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29 febbraio 2016

F A N T A S I A

La fantasia è la tua libertà che ti fa andare oltre i reticolati che ti hanno messo intorno perché tu sia succube di una realtà-truffa. Con la fantasia puoi sognare ad occhi aperti, collegare i sogni stessi alla realtà. Le idee che più contano e che non puoi esprimere perché represse ed ostracizzate le puoi, finalmente, fare viaggiare nella tua mente. L'arte consente di liberare la fantasia al galoppo con la creatività. E se hai una sessualità inibita, frustrata, soffocata, la fantasia la prende per mano rendendola libera di poter immaginare. Dicono che la fantasia sia inutile e illusoria per dissuaderti a metterla in campo: si sa, invece, che è un valore di verità. La fantasia va oltre l'antagonismo a cui ti hanno legato nella vita contro tutto e tutti; ti riconcilia con il mondo, realizza, per quanto può, i tuoi desideri. La fantasia è contro la logica del dominio, contro il principio di prestazione che ti depriva di tuoi legittimi diritti di vita vivibile. Sostenitore di quanto affermo è l'utopia di come le cose dovrebbero essere e non sono.

                                 

27 febbraio 2016

MESSAGGIO DA OAKMONT

V E N T O

Immense e verdi valli
di montagna
un vento leggero d'estate
accarezza alberi, erbe, sterpi.
Il vento è una madre
venuta da lontano,
sussurra nenie e sospiri.
L'anima danza con l'erba
con movenze da gabbiano
nel placido mare del tempo.


W I N D

Immense and green valleys
Mountain
a light summer wind
caresses trees, grasses, weeds.
The wind is a mother
coming from far away,
whispers lullabies and sighs.
The soul dance with grass
with movements seagull
in the placid sea of time.

ANTONIO FLOCCARI

                                   

O A K M ON T  - Pennsylvania

26 febbraio 2016

P R O G R E S S O

Ma sì che lo sai, ognuno di noi è vittima del progresso che ha sempre bisogno di tenerci avviluppati nei suoi meccanismi. Fin dall'uccisione del padre primordiale subentrò un senso di colpa universale e, contemporaneamente, la necessità di incarcerare l'autenticità di noi stessi, soprattutto gli istinti. E da allora c'è la reazione umana per tentare, inutilmente, di superare i grandi disagi, il malcontento. Di qui, le guerre, le persecuzioni, il genocidio, il bigottismo, l'imposizione di illusioni, il lavoro come argine all'aggressività, le malattie, la miseria. Così, la natura è stata concepita come qualcosa da conquistare, da violentare, ci riferiamo anche alla natura interiore: l'io dell'uomo diviene aggressivo, il fare un dominio perpetuo, la ragione un despota che sovrasta. la vittima fu ed è il piacere che, lasciato libero, porterebbe, secondo il dominio, alla distruzione della civiltà. Siamo tutti manipolati e non siamo ciò che avremmo potuto essere, immolati sull'altare del "progresso". Con me sono Freud e Marcuse.

                                           

H E R B E R T    M A R C U S E

25 febbraio 2016

OSTENTAZIONE TRONFIA

Mentre una miriade di intellettuali\ sono impegnati in tutto il mondo affinché l'Altro divenga un grande valore nella vita umana, la boria e l'ostentazione continuano a dominare gli atteggiamenti di popoli e di singoli. Già gli Ebrei, anticamente, si autoelessero popolo privilegiato, ergendosi, secondo loro per volontà divina, al di sopra di tutti. Chi non era Greco o Romano veniva discriminato, giudicato inferiore. Al tempo delle Crociate l'Oriente veniva considerato come portatore della dannazione e della condanna divina. Avvicinandoci ai nostri giorni, noi europei ci ponemmo su un piedistallo, autoproclamandoci portatori della civiltà, inquinando, così, la storia con il colonialismo, la tratta dei negri, lo sterminio di intere razze americane, l'imperialismo. Durante il fascismo noi Italiani ci impossessammo del primato morale e civile attraverso il Cattolicesimo e la romanità. Il culmine fu allorché Hitler con il nazismo fece del razzismo la colonna portante della sua ideologia apportando morte e tragedie all'umanità. Infine, mi sapete dire perché noi occidentali saremmo coloro che dovremmo prenderci la responsabilità della missione universale per civilizzare il mondo? Pazzesco...


