no che l'amore, l'affetto, i sentimenti non si misurano attraverso i genitali ma è una questione cerebrale, sentimentale? Per cui, la difesa ad oltranza del blocco della storia non è altro che un'ulteriore dimostrazione di oscurantismo e di caste che intendono mantenere privilegi senza alcuna legittimità. Una coppia di fatto, omosessuale o eterosessuale, purché ci sia l'amore in campo, può educare un bambino, anche se è solo prole naturale di uno dei due. Andate a vedere chi è contrario e toccherete con mano l'ipocrisia ed il preistorico.

                                                                                                

14 gennaio 2016

MATRIMONIO GRECO

Ti invito ad un matrimonio greco, siamo nel IV secolo a. C., nei pressi di Atene: lei, come tutte le giovani fanciulle, non può rifiutarsi, deve sposarsi, altrimenti tradisce la legge della polis. Ha solo quattordici anni, il menarca da poco tempo; sa che potrà sposarsi più volte e che gli eventuali mariti non dovranno avere più di trent'anni. Sa che il promesso sposo, nel caso che si ammali gravemente, ha il dovere di trovarle un altro marito. Una legge, escogitata da Diogene Laerzio, consente di avere figli da un'altra donna oltre che dalla propria moglie. Il padre di lei ha donato una dote notevole, ma il marito ha l'obbligo di farla fruttare il 18% ogni anno. E se divorzierà dovrà restituire la dote con l'interesse sempre del 18%. Lei, prima del rito nuziale, ha mangiato frutta ricca di semi per favorire la fertilità. Sa che, in caso di divorzio i figli dovranno rimanere nella casa paterna. In Grecia, al di là del matrimonio stesso, vi era una carenza di nascite. Era dovuta all'omosessualità molto diffusa, alle prostitute, alle schiave, ad una certa ripugnanza verso le donne, preferendo gli efebi, ad un aborto molto praticato.

                                                       

13 gennaio 2016

IL TEATRO GRECO

Ascoltiamo Platone:"L'arte e il teatro rovinano l'uomo, lo educano all'inganno e all'ipocrisia". Ed Aristotele."L'arte e il teatro provocano la catarsi, la purificazione dell'anima". Di teatro si discuteva già 4000 anni fa a Cnosso, a Festo, nell'Isola di Creta, dove si tenevano spettacoli teatrali, appunto. Il palcoscenico divenne mobile tramite delle ruote. Si recitava in onore di Dioniso, dio molto venerato quando si celebravano le Feste in suo onore. Ancora prima recitavano un solo attore ed il coro; in seguito, con Eschilo sopraggiunse il secondo attore, la musica, la prospettiva scenica; con Sofocle si aggiunse un terzo attore. Euripide, invece, annullò quasi del tutto il coro. Gorgia fuse lo spettacolo con la poesia. Ogni tragedia veniva seguita da circa 20.000 persone. In teatro i sedili erano di marmo e la prima fila veniva assegnata all'èlite. Le donne non potevano recitare, per cui i ruoli femminili venivano assegnati agli uomini. Gli spettacoli erano dedicati a Bacco o a Dioniso, dio della fertilità e della fecondità, con simboli l'edera ed il fallo. Si beveva vino, si giungeva all'estasi posseduti dal dio. I teatri greci furono costruiti resistentissimi al tempo: ne è esempio quello di Siracusa o di Taormina.

                                     

TAORMINA, Teatro greco

12 gennaio 2016

P E S S I M I S M O

Che la vita ponga problemi  spesso complessi, che la vita offra uno spettacolo deprimente in tutte le latitudini del Pianeta, che ogni giorno la cronaca sia occupata dalla delinquenza, da suicidi, da conflitti, dall'egoismo scatenato, da mali che imperversano siamo tutti d'accordo. Ed allora? Si deve scappare dalla vita? Lasciare ogni speranza? Seppellire l'ottimismo? Oppure non seguire Schopenhauer che insegnava, da classico reazionario, a non seguire la volontà che, secondo lui, ci porterebbe allo sfacelo. In realtà, l'Autore di "Il mondo come volontà e rappresentazione" aveva l'intento di portare la cultura lontana dall'impegno sociale, così il potere egemone poteva spadroneggiare. In questo è d'accordo Lukàcs. Invece, il valore dell'uomo sta nel non soccombere, nel resistere, nell'andare avanti comunque, di non stagnare nel pessimismo del vicolo cieco. Diceva Goethe che dopo ogni inverno arriva la primavera.


