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31 agosto 2016

URGENZE PROBLEMATICHE

Perché nella politica attuale il leader è divenuto un dogma?
Si è perso il senso della responsabilità personale, diretta; si preferisce delegare qualcuno per noi. alla base vi è un arresto di crescita globale della personalità.

E come mai, secondo te, nei sondaggi attuali l'astensionismo dal voto copre una percentuale elevata dell'elettorato?
Tra chi si presenta candidato e chi vota vi è un abisso molto negativo per la società.

Qual è il motivo, a tuo avviso,della comparsa sulla scena politica di movimenti regionalistici?
Nel nostro paese l'Unità non si è mai realizzata: ciò ha creato privilegi e delusioni, sensi di superiorità e frustrazione. C'è anche, in atto, il fenomeno sociologico e politico della frantumazione del Centro, anche con atti rivoluzionari.

                                    

30 agosto 2016

CONVINCIMENTI STAGNANTI

Cosa vuoi dire a chi si sente attratto dallo studio?
Stavolta, voglio adottare il linguaggio diretto:"Sei adeguato allo studio se l'odore dei libri ti appare paradisiaco. Se, portando un libro sottobraccio, porti il tuo amore, sei adeguato se la ricerca è un'eterna compagna della tua vita".

Come mai la cronaca nera viene propinata dai mezzi di comunicazione così abbondantemente?
Il fine è manifesto: portare le masse verso al dittatura, all'uomo provvidenziale che proteggerebbe da crimini, rapine, mostruosità. Quando qualcuno ne parla è stato catturato, diventa una vittima.

Qual è il tuo concetto sui convincimenti stagnanti che andrebbero superati?
Gabriele D'Annunzio è ancora catalogato, etichettato, messo all'indice da falsi progressisti attardati in divisioni senza senso, dannose per il progresso dell'umanità. D'Annunzio ebbe un carattere poliedrico: bellicoso, vanitoso, eccentrico, politicamente tendente alla dittatura, ma ebbe momenti nella sua narrativa e nella sua poesia che costituiscono il gotha nella letteratura; io gli debbo tanto, specie nella mia adolescenza.

                                             
                                                GABRIELE D'ANNUNZIO

29 agosto 2016

T U

Parlaci di un intellettuale che ha lasciato traccia di sé nel pensiero di sempre?
Gabriel Marcel, un pensatore che hA valorizzato Il "tu", ovvero l'Altro, collegando tutto al "Tu assoluto", cioè Dio. Chi esclude l'altro nega Dio, di qui la necessità della solidarietà, dell'altruismo. Una sua opera: Essere e avere.

Perché la noi dilaga nella vita di oggi?
Esiste la noia classica apparsa dopo la Rivoluzione Francese, allorquando i borghesi abbandonarono la ragione perché temuta, pensavano che avrebbe portato alla Rivoluzione contro di loro. Caddero, così, nella noia, nell'alcolismo, nelle droghe, nel suicidio, Fu la crisi borghese. Esiste, inoltre, la noia per mancanza di ideali, in cui si vegeta invece che vivere, stando su una mattonella per sempre, con monotonia, lo sbadiglio è il simbolo della vita.

Presenti spesso i tuoi libri. Quali le tue considerazioni a proposito?
Presentare un libro è divenuto una routine, un film già visto. se le cose stanno così sarebbe meglio abolire questo atto pressoché inutile: fatica improba per organizzarlo, una sorta di forche caudine. I presenti sono quelli di sempre, molti sono quelli che lo fanno per favore o per gratitudine, per cui - essendo il libro in profonda agonia - si apre il sipario su una madornale ipocrisia.

                                                
        GABRIEL MARCEL



27 agosto 2016

OMAGGIO DA VITORIA - GASTEIZ

CASTELLI DI SABBIA

Onda
spumosa
bianco
di risacca
il mare
al tramonto.
Uomo
barcollante
capelli
bianchi
al vento
tramonto
di vita.
Castelli
di sabbia
demoliti
dal tempo.


