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30 luglio 2016

OMAGGIO DA LUGO

LA MONTAGNA

Stormiscono le foglie del faggio

al vento.
Belano le pecore stanche
al tramonto.
Gioiscono liberi bimbi
nel prato.
La verde montagna guarda.
Sembra un vecchio saggio
con rugosa fronte di pensieri.
Cerca aria per le foglie,
erba per gli armenti,
ristoro per l'uomo, 
spazi per i bimbi.
Alta è la montagna.
Alta come chi vive per gli altri
e pensa da grande.

MONTAÑA


El susurro de las hojas de haya

el viento.
Belano ovejas cansado
al atardecer.
niños gratis regocijan
en el prado.
Parece montaña verde.
Se parece a un viejo sabio
con la frente arrugada de pensamientos.
Buscar aire a las hojas,
pasto para el ganado,
refresco para el hombre,
espacios para niños.
Alta es la montaña.
Alto como los que viven para los demás
y él piensa tan grande.

ANTONIO FLOCCARI


                                        
L U G O - Spagna

OMAGGIO DA LUGO

LA MONTAGNA

Stormiscono le foglie del faggio

al vento.
Belano le pecore stanche
al tramonto.
Gioiscono liberi bimbi
nel prato.
La verde montagna guarda.
Sembra un vecchio saggio
con rugosa fronte di pensieri.
Cerca aria per le foglie,
erba per gli armenti,
ristoro per l'uomo, 
spazi per i bimbi.
Alta è la montagna.
Alta come chi vive per gli altri
e pensa da grande.

MONTAÑA


El susurro de las hojas de haya

el viento.
Belano ovejas cansado
al atardecer.
niños gratis regocijan
en el prado.
Parece montaña verde.
Se parece a un viejo sabio
con la frente arrugada de pensamientos.
Buscar aire a las hojas,
pasto para el ganado,
refresco para el hombre,
espacios para niños.
Alta es la montaña.
Alto como los que viven para los demás
y él piensa tan grande.

ANTONIO FLOCCARI


                               
L U G O - Spagna

29 luglio 2016

FOLGORAZIONE

Se dovessi, metaforicamente, rappresentare i giovani di oggi, come lo faresti?
Con l'incertezza, con l'essere sicuri di nulla guardando al domani come mistero, cercando di raggiungere, almeno, la sera, l'incolumità fisica e psichica.

Perché vi è sempre meno partecipazione alla politica, al sociale, all'incontro con gli altri?
Per la politica, la non partecipazione deriva dalla mancanza di fiducia, dallo scetticismo, dall'affossamento di ogni principio etico; per il sociale, deriva dalla violenza diffusa, dalla caduta dell'amicizia sincera, dell'amore autentico, dalla deificazione dell'interesse; per l'incontro con gli altri, si è divenuti tutti, come diceva Hobbes, "homo hominis lupus"

Quali differenze riscontri nello scrivere canzoni, poesie, racconti, storia?
La poesia è sublime, un attimo irripetibile, una folgorazione che si tramuta in ispirazione; la canzone è pensiero in carne e ossa, una sensazione in cui vi è l'incontro di tutti; nei racconti si porta alla luce una vicenda umana con i relativi risvolti universali; la storia, a sua volta, costituisce un'esperienza che va oltre la durata della propria esistenza, è uno stare insieme nei secoli con chi ci ha preceduto, richiede onestà intellettuale e cautela nei giudizi che debbono evadere dalla soggettività.



                                           
THOMAS HOBBES

28 luglio 2016

C I N I S M O

Esiste qualcosa che ti delude, quotidianamente?
Sono colpito dai cambiamenti atroci che il tempo provoca sulle persone, in me. Vedere chi si è conosciuto in gioventù dopo il subentro della terza età, costituisce una scudisciata esistenziale insopportabile.

