Govi

31 marzo 2016

M O V I M E N T O

Mancano secoli alla nascita di Cristo e ad Atene è già un concetto cardine della cultura, mirante all'armonia e al flessuoso della bellezza del corpo; a Sparta il movimento prepara alla guerra, al corpo a corpo, all'aggressività santificata. Il movimento concepito dunque come estetica e violenza, ambiguamente. Il detto latino noto è "mens sana in corpore sano", ma i gladiatori orientavano, costretti, il movimento allo scontro nell'arena per far godere il pubblico sadico romano. La vita sedentaria provoca obesità, artrosi, vasculopatie, ipertensione, diabete. L'attività fisica migliora la qualità della vita e l'umore. A settantanni se ne dimostrano dieci di meno. Il movimento agisce sulle funzioni metaboliche, sul sistema nervoso, sul cuore. certo, va controllato con verifiche sanitarie. Mancando il movimento si rallentano i processi cognitivi ed ideativi, declinano la forza fisica e quella psichica; anche la saggezza, la ragione, la prudenza, il giudizio guadagnano dall'attività fisica. nella forma negativa si pratica il movimento per narcisismo, per fini egoistici alla ricerca dell'illusoria eterna giovinezza.

                                  

30 marzo 2016

P A R A L L E L I

E' proprio vero: un artista non ha tempo. Tra Franz Kafka, vissuto a Praga dal 1883 al 1924, e l'artista contemporaneo si riscontrano dei paralleli che unificano la sostanza dei concetti estetici. Kafka visse tra tedeschi, ebrei e cechi, con contrasti crudeli etnici, oggi l'artista  è immerso in razzismi politici, sociali, economici, religiosi. Anche l'autore praghese pagò lo scotto di vivere con l'utile ed il profitto al culmine dei valori non più umani, con l'economia eletta di un regno senza senso: discriminazioni  e persecuzioni dilagavano a Praga, così per l'artista del nostro tempo. Non resta che non aderire alla società guasta e trovare nella scrittura o in ogni forma d'arte un rifugio, in solitudine. E dire che l'artista dovrebbe essere partecipe del sociale ma non è possibile. Così fu per Kafka, mentre scriveva Il processo, Il castello, La metamorfosi, La condanna. E ci si sente lontani dai significati ipocriti, dall'essere-non essere, dalle ingiustizie sociali, dalla legge non più legge. La classicità di Franz Kafka e la nostra del nostro tempo viaggiano verso l'identico punto cardinale con motivi concomitanti, con motivazioni simili in un mondo refrattario alla sensibilità umana ed artistica.




FRANZ KAFKA


29 marzo 2016

IL DENARO

" Ogni sera, non riuscirei ad andare a letto in cerca del sonno senza portarmi nella tasca del pigiama dei soldi. A letto, li tocco, poi, porto alle narici le dita per sentirne il profumo. E mi addormento. Inoltre, il denaro mi eccita, mi alza la libido, non potrei fare sesso senza una banconota vicina: la metto anche sul seno di lei". " Signora, ma ogni mattina vi vedo andare in Banca. Come mai?". " Ci vado... perché in Banca mi inebrio con tutto quel denaro che circola da mano a mano e così... godo... godo...". Diceva Edmund Bergler che il denaro scatena conflitti emozionali collegandosi all'inconscio con risvolti di cibo, affetto, sicurezza, forza, arma di difesa ed offesa, affermazione individuale, potenza sessuale, virilità. Nel panorama c'è anche chi, per autolesionismo, perde il portafoglio, una forma subdola di masochismo. Poi, l'accumulo del denaro viene proiettato nella psiche come difesa contro i pericoli della vita. Un'allegoria: vuoi che dedichiamo un giorno del calendario a Santo Denaro e ne facciamo la processione? Anche tu sei un suo devoto? Andrai in Paradiso, ma sarà una Banca.

