PROMESSI SPOSI

28 febbraio 2017

S C E M P I O

Il nostro tempo passerà alla storia come la vita umana caratterizzata dalla secolarizzazione, dall'ateismo, dalla solitudine, dalla ricerca vana di significati, dall'impossibilità di tollerare ancora ingiustizie. Ecco perché i nostri coevi denunciano sconforti e paure. Si cerca di reagire con un tentativo vano, quello di sostituirsi a Dio. Ma una rapina sbalorditiva è stata perpetrata nei confronti di ognuno di noi: siamo stati privati della bellezza! Per secoli, la bellezza estetica era nelle strade, nelle piazze, nei muri dei grandi palazzi, ora, la bellezza è proprietà privata, risiede nei salotti dei benestanti, privandola a tutti: per cui, l'arte è inaccessibile; il bello dei campi sta giungendo alla soluzione finale, abbandonati a se stessi; ciò che accade nel mondo, in nome della scienza, del progresso, suscita orrore, bruttezza inaudita. La bellezza è un caro estinto, un pallido ricordo. E' in atto lo scempio... 

                                      

27 febbraio 2017



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P L U R A L I S M O

E' finita l'epoca in cui  l'Assoluto era un dogma in tutte le categorie dello scibile umano, si afferma, adesso, la relativizzazione con l'affermazione delle espressioni dubitative nel linguaggio: forse, può darsi, a mio avviso, ma, però. Nella conoscenza tutto è regolato dal compromesso cognitivo che non è più una soluzione finale ma qualcosa che consente di procedere con tutte le cautele dovute alla mancanza di certezze. Anche le religioni non sono più quelle di prima allorquando venivano considerate in assoluto nel luogo dove si nasceva, quella della famiglia, della tradizione, della storia consolidata; ora, una religione riconosce alle altre una valenza paritetica senza più la strutturazione di classifiche fuori da ogni senso razionale. Il pluralismo riconosce la legittimità del diritto di tutti, senza che alcuno si erga a guida, a faro, a leader. Va da sé che riconoscere un leader è l'annientamento dell'autentica democrazia e si sprofonda nella distruzione della propria individualità riconoscendo un essere superiore che non esiste.

                                        

25 febbraio 2017

OMAGGIO DA LIVINGSTONE

V E R I T A'

Ma chi sono
non lo saprò
mai
vorrei conoscermi
vedermi
non nello specchio
della recita
la verità
chi di voi
mi sa dire
dove si trova
se potessi incontrarla
anche per un attimo
sarei sulla soglia
della vera vita
sarei felice
cambierebbe tutto
sorella verità
sei un sogno
per tutta l'umanità.


T R U T H

But who I am
I will not know
never
I would like to know ME
to see me
not in the mirror
of the play
which of you
can tell me
where she is
if I could meet her
even for a moment
I would be on the threshold
of the real life
I would be happy
change everything
sister truth
you're a dream
for all mankind.

ANTONIO FLOCCARI


                                 
      LIVINGSTONE - Montana (USA)

24 febbraio 2017

MUTAMENTI ANTROPOLOGICI

A causa della fretta che abbiamo tutti: non abbiamo più tempo per fermarci e discutere insieme. Ecco uno dei motivi della crisi profonda della piazza, l'agora greca antica. Con il fascismo s'impose il rettilineo, eliminando le curve sinuose, così presenti nel liberty. Il rettilineo, si pensi alle strade di Torino, invita all'estraneità, alla piattezza, all'alienazione. Addirittura, un intellettuale austriaco Hundertwassel sostiene che "... la linea retta è senza Dio". Va da sé che il geometrico assoluto distrugge la bellezza con la monotonia e la ripetitività. Si può riscontrare, inoltre, che la bellezza non è solamente una questione di arterie stradali, non la si ritrova più negli spettacoli, nella stampa, nella politica, nello sport. L'epoca greca e rinascimentale delle grandi piazze non tornerà mai più. L'intossicazione umana ha colpito l'individuo irrimediabilmente portandolo all'illusione di godere della bellezza da solo, al chiuso, all'interno, addirittura, della propria auto seducente nei sedili con ninnoli, con colori erotici nel tentativo patetico di sostituire anche la donna. 