Sottolinea un fenomeno del nostro presente...
L'etica perduta, non quella calata dall'alto del galateo incipriato, ma quella della gente una volta sana, umile, con i calli del lavoro, la gente che ha ricostruito il nostro Paese dopo lo sfascio del ventennio.

Vi è un cambiamento radicale nella graduatoria dei valori?
Certamente: la furbizia, il farsi avanti ad ogni costo, l'arricchimento facile, il voler tutto e subito, il cinismo, l'egocentrismo, il razzismo, la strumentalizzazione della donna sono pessime facciate della medaglia del nostro tempo.

                                    

27 luglio 2016

IL PESO DEL RETAGGIO

La frantumazione dell'unità è stata prevista da decenni dalle maggiori Università del mondo, parlacene?
Si tende, da tempo, a ritirarsi, a rinchiudersi, allontanandosi dalla sintesi, dalla rappresentatività larga. Questo stato psicologico globale deriva dalla caduta di ogni fede nei valori, rivelatisi deludenti e mistificatori. Per cui, ogni cosa si frantuma: gli Stati, le identità regionali, persino i minuscoli agglomerati. E' la crisi della collettività.

Occupandoti di ricerche storiche, ti è rimasta impressa qualcosa nel tempo?
Rimane una frustata sulla pelle della mia identità originata immediatamente dopo il 1783 all'alba della ricostruzione di tutto dopo il catastrofico terremoto: i miei avi, la mia gente furono costretti a ricostruirsi una stamberga con materiali di fortuna; i nobili dicevano che dovevano abitare nel "recinto dei rustici". 

Cosa pensi di Gioacchino Murat e del suo breve governo sul popolo meridionale?
Vi sono luci e ombre: rinnovamento giuridico, riordino dei Comuni, concetti più adeguati al tempo in cui si viveva, ma egoismo nazionale francese con relativo sfruttamento popolare.

                          
POLISTENA - il vecchio ponte di Santa Marina


26 luglio 2016

P R E G I U D I Z I

Studi la Lingua tedesca, la traduci anche se la parli modestamente, quali le tue considerazioni?
Contro pregiudizi causati dall'immenso errore nazista, posso dire che la poesia germanica e così la musica, la filosofia, il romanzo - si pensi a Thomas Mann, a Richard Wagner o a Goethe, - sono patrimoni universali anche per le grandi strutture sistematiche del pensiero, si pensi a Kant e a Hegel.

Come avverti oggi Silvio Pellico, Maroncelli, il Giusti, Manzoni, testimoni storici del sentire genuino italiano?
Non riesco ad accomodarli con il pensiero del nostro presente, mi appaiono remoti come se ci fossero millenni tra noi  e loro; certo, sono stati traditi dall'imperversare del cialtronismo umano che pervade ogni campo del vivere.

Vi è una strada del tuo paese a cui si particolarmente legato?
Via San giorgio, oggi Via Karl Marx, la strada dell'alba della mia vita con un genere umano ad abitarla che mi ha trasmesso laboriosità, onestà, umanità, rispetto reciproco, fiducia ed apertura umana.

                                             
POLISTENA, Via Karl Marx

25 luglio 2016

O R G O G L I O

C'è un brano musicale a cui sei particolarmente legato?
L'Adagio di Benedetto Marcello: percepisco l'elegia più umana dello stare nell'esistenza, la consapevolezza della durata della vita, un senso mistico del tempo che trascorre inesorabilmente.

Qual è l'orgoglio del tuo popolo?
I calabresi hanno l'orgoglio guadagnato sul campo della vita nel corso dei secoli: sfruttati, poveri, colpiti dalla natura impazita copn le sue convulsioni sismiche, dalle invasioni straniere, traditi dall'Unità d'Italia, tuttavia, testimoniano una dignità con l'orgoglio più elevato del Pianeta.