                                           

11 gennaio 2016

PREGIUDIZIO

Il pregiudizio è antico: i Greci pensavano che gli Dei avessero in mano le sorti umane, credevano al destino, che tutto sarebbe in mano al fato, si toglieva all'uomo ogni autonomia. Fino al 1920 negli Stati Uniti si pensava che i bianchi fossero superiori ai neri, in Europa che gli abitanti del nord fossero superiori a quelli del sud. E c'è ancora chi pensa, come se la casta potesse ancora esistere, che ci siano nobili e plebei, altolocati e popolo, e sciocchezze del genere. Pregiudizi dannosi per la civiltà sono, dunque, il razzismo, l'omofobia, il sessismo con conseguenti discriminazioni. Ciò deriva da frustrazioni, complessi, aggressività. I pregiudizi hanno sempre fermato la cultura, il sapere, la conoscenza. Il motto dei dogmatici è "troncare e sopire". Dai pregiudizi derivano la degradazione dell'ambiente naturale, le malattie del lavoro, Seveso, Hiroshima, cioè quando la scienza viene chiusa in gabbie nocive. Togliamo i pregiudizi ed otterremo lo spirito critico rigoroso, il pensiero creativo, i vincoli imposti soprattutto dalla tradizione religiosa e mitica. I reazionari e gli oscurantisti ritengono pericoloso chi vuole eliminare i pregiudizi.

                                                     

9 gennaio 2016

OMAGGIO DA BESANCON

MA DOVE

Ma dove 
sono 
i sogni
i castelli
in aria
pensavo
sembra ieri
al domani
vedevo 
speranze 
da realizzare
il vuoto
era lontano
il sorriso 
spuntava
sulle labbra
avide
d'amore.

MAIS OU

Mais où
sont
reves
chateaux 
en l'air
je pensais
il semble comme hier
demain
je vis
espére attaindre
l'écart
étais loin
vérifier
le sourire
sur les lèvres
gourmands
d'amour.

ANTONIO FLOCCARI

                                                    

          BESANCON - Francia


8 gennaio 2016

S E S S U A L I T A'

Foucault, una delle pietre miliari della mia formazione culturale, ha scritto "Storia della sessualità". E' consolidato il fatto che la coppia monogama eterosessuale standard costituisce un punto diffuso della moralità, un pilastro della società, il tutto accompagnato dall'accaparramento dispotico del concetto di coppia. Durante l'era confessionale post Concilio di Trento la sessualità divenne controllo, dominio del comportamento umano, potere. Già Plinio il Vecchio, perito nel 79 d. C. a seguito della spaventosa eruzione del Vesuvio, lanciò la metafora dell'elefante che farebbe sesso ogni sei anni per poi andare a pulirsi in un fiume dallo "sporco" erotico. Ippocrate affermò che gli orgasmi sono piccoli attacchi epilettici. Afrodite, poi, sarebbe nata dalla schiuma del mare, simbolo erotico. Diogene il Cinico affermò che se Paride si fosse masturbato non avrebbe portato via e, dunque, non ci sarebbe stata la guerra di Troia durata dieci anni. L'Oriente avrebbe un'ars erotica sofisticata perché mancante della confessione tridentina. Alla sessualità è collegata la donna isterica, il bambino con l'autoerotismo, la coppia malthusiana, l'adulto perverso. Ma il potere non teme più la sessualità, siamo oltre Marcuse e la Scuola di Francoforte.