                                       

23 febbraio 2017

V E S T I R S I

Offrire l'esistenza all'Assoluto, nella storia, in tutte le latitudini, ha sempre portato alla rinuncia dei vestiti: si pensi a Francesco d'Assisi, ai buddhisti. Infatti, il vestito ha il primato di mascherarsi, al di là del carnevale. L'egoista, colui che odia il proprio genere, predilige vestirsi da cicisbeo: facendo così, pensa di suscitare tonnellate di invidia, mettendo di sotto tutti. Guarda come un tuo simile si veste e capirai la sua personalità, il suo carattere. C'è anche chi non si rassegna agli anni che passano vestendosi inadeguatamente, suscitando l'ilarità di chiunque. La preoccupazione di vestirsi va al di là delle necessità, può essere un non accettare come si è. I giovani, la generazione ultima arrivata, hanno rinunciato ad individuarsi con i vestiti, indossando abiti uguali sia i maschi che le femmine, si pensi ai jeans, a camicie, felpe, soprabiti dello stesso tipo apprezzati per la firma che dà un senso di superiorità, di eccellenza. I vestiti, di qualunque epoca, sono lo specchio antropologico dell'umanità.

                                           

22 febbraio 2017

V A L O R I

Nella storia i valori, l'etica, sono stati permanentemente legati alla spiritualità, alla religione. Anticamente, i valori furono caratterizzati dal monoteismo ebraico, poi trasferiti al Cristianesimo. Ancor prima, i valori furono legati al politeismo greco. Ma esisteva una differenza notevole: presso i primi i valori erano morali, tra i Cristiani estetici. fu così che nella storia della cultura umana si cominciò a cercare l'unità fra etica ed estetica  ancora oggi irrisolta.Nietzsche asserì che l'eredità estetica è stata dimenticata, ciò è stato messo in risalto da Thomas Mann. Giungendo al nostro tempo, i valori sono stati violentati dal consumismo, dall'individualismo, dal godimento come condizione prima della vita. Che decadenza!...

                                         

21 febbraio 2017

LA NOTTE DEL MONDO

"Sono un giovane tuo contemporaneo. Ti parlerò di me come emblema di una generazione. La mia famiglia non è più quella comunemente intesa. Dovrebbero aprire un ufficio per dichiarare quella nuova. Eccola: il display del cellulare, lo schermo del pc personale, la radio personale, la mail. Se ancora ci si attarda a considerare la famiglia come quella comunemente intesa si vive nel passatismo. La mia vita è egemonizzata dal virtuale, moderna forma di incontro. Ecco perché non ho bisogno di nessuno che mi stia vicino, non mi serve più l'incontro con l'altro: la comunicazione è a senso unico e cosa esco a fare dalla mia stanza se fuori c'è solamente il nulla. La piazza, l'agora antica greca, è ormai un deserto, un luogo di passaggio, non più un luogo di dialogo di qualunque tipo. Se vuoi che ti dico cosa provo nell'uscire - purtroppo, me ne rammarico - , percepisco la sconvolgente sensazione di trovarmi innanzi un cibo fritto e rifritto, da spazzatura. Ecco perché mi vedete poco - che me ne importa - tanto il mondo mi entra in casa telematicamente".

                                                      
                                               

20 febbraio 2017

IL SEDILE

Ma perché è stato ridotto così... Il sedile, il mio amico, si sente maledettamente solo. Non esiste più il sedile che possa ospitare più persone, viaggiatori in treno, in autobus, ora, ti devi sedere da solo, solamente il quotidiano ti fa compagnia, oppure il cellulare, o musica in cuffia: la solitudine più estrema. Anche nei giardini pubblici il sedile passa i suoi giorni nel deserto più completo. Non si sta più in compagnia, non si dialoga, anche i pensionati si siedono soli a rammentare l'età della gioventù. Il sedile è l'immagine più eloquente del terribile restringimento della socializzazione. Ormai, il pubblico godimento esige spazi sempre più privati per non avere accanto qualcuno, percepito come un incomodo, un antagonista. I vicini sono stati eliminati, il mondo del prossimo non esiste più. C'è anche chi sostiene che il prossimo è morto. 