D O G A N A

Anche oggi
alla dogana della vita
son passato
con valigie
piene.
M'hanno levato
tutto
speranze, illusioni, utopie.
Ritorno a casa
lascio il mondo
alle spalle
feroce.



CASTILLOS DE ARENA

Espumosa ola
la resaca
blanca
el mar
al atardecer.
Hombre 
devanado
el pelo
blanco
en el viento
la puesta del sol
la vida.
Castillos de arena
demolido 
por el tiempo.

A D U A N E R O

Incluso hoy en día
las costumbres de la vida
cambié
con las maletas
llenado.
Se han quitado 
todo
esperanzas, ilusiones, utopías.
Vuelvo a casa
dejo el mundo
feroz 
detrás.

ANTONIO FLOCCARI

                                  
VITORIA-GASTEIZ (Spagna)

26 agosto 2016

RIFLESSIONI ANTROPOLOGICHE

Quale errato atteggiamento verso l'arte, spesso, viene perpetrato da parte di tanti?
Erroneamente, si giudica l'artista come inutile, come un perditempo, zimbello, giullare, ozioso, folle. Lo dicevano già Platone ed Erasmo da Rotterdam.

Ci parli di una contraddizione storica che condiziona il nostro tempo?
Ulisse e Socrate: il primo è l'emblema dell'astuzia, il secondo della parresia ovvero del dire la verità. Ulisse rappresenta la moltitudine furba della società, Socrate coloro che soccombono solamente perché dicono il vero.

Come mai l'espressione "non voglio sapere di politica" è così diffusa?
La politica è una categoria indispensabile al vivere sociale dell'uomo, non si può fare a meno di fare politica. E' anche vero che quello che chiamano politica è solamente tornaconto personale. Il problema si risolve ridando alla politica la sua autentica dignità.

                             


25 agosto 2016

N A U F R A G O

Cosa ti deprime della politica attuale?
Il mercato dei voti, la politica ridotta a merce di scambio, voli pindarici da un'idea ad un'altra, distanze abissali con la gente, calo dell'interesse di tutti.

Cosa proveresti se tu fossi giovane, oggi, ancora con una vita davanti?
Mi sentirei tradito da chi mi rappresenta abbandonato e solo, senza futuro, senza prospettive certe, come un naufrago in una vita tempestosa.

Qual è il tuo rapporto con il tuo paese, Polistena, in Calabria?
Pensandoci, vedo Polistena come Itaca per Ulisse, anche una passeggiata in Piazza mi ricarica la psiche, anche una pietra caduta da un muro mi provoca dolore, anche gli amici, implacabilmente invecchiati, mi suscitano un senso dell'ineluttabilità verso il tempo che passa.

                        

24 agosto 2016

UNIVERSO IMMAGINARIO

In cosa consiste l'universo immaginario?
Si tratta di un composto di fantasie, credenze, tabù, totem che si formano dentro di noi per ereditarietà, costume, storia del popolo a cui si appartiene, esperienze soggettive, religione, ideologia.

Cosa non può mancare al pensiero?
La razionalità, l'esperienza, la libertà, l'autonomia, l'intraprendenza, il coraggio.

Quale artista vuoi presentarci oggi?
Giovan Battista Marino, nato a Napoli nel 1569, ivi morì nel 1635. Si tramanda che, per vie paterne, ebbe origine da  Cinquefrondi, paese della Calabria, di cui ho scritto la Storia dal V secolo a. C. ad oggi. Marino fu poeta barocco, il termine "marinismo" deriva da lui; suoi temi furono la metafora, l'antitesi, la musicalità. Fu amato da Benedetto Croce, ebbe influenza su Lope de Vega, John Milton; scoprì Nicolas Pussin. sua opera notevole è Dicerie sacre.