                                 

24 febbraio 2016

ETNOCENTRISMO

La dialettica umana nel confronto tra l'istinto di vita e quello di morte si dipana nella storia in modo assai variegato: gli Spartani annientavano i bambini deformi scaraventandoli da un monte; Dario, il Persiano, intimò ai Greci di mangiare i propri padri morti non di bruciarli, ancora aspetta di essere accontentato... I Gallati, abitanti indiani, invece, bruciavano i propri genitori dopo morti, come i Greci. Qualcuno chiese a Pindaro cosa ci fosse a monte del comportamento umano, la sua risposta fu:" La tradizione è regina delle cose". Apprendiamo da Erodoto nei suoi "Discorsi doppi", uno scritto del IV secolo a. C., che le ragazze prima del matrimonio si potevano accoppiare con chi volessero, ma diventava una cosa terribile se l'avessero fatto dopo sposate, ciò accadeva presso i Macedoni. Ancora: i Persiani non conoscevano l'incesto e si accoppiavano con le proprie figlie, le madri, le sorelle; inoltre, si acconciavano in modo femmineo. I Liri, poi, consentivano alle ragazze di prostituirsi affinché mettessero da parte quanto necessario per sposarsi. E come se non bastasse, i Greci, ancora, preferivano gli efebi alle donne, per cui si verificò un calo di nascite devastante. e c'è ancora chi, in tante parti del mondo, pensa che l'onore si lavi con il sangue con duelli riparatori.

                                     

23 febbraio 2016

FIN DOVE SI PUO' ARRIVARE

All'origine di ogni vocazione artistica, costantemente, c'è un movente esistenziale. Una sorta di ipercompensazione a baratri che oscurano la vita. Leopardi non sarebbe stato il poeta de' "L'infinito" senza gli squilibri affettivi familiari, senza la precarietà somatica che generava un'immensa insoddisfazione di sé. A Fortunato Seminara mancò l'amore e si prefisse di inseguire qualcosa fin dove fosse possibile. Mario La Cava aveva un eterno cordone ombelicale materno ed identificava nel mare che stava davanti casa sua, a Bovalino, la presenza divina di chi l'aveva messo al mondo tramite un classicismo ellenico che vestiva la sua arte; Giuseppe Berto fu in tensione continua con la vita, con il mondo, ed anche lui inseguì il "fin dove è possibile" con "Il male oscuro". Anch'io, come questi grandi, m'attaccai al libro come ad una scialuppa per non annegare fra i cavalloni dell'oceano della vita, ponendo all'orizzonte i limiti del possibile e facendo di me un viandante solitario alla ricerca permanente della conoscenza. Né io né Berto, e Leopardi, La Cava, Seminara giungeremo mai a soddisfare l'intento, ma la rincorsa inesauribile è una splendida ragione di vita. 

                                     

22 febbraio 2016

LA DONNA

Premessa: se le donne non esistessero mancherebbero i fiori sulla terra... Petrarca amava Laura, bianca come la neve - diceva -, con un sorriso angelico; Boccaccio perdeva la testa per Fiammetta, dagli occhi bruni e ardenti; Lord Byron asseriva che la donna è una creatura nata per l'amore; Stendhal affermava che la donna è la più graziosa e la più amabile che si possa desiderare; Prezzolini, vicino alle condizioni femminili, scriveva che la donna fa "la giornata da serva e la notte da amante". E Garibaldi, l'Eroe dei Due Mondi, a Caprera, scriveva che gli inviassero serve giovani e belle - lui aveva settanta anni -, con seno prosperoso, cosce amabili, capelli bruni e seducenti, voleva "l'odor di femmina". Fortunato Seminara, mio compianto amico, scrittore lanciato da Elio Vittorini, mi diceva che l'amore con la donna, per lui, era stato quello fugace negli uliveti. Gabriele D'annunzio usava le donne per capriccio. E Dante incontrò Beatrice in paradiso.