                                              

                                                  

18 febbraio 2017

OMAGGIO DA MIAMI

O R G A S M O

Se ti guardo
gli occhi
si posano
su ogni parte
del tuo corpo
come un'ape
vaga di fiore in fiore
per succhiare il nettare
così ti percorro
dalla bocca al seno
dalle mani alle gambe
sembianze scolpite
da natura in amore
avvinta con passione
a metterti al mondo
in un orgasmo infinito.

O R G A S M

If I look you
my eyes
alight
on each part
of your body
like a bee
wanders from flower to flower
to suck the nectar
so I walk
from the mouth to the breast
from hands to legs
sculpted likeness
by nature in love
captivated with passion
to put you in the world
in an endless orgasm.

ANTONIO FLOCCARI

                                           
     M I A M I  - Florida  (USA)

17 febbraio 2017

S C I S S I O N E

E mentre un futuro incerto oscura l'orizzonte del popolo italiano con  problematiche di una gravità estrema - non ultima quella della disoccupazione -, nello scenario politico si assiste all'eventuale scissione del Partito Democratico. Una storia sciagurata, questa, che  caratterizza da sempre la Sinistra italiana fino dalla nascita del Partito Comunista Italiano a Livorno nel 1921. Già da allora Gramsci e Bordiga si guardavano in cagnesco, poi, nei decenni che seguirono, dopo l'ombra nefasta del fascismo, si assistette a beghe infinite che mostrarono una Sinistra psicopatica, sadica, che impedì all'ideologia popolare di poter realizzare i suoi sogni. Il percorso scaleno dei comunisti con il PCI prima con l'Ulivo poi, il PDS, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e ritorno al PCI, costituisce un geroglifico difficile da decifrare per gli storici contemporanei. Ma perché? Ecco alcuni elementi dell'organigramma: utopie, egoismi, lotte fratricide, supremazie, attaccamenti a poltrone, truffe, maschere, orticelli da coltivare, nepotismi vari, aspirazioni dittatoriali, burocrati e chi ne ha più ne metta! Povera Sinistra!...A qualcuno che, la domenica vendeva l'Unità per le strade italiane verrebbe da piangere!

                                          

16 febbraio 2017

IL GLOBALIZZATO

Vi presento il globalizzato. Eccolo:" Sono uno degli svariati globalizzati del nostro tempo, presente in tutto il mondo. Saprete che la globalizzazione ha vinto sul Cattolicesimo, la mia idea religiosa è il Protestantesimo di Calvino. Vi rivelo il mio carattere: pratico fino all'eccesso, rifiuto ciò che non mi possa tornare conveniente; detesto le decorazioni; penso che il tempo sia denaro e non si possa perdere dato che porta produttività e profitto; il mio idolo è l'interesse; non transigo sulla morale che ritengo debba essere ferrea. Il denaro prima di tutto, senza si può fare nulla. Occorre accumularlo perché i soldi fanno i soldi e senza non si conta e non si è considerati. Non vale chi sei ma ciò che hai, al contrario la pensava Eric Fromm che non condivido affatto. L'economia è la regina del mondo. bisogna seguirla attraverso la Borsa valori a cominciare da Wall Street. E'  importante il lavoro perché è l'arteria che produce benessere e perciò bisogna lavorare il più possibile, senza fronzoli e senza qualunque cosa possa deviare dall'attività. a tale scopo mangio in piedi, corro sempre: se mi fermassi sarei  perduto! ".