Quali le sensazioni che ti donano i monti delle Serre che vanno verso l'Aspromonte, immagine naturale di dove abiti?
Avverto un senso si protezione, ma anche avvenenza per i colori immortalati dal paesaggismo pittorico, sprone genetica per il risorgere permanente di mio padre per motivazioni psicoanalitiche, gratitudine per la legna che diede calore negli inverni dei miei anni più teneri.


23 luglio 2016

OMAGGIO DA WEIMAR

CACCIATORE

Ho incarcerato la mia vita
con le mie mani.
Sono condannato a rubare
segreti di natura
nella profondità del mistero,
sommersa negli abissi della vita.
Sono sempre in agguato.
Se la preda non viene
ritorno con fogli bianchi nel carniere.
Un vento arriva da lontano
come alito di puerpera
alle soglie del lieto evento.
Sacro è questo tempo.
Chiedo al vento il conto
per raddolcire le miserie della vita,
per ringiovanire la natura dell'uomo
con l'anima in decomposizione.


J A G E R 

Ich mein Leben im Gefängnis
mit meinen Händen.
Ich bin dazu verdammt, zu stehlen
Geheimnisse der Natur
in den Tiefen des Geheimnisses,
in den Tiefen des Lebens unter Wasser.
Ich lauert immer.
Wenn die Beute ist nicht
Rückkehr mit weißen Laken in der Tasche.
Ein Wind kommt aus der Ferne
wie ein Hauch von neuen Mutter
die Schwelle des glücklichen Ereignisses.
Heilige ist diesmal.
Ich frage den Wind die Rechnung
das Elend des Lebens zu versüßen,
die Natur des Menschen zu verjüngen
mit der Seele verrotten.

ANTONIO FLOCCARI


                                    
WEIMAR - Germania


                                  

22 luglio 2016

REALISMO ELEGIACO

Perché il dialogo umano è in coma profondo?
Manca la predisposizione all'incontro con l'altro, la fiducia nel confronto, la volontà di uscire da se stessi, di ritornare dal riflusso.

Ci vuoi dire di una cocente delusione che ti è stata causata da un mito?
Avvenne quando chiesi, appena preadolescente, per posta, una bicicletta da corsa a Fausto Coppi: feci un telegramma per Novi Liguri, dove abitava il "Campionissimo". Mai ricevetti risposta.

Qual è la ragione per cui, secondo te, le generazioni umane stanno separate nella vita?
Giovani,adulti, anziani, anche se vivono tutti nello stesso tempo, per una concezione infondata innalzano tra loro palizzate come estranei, remoti gli uni agli altri. Per cui si dimentica che lo stare insieme costituisce il nesso fondamentale della civiltà.

                                           

21 luglio 2016

LA PENNA

Quali sensazioni avverti quando scrivi?
Intanto, ho un rapporto d'amore con la penna. A sera - forse un fatto ridicolo, ma per me importante - la metto a dormire, protetta, in posizione speciale sul tavolo; poi. quando è ora di usarla, ha il potere di scatenare dentro me un benessere globale; scrivendo, trovo l'evolversi della vita. 

Sono utili i modelli artistici per uno scrittore?
i modelli sono necessari, non per ripeterli o imitarli, ma perché danno lezioni compositive, architettoniche per un romanzo o racconto che sia, la geometria delle parti, l'equilibrio fra i caratteri che compongono un'opera, Giovanni Verga, Luigi Capuana, Federico de Roberto, Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Honoré de Balzac, e così Dostoevskij,  Cechov, Proust, Mann, lo sono stati per me.

Cosa lascia in te lo studio della storia dei popoli vicini al tuo luogo natio?
Quando vedo un Sangiorgese o un Melicucchese o Cinquefrondese mi balza in mente il passato che è stato matrice di ognuno di loro; la conoscenza del passato fa amare il presente e si guarda con più fiducia al futuro.


