speranze

31 maggio 2017

CAPIRE ESALTA

Capire, oltre a rendere il bagaglio delle conoscenze più adeguato ai problemi del nostro tempo, arreca benessere biologico nel senso che, gratificando, migliora tutte le funzioni vitali umane. Per cui, anche se capire richiede fatica, sforzo, come premio, alla conclusione, vi è l'esaltazione di se stessi per il fatto che ci si sente capaci. Sarà questa la ragione per la quale i grandi intellettuali hanno vita lunga malgrado le fatiche profuse nel corso dell'esistenza. Chi si ferma in una mattonella e non procede in avanti perché privo di interessi invecchia precocemente aggredito dalla noia e dal tedio. I problemi, una volta risolti, anche se non definitivamente, esaltano la vita che si giudica degna d'essere vissuta.

ALBERT EINSTEIN

30 maggio 2017

E S I B I Z I O N I S M O

L'esibizionista affolla ogni luogo, aumenta in proporzione alle frustrazioni, ai complessi. Si esibisce perché ne sente bisogno: chi ha poco mostra molto, chi ha tanto non ne ha bisogno; chi possiede una sostanza miserabile ha bisogno di una facciata che susciti l'ammirazione degli altri, ostentando tutto da se stessi agli oggetti posseduti, anche la propria donna, strumentalizzandola. Gli altri sono spettatori che debbono provare invidia, perciò l'esibizionista necessita di un luogo dove vi siano persone che lo possano ammirare. In realtà, l'esibizionista ha scheletri nell'armadio, nascondendo la propria essenza, ciò che veramente è.


                                        

29 maggio 2017

M A T C H

Ma quando ti stancherai a prenderti a pugni? E' da una vita che hai trasformato ogni giorno in un match con te stesso. Ieri ti hai mandato al tappeto. Avviene che ti odi, che ti disprezzi, che ti avverti come un brutto anatroccolo. Ricordi? Non eri così quando ancora la vita ti sorridevi, poi, le delusioni cocenti, i rimpianti, i fallimenti ti hanno ridotto all'autodistruzione, mandando alla malora tutto e tutti. Ma non t'accorgi che si tratta di un suicidio al rallentatore? Perché non cerchi di vivere con tenerezza verso te stesso? Come te, in questo tempo maligno, sono tanti allo sbaraglio, al combattimento petto a petto con se stessi e con tutti. E' la vita-match.

                                               

27 maggio 2017

AI MIEI AMICI AMERICANI - TO MY FRIENDS AMERICANS

S I L E N Z I O

Ma cosa
vuoi
che dica
unisci
il tuo silenzio
al mio
sintonia
di cuori
battono
all'unisono
in amore.

S I L E N C E

But what
do you want
me to say
join
your silence
to mine
Tuning
of hearts
beating together
in love.

ANTONIO FLOCCARI

                                                  

26 maggio 2017

D I S S O L U Z I O N E

L'identità di ognuno è in decadenza, si avverte un senso di crisi nei rapporti con se stessi, con gli altri, con il mondo; non è più tempo che ci si senta facenti parte di organizzazioni collettive, gruppi. La società contemporanea sta cambiando i suoi connotati e l'individuo percepisce il trapasso da uno stato consolidato ad un alto ancora incerto. Il mondo è divenuto un contenitore insicuro, per difendersi ci si rinchiude nella propria stanza. Cambiamenti strutturali sono in atto: la storia della coppia è al tramonto, il lavoro un miraggio, il proletariato di cui parlava tanto Marx è divenuto precariato, e poi giovani, figli che se ne vanno in cerca di qualcosa che consenta loro di poter vivere, altri che, fino a quarant'anni vivono in casa con i genitori. E' un quadro di dissoluzione. 

                                                  

25 maggio 2017

R I T I R O

Horkheimer l'aveva previsto: la tecnologia imperante avrebbe annientato l'amore e la qualità della vita. Infatti, universalmente, gli innamoramenti sono diminuiti, e così le passioni e le unioni. Perché? Per il fenomeno diffuso del ritiro in se stessi, del tirare i remi in barca, del rinchiudersi a riccio. Ciò è dovuto ad un disincanto dai modelli di vita egemoni per secoli. Ma quello che è più grave è che tramontando le proiezioni nella vita non si avverte più la necessità di presenze al proprio fianco, si preferisce star soli, isolati da tutto e da tutti. Su questi aspetti sociologici importanti, in Italia si sofferma magistralmente Luigi Zoja.

                                                             
               MAX HORKHEIMER

24 maggio 2017

D I V E R S I T A'

La diversità è nella natura: è uno dei motivi fondamentali della bellezza della vita. L'omogeneità renderebbe monotona l'esperienza dell'esistenza. Essere diversi è un diritto che nessuno può violentare. Ma non si tratta solamente del rapporto duale, è una questione molto più ampia: ognuno ha il diritto di professare la religione che vuole o l'idea politica più congeniale, di avere un'opinione su qualsivoglia problema, di pensarla con la propria testa, d'avere concetti che possono essere anche lontani dal senso comune. e poi c'è la questione del sesso: essere omosessuali non è uno scandalo: ognuno ha la prerogativa di poter metter in campo la propria tendenza sessuale come meglio crede. Convinciamoci che scandalo è perseguitare i diversi, segnarli all'indice, metterli alla gogna o, peggio, annientarli come spesso hanno fatto nella storia le dittature. Dove non si rispetta e non si accetta la diversità non c'è civiltà.