                                    

15 febbraio 2017

P U R I T A N O

Sono un puritano. Il mio nome proviene da un moralismo intransigente, legato fermamente a Calvino, alla Chiesa Anglicana. Era il XVI secolo quando il mio Credo religioso apparve. Se vuoi trovare il pensiero che caratterizza la mia vita leggi L'etica protestante e lo spirito del capitalismo di Max Weber. Vediamo come la penso, come me numerosissimi Americani: amo l'indipendenza, fortemente; l'individualità è divinizzata; puntiamo tutto sullo sviluppo industriale ed economico, sulla libertà di mercato. Non mi sento ostacolato dalla politica e dal commercio, muovendosi con l'intelligenza e grande forza si va lontano, dal niente si può divenire qualcuno che conta. Ha influito su di me il pragmatismo di John Dewey, di Kilpatrick, di James. Conta, per me, soprattutto, l'utilità, il concreto, qualcosa che possa servire effettivamente nella vita reale, il resto, l'effimero, lo spirituale conta molto poco. La mia etica ha sconfitto l'estetica metafisica che inseguiva le nuvole, il vuoto, l'astratto. Penso che se il mio lavoro rende profitto, se il denaro mi è amico, se progredisco sempre di più nella vita, allora sono protetto da Dio, come sosteneva Calvino.

                                        
C A L V I N O

14 febbraio 2017

D I T I R A M B O

Uomo del mio tempo perché vuoi innalzare i tuoi bisogni, i tuoi desideri fino alla valenza universale? Pensi solamente a te stesso, la solidarietà è remota, defunta. Ma quanti desideri ti rendono prigioniero e non riesci a liberartene, così vivi con le frenesie impossibili, con le passioni egocentriche, con ispirazioni dionisiache. Il branco ti ripete pedissequamente ed è in movimento continuo verso lo sfascio completo di quello che, una volta, si chiamava uomo. Ma l'umanità ha una riserva aurea immensa, per cui  non si può perdere la speranza di un tuo recupero. Altrimenti dove finiresti?


                                      

13 febbraio 2017

SERENATA PER L'EUROPA

Era bello quando, romanticamente, insieme a Mazzini, ti sognavo, Europa! Pensandoti, avrei desiderato che tu fossi una terra di pace e di benessere, di civiltà antica. Ora, non è più così: una crisi è subentrata e mi sento non più sicuro, percepisco la dignità e l'indipendenza a rischio. E' come se tu sia una terra senza fondamento. Come mai l'Europeo è divenuto individualista, razzista, che se ne frega di chi annega in cerca di pane per sé e per i suoi figli? Come si può essere Europei se manca il lavoro, se non vi è più alcuna certezza, se francesi abbarbicati al nazionalismo, tedeschi alla leadership, italiani sul baratro del fallimento, se inglesi vanno per i fatti propri? Se, Europa, non affronti i problemi della gente per risolverli, politicamente, quale realtà rappresenti? Scricchioli da tutte le parti come una nave alla deriva.

                                                   

11 febbraio 2017

OMAGGIO DA COLUMBUS

C H I T A R R A

Silenzio
sto ascoltando
il vento
profumato
m'accarezza la pelle
mi porta
la voce di chi
nella vita
mi ha voluto bene
sento
mia madre
mio padre
mio fratello
i nonni
grazie vento
suoni le corde
della chitarra
della vita.

G U I T A R

Silence
I'm listening
to the scented wind
that caresses my skin
that brings me
the voice of who
in life
has loved me
I hear
my mother
my father
my brother
grandparents
thanks wind
you play
the guitar strings
of life.

ANTONIO FLOCCARI


COLUMBUS - Ohio (USA)

10 febbraio 2017

SOVVERTIMENTI

Saprai che viviamo nell'epoca dell'ipercapitalismo consumista ugualitario. S'intende, ugualitario non per le condizioni economiche che consentono di vivere, ma di comprare fino a rimanere con l'acqua alla gola, sommersi dai debiti. Insieme, una bulimia diffusa, planetaria, non perché nemici del cibo ma dei propri simili. Si è trattato di spingere l'umanità verso nuovi appetiti universali che andassero oltre quelli tradizionali: un contadino deve alimentarsi come un borghese e così s'indebita e paga. Scomparve la borghesia, inghiottita dal ceto medio, cliente smisurato dell'iperconsumismo. Rimaneva il proletariato - ricordi, di origine marxista - e fu sostituito dal precariato con il lavoro chimera per tutta la vita, desiderio giovanile con destino da vecchi. Sovvertimenti epocali che ci lasciano una tela dipinta con i colori della rabbia, della paura, dell'angoscia, dell'incubo.