                                

20 luglio 2016

DISINTEGRAZIONE

Secondo te, perché il mondo, la società, l'uomo si sono incattiviti?
Perché si pensa che il mondo siamo noi, solamente noi e nient'altro che noi. Gli altri sono antagonisti, ostacoli, nemici: la disintegrazione della civiltà.

Dopo le guerre mondiali, dopo le bombe atomiche in Giappone, esiste il rischio ancora di una guerra distruttiva?
Certo: quando l'antagonismo economico raggiunge il culmine scatena la necessità della distruzione dell'avversario ricorrendo ad ogni mezzo.

Quale rapporto hai con le religioni?
Massima apertura, fratellanza, sete di conoscenza delle spiritualità del Pianeta. Dio non conosce il monopolio religioso, anche gli atei meritano grande rispetto, è un loro diritto umano. Spesso, chi dice di non credere è più vicino a Dio di colui che assiduamente frequenta riti.


                                        

19 luglio 2016

OPERARE PROBLEMATICO

Cosa pensi della giustizia?
Nel corso dei secoli la filosofia del diritto, si pensi a Norberto Bobbio, mi ha insegnato che la giustizia non può essere concepita contro i deboli, i sudditi, le classi umili, il cittadino comune. Essa trova la sua legittimità se uguale per tutti. Vi è stato un pensiero che il Sovrano potesse essere al di sopra delle leggi, quindi affossamento della democrazia ed osanna alla dittatura.

Quale fatto di qualche tempo fa che ti ha colpito?
I quattro bimbi rom arsi vivi dal fuoco in un accampamento. Io sono molto vicino ai diversi, la diversità è cultura, progresso; amo gli zingari, sostengo gli omosessuali, mi sento fratello di tutte le razze e religioni: siamo tutti uomini, una religione è uguale ad un'altra.

Perché la febbre dell'andare via aumenta sempre più?

Non è possibile vivere senza lavoro, senza prospettive sicure, con la frustrazione di essere mantenuti dalla famiglia, così si perdono forze giovani fisiche e mentali.

                                    

18 luglio 2016

R E C A N A T I

Vi è un libro a cui sei particolarmente legato?
L'Antologia che adoperavo alla Scuola Media Inferiore; un libro rilegato da un carcerato tramite mio nonno: mi ispira un senso alto di libertà sia perché la conoscenza è libertà, ma anche perché divenuto più resistente al tempo nelle mani di un recluso.

E un evento che ti ha turbato?
La chiusura, l'estinzione delle Ferrovie Taurensi, le Calabro-Lucane. La littorina, sostantivo derivante dal frasario fascista, da "littorio", littorina che è stato il primo mezzo di locomozione su rotaia che conobbi, legando i sogni della preadolescenza, i primi viaggi verso i paesi vicini, tra gli altri, Cittanova, Taurianova, Gioia Tauro, esperienze che rimangono impresse come miti.

E un luogo significativo in Italia?
Recanati: si sale dall'Adriatico, colline morbide con tinte tenui, il maestoso Palazzo, la Biblioteca di Leopardi, le sue coperte che usava contro il freddo, un parente incredibilmente rassomigliante al Poeta che introduce la passeggiata fino al colle Tabor, l'immagine dell' "Infinito", vicino la statua di Beniamino Gigli, anche lui figlio di Recanati.

                                
RECANATI - Colle Tabor

16 luglio 2016

OMAGGIO DA LAS VEGAS

S I L E N Z I O

Il silenzio suona una serenata
al mondo
con l'arpa del tempo che se ne va.
Una madre non dorme, 
cerca i suoi figli
divisi chissà dove.
Anch'io non prendo sonno, 
brancolo nei labirinti tortuosi
di ciò che fui,
di ciò che sono,
in amore.
Rubo al cielo una stella,
voglio offrirla
per un mondo migliore.
La luna m'è compagna,
mi nasconde alle altre stelle.
Arrossati gli occhi,
trasandato nelle sembianze,
come formica in estate,
porto fuscelli sparsi dal vento
alle stelle del firmamento.
Dico al sole che ritorni,
l'aspetto come un treno
in una stazione deserta.
Voglio partire per un mondo
senza tenebre.
Voglio cercare gli affamati,
donerò loro la stella rubata.
Amore è cercarlo.