                                        
GIOVAN BATTISTA MARINO

23 agosto 2016

TRASCENDENZE DELLA VITA

Cosa ritieni che sia importante conservare in se stessi nella vita?
La propria identità non ha il diritto di cambiarla nessuno. è fondamentale. Poi, la personalità, altro valore massimo di ognuno di noi. Perdendo identità e personalità si diviene schizofrenici, subendo, così, la disintegrazione.

Perché la violenza è una costante della storia dell'uomo?
La violenza è debolezza, resa davanti al coraggio di vivere. La ragione è la vera forza dell'uomo, non la violenza.

Parlaci dei sentimenti...
Con una metafora, i sentimenti sono le vene capillari della vita dell'uomo, unendosi portano al cuore i valori più alti del vivere.

                                        

22 agosto 2016

ANIME BELLE

Perché il nostro tempo vede l'Italia in una situazione preoccupante in tutti i settori del vivere civile?
Non esiste equilibrio sociale: una minoranza, un'oligarchia, si è impadronita dell'economia, della politica, delle strutture fondanti della società, ne deriva un accumulo di difficoltà irrisolte che colpiscono i giovani prima di tutto, le famiglie, gli anziani, la società in genere.

Come commenti la disoccupazione intellettuale?
Personalmente, secondo il mio angolo culturale, la disoccupazione non va distinta tra intellettuale e manuale, così torneremmo ad élites, all'aristocrazia delle "anime belle". Certo, vedere i cervelli italiani andare via, giovani laureati e diplomati sfruttati per pochi euro, vedere un'intera generazione allo sbaraglio mi rattrista pesantemente.

Cosa disapprovi di più nei rapporti tra le età della vita?
Ne disapprovo la superiorità falsa ed inesistente dei giovani sui vecchi: dimostra cattiveria, barbarie, inciviltà. I giovani non tengono conto che saranno fortunati se diventeranno vecchi. L'anziano è un patrimonio dell'umanità per esperienza, cultura, per il contributo che dà alla civiltà, per cui merita rispetto.

                                                

20 agosto 2016

OMAGGIO DA BUCAREST

P A E S E

Ti hanno lasciato solo
come un cane abbandonato,
paese mio.
Stiamo insieme...
vuoi?


M A R A

Aveva il sorriso
per sempre
scomparso
dal mondo.
Aveva gli occhi
del giorno
all'alba.
aveva il passo
dell'erba 
al vento.

Ț A R A

Ei au fost lăsați în pace
ca un câine abandonat,
țara mea.
Suntem împreună ...
vrei?

M A R A

Ea a avut zâmbet
pentru totdeauna
dispărut
din lume.
ochii lui
zilei
zori.
Ea a avut ritmul
iarbă
vântul.

ANTONIO FLOCCARI


                                    
          BUCAREST - Romania

19 agosto 2016

A L I B I

Secondo te nella storia della Calabria quale piaga ne ha determinato l'arretratezza?
Le cause sono tante, sicuramente una delle più gravi è stata l'aristocrazia fondiaria prevalente, parassitaria, baronale, borghese, disumana.

Perché la tua terra, la Calabria, quasi sempre si è schierata a fianco della reazione ostacolando il progresso?
I miei conterranei hanno mille alibi per la loro collocazione politica scelta, spesso, irrazionalmente: dominazioni si sono succedute su di loro, privandoli della libertà, del pensiero, dell'uso della ragione. Per cui, purtroppo, la Calabria è diventata mangiatoia succulenta di sfruttatori e despoti.

Vuoi citare un episodio storico tra i più significativi dell'errore politico calabrese?
1799, il Cardinale Ruffo e la spedizione Sanfedista contro la Repubblica Partenopea con collegamenti illuministici francesi. Al grido di "Viva Maria!", i contadini della provincia reggina, della Piana di Rosarno, si unirono al Ruffo, venendo, ancora una volta, ingannati e strumentalizzati.