                                              

20 febbraio 2016

OMAGGIO DA SANTIAGO DE COMPOSTELA

M I C H E L E

MIchele
il contadino
avanti
negli anni
malfermo
di gambe
sorride
porta
un cuore
vissuto
nei campi
a braccetto
con la natura
incontaminata
un amore
senza fine.

M I G U E L

Miguel
el labrador
adelante
en los anos
enseguro
de piernas
sonrisas
trae
un corazòn
vivido
en los campos
abrazado
con la naturaleza
pura
un amor
sin fin.

ANTONIO FLOCCARI



                                   
                               

SANTIAGO DE COMPOSTELA - Spagna

19 febbraio 2016

MOSAICO ALL'ITALIANA

Ma quando, finalmente, parlando, ci capiremo? E' un fatto che un italiano delle Dolomiti non capisca un connazionale di Cefalù. Ciò accadeva già nelle guerre di Indipendenza ottocentesche. Poi, guardate come trattiamo la pasta: "alla puttanesca", "amatriciana", "assassina", "settemari". In ogni angolo della Penisola un tipo di ricetta. Dovevamo aspettare gli americani per giungere alla "carbonara"? Furono soldati americani, appunto, nel 1944, a Trastevere, ad aggiungere uova e pancetta nella pasta. Anche l'aspetto fisico è diverso: a Bolzano predomina il biondo, a Ragusa il tipo olivastro, capelli e occhi neri. Carlo V, l'imperatore sul cui "regno non tramontava mai il sole", diceva che la Lingua più idonea per parlare alle donne sarebbe l'Italiano. Caliamoci nel pratico della comunicazione, chiamandola così per buona disposizione: "come dire?", "non vale la pena", "tutto a posto?", "stabilire una piattaforma", "portare avanti un discorso", "innescare un meccanismo". Si capisce qualcosa? Ma il pranzo del giorno di festa è monolitico: tagliatelle, vitello al forno, dolce, frutta e caffè. Diceva Goethe che non si poteva non conoscere l'Italia. Byron si presentò a Pisa con cinque carrozze, sette domestici, nove cavalli. Flaubert asseriva che nel nostro Paese tutto sarebbe allegro e facile.

                                                                                                  

         

18 febbraio 2016

LA RACCOMANDAZIONE

"Fai che quella disgraziata crepi, scoppi! Lo merita...", prega, in chiesa, una fedele assidua. "Intercedi per me, fammi sognare i numeri del Lotto, così me ne vado in vacanza la prossima estate...". In questo modo, quasi ogni giorno, si rivolge al proprio santo protettore. La raccomandazione viaggia dal cielo ai più profondi e nascosti anfratti del globo. Dante Alighieri inviava alle corti missive, esule com'era, per protezioni. I più celebri artisti si raccomandavano a Cardinali e Principi per committenze. Alessandro Manzoni raccomandò il genero perché fosse trasferito da Milano a Torino, ma non vi riuscì,. Va da sé che si crede più ai favori, agli appoggi che al merito. Frine si raccomandava alla sua bellezza perché fosse discolpata dai giudici. Cavour raccomandò alla Contessa di Castiglione di sedurre Napoleone III affinché intervenisse in Italia contro gli Austriaci. La raccomandazione è considerata un passaggio obbligato per chicchessia, altrimenti si va da nessuna parte. Non è vero? 

                        

17 febbraio 2016

F U R B I Z I A

Mentre in Francia la furbizia è considerata immorale, un'offesa a chi la si attribuisce, da noi è sinonimo di intelligenza e di "saperci fare". Insomma, il "dritto" è ammirato, il "fesso" viene ridicolizzato. Omero lanciò la furbizia nel mondo con Ulisse, Boccaccio ne fece un pezzo forte nel Decamerone, Machiavelli, con il suo "fine giustifica i mezzi", quasi un valore alto, in La Mandragola un mezzo esilarante per la conquista della donna, Eduardo, con Filumena Marturano, un espediente per non essere rovinata. Ludovico Ariosto, da parte sua, si sposò segretamente per non perdere congrui compensi ecclesiastici, Guicciardini odiava i Papi ma li serviva, l'Aretino sosteneva che "il denaro è il fiato per le trombe della virtù". Oggi si parla dei "furbetti" che timbrano e se ne vanno dove pare loro. Ma sono eroi o disonesti? Non cadiamo, però, in contraddizione, altrimenti si capisce nulla...