S I L E N C E

Silence plays a serenade
in the world
with the harp of time that goes away.
A mother doesn't sleep,
look for his children
divided somewhere.
I can't fall asleep,
grope in the tortuous labyrinths
of what I was,
of what I am,
in love.
I steal a star sky,
I want to offer it
for a better world.
The moon to me mate,
it hides the other stars.
Bloodshot eyes,
unkempt in appearance,
like ants in the summer,
I carry twigs scattered by the wind
to the stars of the firmament.
I say the sun returns,
I look for it like a train
in a deserted station.
I want to go on a world
without darkness.
I want to try the hungries,
I will donate their the gold star stolen.
Love is looking for him.

ANTONIO FLOCCARI

                             
LAS VEGAS - Stati Uniti d'America

15 luglio 2016

P A S S I O N E

Cosa ritieni indispensabile nella vita?
Occorre avere uno scopo, rimanere avvinti a una passione, credere in qualcosa che dia senso ad ogni giorno, avere motivazioni, rimanere con se stessi in equilibrio ed armonia.

Come si origina l'ispirazione in un artista?
L'ispirazione è un incontro profondo con qualsiasi ente esistente, una comunicazione che va al di là del linguaggio convenzionale, una sintonia con la natura, con l'uomo, con la storia, con l'interiorità che sposa l'esteriorità. 

Cosa pensi della storia?
La storia non è solamente materia del conoscibile, erudizione, intellettualismo, essa per essere autentica si deve vivere attimo per attimo divenendo protagonisti dello sviluppo dell'evoluzione di ognuno di noi; anche il più piccolo contributo è prezioso: la storia non si subisce.

                         

14 luglio 2016

COINVOLGENTI DISAGI

Quali sono le tue riflessioni a proposito del turismo?
Quello vero, secondo me, consiste nei viaggi della mente, della conoscenza, della cultura; viaggiare anche nei posti più belli del mondo dietro una macchina fotografica non ha senso; venire in Calabria e chiudersi in un villaggio banale, senza visitare i luoghi della cultura calabra è indecente.

Quale recupero pensi sia necessario?
Il mio paese, Polistena, il suo centro storico, palazzi settecenteschi decadenti, abbandonati, chiese trascurate anche nelle strutture più importanti, dipinti, statue in gesso di Marino Tigani colpite dallo scempio del tempo, recupero dell'arte, insomma. Dove non c'è cultura è barbarie.

E' mai esistita, per te, l'Unità d'Italia?
I parassiti camaleonti meridionali restarono sfruttatori dopo Garibaldi, i contadini rimasero miserabili con il destino dell'emigrazione, tutte le risorse furono dirottate al Nord, l'Unità d'Italia, dopo il 1861, è stata solamente metafisica. Ciò permane tutt'ora. 

                                              
                                                        CALABRIA - Stilo e la sua Cattolica

13 luglio 2016

AFFINITA' ELETTIVE

Cosa manca, a tuo avviso, all'operosità umana oggi?
Manca la dignità, gli è stata tolta; il fine dello sfruttamento ha reso il lavoro uno straccio, forse il problema fondamentale della nostra epoca.

Intellettualmente, cosa provi verso le forme estetiche attuali?
Eccetto alcune presenze, avverto pesante disgusto verso una letteratura-mercato, una musica usa e getta, arte preda di vogliosi di passatempo, dunque, una caduta verticale dei valori estetici.

Cosa pensi allora dell'arte?
Non è un oggetto, un consumo, qualcosa da mettere nel carrello: l'arte è dialogo fra artista e fruitore, una "corrispondenza d'amorosi sensi", diceva Foscolo, un' "affinità elettiva", affermava Goethe.