                                                  

28 marzo 2016

C A T A R S I

L'arte, in qualunque sua espressione, è catartica ovvero purificatrice. Fu Aristotele che, per primo, sostenne questo concetto estetico. Al contrario, Platone pensava che l'arte inquinasse l'uomo mediante la falsa rappresentazione di come stanno le cose. Facciamo l'autopsia dell'arte: intanto, il represso ritorna nell'espressività ed avviene una liberazione. L'uomo ama la libertà, spesso negata con violenze di vario tipo. Ma l'arte scaccia dalla vita dell'artista la costrizione anche se a livello d'immaginazione, di utopia, di desiderio, purtroppo! Con l'arte, in qualsiasi forma, l'artista si ribella trionfando e godendo, la sessualità trova nell'estetica un ampio estuario di sbocco contro ogni repressione architettata per ergere gabbie all'umanità, rendendola succube, paurosa, vittima. Allora, nello scalpello di Michelangelo c'era la sua vera identità, anche erotica, nella penna di Ugo Foscolo si celava il suo vissuto inespresso che cercava una compensazione; in Dante, in Goethe, in Shakespeare c'era la ricerca universale umana dell'unità nel tentativo di Prometeo di colmare i vuoti abissali che ognuno di noi si porta dentro. 

                                    

26 marzo 2016

MESSAGGIO DA GETTYSBURG

A U G U R I

Buona Pasqua
a chi 
è solo
a chi
non sa
cosa farà
domani
a chi
cerca l'amore
e non lo trova
Buona Pasqua
a chi
cerca il pane
e trova
muri
per morire
Buona Pasqua
a chi
non crede
con Cristo
nel cuore
a chi
paga 
con catene
la lotta
per la libertà
Buona Pasqua
ai peccatori
ai falliti
a chi
non ha
un tetto  
e dorme
su un cartone
idealmente
spezzo
il mio pane
e lo dò
a bianchi
a neri
a gialli
ad arabi
tutti abbracciati
nella pace.

BEST WISHES

Happy Easter
to those who
he is alone
to those who
does not know
what will
tomorrow
to those who
looking for love
and findeth
Happy Easter
to those who
Looking bread
and find
walls
to die
Happy Easter
to those who
he does not believe
with Christ
in the heart
to those who
pay
with chains
fight
for freedom
Happy Easter
to sinners
failed to
to those who
has not
a roof
and sleeps
on a cardboard
ideally
break
my bread
and I give
in white
to blacks
to yellow
to Arab
all embraced
in peace.

ANTONIO FLOCCARI

                                    


GETTYSBURG - Pennsylvania

25 marzo 2016

P O S S E S S O

Ti chiedo complicità, collaborazione. Vuoi impegnarti con me a liberare dal possesso chi, come noi, vive in questo tempo? Dunque, diamo gli Auguri di Pasqua affinché ognuno sia svincolato dalla repressione, dalla costrizione, dalla rinuncia, dall'infelicità. Aggiungiamo, con Wilhelm Reich,  che termini  il soffocamento dello sviluppo della personalità, che non esistano più sofferenze e mancanza di libertà. Auguriamo che la cultura sia conquista di civiltà al servizio dei rapporti umani strutturati sulla pace, sull'amore, sulla fiducia, sulla volontà, sulla solidarietà. Lanciamo un grido che raggiunga tutte le latitudini chiedendo felicità per tutta l'umanità. Il nostro è un messaggio che non appartiene a nessun nazionalismo, a nessuna religione chiusa alle altre, a nessuna superiorità razziale. Sicuramente, con noi, è Francesco d'Assisi.


                        














24 marzo 2016

VITTIMA INNOCENTE

Lo vedete? E' Angelino, l'agnellino che ho incontrato in campagna, sperduto, disperato. Mi ha seguito, l'ho preso con me. Ora, è a casa mia. Gli procuro il latte che compro ogni mattina. Vedete? Ha un segno rosso attaccato alla zampina: il segnale che era destinato al macello per i "buongustai" di Pasqua che desiderano la carne tenera perché sono delicati. So dov'è sua madre, in quell'ovile in campagna. Ma non lo riporterò, per ora: finirebbe nel piatto di un'anima bella, tutta religiosa. E dire che l'agnellino è il simbolo dell'innocenza candida e disarmante. Si dice:" Sei mite come un agnellino". Angelino non ha ancora un anno, ispira amore e spirito di carità. Ecco l'altro scenario: una strage di agnellini per Pasqua. Vi domando: la tenerezza sta nel cuore o nei denti? Anche se sono riuscito a salvarne almeno uno affinché non termini i suoi giorni nel vostro forno, allora la mia arte narrativa ha celebrato la Pasqua. 

