PROMESSI SPOSI

31 dicembre 2016

OMAGGIO DA SAN FRANCISCO

BUON ANNO

Joe,
quanto sarebbe bello
se tutti
bianchi neri gialli
fossimo cittadini
del mondo
senza più confini
muri
reticolati
su di noi
splenderebbe il sole
della pace senza tramonto
tu io gli altri
in fondo
siamo tutti uomini
portentoso miracolo
della natura e dell'Assoluto
Joe
Buon anno!

HAPPY NEW YEAR

Joe,
it would be nice 
if everyone
white black yellow
we were citizens
of the world
without borders
walls
crosslinked
about us
the Peace sun 
would shine
without end
I you others
at bottom
we are all men
portentous miracle
of the nature and of the Absolute
Joe
Happy new year!

ANTONIO FLOCCARI

                                         
                                 SAN FRANCISCO - California (USA)

30 dicembre 2016

T RA M O N T O

La dobbiamo finire di criticare i giovani negativamente: non è così. I giovani non accettano più le illusioni, le ipocrisie, il farsi prendere in giro da idee fatte a bella posta per strumentalizzarli. I giovani hanno capito ed è un non ritorno. Nel secolo scorso una moltitudine di giovani è stata mandata al macello a massacrare ed a farsi massacrare. I monumenti ai caduti delle varie località - non solo italiane - portano i loro nomi, morti per difendere gli interessi altrui, ingannati dalla retorica e dalla finzione. I giovani sono saggi, sono sensibili, sanno come stanno le cose, posseggono il senso critico, sono meditativi. Con la loro solitudine, con compagni la tecnologia, internet, possono raggiungere chiunque nel mondo, al di là di ogni confine, conquistando settori prima impensabili. E pagano le lacerazioni di un'epoca tramontata per sempre. Dove si andrà non è ancora chiaro. E' il nuovo ed inesplorato campo degli studi.

                                            

29 dicembre 2016

O S T I L I T A'

L'ostilità è antica quanto l'apparire umano nella scena della vita. Con essa si mette in atto una strategia che tenta di allontanare da sé le colpe attribuendole agli altri, ai rivali. E' una questione psicologica, mentale, tribale. L'ostilità vede il mondo, gli altri, come avversari e si costruisce un muro interiore spingendo verso l'esterno problemi che potrebbero causare danni. Sigmund Freud mise a fuoco la problematica dell'ostilità: viene praticata anche per deviare l'aggressività di un popolo verso nemici, e se non esistono si inventano. Ciò è stato praticato, lo è ancora, da regimi totalitari, da chi ha interesse ad evitare rivoluzioni interne, sconvolgimenti sociali a causa dell pessime condizioni dell'occupazione e del lavoro. L'energia spesa per l'ostilità contro altri consuma forza, quando termina ritorna e si rende disponibile affinché si possa operare nella vita costruttivamente. 

                                           

28 dicembre 2016

STORIA DELL'EROS

Attraverso la storia dell'eros si apre lo scenario della vita umana nelle diverse epoche. I cambiamenti delle abitudini sessuali sono sempre dipesi dall'evoluzione culturale: il Romanticismo, il Positivismo, la Belle Epoque minarono profondamente il sacro religioso e lo sostituirono con l'eros come valore-guida umano. Un sacro nuovo che prese il posto di quello spirituale, secolare. E così si presentò il fenomeno dell'arte con al centro il sesso, l'erotismo. Gabriele D'Annunzio ne fu un emblema. Le guerre portarono morte e sfacelo, e quando si conclusero scatenarono una grande voglia di vita dando impulso all'eros. Cinquant'anni fa, negli anni Sessanta, la rivoluzione sessuale provocò un aumento dell'attività come gusto comune, ciò causò il crollo totale del controllo erotico da parte della Chiesa che lo aveva escogitato per il dominio. Nel nostro tempo, l'eros si manifesta con un calo vistoso dovuto alla chiusura umana nell'individualità senza il bisogno dell'unione erotica stessa: una svolta epocale. E visto che l'eros sta declinando, la convivenza tra l'uomo e la donna diviene impostata essenzialmente sulla fiducia, per cui il 61% degli intervistati dichiara che la vita di coppia può esistere anche senza nessuna sessualità.