                             

18 agosto 2016

PARADIGMI UMANI

Parlaci dell'incontro quotidiano con il tuo paese, Polistena...
Il mio paese, Polistena, non è qualcosa che non abbia un'anima, un'identità: incontro le vie, le case, le piazze, i panorami e tutto mi è famigliare come facenti parte dei miei globuli. Ho un rapporto carnale con il mio paese.

E qual è il tuo rapporto intellettuale sempre con Polistena?
Lo studio della storia mi consente di vedere Polistena nel corso dei secoli: le sue sofferenze, i terremoti, le alluvioni, le emigrazioni, i soprusi feudali, la sua miseria, l'emarginazione; per cui, mi chiedo per quale intercessione da parte di un taumaturgo ci sia ancora, malgrado tutto.

Diceva Francesco Cilea:"Amavo Bach, mi appassionava Beethoven, mi commuoveva Chopin". Che ne pensi?
L'Autore de' L'Arlesiana, così esprimendosi, inseriva le categorie fondamentali della musica: la tecnica della composizione con Bach, i sentimenti più sublimi con Beethoven, il lirismo di Chopin.

Panorama di POLISTENA

17 agosto 2016

DESENTIMENTALIZZAZIONE

Quali grandi ideologie sono crollate e di chi è la colpa?
Sono tramontati l'Illuminismo, il Razionalismo, il Comunismo, buona parte del Cristianesimo, tanto di Dio, la colpa è sempre del potere economico che abbatte qualunque ideologia si frapponga alla sua egemonia.

Cosa ti colpisce di più nel nostro tempo?
La desentimentalizzazione, e cioè la caduta dei sentimenti, con il tutto trasformato in merce, in scambio, quasi i sentimenti siano moneta, il cinismo che annienta ogni movimento dell'anima trasformandolo in ipocrisia. 

Cosa dovrebbe essere preso in considerazione in Calabria?
La nostra arte non ha nulla da invidiare alla Letteratura, alle arti figurative, ad ogni forma estetica provenienti dal monopolio pseudo culturale del Nord e straniero. Nelle nostre scuole non circolano Corrado Alvaro, Fortunato Seminara, Leonida Repaci, Antonio Altomonte, Mario La Cava.

                                 


16 agosto 2016

C O N T A T T O

Cosa incombe sull'uomo nel nostro presente?
Si è orfani non  di parenti ma di una delle conquiste più mirabili nella storia: il libro. Dall'agonia da diverso tempo il libro si può dire che sia trapassato, da rischiare di divenire un fossile da museo. Non è una cosa di piccolo conto nella civiltà: morendo il libro, verranno a mancare la creatività, la fantasia, la riflessione, la compagnia di un grande amico.

Quale fenomeno esistenziale si sta diffondendo a macchia d'olio?
La paura, la fobia verso il contatto, ovvero ingigantire la vicinanza dei propri simili come un rischio, una perdita grave. La patologia del contatto spinge alla solitudine, a non volere a che fare con l'Altro, ad una forma allergica verso il sociale.Si pensa che gli altri siano portatori di una sorta di epidemia fisica e psicologica.

Come giudichi lo stato presente dell'Occidente?
E' in uno stato di agonia: una perdita lenta e graduale delle grandi conquiste che hanno fatto di questa parte del Pianeta per secoli la guida dell'Umanità. Sono vicine al tramonto la politica, la religione, la società, l'individuo, la famiglia, l'economia. Altre parti del Pianeta stanno venendo avanti egemonicamente in economia: si pensi alla Cina, soprattutto.

                                     

13 agosto 2016

OMAGGIO DA iNDIANAPOLIS

ZENIT DI VITA

Mare d'aprile desolato.
Su sabbia soffice sporca
un bimbo corre
in gara 
con un gabbiano.
Alba di vita.
Una barca nasconde
una coppia in amore.
Zenit di vita.
Una donna di nero
sulla sabbia arranca.
Vespero di vita.
Il gabbiano s'è dileguato.
E' là dove la vita
scorre verde e fresca
come l'aria del mattino.