                                                                         

23 marzo 2016

ITALO SVEVO

Imbattendomi in Svevo sono stato folgorato dalla sua potenza espressiva che rifugge dalla eloquenza dannunziana. I suoi temi prediletti sono l'analisi della coscienza, gli uomini falliti, le anime destinate allo scacco. Fu Eugenio Montale a scoprirlo e dargli fama. Con La coscienza di Zeno del 1923 Italo Svevo viene accostato a Proust e a Joyce. Svevo svecchiò la narrativa italiana aprendo all'Europa, alla cultura slava, a quella germanica, tematiche col subcosciente e il monologo interiore focalizzati. Senilità, Una vita, sono opere del triestino che ebbero come base la psicoanalisi freudiana, la solitudine dell'uomo moderno, l'incapacità di inserimento nella società, un mondo velleitario di sogni irrealizzabili. Se si vuole accostare Svevo ad un filone artistico-letterario trapelano i nomi di Schopenhauer, Zola, Balzac, Flaubert, Daudet, Stendhal; in Italia a Machiavelli, Guicciardini, Boccaccio, De Sanctis. Giovanni Verga e Italo Svevo, da latitudini diverse, inserirono nella letteratura il linguaggio quotidiano, della gente comune.

                                   
                         

22 marzo 2016

IL CARISMA

Le variabili perché ci possa essere carisma sono tante, ma due sono le condizioni indispensabili perché ci sia effettivamente: la prima consiste nell'eccezionalità del carismatico in questione e può essere l'intelligenza, la bellezza, il valore, l'umiltà; anche un povero o un brutto possono riuscire simpatici e possedere  carisma del porgersi con umiltà, Chi ha carisma ha prestigio, gode di fiducia, un alone forte che attrae. L'altra condizione consiste nell'esistenza di un soggetto che ha bisogno di una guida, di essere protetto, di trovare un sostegno, una bussola nel carismatico. Hanno carisma leaders politici, Santi, artisti, colui che diventa modello per gli altri. Hume sosteneva che il portatore di carisma partecipa alle inclinazioni ed ai sentimenti degli altri; Adam Smith aggiungeva che il carisma sprigiona una grande simpatia ed una base morale che sono da calamita per gli altri; Scheeler precisava che il carisma realizza condivisione di emozioni. Anticamente, gli Stoici ed i Neoplatonici tenevano in grande considerazione il carisma e l'anteponevano all'odio, alla superbia, alla presunzione.




21 marzo 2016

LA MAGIA

Qualche volta, nella vita, hai provato anche tu a fare il mago? Se l'hai fatto, è naturale: l'uomo, nella sua essenza, vorrebbe andare oltre i suoi limiti: una sfida permanente. La magia comincia ad affermarsi quando - tra i secoli XV e XVI - comincia a decadere la trascendenza e si afferma il soprannaturale divinizzando la natura. Si pensava che delle forze spirituali fossero riunite nell'universo, una natura misteriosa, tutta da scoprire e da conquistare. Così l'uomo sarebbe divenuto dominatore della natura, si sarebbe affrancato da limiti riduttivi, sarebbe divenuto più potente, più emancipato. Si affermò la magia per scoprire conoscenze dell'universo fisico. si pensava che gli astri, il mondo vegetale fossero comunicanti con l'uomo mediante un potere sugli elementi naturali: la magia, appunto. Di questo pensiero fecero parte Girolamo Cardano, Girolamo Fracastoro, Tommaso Campanella, Giordano Bruno. Al di là della veridicità magica, è da rilevare il tentativo umano di andare sempre più oltre, come in ogni campo. Era l'uomo scaturito dall'Umanesimo ed affermato dal Rinascimento. 



                                 

19 marzo 2016

MESSAGGIO DA SCRANTON

S C A R P E

Se, di sera, le scarpe
di mio figlio guardo,
i sentieri della mia vita
percorro ad uno ad uno.
Dorme.
Il mio futuro viaggerà 
in quelle scarpe
in un angolo posate
in attesa del mattino.
Lo porteranno per il mondo,
vivranno una vita
sempre più lontana
dalla mia rotta.
Scarpe bianche ma buie
per il futuro precluso
ad occhi smaniosi di padre.
Dove lo porterete?
Portatelo dov'io non fui.