                           
JOHANN WOLFGANG GOETHE

12 luglio 2016

I L L U M I N A Z I O N E

Quale valore culturale dai ai classici?
Citandone solamente alcuni, Omero, Virgilio, Dante, Goethe, Shakespeare, Mann, Proust, assolutamente non sono strumenti di contemplazione, di autogodimento egocentrico. sono, invece, strade maestre contro i luoghi comuni, le banalità, l'arrivo una volta per sempre.

In cosa consiste, secondo te, l'impulso inventivo?
Dicevano Baudelaire e Rimbaud, definiti erroneamente poeti "maledetti", l'impulso creativo è un' "illuminazione": improvvisamente viene fuori una spinta creativa su tematiche le più varie, ma sempre umane.

Cosa avviene in te ricercando nella storia?
Ecco le fasi: un foglio, l'accarezzo, un rapporto con sensibilità che va oltre enti diversi, la penna, una grande amica, da riporre più comodamente possibile sul tavolo; il pensiero, si presenta, è assuefatto, da una vita, a ricercare scavando nei secoli e avverto un presente al di là del passato, è un appuntamento sentimentale.

                                                  

ARTHUR RIMBAUD

11 luglio 2016

INTRINSECHE VITALITA'

Cosa rimane indelebile nel catalogo intellettuale della tua vita?
Biblioteca Comunale di Reggio Calabria, studio di Corrado Alvaro, adolescente che indago tra i libri dell'artista di S. Luca, fra i suoi manoscritti, seduto al suo tavolo, respiravo un'aria che ancora mi condiziona.

Quale desiderio politico non ti lascia mai?
Assoluta assenza di dittatori sui popoli, libertà per ogni essere umano, disponibilità di tutti per affrontare i problemi primari dell'esistenza in ogni continente.

Cosa pensi dell'erudizione?
Se erudizione vuol dire geloso possesso di nozioni anche le più vaste, chiusura al mondo, superiorità narcisistica, biblioteca intesa senza finestre, allora non la condivido.

                              

9 luglio 2016

OMAGGIO DA GRENOBLE

LA MIA TERRA

Un braciere rosso di carbone 
acceso.
Odore di mandarina
nelle narici.
Scarpe pesanti d'uomo, 
leggere nel cuore.
Pagine di Fedro
tradotte su tegame
rovesciato.
Sogni di fuoco
in notti di gelo.
Vagare di lucciole.
Lamiere sotto piogge
battenti.
Libri da carcerato
rilegati.
Secco e melodico dialetto
di Rocco, Carmela, Teresa.
Martellare eroico di fabbro
all'alba.
Chiave dietro la porta 
a chiudere l'ignoto.
Da qui vengo.
Terra dal mare della vita
lontano.

MA TERRE

Un brasero rouge
sur.
Tangerine odeur
dans les narines.
Chaussures lourdes de l'homme,
lire dans le cœur.
Pages de Phaedrus
traduites sur le plateau
renversé.
Rêves de feu
dans les nuits glaciales.
Errantes lucioles.
Feuilles sous la pluie
battents.
Livres convicts reconsolidés.
Dialecte sec et mélodique
de Rocco, Carmela, Theresa.
Marteler forgeron héroïque
dans l'aube.
Clé derrière la porte
pour fermer l'inconnu.
De là, je viens.
Terre de la mer lointaine de la vie.

ANTONIO FLOCCARI

                                
GRENOBLE - Francia

8 luglio 2016

P I E D I G R O T T A

Un' emozione intellettuale...

Napoli: dalla Riviera di Chiaia si raggiunge la chiesetta di Piedigrotta, nei dintorni il mare di Mergellina, la Villa Comunale. A pochi metri dalla chiesetta le tombe di Virgilio e Leopardi, monumenti alla poesia indelebile ed eterna.

Quale protagonista del cinema italiano ha segnato, secondo te, un'epoca?