ZENIT LIFE

Of April desolate sea.
On dirty soft sand
a child runs
in competition
with a seagull.
Dawn of life.
A boat hides
a couple in love.
Zenit life.
A woman  in black
limps on sand.
Twilight of life.
The seagull has fled.
And 'where life
flowing green and fresh
as the morning air.

ANTONIO FLOCCARI


                                   


INDIANAPOLIS - Stati Uniti.

12 agosto 2016

D I V E R S I T A'

Cosa si deve rispettare in assoluto?
La diversità, gli altri popoli, le altre culture, le altre religioni: Cristo era un palestinese. Problema fondamentale del nostro tempo è l'Altro, nodo centrale della ricerca culturale negli Atenei di tutto il mondo.

Di quale intellettuale ci vuoi parlare?
Gabriele Barrio, nato in Calabria, a Francica, visse dal 1506 al 1577. Scrisse la prima Storia della Calabria De antiquitate et situ Calabriae, in latino. Quando Barrio morì l'opera fu continuata da Tommaso Aceti.

Cosa detesti maggiormente?
Sconsacrare la vita, rinunciare a vivere, non avere vitalità, essere conformisti, razzisti.

                            

11 agosto 2016

ANSIA PERMANENTE

Perché nella storia dell'uomo c'è sempre l'esigenza di guerre?
La guerra, per adottare un linguaggio geometrico, è convessa, nel senso che trascina lontano, verso l'esterno, conflitti interni che porterebbero al disfacimento del potere costituito. Per chi teme le proteste del popolo la guerra è un toccasana: distoglie, trasferisce l'attenzione da rivendicazioni di natura economica ed anche sociale. Le guerre fanno guadagnare somme enormi a fabbricanti e contrabbandieri di armi. C'è bisogno di una copertura ipocrita e falsa: si lotterebbe per il bene comune, per la patria.

Cosa provoca il terrore seminato globalmente e premeditatamente?
Avviene un  crollo verticale della convivenza, dei legami umani, della solidarietà, del dialogo, della cooperazione. Ne risentono gravemente la famiglia, il vicinato, il luogo di lavoro; aleggiano un'atmosfera  pesante con sospetti verso chiunque e una diffidenza oceanica con chiunque nostro possibile pericoloso nemico.

Nella storia come si definirà,secondo te, il nostro tempo?
Si ricorderà come il tempo della cultura dell'odio. Saranno scritti interi capitoli sul razzismo, sul tentativo di instaurare guerre di religione da strategie disumane e disoneste, Verrà fuori la verità di guerre scatenate per la bramosia del petrolio; e poi si ricorderà questa epoca per l'edonismo, l'egocentrismo, i sentimenti umani seppelliti e per la dilagante barbarie.


                                         

10 agosto 2016

R A D I C I

Perché l'Italia, la Calabria mostrano un malessere diffuso tra la gente?
Perché i modelli di vita che subiamo non sono radicati nella nostra storia, provengono da altre latitudini; abbiamo accettato di essere diversi da come potremmo essere, come un popolo colonizzato, asservito.

A cosa si deve rimanere legati, come un dovere?
Alle proprie radici, alla storia del popolo a cui si appartiene, alla cultura della gente in mezzo a cui si è nati, alla Lingua di nostra madre.

Il dialetto ha un grande valore, come mai?
Il dialetto appartiene alla natura che si è respirata da i primi vagiti di vita. è la nenia di nostra madre per addormentarci, è la comunicazione della gente a cui apparteniamo.


                                           

9 agosto 2016

INCONTRO PERMANENTE

Cosa manca nella società attuale che era un valore nel passato?
L'orgoglio di vivere al di là dell'avere, la pienezza di vita, la povertà vissuta con dignità, il rispetto per la terza età, la passione disinteressata per la natura.

Anche l'amore, secondo te, è decaduto?
Anch'esso: si fa l'amore senza amore, il tutto rivestito da un edonismo vergognoso per la dignità umana. L'amore paga un caro prezzo per il tracollo verticale dei valori umani.