                                   

16 febbraio 2016

B L A S O N E

La nobiltà non esiste più, per fortuna, ma i blasoni si sono moltiplicati a perdita d'occhio, ci sono anche i pluriblasonati! Chi abita in un condominio si sente superiore a chi abita in una casa popolare: fa blasone. Chi fa un mestiere si sente più in alto di chi ne fa un altro. Chi abita in una regione italiana si sente un'altra cosa rispetto a colui che abita in un'altra, prendendolo di mira e, ridicolizzandolo, lo calunnia e lo schernisce; così da una provincia ad un'altra. Dalle mie parte noi Polistenesi siamo definiti "suriciari", i Cinquefrondesi, nostri vicini, sono detti "coriari"; si ritiene che ci siano categorie sociali inferiori: i pecorai, i caprai, i mugnai, i contadini. Addirittura, in uno stesso paese vige il blasone del rione; in Italia c'è quello della regione: "terroni", "polentoni", "ciociari", "ciucci sardignoli" e via dicendo. Altro blasone il supermercato dei morti di fame e quello dei benestanti; ancora: il vecchio ed il giovane, il grasso, detto "panza 'i canigghia" ed il magro detto "a morti supa arangara". Vi basta?Sarebbe ora che ognuno si mettesse il blasone sulla propria porta di casa.


15 febbraio 2016

LETTERATURA E SESSO

I falli disegnati sui muri delle case di Pompei contro il malocchio a nulla servirono: il fallo non era una vergogna, anzi veniva considerato un protettore. Marziale, intellettuale romano, famoso per gli Epigrammi, diceva:" Complice delle gioie del letto, sarò muta su ciò che ti piacerà fare". A Roma, i baccanali erano riti religiosi che non suscitavano scandalo. Ovidio non si ritraeva nel dire:" Belle hai le cosce! ". Tutto cambiò. In Manzoni non si troverà una parola erotica: Renzo e Lucia danno l'apparenza di anime caste che si tengono lontane dal peccato e temono il sesso: Gabriele D'Annunzio, al contrario, spaziando nei suoi romanzi conduce alla conoscenza del sesso, della masturbazione letteraria, edonistico com'era. Giovanni Verga portò nella Letteratura il sesso morboso, mediterraneo, focoso delle terre bruciate dal sole come i suoi personaggi: Lola, la Lupa. Se si voleva scrivere di sesso bastava guardare le contadine dei campi che andavano a prendere l'acqua con un'anfora sulla testa, le braccia si alzavano a sorreggerla, ed apparivano bellezze seducenti  sotto le ascelle per far morire di desiderio chiunque. Come fanno gli stranieri a dire che noi italiani siamo in penuria di virilità? Da qualche parte, ho scritto che, in ogni estate, miriadi di bellezze scandinave corrono per venire nelle spiagge italiane a caccia di latin lovers, seguaci di Bacco e di Priapo. 

                                                        

     M A R Z I A L E

13 febbraio 2016

MESSAGGIO DA VISEU

R A P I N A

Sei ancora tu
sembri un'altra
come sei cambiata
il tempo spietato
ladrone di vite
rapina a piene mani
tutto a tutti
riduce a brandelli
scempio di natura
lasciando un caro ricordo
di come eravamo
quando la gioventù
danzava nel sentiero 
della nostra vita.

R A P I N A

Es ainda tu
pareces uma outra
como ès mudada
o tempo impiedoso
gatuno de vidas
rapina a maos repletas
todo a todos
reduze a farrapos
simples de natureza
deixando um caro recordo
de come èramos
quando a juventud
dancava no caminho
da nossa vida.

