Govi

9 dicembre 2016

INTUIZIONI DEL MONDO

Cosa si prova ad essere un intellettuale nelle tue contrade?
Sembrerà strano ma non è piacevole. Per colpa non della mia gente: qui, quasi da sempre, prima l'analfabetismo di massa e una sorta di diffidenza verso gli intellettuali, oggi, una frequenza di massa della scuola senza connotati specifici razionali, tutto ha portato ad una condizione per l'intellettuale di sentirsi straniero in patria, deriso - lo diceva già Platone -  o invidiato, incompreso, sempre ai margini, se si accomuna, spesso provoca disturbo.

Hai terminato una nuova Commedia in dialetto per il teatro. Cosa provi?
Quando si scrive qualcosa che sarà rappresentata in teatro, i personaggi rimangono nella psiche come se esistessero realmente e fanno parte delle conoscenze concrete della vita. La bizzarria è che tutti i tuoi simili, per l'impegno che tiene occupati, si dileguano quasi del tutto; per cui, vivi con i tuoi simili virtuali.

Cosa pensi dell'Illuminismo?
Gli debbo il sorgere dei versi sciolti nella mia poesia senza fronzoli, prosastica, liberi dai canoni linguistici tradizionali, dal Purismo. E poi, autori, intellettuali che mi hanno formato: Locke, Hume, Diderot, Rousseau, Montesquieu, Voltaire, Helvetius, Condillac, La Mettrie.

                                      

Nessun commento:

AI MIEI AMICI RUMENI - PRIETINII MEI ROMANI

C A N T O Non andare via canto lontano come sei dolce vieni da un cuore felice mi riempi di serenità canta canta ancora a me con il ...