                                                   

7 gennaio 2016

FALLIBILISMO

Già nel 571 a.C.  a Colofone, città ionica della Grecia, Senofane insegnava che il sapere e la conoscenza sono apparenti, incerti, congetturali. Aggiungeva che cercare la verità è sempre un'avventura. La certezza è un miraggio per l'uomo, così la sicurezza. La stessa scienza è fallibile, per cui verso ogni scoperta scientifica occorre avere il sospetto, il relativismo gnoseologico. Al di là del fatto che la scienza, nella storia, è stata sempre strumentalizzata nel segno del dominio, dell'egemonia. Comunque, il fatto che vi sia l'impossibilità di giungere alla certezza costituisce un fattore tra i più affascinanti del percorso esistenziale di ogni uomo. La sicurezza sarebbe la fine , il capolinea. Cosa rimarrebbe da raggiungere? Nulla. Si cadrebbe nel ripetitivo, nel monotono. La conoscenza è ulissiana, sempre esplorativa. Cosa c'è di più bello?

                                              

S E N O F A N E

5 gennaio 2016

LA MONTAGNA

Ti piace la montagna? Quando ci vai ti rassereni? Ti dirò che la montagna è la cattedrale della terra, lo spazio sacro, luogo di riti e di rivelazioni nelle diverse epoche della storia. La montagna è la grande madre, custode delle origini e dei fini. Diceva Kipling." Chi va alla montagna va da sua madre, dietro il sentimento delle vette nostalgia di un regno perduto. Anche Nietzsche ne era affascinato, attratto, ambientò eterne pagine dello "Zarathustra" su alte vette. La montagna aprirebbe le porte dell'eternità. In psicoanalisi, la montagna rivelerebbe il carattere di ognuno di noi. Dante creò il Paradiso in salita. Religiosamente, la montagna è stata sempre considerata sacra: il Sinai di Mosé, il Monte degli Ulivi di Cristo, il Golgota per la sua crocifissione, l'Olimpo per i Greci, la dimora di Shiva nella tradizione indiana. Fu sulla montagna che Cristo predicò il suo Sermone. Richard Wagner si ispirò al Walhalla con Odino signore. La montagna condurrebbe alla conoscenza di Dio. Infine, Friedrich, il pittore da Cesare Valenti e da me preferito, si ispirò alla montagna per i suoi capolavori.

                                                   

             CASPAR DAVID FRIEDRICH - Viandante

4 gennaio 2016

ARRIVARE ALLA GENTE

La poesia arriva alla gente, l'artista, attraverso la sua anima, si congiunge con un'immensa parte dell'umanità che ha l'esigenza di incontrare, almeno una volta, qualcuno che abbia il potere di unire il suo cuore al proprio. si tratta del pensiero includente, della reciprocità donativa, gratuita. Si tratta dell'incontro dell'Io con l'Altro, del Proprio con l'Estraneo, dell'Identico con il Diverso. arrivare agli altri è accettazione del mondo, il veicolo è la sensibilità, il sentire gli altri, la coesistenza, il divenire uomini concreti. Importante per arrivare agli altri è non intendere il proprio corpo come qualcosa di isolato, di avulso, di distaccato da tutti e da tutto ma, come diceva Merleau-Ponty, rivelazione della corporeità come messaggio di umanità, di dialogo, di incontro, di solidarietà, di unione.

                                                      

2 gennaio 2016

LA SFIDA

E' cominciato un nuovo anno. Scherziamo, vuoi? Per iniziare, come sottofondo, mettiamo la colonna sonora "Per un pugno di dollari" di Ennio Morricone, Metaforicamente, facciamo una sfida tra questo tempo così atroce, che vorrebbe annientarti, e te. Nessun pistolone: le armi sono da odiare  e da buttare via. Il duello avverrà occhi negli occhi: dai tuoi si proietteranno altruismo, amicizia, pace, disponibilità, apertura mentale, umanità; dagli occhi del tempo spietato si irradieranno odio, guerra, egoismo, razzismo, mostruosità. Vedrai che la sfida sarà per te vittoriosa: non può il male battere il bene. Non è una questione manzoniana, da Provvidenza dei "Promessi sposi", è, invece, una potenza cosmica che alberga dentro di te. Affronta il nuovo anno così, e non ti pentirai!

                                      

AI MIEI AMICI AMERICANI - TO MY AMERICAN FRIENDS

G R I D O Se dovessi contare le maschere messe nella vita fingendo per salvarmi per non perdere per conquistare mettendo da part...