ANTONIO FLOCCARI


                               

V I S E U - Portogallo

12 febbraio 2016

I SEMPLICI

La stragrande maggioranza del popolo italiano, da sempre, è stata tenuta lontana dalla cultura. Un calcolo politico, sociale, economico: un popolo ignorante non è pericoloso per gli egemoni. Dal carcere fascista Antonio Gramsci metteva in evidenza la vergogna della cultura nazionale che oscurava i semplici, tenendoli da parte; per cui, la Letteratura, per tradizione funerea nel nostro Paese, è stata sempre pascolo di pochi. Dostoevskij in Umiliati e offesi considerava i semplici non con paternalismo da anima bella, al contrario di Manzoni, di Verga, di Pirandello. Gli intellettuali italiani hanno sempre trattato gli umili come gli adulti i bambini, con un senso di superiorità ingiustificata, settaria. Sto leggendo Rocco Scotellaro,  la sua Uva puttanella, un capolavoro di uguaglianza umana tra la cultura ed i semplici. Come me la pensa anche Lombardi Satriani, impegnato, da sempre, a valorizzare il folklore, la cultura popolare: altro che Festival di Sanremo, campione del sottosviluppo nazionale. 

                                                    

ROCCO SCOTELLARO

11 febbraio 2016

A D U L A Z I O N E

Durante il Rinascimento gli adulatori venivano giudicati malvagi e sleali, ipocriti e senza onestà. Testimone di questa considerazione è Monsignor Della Casa con il suo Galateo. Col passare del tempo, l'adulazione comincia ad essere strumentalizzata per fare carriera, per guadagnarsi dei favori, per corrompere ed ottenere, così, i risultati voluti. Si adula per interesse, per tornaconto, per conquistare. Alle donne piace molto essere adulate, a mettere in mostra la bellezza e i relativi requisiti. Dire che si dimostrano meno anni di quanti in realtà se ne hanno suscita piacere a chicchessia. Le lusinghe, spesso, sono reciproche, si scambiano l'un l'altro. Le femministe privilegiano l'adulazione per la propria intelligenza, per lo sguardo acuto, la fronte alta e spaziosa, la mascella volitiva. E se si fa notare a qualcuno con pochi capelli che ha una capigliatura rigogliosa o a un vecchio che è giovane, l'adulazione ottiene esiti estremamente alti. L'adulazione è un canovaccio secolare che si recita sul palcoscenico della vita.

                                            

10 febbraio 2016

SUPERSTIZIONE

Benché si dica che la superstizione sia un fenomeno del sottosviluppo, dell'arretratezza, non si spiega come Napoleone Bonaparte, Dostoevskij o D'Annunzio siano stati superstiziosi. Nel mondo, la superstizione è molto diffusa. Psicologicamente è materia di paranoici, di soggetti che si spiegano la realtà al di là della ragione, che abbiano l'emotività o l'affettività squilibrate. Sigmund Freud interpretava la superstizione nella Psicopatologia della vita quotidiana. Si pensa che il male, la disgrazia o la disavventura siano dietro l'angolo e che ci siano portatori di jella; si crede che i morti escano dalla casa dopo tre giorni dal trapasso o in amuleti portafortuna; si pensa che le corna di bue ben in vista difendano il luogo dal malocchio, e così il sale sparso allontanerebbe il male. Spesso si predilige scrivere "crepi l'invidia" sul muro di una casa o su un automezzo o su una proprietà qualsiasi. Si ritiene che toccare ferro o i genitali scacci la jella o il transitare a mezzanotte nei pressi di una strada con una croce che ricorda un morto ammazzato o deceduto in un incidente automobilistico ci si possa incontrare con la sua anima. Il numero tre invocato tre volte servirebbe a evocare gli spiriti dei defunti. 