La guerra era finita da poco, si aveva bisogno di benessere, di salute dirompente e Yvonne Sanson, con con le sue interpretazioni di un cinema nazionalpopolare irradiava dallo schermo un fisico che colpiva positivamente l'immaginario collettivo degli italiani.

Cosa ti ha lasciato il teatro leggero italiano della fine degli anni Cinquanta e dell'inizio dei Sessanta?

Sintetizzo con Delia Scala, soubrette, Carlo Dapporto, in commedie riuscite per brio, comicità, spensieratezza. Delia Scala dava l'immagine di un tipo di donna che fuoriusciva dagli schemi tradizionali italiani, realizzando nello spettacolo del varietà quello che Cesare Pavese realizzava in letteratura: il connubio italo-americano.


                                  
             NAPOLI - Chiesa di Piedigrotta

7 luglio 2016

PERFETTE SINTONIE

Cosa rimpiangi nella tradizione dell'economia calabrese?

Sicuramente l'artigianato: al di là dei prodotti insuperabili e durevoli, rimpiango la comunicazione umana quando si stava seduti attorno ad un calzolaio o ad un sarto o falegname o barbiere.

Quale, secondo te, la contraddizione tra un esistente e la storia?

Napoli, il Palazzo Reale borbonico, le ricchezze, l'arte eccelsa, gli ori, lo splendore, e poi la miseria della mia gente di Calabria, l'analfabetismo, l'abbandono.

Parlaci di uno scrittore...

Carlo Emilio Gadda mi attrae per la sperimentazione linguistica, per l'umanità solitaria e ombrosa dei suoi personaggi, per il sarcasmo grottesco e l'ironia, i sentimenti pietosi, ed ancora per la tragedia della vita e le patologie delle ossessioni. Mi piace spingere a leggere Quel pasticciaccio di Via Merulana e Cognizione del dolore.

                                                  

6 luglio 2016

TUTTO A POSTO?

Hai insegnato nella scuola come maestro elementare, professore di Lettere alle medie inferiori, docente di filosofia e storia nei Licei, parlacene.

La scuola erede dell'Accademia di Platone, del Giardino di Epicuro, del Liceo di Aristotele, è approdata in una storia di delusi: studenti, famiglie, docenti. E' grave che un'istituzione che forma le nuove generazioni sia accusata di non educare... E' il fondo!

Soffermati su un'espressione linguistica ricorrente che non accetti...

"Tutto a posto": una domanda proveniente da un linguaggio in coma profondo, dalla superficialità irrispettosa dell'ascolto, dell'assurdità originaria della caduta del valore semantico. 

Quale musica ti fa compagnia spesso?

Le composizioni di Charlie Chaplin che, oltre ad essere stato un grande attore e regista, fu  musicista capace di trasformare la poesia in pentagramma musicale. Tra le altre, le note di Luci della ribalta, de' La contessa di Hong Kong le catalogo come facenti parti della famiglia in una casa che si chiama "pensiero".
             
                                       

5 luglio 2016

R E L A T I V I T A '

Parlaci di un intellettuale interessante.

Vittorio Sereni, lombardo di Luino. Un intellettuale che, stoicamente, scelse di vivere nella marginalità, nella discrezione. Mi piace perché praticò l'antintellettualismo, l'antideologismo, sosteneva la relatività delle cose e non accettava le verità universali. Diceva che l'emarginazione della poesia è una caduta di civiltà. Consiglio di leggere Immediati ritorni.

A tuo modo di vedere qual è un sintomo pericolo per la civiltà odierna?

Le discriminazioni, le persecuzioni, il razzismo, i giudizi sommari sui diversi, lo schierarsi contro il diritto di essere ciò che si è.

Quale sentimento è in crescita nella società italiana?