S H O E S

If, in the evening, the shoes
I look at my son,
the paths of my life
I walk one by one.
He sleeps.
My future will travel
in those shoes
cutlery in a corner
waiting in the morning.
They' ll bring to the world,
They' ll live a life
increasingly remote
from my route.
white shoes but dark
for the future precluded
to the father eager eyes.
Where did you bring?
Take him where I was not.

ANTONIO FLOCCARI

                                        


S C R A N T O N  -  Pennsylvania

18 marzo 2016

ETERNO RITORNO

Se vuoi, dillo anche tu:" E' stato detto tutto, non c'è altro da dire". Lo dico spesso. Mi hanno preceduto Nemisio, Crisippo, gli Stoici, Nietzsche. L'Autore di Così parlò Zarathustra diceva:" L'eternità non appartiene ad un'altra vita, ma a questa, e in questa si deve cercare e riconoscere". Per cui, la vita va glorificata, accettata con coraggio e fermezza. Eterno ritorno è una teoria che asserisce la ripetizione delle vicende dell'universo di cui facciamo tutti parte, è l'autoaccettazione del mondo, lo spirito dionisiaco che esalta e benedice la vita. Nel mondo ci sarebbe un'eterna creazione di sé e significa volere all'indietro tutto ciò che è già accaduto, di volere in avanti tutto ciò che accadrà. Al bando il passatismo, il "c'era una volta", la tirannide di ciò che è stato, il doloroso, il "che non sarà mai più", e tutto "qui ed ora", tutto muore, tutto rifiorisce, tutto si spezza, tutto si rinsalda, tutto si separa, tutto si ricongiunge. E l'esistenza la dobbiamo amare eroticamente, e non piangerla, commiserandola e osannando la rinuncia, l'allontanamento. Sei d'accordo? Se dirai di sì, Nietzsche ti avrebbe definito "superuomo".


FRIEDRICH NIETZSCHE

17 marzo 2016

IL SONNO

Chissà se anche tu hai un rapporto amichevole con il sonno... Il sonno ripristina, ridona un buon livello di efficienza all'organismo, consente l'apertura dei cancelli ai sogni, e finalmente stare in compagnia dei nostri desideri, quelli irrealizzati, che sono sempre i più belli. E poi, c'è il cuscino, ovvero il seno materno che ritorna. Il sonno ci offre la beatitudine prenatale, le coperte ci fanno rivivere, illusoriamente, le cure e le premure materne. E' anche vero, però, che nel sonno, abbassandosi la soglia della coscienza, ritornano i conflitti psichici, i sensi di colpa, le angosce. allora tutto si trasforma in incubo. Il sogno, creatura del sonno, fa parte, massimamente, della mia ispirazione artistica, come per Calderon de la Barca, Fernando Pessoa, l'arte del Romanticismo in genere. Prima che ti lasci, per oggi, voglio darti alcuni concetti scientifici riguardanti il sonno. A cosa è legato? Concorrono potenziali elettrici della corteccia cerebrale, muscoli estrinseci dell'occhio, muscoli scheletrici, se ne occupano la biologia, la psicologia, la medicina. Un augurio: dormi bene... e sogni d'oro!

                                

16 marzo 2016

IL VINO

"Salute!", così si celebra il vino, in compagnia. Gli si attribuisce un potere salvifico per il benessere che procura. Ha un'età che risale a 6000 o 7000 anni fa. Una leggenda dice che fosse spontaneo in natura. La coltivazione della vite avvenne dopo. Gli Egizi lo collegavano a Osiris, i Greci a Dionisio; il Cristianesimo lo considera sacro, rappresenta il sangue di Cristo, il primo miracolo di Gesù. Il termine vite proviene dal latino vitaIn epoca romana, l'imperatore Diocleziano ordinò di distruggere parecchie vigne con la motivazione che si produceva molto vino. Nelle strade principali romane, come quelle di Pompei, il vino veniva venduto nelle tabernae e bevuto caldo soprattutto di  mattina. Grandi diffusori della vite in agricoltura furono gli Etruschi e i Liguri. I Francescani diffusero la vite in Messico; i missionari francesi la portarono in diversi luoghi del Sud America. Ancora oggi, nel Sud Italia, in Spagna, Portogallo, così come nei paesi latinoamericani, chi riesce a bere molto vino è considerato virile e ciò genera molto orgoglio nell'interessato. Si dice anche, assente il vino, la tavola del desinare sia triste.