                                          

27 dicembre 2016

V I R T U A L E

Il virtuale è il simbolo di questo tempo per i giovani. Valori storici sono stati accantonati, non suscitano più interesse, sono, ormai, avvenimenti da museo. I giovani preferiscono legami sessuali senza impegno di fedeltà o affettività; così viene evitato il lavorio psichico di un rapporto amoroso, la sua gestione impegnativa; non è più necessaria l'eccitazione sessuale, per cui i giovani danno la sensazione di essere frigidi, distanti dal richiamo erotico; conta molto, invece, il rapporto virtuale tramite internet, da cui dipendono per buona parte del tempo consumato telematicamente. Vi è un triangolo: il giovane, il computer, la masturbazione. Da ciò viene fuori un cambiamento sociale profondo con fenomeni che possono essere rilevati vistosamente: matrimoni in netto calo, la coppia giudicata un fatto preistorico, il proprio io che giganteggia su tutti e tutto. Una causa è il consumismo che sazia, a cui si aggiunge la famiglia in crisi, il tentativo di evadere dall'isolamento dell'età, il non credere quasi più a nulla.

                                         

23 dicembre 2016

CATACLISMA EPOCALE

Il cataclisma che stiamo vivendo sarà ricordato dalla storia. E' tutto un campo immenso da studiare e da ricercare, un problema della psicologia collettiva. Di cosa si tratta? L'individuo è divenuto il protagonista assoluto di questo tempo, vi è una sola proiezione ed è rivolta verso se stessi. Se si vuole si può chiamare questo fenomeno egocentrismo, egoismo, ingigantimento del narcisismo, presenza  continua di uno specchio in cui ci si guarda perpetuamente. Contemporaneamente, come sostiene Luigi Zoja, assistiamo all'estinzione della parola "massa". Eppure questo termine, appena nel secolo scorso, era sublimato dalla politica, dagli intellettuali, dal pensiero comune, dalla religione. L'umanità ha intrapreso il sentiero contorto dell' "io", causando solitudine ed isolamento, distanza abissale dagli altri, dunque, di cui  non si vuole conoscere nemmeno l'esistenza.

                                                    

22 dicembre 2016

PASSIONI RAFFREDDATE

Viviamo in una parte del Pianeta, l'Europa occidentale, in cui le passioni si sono raffreddate. Invece, nel Medio Oriente, in America Latina, in Africa le passioni incandescenti, come  lava vulcanica che fuoriesce dal cratere. sono in atto, le nostre, di passioni, si sono raffreddate dopo le guerre mondiali, nate dal fallimento del concetto di massa buono in teoria ma irrealizzabile, dalla caduta verticale delle religioni, dallo svuotamento dei riti magici. E' subentrata con la pace tra i popoli europei confinanti e lo scatenamento delle guerre in Africa, nei Paesi arabi mediterranei, in quelli orientali. Si è tentato di vivificare le passioni con un'idea politica, sublimando ideologie, con riti religiosi in crisi come neve al sole, con un ritorno all'individualismo che ci ha allontanato dall'esistenza di gruppo che ha deluso immensamente. Al di là del meteo e delle stagioni siamo tutti raffreddati, con il potere emozionale in coma, con l'angoscia che sopravviene sempre in chi sceglie la solitudine.

                                                        

21 dicembre 2016

COLONNE D'ERCOLE

Se vuoi puoi anche tu essere un Ulisse del nostro tempo, naturalmente, senza il leggendario omerico. Le colonne d'Ercole, oggi Stretto di Gibilterra, confine tra il Mediterraneo e l'Oceano Atlantico, delineavano il limite estremo del mondo conosciuto. Portati oltre il già fatto, il già saputo, il già conosciuto, e ti inoltrerai in un mondo nuovo, tutto da scoprire, provando, così, il sapore autentico dell'esistenza. Ogni giorno, anche se in piccolo, dovresti scoprire qualcosa che, aggiunto al già posseduto, arricchisce il tuo patrimonio di conoscenze. Non ti fermare nelle paludi dell'ovvio, del superfluo, del già visto, del già sentito, diverresti un automa perdendo la tua dignità umana. Così ciò che eri ieri non sarai domani, il tuo sarà un cammino interminabile, finché dura la vita. 