                                        

9 febbraio 2016

G E L O S I A

E' un sentimento che alberga nella natura umana, ma anche animale in genere. In sostanza non si accetta di condividere, non si è disposti a farlo quando si è attaccati a qualcuno o a qualcosa. E' un sentimento del profondo, dell'inconscio, psicoanalitico, freudiano. Analizziamo il fenomeno: interiormente alberga insicurezza, si avverte il rischio di essere menomati dell'amore verso se stessi, per cui si è aggrediti dall'ansia, dalla collera, da un senso distruttivo. Spesso la gelosia nasconde un sentimento di colpevolezza e si tende a mascherare qualcosa con la finzione di un falso attaccamento sentimentale. Talvolta la gelosia nasconde desideri di infedeltà, recitando un canovaccio ipocrita. La gelosia può essere morbosa, paranoica, paradossalmente si avverte stima verso chi provoca gelosia, il rivale. Così facendo si cade nel masochismo, nella sofferenza e nel godimento. Rappresentanti classici della gelosia: Turiddu, Lola, Alfio in "Cavalleria rusticana" di Pietro Mascagni, con tragica scena finale; Otello, Desdemona, Jago, nell' "Otello", appunto,  di William Shakespeare. 

                                 

8 febbraio 2016

SATANIZZATI

Cosa pensi della possessione diabolica? Pensi che il diavolo, Satana, esista? Analizziamo il fenomeno abbastanza presente da sempre. Chi è indemoniato si trova in un violento conflitto con qualcosa che lo angoscia, lo terrorizza, sentendosi distruggere per soccombere in un delirio schizofrenico,  preda di crisi isteriche. Una personalità si sovrappone ad un'altra soverchiandola. Allora, il posseduto parla in latino o in altre lingue sconosciute. Uno sdoppiamento della personalità evidente. Bestemmia orrendamente, si dimena come una furia scatenata, si dibatte cadendo pesantemente a terra. Si tratta di personalità alternante. una soffoca l'altra, provocando in seguito vuoti di memoria, assenza di coscienza. Cosa accade? Il diavolo s'impadronisce del posseduto? La risposta è varia: chi sostiene che non esiste nulla del genere, chi invece asserisce che occorra un esorcismo da parte di un religioso specializzato per liberare il posseduto. Quello che è certo è che, psicologicamente, ci troviamo di fronte a conflitti tra vita e morte, tra bene e male, conflitti psicotici.


6 febbraio 2016

MESSAGGIO DA HEIDELBERG

E C C O M I

Eccomi
mi hai chiamato
sono venuto
a portarti
la serenità
distrutta
dalla vita
comincerò
ad asciugarti
le lacrime
per il perduto amore
collocherò
nel tuo cuore
speranze
perdute
e nel pensiero
il futuro
radioso
con i colori
della primavera.

HIER BIN ICH

Hier bin ich
habe euch gerufen
ich kam
bringen Sie 
die Ruhe
von Leben
zerstort
ich werde beginnen
um sich abzutrocknen
die Trauen
fur verlorene Liebe
ich wurde platzieren
in deinem Herzen
verlorenen
Hoffnungen
und Gedanken
die strahlende
Zukunft
strahlende
mit den Farben
des Fruhlings.

ANTONIO FLOCCARI

                                    


HEIDELBERG  (Germania)



5 febbraio 2016

CHI SIAMO?

Ricordi dove hai lasciato la chiave di te stesso? L'hai deposta da quando eri un fanciullo per non riprenderla più.  Come mai? E' evidente: la vita ti ha catturato nei suoi tentacoli come una piovra. E così non hai potuto guardare dentro te mentre vivi, non hai potuto ascoltare le voci profonde del tuo essere. Sai chi sei? Ma se lo hai smarrito nei labirinti della vita come fai  a saperlo? Eppure, essere spettatori severi di sé è uno dei doveri massimi dell'esistenza. Dostoevskij, Foucault, Deleuze, Guattari, Sartre hanno focalizzato nelle loro ricerche questa tematica. puoi obiettare che la vita ti ha costretto ad un misera e rassegnata esistenza, allo squallore, alla carenza di senso della realtà, ad una fuga dalla quotidianità. Allora, perché non cominci a riprendere la chiave di te stesso per riabbracciarti con la tua essenza prima che tutto finisca? Dopo, non ci sarà più tempo...