                                           

15 marzo 2016

S P I R I T I S M O

"Siete arrivati...vi aspettavo, sedetevi intorno al tavolo. Debbo dirvi che nel mondo vi è una moltitudine di spiritisti - appare fuori dal tempo, ma così non è - ve ne sono venti milioni nel mondo, solo in Italia sono 100.000. Tutti vogliono parlare con i defunti ed organizzano "sedute". Sappiate che lo Spiritismo compare per la prima volta negli Stati Uniti nel 1817. Se volete partecipare dovete credere alla sopravvivenza dell'anima, ai morti che comunicano con i vivi, all'interpretazione di ciò che accade con l'intervento dell'anima dei defunti. Cominciamo... Abbasso le luci, metto una musica adeguata... fatemi concentrare... stanno arrivando... eccoli!...". Il tavolo comincia ad oscillare, si solleva... e cade... oggetti si muovono nella stanza. Si avverte un voce, un bisbiglio. Arriva, all'improvviso una luce più intensa su tutti i presenti e si ode un forte colpo, poi meno meno forte fino ad affievolirsi. Qualche oggetto lievita girando nella stanza. Lo Spiritismo fa parte della parapsicologia per persone con particolari problemi psicofisici può essere pericoloso perché la sindrome che accompagna le "sedute" provoca emozioni violente. Anche Cartesio credeva nell'esistenza di sostanze spirituali indipendenti, il cui libero operare si trova in azione reciproca con i movimenti della materia.


                              

14 marzo 2016

ISTINTI SESSUALI

Tra la vita e gli istinti sessuali c'è identificazione. Tu sei nato dall'istinto sessuale come tutti noi. La vita si serve di loro per conservarsi ed arricchirsi. Sono gli impulsi erotici: una spinta naturale che cerca il piacere, il godimento. Addirittura delle teorie filosofiche sono state fondate sul piacere, così Epicuro. Nel corso della storia, già ai primordi, si pose una barriera per ostacolare la soddisfazione degli istinti vitali con la motivazione che avrebbe condotto alla rovina coloro che detenevano le redini del potere economico-politico-sociale-religioso. Il piacere, mosso dagli istinti, secondo gli egemoni, andava deviato per renderlo innocuo, non rivoluzionario. Il lavoro e così l'arte come quasi tutte le attività umane sono piacere deviato, irrisolto, soffocato. Michelangelo Buonarroti, che scolpisce o dipinge, è nell'atto del piacere che trova un altro sbocco, l'arte. Così Giuseppe Verdi, il poeta, lo scrittore. I ribelli del piacere che non si assoggettavano furono dichiarati pazzi, criminali, asociali, pericolosi per sé e per gli altri. Per cui, si può dire che la cultura è il tutto sommato degli istinti vitali deviati.  Le zone erogene del nostro corpo sono innumerevoli, ma al potere conviene che tutto si riduca ai genitali: tutto il resto è condannato ad essere abominevole. 

                                     

SEBASTIANO RICCI- Allegoria dell'arte

12 marzo 2016

OMAGGIO DA READING

C H I S S A'

Anna sta sulla porta.
Cerca l'amore che non ha.
Da mesi, con Rocco ha rotto,
l'anello era vicino.
E la gioventù che va.
Passerà oggi l'amore?
Anna ha nel cuore la speranza.
Si è fatta bella per piacere,
non ha altro da dare.
Anche oggi nessuno...
Verrà domani...
chissà...

WHO KNOWS

Anna stands in the doorway.
Looking for love who has not.
For months, with Rocco broke,
the ring was near.
And the youth who goes.
You will love today?
Anna has hope in the heart.
She made beautiful to like,
She has nothing more to give.
Even today no one ...
It will be tomorrow ...
who knows ...