                         

20 dicembre 2016

D I S I N C A N T O

Anch'io appartengo - inevitabilmente - all'umanità moderna che caratterizza la vita con il disincanto per tutto un mondo sparito per sempre. Ma quali magie, quali poteri inspiegabili nelle cose che non ci sono più. La scienza si affatica a spiegarci come stanno le cose, teorico fu Max Weber. E' avvenuta una rivoluzione con Copernico, Darwin, Freud: il primo ci ha aperto gli occhi sul fatto che il luogo dove abitiamo è l'estrema periferia dell'universo e non il centro; per Charles Darwin  proveniamo da una evoluzione; Sigmund Freud ci ha fatto sapere ogni nostra azione non è frutto della coscienza ma dell'immenso, profondo psicoanalitico. Non siamo più protagonisti, siamo, semplicemente, qualcosa di molto più ridimensionato ma con i piedi per terra.

                             

19 dicembre 2016

I C E B E R G

Ti sorprenderà, magari rimarrai allibito, dicendoti che siamo tutti un "iceberg". Solamente un po' di più del 10% emerge da profondità psichiche abissali. Vedi: andiamo in giro per il mondo e buona parte di noi rimane sommersa, nascosta, lontana dalla realtà che ci circonda. Tutti , nella vita, mettiamo in gioco solamente un decimo di noi, il 90% rimane abortito, carcerato con cancelli chiusi a doppia mandata. Un iceberg galleggia nelle gelide acque artiche, ti, io, noi galleggiamo nell'oceano dell'esistenza senza poter far vedere mai il sole alla stragrande parte di noi. Così stanno le cose. Su questa questione si trovano consenzienti i massimi studiosi della psicoanalisi. Il profondo di noi è sconosciuto, ignoto. Nemmeno tu puoi dire di conoscerti: è uno dei massimi misteri della vita. Viaggi - si può dire da quando sei nato - con uno sconosciuto dentro di te. Un tema, questo, che interesserebbe anche il cinema di Dario Argento.
 
                                               Risultati immagini per iceberg

17 dicembre 2016

OMAGGIO DA MEMPHIS

VOGLIO SAPERE

Voglio sapere
cos'è la vita
si giunge alla fine
senza una risposta
voglio sapere
se ancora
esiste l'amore
oppure morto per sempre
voglio sapere
perché un padre
cacci suo figlio
con atroce disprezzo
voglio sapere
chi veramente sono
cerco di saperlo
da una vita intera.

I WANT TO KNOW

I want to know
what is life
it reaches the end
without an answer
I want to know
if exists love still
or dead forever
I want to know
because a father
hunt her son
with atrocious contempt
I want to know
who really I am
I try to know
from a lifetime.

ANTONIO FLOCCARI

                                       
MEMPHIS - Tennessee (USA)




16 dicembre 2016

L' A T T E S A

Come ogni mattina, in tutte le stagioni, attende, poggiato con una spalla al muro del palazzo. E' un uomo che gli anni non sono riusciti a piegare, conserva un'aitanza ancora giovanile. Tra poco, correndo, arriverà il nipotino che, accompagnato dalla madre, andrà a scuola. Ho potuto osservare il momento cruciale dell'incontro tra nonno e nipote: congiungimento di differenti generazioni, unite dall'affetto che non conosce età. Questa scena mi raddolcisce l'animo in un tempo come il nostro caratterizzato dalle intemperie dei sentimenti, dalle tempeste d'umanità. Il bambino, spesso, quando sta per raggiungere il nonno, sorride e scherza; il nonno, contento, aggiunge un'altra giornata di salute alla sua vita.