Cosa dovrebbe ritornare, dunque, nel comportamento umano?
La solidarietà, il percepire gli altri come persone, l'instaurare rapporti con l'incontro permanente e non con lo scontro, la coscienza che l'uomo è sempre tale al di là del colore della pelle o della religione che professa.


                                  

                                                   

8 agosto 2016

PAROLE APERTE

Quale rapporto esiste, nella storia, tra potere e cultura?
L'intellettuale, nella storia, è stato, esclusa qualche eccezione, paggio del potere, "rigoletto" di corte principesca, intrattenitore, ludibrio gioioso di pranzi e cene, strumento di serenate, pennivendolo, propinatore di lavoro commissionati per fini soggioganti la ragione. Quando non è stato così finì in croce, al rogo o al confino o in carcere.

Chi, secondo te, è il massimo interprete della storia?
Il poeta, perché i suoi versi sono profezie che vanno oltre il passato e il presente. Attraverso il poeta è sempre domani.

Qual è la causa, a tuo avviso, della perdita completa della memoria del passato?
Si perdono le radici, l' identità, l'esserci razionale nel mondo, si diviene schiavi di altre culture per piaggeria ed assenza assoluta di personalità.

                            


6 agosto 2016

OMAGGIO DA RIO DE JANEIRO

RIVERBERI DELL'ANIMA

Veniva la donna
tarda negli anni
a comprar la bara.
Ridevano i giovani.
Erano più vecchi
della vecchia.
Chi compra
la bara in vecchiaia
non l'ebbe in gioventù.
Chi rideva
era una bara e...
non lo sapeva.


REFLEXOES DA ALMA

Ela era a mulher
anos de atraso
comprar no caixão.
Eles riram o jovem.
Eles eram mais velhos
de idade.
quem compra
o caixão na velhice
Ele não teve em sua juventude.
aqueles que riu
Era um caixão e ...
Ele não sabia.


ANTONIO FLOCCARI



                     
                                       RIO DE JANEIRO, Brasile

5 agosto 2016

L ' A L B A

Ci parli di un intellettuale che ha contribuito alla tua formazione...
Henri Bergson: premio Nobel nel 1927; mi ha insegnato l'interesse per l'intuizione, per il valore teoretico, tutto un mondo diverso dalle categorie intellettuali, uno scopritore di dimensioni umane inesplorate.

Perché il cibo e i suoi simulacri,  e cioè i supermercati, costituiscono un simbolo del nostro tempo?
Sono l'insicurezza, l'ansia, l'incertezza del domani, il vuoto esistenziale che provocano un ritorno al cordone ombelicale materno. Quando una famiglia, in processione, compie il rito "sacro" con il carrello della spesa, sarà triste, ma è un'umanità a ritroso, asfittica, patetica.

Quale ora del giorno prediligi?
Più s'invecchia e più si predilige il nascere del giorno, l'alba, origine della vitalità della natura, concentrazione massima dei misteri metafisici, allontanamento della morte, rinascita.

                                

4 agosto 2016

AGGIUNTE INTRINSECHE

Cosa pensi della povertà in espansione anche nel nostro Paese?
Deriva dalla strategia della globalizzazione capitalistica che ha stabilito la propria fortuna economica sul parallelo stato di indigenza progressiva della popolazione mondiale e italiana.

Come mai, secondo te, la volgarità linguistica è così diffusa?
La volgarità è aggressività, riduzione della comunicazione ed intenzione di suscitare offesa e sdegno. La volgarità appare rigogliosa quando la società è marcia. Non è questione solamente della impossibilità di essere ben accetti: è un rifiuto, soprattutto, dell'altro.

Che senso ha parlare ancora di Destra e di Sinistra?
Parlarne ancora significa adottare un cripto-linguaggio: gli ideali sono crollati, non si può dire che tutto ciò sia un male, spesso, da una profonda crisi, da un tramonto di pseudo valori, nella storia, è derivato un mondo migliore.