ANTONIO FLOCCARI




READING - Pennsylvania
                            

11 marzo 2016

T E N T A Z I O N E

Guàrdati dentro, lo puoi fare, tanto non ci sono testimoni. Dentro troverai le tentazioni, quelle che nascondi a tutti, ma anche a te stesso. Sono le tentazioni del diavolo. Se vuoi te lo presento: eccolo! Ha le corna, la coda, il piede biforcuto, è malvagio, aggressivo, riprovevole, pericoloso, intollerante. Ognuno di noi lo porta con sé, dentro, nella propria psiche più profonda. Carl Gustav Jung diceva che la tentazione ci viene suggerita dal fratello spaventoso e sinistro, è la nostra e vera contropartita, racchiude perfidamente tutto quello che vorremmo far sparire. Graham Green diceva." Dove Dio è più presente, là si trova anche il suo nemico"; San Giovanni asseriva:" Amore bandisce timore". Charles Baudelaire aggiungeva:" La più bella astuzia del diavolo è di persuaderci che non esiste". Il potere perverso identifica il diavolo con gli istinti, con la strategia di catturare l'autenticità umana. Gemisto Pletone ammetteva l'esistenza di demoni come enti intermedi tra gli dèi e la realtà naturale. Diavolo deriva dal greco diabolos, composto da dià, attraverso, e ballein, lanciare, col significato di "calunniare" e di "porre ostacoli". Facciamo un patto? Non ti addormentare, la sera, in compagnia del diavolo ovvero della parte più bieca di te.  

                                           


10 marzo 2016

ALL'OMBRA DI UN SOGNO

Orfeo, un mito eterno, rappresenta il poeta della libertà e della creatività. Desiderò sempre un mondo migliore in cui non ci fossero violenza e repressione, in cui ogni essere umano avrebbe potuto avvertirsi redento. I suoi sogni erano la pace, la salvezza, la valorizzazione della natura: e tutto avrebbe voluto conseguirlo non con la forza, ma con il canto. Secondo il mito tramandatoci nei millenni Orfeo fu sbranato dalle donne tracie che impazzivano d'amore per lui, ma egli le rifiutava perché considerava l'amore per le donne passione e smarrimento umano. Preferiva l'amore verso i ragazzi perché portatori della primavera, dei fiori presenti nella loro adolescenza. Ovidio si ispirò ad Orfeo nelle sue Metamorfosi, e così Orfeo viene considerato l'antesignano dell'omosessualità come Narciso, entrambi per un Eros diverso, protesta contro l'ordine repressivo della sessualità passata per normale. La scelta erotica di Orfeo e di Narciso è definita "Grande Rifiuto". Per entrambi la vita è bellezza, il linguaggio è canto, l'esistenza è contemplazione, dimensione estetica. 

            

9 marzo 2016

LA POESIA FEMMINILE

Da tempi immemorabili la donna ha l'ispirazione di alta poesia: l'intensità, la leggiadria di immagini, la passionalità, il dolore della solitudine hanno trovato nella strofa saffica, tre endecasillabi e un quinario, dell' VII secolo a. C., un tasso lirico strepitoso. Così:" Eros mi squassa il cuore, come vento che sulle querce d'alto monte piomba". A lei si ispirarono Platone, Strabone, Catullo, Foscolo, Leopardi. Eppure Carducci giudicò le donne incapaci di poesia, invece espressero la profonda e schietta genuinità di avvertire. Nel III secolo a. C. visse Anite in possesso di una cultura erudita, con qualità intellettuali, con virtuosismi e sensibilità delicata, grande maestra dell'epitaffio-epicedio, ovvero un componimento per la morte di piccoli animali: a lei pensava Catullo quando compose Morte del passero. I sentimenti cantati dalle donne, spesso, sono prossimi al patetico ovvero pregni di pathos, al lirico, ai temi universali ed eterni dell'amore. Anche nella nostra epoca la poetessa Ada Negri per i suoi versi altamente umani. Non ultima Alda Merini, scomparsa recentemente.

                                           

S A F F O

8 marzo 2016

OMAGGIO ALLE DONNE

Nel giorno in cui si celebra la tua esistenza non potevo esimermi di avere come soggetto della mia comunicazione te, donna! Tempo fa, ti ho detto che sei il fiore della vita. Sei una sintesi dell'assoluto umano: candore materno, passione sentimentale, elegia dello stare insieme nell'età con i ricordi lontani. Sorgente di poesia ed arte, hai ispirato nel corso del tempo il sublime: Dante e Beatrice, Boccaccio e Fiammetta, Petrarca e Laura, Shakespeare e Giulietta, Botticelli e Venere, Michelangelo e Maria, Canova e le tue forme levigate nel candido marmo, Cassola e Mara. Sei la musica ammaliante nel pentagramma della vita: Do maggiore per lo stupore nell'ammirarti, Sol per la dolcezza, La per l'avvenenza. Voglio dedicarti questa mia umile creatura poetica:


TI AMO

Ti amo
perché hai gli occhi
del giorno che comincia.
Ti amo
perché hai il sorriso
che per sempre ho perduto.
Ti amo 
perché cammini danzando
come erba al vento.