                                            

15 dicembre 2016

R I S A R C I M E N T I

Chi mi risarcirà? Vorrei impossessarmi di nuovo delle privazioni che ho subito, come tanti di voi, come tutti. Ricordi? Quando arrivava Natale si avvertiva nell'aria qualcosa che raddolciva la vita. Un suono di zampogna che si avvicinava e portava con sé una favola: lo zampognaro offriva un'immagine autentica di chi ci aveva preceduto, il nostro albero genealogico. E poi, la mamma, di là, in cucina, a preparare le zeppole. Già l'odore faceva venire l'acquolina in bocca. bastava un'acciuga per dare alle zeppole un sapore di mare che si univa a quello dei monti. C'era anche il presepe, preparato alla buona, umilmente, con il cotone a simulare la neve; poi si giocava con le noccioline a farle entrare in una buca nel pavimento di casa. E la sera di Natale si cenava con pietanze preparate con i prodotti dei campi. Ridatemi questo mondo di fiaba! Perché l'avete distrutto sostituendolo con l'orrendo scempio del consumismo? 

                                              

14 dicembre 2016

D I S S A C R A N T E !

Il fatto: una capanna natalizia in un supermercato, il Bambinello, San Giuseppe, Maria, l'asinello, il bue; tutto composto di una sostanza dolce da consumare a tavola. Inaudito! Allora è proprio vero che la religione è morta e si è trasformata in culinaria. Ed anche se a chi si ama si dice :"Ti mangerei!", come facciamo a fare il passaggio dal sacro a un pasto qualunque? Ironicamente, alla Dario Fo, chi avrà il "privilegio" di mangiare il Bambinello? Il capofamiglia, lei, qualche figlio? Potrà provocare tutto ciò una lite con qualche contuso al pronto soccorso... Si può festeggiare un Natale così? Allora, aboliamolo, per chi ci crede, per salvarsi l'anima. Oppure, finiremo mangiati dai diavoli.

                                       

13 dicembre 2016

LUCI ED OMBRE

Levatemi di torno le tenebre, ma non vedete che anche a Natale c'è un buio fitto: dov'è il sole? Voglio la luce, quella luce che splendeva quando arrivava Natale, ed era tutta una favola, la realtà si trasformava in dolcezze infinite. Invece, tra poco è Natale, è giunto il tempo delle contraddizioni. Quando vivo questo tempo mi si scatena dentro il fenomeno della ricerca dell'identità. E faccio l'amore con la vita, l'abbraccio, la stringo, appassionatamente, per difendermi da queste luminarie offensive in una realtà buia come la pece. Ma le volete togliere? E che fate a fare i presepi se non credete più a nulla e la religione è morta? Chissà perché, a Natale, nella mia vita, ho sempre avuto il tempo propizio per fare poesie. Credo sia un'evasione, una fuga da tutto e da tutti. Ti dispiace che parlo così? Ammettilo... come me sei anche tu.

                            

12 dicembre 2016

I N D I F F E R E N Z A

Anche tu ti lamenti: si crede più a nulla, morale, politica, religione, tutto a catafascio. allora come si fa? Ho nulla da insegnarti, ti dirò qualche parola. Rifugiati in te stesso o nella natura, nell'esaltazione della vita o nel cosmopolitismo, nella difesa della pace, nel ridurre al minimo le necessità, nel disprezzare i falsi beni. E come Diogene di Sinope cerca anche tu l'uomo, tra poco sarà impossibile trovarlo poiché si sta trasformando in qualcosa che, ormai, rasenta la mostruosità. Prima di noi si sono cimentati in quello che ti sto dicendo Antistene, discepolo di Socrate, e Aristippo di Cirene. Caro amico, è fondamentale che tua abbia stima di te stesso, disponibilità verso le bellezze della vita e poi semina intorno a te l'indifferenza, eviterai così di essere travolto dalla piena del fiume della viltà, della codardia, della cattiveria, dell'ipocrisia, del dio euro che sta producendo una devastante alluvione sulla civiltà umana. Comincio a darti gli auguri di feste che se non stiamo attenti faranno a noi la festa. Ciao.

                                              
DIOGENE DI SINOPE

10 dicembre 2016

O R I Z Z O N T E

Non voglio alzare
lo sguardo
meglio occhi a terra
se guardo
appare una vita
che non vorrei
chissà se oltre
quell'orizzonte
ci sarà un mondo
migliore.


H O R I Z O N

I don't want to raise
the look
best eyes on the ground
if I look
It appears a life
I would't like
who knows if beyond
that horizon
there'll be a world
best.