                               

3 agosto 2016

S F A S C I O

Come caratterizzeresti i nostri  anni?
Città splendide ridotte  al macero, operai e studenti calpestati nei loro diritti, migranti - esseri umani come noi - disprezzati, alluvionati per l'aggressione alla natura, cittadini senza morale politica e valori credibili: uno sfascio.

Parlaci di un artista che hai incontrato nel tuo cammino formativo...
Ricordo Ippolito Pindemonte, veronese, che visse nella seconda del '700 e i primo decenni dell' '800. Ho incontrato con lui il classicismo e i primi sintomi preromantici, l'idillio malinconico, la morbidezza linguistica che si collocava fra Arcadia e Romanticismo. Mi ha, altresì, introdotto ad Alfieri, Foscolo, Monti. Mi piace ancora rileggere le sue Poesie campestri.

Attualmente sei impegnato in una ricerca storica: cosa lascia la storia in un uomo che la ricostruisce?
Lascia un grande rispetto per il presente, ciò proviene dalla conoscenza del passato con i suoi errori e con le sue conquiste positive, proietta efficacemente verso il futuro. Aveva ragione Giambattista Vico quando sosteneva che la storia è maestra di vita. 

                                                
GIAMBATTISTA VICO

2 agosto 2016

I N C U R I A

Cosa pensi della precarietà nella vita?
E' divenuta una categoria della nostra storia, il non essere sicuri di nulla, avere un lavoro instabile, a tempo determinato, tutto provoca malessere psicologico e organico: non si possono fare progetti.

Qual è il tuo pensiero sull'omofobia?
Michelangelo, Raffaello, Pier Paolo Pasolini, Luchino Visconti, Garcia Lorca erano diversi; la loro arte è eterna, è ospitata nei luoghi più sacri. Un essere umano non si giudica dalla propria sessualità ma dal proprio essere come intelligenza e originalità. l'omofobia è stata una componente terribile delle dittatura più atroci come il nazismo.

E sul crollo di monumenti artistici in Italia?
L'arte, a tutti i livelli, di tutte le epoche costituisce una ricchezza culturale, un richiamo turistico per il nostro Paese: Pompei, Ercolano, le stesse Roma, Firenze, Venezia, i Bronzi di Riace, le vestigia anche dei piccoli paesi meriterebbero altra attenzione e protezione. Così non è: conseguenza di inciviltà ed incuria barbariche.

                              

    V E N E Z I A

1 agosto 2016

PARLAR FRANCO

Parlaci di un libro che conta...
Sono molto legato a un libro scritto da un semianalfabeta, da uno di quegli uomini derisi dalla cultura ufficiale, un libro che, finalmente, apre cancelli chiusi da secoli e sprigiona il dire, il canto, la comunicazione popolari. Questa è la letteratura condannata all'ergastolo da una piccola ma egemone fetta della società italiana.

Cosa pensi del lavoro nel nostro tempo?
Il lavoro, per secoli, è stato oggetto di schiavitù,  di servitù, sinonimo di disprezzo. Venne Cristo e lo valorizzò; in seguito, ritornò ad essere un campo di uomini ridotti a larva: ci vollero lotte, sacrifici, torture e morte per dare dignità umana al lavoro. Oggi si assiste al tentativo di ridurre il lavoro ad elemosina con la minaccia della disoccupazione, i giovani chissà se ne avranno uno.

Cosa provano oggi, secondo te, i giovani a vent'anni?
Avvertono delusione, frustrazione, scetticismo, pessimismo. L'età aurea, magica dei vent'anni non esiste più. Già a quest'età si avverte il peso della vita: è triste.

                             

AI MIEI AMICI AMERICANI - TO MY AMERICAN FRIENDS

G R I D O Se dovessi contare le maschere messe nella vita fingendo per salvarmi per non perdere per conquistare mettendo da part...