                                          

4 febbraio 2016

LA FUGA

Lo vedi quell'uomo? Come lui chissà quanti. E' in fuga dalla vita da anni. Avverte un'ostilità tremenda: ha una grande voglia di distruggere tutto, anche i suoi simili; è misantropo e misogino. Il futuro non gli interessa, il presente assai meno. Il suo è un cammino verso il nulla, l'incomunicabilità è una sua caratteristica. Non si può dire che faccia onore alla vita, che senta estasi per l'esistenza. Non si rende conto che la vita va vissuta fino in fondo, che non possiamo basare noi stessi sul nulla, che ci debba essere una ragione che ci dia la bussola, la stella polare per vivere. Forse vorrebbe partire per la felicità, come diceva Baudelaire, e non gli è mai riuscito, credendo che ogni parola e ogni frase siano destinate al museo. Questo nostro tempo mostra grande parte dell'umanità in queste condizioni senza sbocco, in un vicolo cieco, in un tunnel. Che bisogna fare?

                                   

3 febbraio 2016

M A N I P O L A Z I O N E

Hai mai pensato che aleggia una manipolazione globale che ha per obiettivo di renderci tutti uniformi, uguali, conformi alla regola, prevedibili? E così la nostra individualità viene relegata e dobbiamo, per forza, scambiarci per altri che non siamo noi. Nessuno può dire di essere ciò che avrebbe voluto. Se vuoi essere una persona perbene metti la maschera ad ogni tua parola, nascondi le tue autentiche opinioni, mettiti in fila con glia altri, ripeti pedissequamente ciò che ti viene imposto! Ciò che vorresti dire e fare, esprimere le tue emozioni, manda tutto nel profondo di te stesso a costituire una prigione della tua essenza, condannata all'ergastolo per divenire un attore nel palcoscenico della vita dalle cento facce, almeno. Ricordi Pirandello? La sua ispirazione allignò in codeste tematiche. E Joyce, Svevo, Berto? Tutti artisti con tema centrale la maschera umana che nasconde la verità.

                                         

2 febbraio 2016

P R A S S I T E L E

L'ateniese Prassitele, scultore della "grazia", mi ha donato il concetto del "bello artistico". Era un figlio d'arte: suo padre, Cepisodoto, fu uno scultore insigne. Ad ammirare le proporzioni sul bronzo, sul marmo, delle statue di Prassitele, mi arreca uno godimento estetico del ritmo sinuoso, gravitante. Ci si chiede come abbia potuto giungere a livelli che, per millenni, sono rimasti memorabili. Aveva il senso della perfezione ed ebbe l'ardire di togliere il falso decoro dai nudi femminili e maschili, operando anche sulle divinità, facendo cadere il sipario ipocrita e servile dei pregiudizi. Il suo capolavoro, Afrodite di Cnido, manifesta una delicatezza sensuale ed è un punto obbligato per la scultura di tutti i tempi. La sua cortigiana, Frine, di una bellezza inaudita, gli fece da modella; e si sa che fu assolta dai giudici, benché colpevole, per la sua avvenenza. Prassitele ha lasciato al mondo Eros, Apollo, Artemide, la già citata Afrodite, Hermes, Dioniso, tutti con una lavorazione della materia con il fine di rendere le opere flessuose e morbide, con giochi di chiaroscuri e di piani incredibili per i sentimenti delicati che esprimono.


AFRODITE DI CNIDO
                          

1 febbraio 2016

S O G N O

Stanotte, ho sognato che, finalmente, i sepolcri imbiancati, le mummie vaganti, gli ipocriti secolari venivano sconfitti dai progressisti, consentendo, così, che ognuno possa amare come meglio crede, nella vera libertà della vita. Il sogno mi ha aperto spiragli di speranze nei caratteri crudi del mondo dall'incerto futuro. E così, anche i diversi, gli omosessuali, gli svantaggiati potranno vivere una vita serena, non più emarginati, oltraggiati, messi all'indice. Calderon de la Barca diceva che la vita è sogno; Schopenhauer aggiungeva che il sogno anticipa la realtà migliore, Shakespeare rendeva il sogno protagonista della sua ispirazione. Spero che la vita ci offra un'altra realizzazione del sogno che ho fatto. Sarebbe un evento storico, pietra miliare per ognuno di noi. 

                                    

CADUTA DI STILE

Il comportamento umano, in tutte le sue categorie, ha subito una caduta di stile con l'arretramento globale dei rapporti sociali. Basta...