ANTONIO FLOCCARI

                                      
               NEW ORLEANS - Louisiana (USA)

9 dicembre 2016

INTUIZIONI DEL MONDO

Cosa si prova ad essere un intellettuale nelle tue contrade?
Sembrerà strano ma non è piacevole. Per colpa non della mia gente: qui, quasi da sempre, prima l'analfabetismo di massa e una sorta di diffidenza verso gli intellettuali, oggi, una frequenza di massa della scuola senza connotati specifici razionali, tutto ha portato ad una condizione per l'intellettuale di sentirsi straniero in patria, deriso - lo diceva già Platone -  o invidiato, incompreso, sempre ai margini, se si accomuna, spesso provoca disturbo.

Hai terminato una nuova Commedia in dialetto per il teatro. Cosa provi?
Quando si scrive qualcosa che sarà rappresentata in teatro, i personaggi rimangono nella psiche come se esistessero realmente e fanno parte delle conoscenze concrete della vita. La bizzarria è che tutti i tuoi simili, per l'impegno che tiene occupati, si dileguano quasi del tutto; per cui, vivi con i tuoi simili virtuali.

Cosa pensi dell'Illuminismo?
Gli debbo il sorgere dei versi sciolti nella mia poesia senza fronzoli, prosastica, liberi dai canoni linguistici tradizionali, dal Purismo. E poi, autori, intellettuali che mi hanno formato: Locke, Hume, Diderot, Rousseau, Montesquieu, Voltaire, Helvetius, Condillac, La Mettrie.

                                      

7 dicembre 2016

IL TIFO

Vuoi parlarci di un poeta che ti ha influenzato nella preadolescenza?
Angiolo Silvio Novaro, ligure di Diano Marina. Visse gli ultimi decenni dell'Ottocento ed i primi del Novecento. Di lui mi piacevano le sue elegie poetiche di stampo pascoliano, la lirica delle sue prose. Rammento la raccolta di poesie Il castello.

Cosa pensi del tifo calcistico?
Non mi piace: ha risvolti negativi quali il nazionalismo esasperato che tanti danni ha provocato nella storia, un transfert irrazionale in un gioco che non è, certamente, il più bello, lo scatenarsi dell'odio nei confronti dell'avversario, l'aggressività che spesso provoca gravi disgrazie. 

Qual è il momento più spirituale nella tua giornata?
Un Crocifisso sul mio tavolo da studio: l'ho trovato in Sicilia, nella piazza principale di Avola (Siracusa), Ogni mattina prendo un panno e, autentico rito, tolgo la polvere all'immagine sacra. E' la mia prima azione del giorno. Per me, vale più di una Messa.


                              

6 dicembre 2016

ELEGIA DI UNA SCELTA

Voglio dirti - non vale solamente per me - come avviene una scelta di vita, l'inizio di un percorso che diviene compagno per tutta la vita. All'alba dell'arte c'è un senso di smarrimento che annienta gli anni che dovrebbero essere i più innocenti, quelli della fanciullezza. Allora, si cade in silenzi che non finiscono mai. E' da qui che va in incubazione l'arte in qualunque sua manifestazione di genere. Fondamento della mia ispirazione multiforme è un tacere cronico, permanente. E poi un pensiero che, adagiato su se stesso, trova svariati spiragli di un desiderio d'espressione che non trova conforto. E mentre il pensiero galoppa, il parlare si ammala con balbuzie che fanno ridere chi ascolta, procurando strazi al fanciullo. Nasce una frustrazione gigantesca che si metterà a scalare le cime più alte delle conoscenze con il pericolo di precipitare negli abissi dell'appartenenza al patologico incurabile. E così l'ispirazione estetica diviene ipercompensazione, una scelta di vita, una passione che, all'ombra di scrivere o di far musica, di dipingere o di scolpire, vi è un essere umano che ha trovato la scialuppa per uscire dai marosi della vita.