                                                   

9 febbraio 2017

I N T E R N E T

Un forte pregiudizio, soprattutto da parte degli anziani, esiste nei confronti di internet. Si dice che isoli, che faccia perdere la creatività, che distrugga la lettura annientando, così, la cultura. C'è anche chi sostiene che internet alimenti i rapporti, accresca la comunicazione, moltiplichi i legami umani orizzontalmente: quello che è certo è che vi è un moltiplicarsi infinito di comunicazione collettiva, sia a livello di immagini attraverso you tube, sia a livello di parole con i blog e i social network. E' anche vero che internet, con i suoi incontri virtuali, ha demolito la Piazza, tradizionalmente, il luogo di incontro, di scambio di idee fin dai tempi greci antichi. E' altresì vero che gli incontri tramite internet mancano, fondamentalmente, della categoria insostituibile del sentimento. rimane il problema del prossimo futuro se internet sarà utile per frenare l'allontanamento degli altri oppure no.

                                        

8 febbraio 2017

MA DOV'E'?

Era umano, quasi ogni giorno, incontrarlo. Parlo di don Antonio, origine amalfitana. La sua bottega di generi alimentari, Piccola, ma fornita di tutto, era un luogo di incontro, con dialoghi che raddolcivano la giornata, in qualunque stagione. Ed ora che la sua attività non c'è più, divorata come tante altre dalle mastodontiche e mostruose offerte dei grandi centri commerciali, vi è l'impoverimento dei rapporti umani accompagnato dal peggioramento culturale. E' morto il negozio di famiglia, rendendoci ancora più soli, con la malattia del prossimo a caratterizzare la nostra vita. un dato sociologico internazionale fa emergere che le conversazioni umane sono diminuite del 26%. Facciamo al spesa nel "luogo di nessuno", il supermercato, con una musica mercantile che invoglia a comprare, con una persona anonima alla cassa, con pinte sul tergo per spronare  a sbrigarti, con ematomi provocati dal carrello nel sedere e nelle gambe per spingerti ad andartene.

                                           

7 febbraio 2017

FESTIVAL DI SANREMO

Col Festival di Sanremo  ritorna uno spiraglio di memoria quando gli Italiani vi si identificavano completamente. Succedeva che, dopo il disastro del ventennio nero con la guerra che aveva demolito i fondamenti della vita, un desiderio inarrestabile portasse verso una ricerca di serenità, di musica esprimente l'amore tra anime semplici com'erano, ancora, allora. E così Claudio Villa, Luciano Tajoli, Nilla Pizzi, Carla Boni, Giorgio Consolini, Gino Latilla, Achille Togliani, Flo Sandons divennero i messaggeri di un'altra Italia che usciva dall'incubo terrificante della morte, della fame, della necessità di tutto. Ecco: Antonio, tra poco la radio trasmetterà il Festival, si reca dal suo amico Giuseppe, insieme ascolteranno, fino a tarda sera, le canzoni che, poi, saranno cantate da tutti. La scena: un braciere acceso, l'occhio magico della radio che si accende, i sogni ad occhi aperti dei due amici sul tappeto volante delle magiche note che giungono dall'etere. Il Festival di Sanremo è un pezzo di storia del popolo italiano: ecco cosa ritorna stasera.

                                    
                                           

6 febbraio 2017

POST SOCIALE

L'abbraccio cosmico dell'io verso l'Altro, lanciato da Cristo nel mondo, si è disfatto. Protagonista di questo evento che ha trasformato l'uomo negativamente è il desiderio: mentre prima questo era governato, controllato, ora non si riesce a resistergli; per cui, non è più la morale che dirige il desiderio ma il mercantilismo. Fare di tutto perché si vinca ed il desiderio venga coronato dal successo è l'imperativo. Colui che vince è l'uomo pregiato, il buono, al massimo ottiene compassione. La dimensione sociale è morta e perduta. Nelle teorie darwiniane si intravedeva tutto ciò: una lotta da savana per vincere, un confronto tra individui permanente per non soccombere, dunque la selezione. In tale mondo non ci sono compagni, non esiste il prossimo né Cristianesimo che tenga: è il post sociale.