                                        

7 marzo 2016

LA GUERRA

Ma cosa bisogna fare per spegnere l'incendio preoccupante appiccato da coloro che parlano di guerra? Conoscono la storia? Sanno le conseguenze causate dalla guerra? Mio nonno fu chiamato a combattere una guerra che non gli apparteneva, la guerra della grande economia. Al mio paese i morti in battaglia sono scolpiti sul marmo ai piedi del monumento per i caduti: un lungo elenco. La guerra fu vinta ma mio nonno rimase più povero di prima sottoponendo la propria vita a rischio. Ma come si fa a mettere insieme la guerra e Francesco d'Assisi? Come si fa a dimenticare che la guerra significa morti, feriti, mutilati, vedove, orfani? Ed allora si vuole capire che il terreno altrui, come quello libico, non si deve invadere? Nessuna ragione sta in piedi tranne il fatto che si tratta di un rigurgito di colonialismo ed imperialismo. Siamo d'accordo?
                                                                

                                         




5 marzo 2016

MESSAGGIO DA VILLANOVA

B A R C A

Giorno d'agosto pieno,
sulla spiaggia affollata
una giovane barca piange.
per non perdere la vernice,
avviluppata da una tenda,
passa le sue ore.
Vorrebbe andare nel mare,
accarezzare le onde.
Se non ora, quando?
E meno male che i bambini
godono della sua ombra.
Nati da povera gente,
sono venuti col pane comunale.
Solo la barca li capisce.
Dona loro l'ombra con amore.
L'amore di chi soffre,
di chi è solo nella folla
cieca col cuore di pietra.


B O A T

Day in the middle of August,
on the crowded beach
a young boat crying.
not to lose the paint,
enveloped by a curtain,
it spends his hours.
It would like to go into the sea,
caressing waves.
If not now, when?
Luckily, children
enjoy its shade.
poor people were born,
they came with the communal bread.
Only the boat understands them.
Give them the shadow with love.
The love of those who suffer,
of those who are alone in the crowd
blind with a heart of stone.

ANTONIO FLOCCARI



VILLANOVA - Pennsylvania
                        

4 marzo 2016

LA CERTOSA DI PADULA

A Padula (Salerno), visitando la Certosa, mi accade una metamorfosi interiore: da laico avverto spiritualità che emerge posando gli occhi su ogni angolo del luogo religioso, il più importante edificio dell'Italia meridionale di questo tipo. Qui abitarono i Certosini fino al 1866, monumento nazionale dal 1822. Fu Tommaso Sanseverino a fondare la Certosa nel 1306, in epoca angioina. Il re di Napoli Carlo II lo Zoppo la donò ai frati di San Bruno. Gli stessi Certosini la completarono ed allestirono nel 1789 secondo regole d'arte con decoratori napoletani con stile barocco. Murat, nel 1807, la fece sopprimere. nel corso del tempo subì furti di opere d'arte. Tra le due guerre mondiali divenne campo di prigionia e di concentramento. Dal 1998 è stata dichiarata patrimonio dell'umanità. La Certosa si estende per 52.000 mq, ha 13 chiostri, 41 fontane, 1.300 metri di porticati e 600 stanze. e se mi concentro sul monumentale Cimitero certosino, messo ben in evidenza per rammentare la fine di ognuno di noi, mi balenano in mente le tradizioni dei monaci fatte di silenzi sconfinati, di solitudine, di lavoro nei campi, di vita in comune estremamente sincera con dialoghi concisi. Nei pressi, a Padula, nacque Giuseppe Joe Petrosino, nell'altra sponda della vita umana, poliziotto, ucciso dalla mafia a Palermo nel 1909. Sempre a Padula, il patriota Carlo Pisacane fu protagonista di uno scontro a fuoco con i difensori dei Borboni nel quale caddero più di cinquanta suoi seguaci.