L'indignazione per riesumazione di esperienze che flagellarono e rovinarono il nostro Paese, per l'atteggiarsi irresponsabile di capi religiosi contro i diversi, per i confini cancellati dalla storia che si vogliono ricostruire.
                                                       

                                                  

VITTORIO SERENI

                                                                           

4 luglio 2016

STORIA E CRONACA

Quale differenza tra chi fa storia  e chi fa cronaca?

Lo storico indaga su tempi umani larghi e profondi, il cronista agisce sull'istante, sul presente: lo sosteneva anche Camus.

Quale città italiana, a tuo avviso, si potrebbe definire "martire" del tempo presente?

Napoli, una città incantevole: i romani la definivano, insieme alla Campania tutta, felix: chi si allontanava cantava O sole mio, oggi si presenta come qualcosa di devastato: la spazzatura ha "sepolto coscienze e intelligenze", come dice Luigi Vicinanza.

E, tuttavia, cosa vuoi affermare che persista nell'interiorità dei meridionali e dei napoletani?

Eduardo De Filippo diceva che andarsene da Napoli, dal Sud, sarebbe stato un affare. Poi, quando stava per morire, ripeteva a sua moglie:"Quando torniamo a Napoli?". Il fratello, Peppino, con la sua canzone Paese mio, compose un inno per Napoli, l'aria, il mare, il sole, la vita.

                            
N A P O L I

2 luglio 2016

OMAGGIO DA BELO HORIZONTE

I E R I

Mi tuffo
nel ricordo
della primavera
della vita.
Il tempo
se ne va.
Lascia Salvatore
gonfio 
come un otre
il ventre cirrotico
troppo vino
bevuto.
Lascia Concetta
era giovane e bella
madre
di tanti figli
il marito in Svizzera.
Lascia Michele
felice
per la trottola
in mano
ora arranca
stanco
nella vita.
Anche il muro
del giardino
del ricco
si mostra 
cadente.
Il tempo
se ne va.
Lascia pensieri
indigesti
a ruminare
nella testa.

O N T EM

Eu mergulho
na memória
da primavera
de vida.
O tempo
você sair.
Deixar Salvatore
inchado
como odre
cirrótico barriga
muito vinho
bebido.
Deixar Concetta
ela era jovem e bonita
mãe
muitas crianças
seu marido na Suíça.
Deixar Michele
feliz
para fiação
em sua mão
agora manca
cansado
na vida.
Mesmo a parede
o jardim
os ricos
espectáculos
flacidez.
O tempo
você sair.
Deixe os pensamentos
não digerido
caminhada
na cabeça.

ANTONIO FLOCCARI

                                 
              BELO HORIZONTE - Brasile

1 luglio 2016

SENSAZIONI FORTI

Quale desiderio si diffonde sempre più nell'umanità?

I profughi non sono solamente i nordafricani o i mediorientali che giungono a Lampedusa o gli altri che arrivano dall'Est Europa, l'andar via è così diffuso che caratterizza le famiglie, la nostra società la vita stessa. Si vuole girare le spalle ad un mondo che ci ripugna, ci deprime: siamo tutti profughi, soprattutto a livello psicologico.

Cosa non può mancare nella vita di ognuno di noi?

L'obiettivo, il fine, la meta: il tutto concepito non come traguardo finale, ma come tappa intermedia per un viaggio che deve durare tutta la vita. Carla Fracci, l'indimenticabile ballerina classica, dichiara che un traguardo è sempre una partenza.

Qual è l'indirizzo fondamentale da realizzare per i giovani, secondo te?

Oltre al lavoro, diritto inalienabile, i giovani vogliono essere ascoltati vogliono partecipare, avere un ruolo da protagonisti nella società, invece, vivono parcheggiati e sono sottovalutati.


                                   

AI MIEI AMICI AMERICANI - TO MY AMERICAN FRIENDS

G R I D O Se dovessi contare le maschere messe nella vita fingendo per salvarmi per non perdere per conquistare mettendo da part...