                                                      

5 dicembre 2016

RISCHIO SCAMPATO

Amo la libertà, il potere decisionale democratico avuto in eredità dalla Resistenza e dalla Costituzione. Chiunque attenti a privarmi dei diritti che mi sono attribuiti dall'essere un uomo, un cittadino non può essere appoggiato da me. Sgombriamo il campo da desideri zoppi d'avere un leader, un deus ex machina, prediligo la volontà generale espressa da tutti i cittadini - come diceva Rousseau nel Contratto sociale - che eleggono i rappresentanti a turno, e con una breve durata, per scansare i privilegi, gli intoccabili. Ho imparato dalla storia che i miei connazionali sono intelligenti, nei momenti cruciali sanno giudicare e scegliere, mandando a casa i volenterosi dell'oscurantismo e del ritorno della pseudodemocrazia ristretta. Non è il Senato che va ridimensionato, ma gli stipendi pazzeschi, i politici di professione che ingrassano a spese dei cittadini. ma, attenzione! Nessuno mi tocchi i diritti che mi sono stati da Gramsci, da Pertini, da Nenni, dagli esiliati dal fascismo, dai torturati, dai condannati a morte. Chi vuole annebbiare la democrazia se ne vada a casa! La politica non fa per lui! Addio!

                              

3 dicembre 2016

OMAGGIO DA BALTIMORA

N U V O L E

Ma perché
se il cielo
si rabbuia
preannunziando
la pioggia
sento dolcezze
infinite
nel cuore
forse perché
la vita
annuvola
i miei giorni
da quando
ho aperto gli occhi
sul mondo.

C L O U D S

But why
if the sky
darkens
foretelling
the rain
I feel sweetness
endless
in the heart
perhaps because
the life
clouded
my days
since when
I opened my eyes
on the world.

ANTONIO FLOCCARI

                                      
BALTIMORA - Maryland (USA)

2 dicembre 2016

CRINALI INTERPRETATIVI

Quali sono, a tuo avviso, i fenomeni sociali che caratterizzano il nostro tempo?
La delusione è vasta su diversi settori fondamentali del vivere sociale: spiritualità, politica, rapporti umani; tutto si riduce a disimpegno, riflusso, esteriorità religiosa, successo inaudito dell'individualismo.

In cosa consiste l'acomismo?
L'acomismo sostiene che tutto, il mondo, ciò che esiste, non ha realtà propria, autonoma, indipendente, esiste solamente in Dio. Spinoza sosteneva che al mondo non spetta alcuna realtà effettiva.

E del verismo cosa ci dici?
Fu una rivoluzione letteraria a seguito del Realismo francese. Mise a nudo la questione sociale, la miseria del Sud, sostenne il "vero" come documento umano. Giovanni Verga ne fu il maggiore esponente, in seguito Capuana e De Roberto. Il linguaggio adottato era estremamente popolare; ora, anche le lettere di Verga, in vendita, valgono una somma enorme di euro, se ne trovano anche a Parigi: si vorrebbero raccogliere e portarle tutte a Catania.

                                         
             GIOVANNI VERGA

1 dicembre 2016

IMPRONTE INDELEBILI

Quali films hanno lasciato ricordi in te?
Sembrerà strano ma i films tratti da canzoni mi hanno lasciato interiormente un'impronta indelebile. Non è questione di cinema d'arte: si tratta di spensieratezza, evasione, di almeno quasi due ore di allegria in un ambiente depresso come quello del profondo Sud del nostro Paese: canzoni, e dunque films, di Giacomo Rondinella, Claudio Villa, Teddy Reno, Luciano Tajoli.

Quale soubrette del teatro leggero italiano ti ha affascinato?
Delia Scala. artista poliedrica, capace di ballare, recitare, cantare, sostenere ruoli  diversi. Quando veniva al Comunale di Reggio Calabria, mi dotavo del biglietto del loggione da dove la scrutavo come un miraggio.

Quali calciatori fanno parte del tuo immaginario sublimato?
Omar Sivori, palla al piede, danzando con movenze ferine, avanzava verso l'area avversaria: arrivato nei pressi faceva l'uno-due con Charles, dallo scambio ne usciva quasi sempre una rete da incorniciare. Giocavano entrambi della Juventus.

                            
OMAR SIVORI E JOHN CHARLES

IL POETA E LA SOLITUDINE

Diceva Fernando Pessoa che essere poeta non è un'ambizione ma è una maniera di stare soli. Come si può subire passivamente lo sfacelo de...