                               


3 marzo 2016

TORRE DI BABELE

Sei d'accordo con me che ci troviamo tutti in una torre di Babele? Tant'è che diciamo spesso "non si capisce niente". Babele deriva dal termine Ba (padre) e Bel (Dio). La leggendaria costruzione della torre, in Mesopotamia, presso il fiume Eufrate, è un giallo degno di Hitchock. Fu costruita per giungere fino a Dio nell'alto dei cieli oppure perché vi si riunissero le stirpi umane? Si tratta, dunque, o di vanità o di altruismo umano. Tu puoi credere a quello che vuoi, tanto cambia nulla. Ci vollero cinque generazioni per completare la torre, il costruttore fu Faleg, avo di Noé. Della torre si parla nelle Sacre Scritture, nella Genesi. San Girolamo sosteneva che fosse alta 20.000 piedi. Come faceva a dirlo lo sa solo lui! Non l'aveva mai vista! L'antico libro ebreo, Yacult, asseriva che era alta 81.000 piedi! E c'è, ancora - beato lui! -, chi sostiene che la torre esista ancor'oggi. Per costruirla fu impiegata manodopera da tutto il mondo. Le Lingue, quindi, erano diverse fra loro: non ci si capiva. Si dice, pure, che Dio, offeso per la vanità umana, distrusse la torre, e, ancora,  che Dio, volendo spargere tutta l'umanità sul Pianeta, la distrusse per evitare un concentramento asfittico d'abitanti. E' storia? E' leggenda? Fate voi...

                                

2 marzo 2016

IL BIGLIETTO DA VISITA

Si tratta di un'usanza antica: già nell'antica Roma usavano le schedulae salutatoriae; anche i Greci ne avevano consuetudine; i Cinesi, mettendo in moto la fantasia, con strisce di carta, bianca o colorata, creavano il loro biglietto da visita. Furono gli studenti tedeschi che, a Padova e a Bologna, al termine degli studi all'Università lasciavano ai docenti una propria memoria con una scritta comprendente lo stemma del casato, qualche frase augurale, un motto. Si giunge al settecento ed il biglietto da visita diviene estetico, ideato con arte. Nei primi decenni, sempre del Settecento, in Italia, in particolare a Firenze, non essendo reperibile qualcuno in casa si lasciava sotto l'uscio un biglietto da parte del visitatore, Giuseppe Parini usava spesso il biglietto da visita così Carlo Goldoni. Il suo uso ha una motivazione psicologica nel senso della diffusione della notorietà, fa ricordare, si è presenti nella memoria delle persone. Quello scritto in corsivo inglese è considerato, ancora oggi, classico; se  i caratteri sono in minuscolo rimane un residuo del Futurismo. Nell'Ottocento, infine, iniziò la stampa in tipografia.

                                                     

1 marzo 2016

FILOSOFIA DEL VIVERE

"...un terzo della vita degli uomini è assegnato al fiorire, pochi istanti alla maturità e alla perfezione, e tutto il rimanente allo scadere, e agl'incomodi che ne seguono", così scriveva Giacomo Leopardi nelle Operette morali. Pessimismo esistenziale cosmico quello del Recanatese; eppure, la vita è un dono meraviglioso: va accettata aprendosi verso il mondo. Compagno di ognuno di noi dovrebbe essere l'ottimismo,  guardare davanti a sé. Occorre conquistare una visione armoniosa e semplice della realtà. Le vie maestre che conducono alla saggezza della vita sono la concentrazione, la sintesi, il condensare interessi, l'essenziale, pochi bisogni elementari e poi essere felici per il sorgere del sole, per l'eterno ritorno delle stagioni instaurando una dialettica positiva con la realtà. Invece, nella nostra società consumistica si diviene schiavi dell'aspetto fisico e tristi per il deterioramento somatico, per le imperfezioni che sopravvengono con il passare del tempo: si viene a creare, così, un tunnel disperato da cui bisogna uscire per vivere serenamente per tutta la vita, con forza, con intelligenza, non mollando alcunché e non soccombendo nell'autocommiserazione.

                        

AI MIEI AMICI RUMENI - PRIETINII MEI ROMANI

C A N T O Non andare via canto lontano come sei dolce vieni da un cuore felice mi riempi di serenità canta canta ancora a me con il ...