                                          

4 febbraio 2017

OMAGGIO DA HOUSTON

S O G N O

L'arsura
degli affanni
della vita
mi soffoca
mi rifugio
nell'anima
cercherò
l'ombra
a poco
a poco
il sudore
dell'esistenza
si asciugherà
chiamerò
ancora una volta
il sogno
dell'amore
una favola
non finisce
mai.

D R E A M

The drought
of life's sorrows
suffocate me
I seek refuge
in my soul
I'll try
the shadow
by little
by little
the sweat
of existence
will dry
I'll call
once again
the dream
of love
a fairy tale
never ends.

ANTONIO FLOCCARI


                         
HOUSTON - Texas (USA)

3 febbraio 2017

IL VINCENTE

Non si ammira più chi ha ragione, si preferisce chi vince: una sorta di sovvertimento di valori. Anche la verità è stata superata dall'esattezza. Al di fuori della scienza non c'è verità che tenga: i valori del sentimento stanno scomparendo, l'amore, categoria massima del passato, si sta dileguando dalla scena della vita. il vincente è l'edonismo, il benessere individuale; il perdente è il prossimo, un'indifferenza colossale si erge nei confronti dell'altro che viene considerato meno di niente. Vincente è l'iperconsumismo; sugli altari viene eretto l'ipertecnologico. Addirittura, nello stravolgimento dei valori di questo nostro tempo si ama più il lontano che il vicino. Tant'è che, quotidianamente, tra vicini avvengono violenze, denunce create dall'odio reciproco: il condominio è la contraddizione più palese di come stanno le cose; per cui, spontaneamente, viene in mente da dire:"Stai più lontano che puoi da tutto e da tutti!".

                                  

2 febbraio 2017

C U M

L'antico, romano, latino cum ovvero "con", ormai sopravvive con una forzatura ingiustificata. Con chi si vuole stare insieme? Con che cosa? Nel nostro tempo si vuole stare, semplicemente, con se stessi. Lo sprone cristiano dell'amore, dello stare insieme, per cause sociologiche, politiche, psicologiche, è finito in un declino inarrestabile. Vediamo: il Cristianesimo via via, nei secoli, ha intrapreso la direzione dell'impotenza, restando una consolazione per anime belle; del Comunismo che fondava la categoria strutturale sul cum, sul tutto in comune, rimangono residui delle immense aspirazioni di Lenin; il Conservatorismo borghese è fallito per lasciare il posto al vincitore della nostra epoca, il consumismo che deriva dal latino cum-sumare ovvero "utilizzare fino in fondo". Il nemico del cum sono l'io, il me stesso, l'individualismo messi sugli altari a regolare l'esistenza umana. Allora, tranquillamente, possiamo cancellare cum - "con" da ogni dizionario di qualunque Lingua si voglia.

                        

1 febbraio 2017

N I C O T E R A

Ma come è possibile che Nicotera, un favoloso paese, adagiato sul Monte Poro, in Calabria, sia stato ridotto con un mare inavvicinabile a causa dell'inquinamento ed anche, addirittura, con l'acqua non potabile. Come me, intere generazioni hanno guardato dalla sua Marina un mare leggendario, un binario, un treno, un tunnel sognando ad occhi aperti viaggi senza meta: metafora dell'esistenza. Per raggiungere Marina di Nicotera dall'entroterra, dai paesi della Piana di Rosarno, si andava persino a piedi, con la bici o con un carro tirato da buoi: era il luogo balneare più ricercato. E adesso cosa si aspetta ad intervenire sul fiume Mesima, "che sta di mezzo", per provvedere contro lo scarico indiscriminato che inquina? Ho visto la gente di Nicotera protestare mentre occupava il binario della stazione ferroviaria di Rosarno: spero che serva a qualcosa...

                                   

IL POETA E LA SOLITUDINE

Diceva Fernando Pessoa che essere poeta non è un'ambizione ma è una maniera di stare soli. Come si può subire passivamente lo sfacelo de...