                                          

23 maggio 2017

L' A N C O R A

L'hai trovata l'àncora per la tua vita; se non ce l'hai, i marosi dell'esistenza faranno di te un naufrago finché non t'inabisserai. L'àncora è vitale, indispensabile: può essere l'amore, un interesse culturale elevato, l'arte, un dedicarsi ai deboli, agli emarginati, grande fine nobile ed umano. Non puoi non avere qualcosa che dia un significato alla tua esistenza, vivresti da sbandato. Il tempo non si ammazza, uccideresti te stesso, ma lo si coltiva avvinti all'àncora, dando un senso ad ogni giorno che si vive e non ritornerà mai più. E non è detto che l'àncora debba essere per forza potente,eccezionale, è sufficiente anche un piccola àncora per ritrovare il sapore di esserci per allontanare l'inutilità, la pesantezza nella vita, anche coltivare i campi con amore, seguire i fiori nella loro breve esistenza, tutto ciò costituisce un'àncora considerevole e significante.

                                         

22 maggio 2017

S U P E R B I A

Perché tutto ciò che pensiamo, che escogitiamo, da sempre, lo concretizziamo a simiglianza nostra? Perché mai tutto dovrebbe avere che gli attribuiamo? La risposta è semplice: la motivazione dipende dal fatto che ci consideriamo i padroni dell'universo, i regnanti assoluti del Creato. Non sarebbe meglio che fossimo più umili? che ci considerassimo uguali agli altri enti della natura? Il fatto è che la superbia fa parte integrante della natura umana ed è pressoché presente in tutti noi: può cambiare il livello ma non si può dire che sia assente in qualcuno. La superbia mostra di sé diverse immagini: quella di considerarsi di una bellezza insuperabile, quella di sentirsi superiore anche ad Einstein, quella di percepirsi unico, irripetibile, quasi un'entità divina in terra. Ma l'età è in agguato, giunge la vecchiaia e tutto finisce in una ritirata patetica che fa soccombere ogni superbia.

                                                  

20 maggio 2017

AI MIEI AMICI TEDESCHI - ZU MEINE DEUTSCHEN FREUNDE

S E N T O

Volete sapere
cosa provo
quando i versi
nascono
dal sentimento
sento
con me
lontananze
da sempre
sento
le dolcezze
della sincerità
bandita
dalla vita.

ICH FUHLE MICH

Wollen wissen
wie ich mich fühle
wenn die Verse
geboren
von Gefühl
ich fühle mich
mit mir
Entfernungen
immer
ich fühle mich
die Süße
Aufrichtigkeit
verboten
aus dem Leben.

ANTONIO FLOCCARI

                                            

19 maggio 2017

C R E D I B I L E

Se chiedi a qualcuno a cosa crede, ti risponderà - quasi sempre - a nulla. La fiducia è stata demolita da inganni, tradimenti, frottole, montature. Il fatto di non credere non è, solamente, un arretramento, un a ritroso, ma è anche prendere coscienza non lasciandosi ingannare facilmente. In cosa si debba credere è stato deciso non da te ma da qualcuno che vuole pilotarti dove crede con lancio di idoli di varia natura, che vengono iniettati tramite i mass media in mano ai potenti, ai dominatori. la credulità è di bassa lega, dubitare ha origine cartesiana, altamente filosofica. Quando crederemo a qualcosa? Ora, persino credere negli ideali, nell'amore, negli affetti o in Dio - a meno che non sia un'abitudine ipocrita - risulta pressoché impossibile.Comunque, cerca di crede almeno in te stesso e nella vita.

                                                   

18 maggio 2017

D E F I N I Z I O N E

Se vuoi, mettiti con me, convinceremo gli altri che la definizione è un ergastolo per la parola umana. La prova è che quasi nessuna definizione d'altri tempi permane attualmente, è stata superata, non serve più. La definizione è arroganza, spavalderia, presunzione. Se ci pensi quando diciamo "è" commettiamo un grave abuso sulla realtà, sarebbe meglio che si dicesse "sarebbe". La certezza è impossibile, viviamo con il dubbio al fianco che ci aiuta a stare con i piedi per terre. per cui, elimina dal tuo linguaggio: "sicuramente, "certamente", "senza dubbio", "non può essere che così". Eppure, ancora, la definizione domina sovrana nello scibile - per modo di dire - umano.

                                                   

17 maggio 2017

P A C E

Ma quando saremo tutti consapevoli che Dio non è una proprietà privata? Chi l'ha detto che la tua religione sia migliore delle altre? Sii umile e scendi dal piedistallo della superiorità sugli altri. Nella storia le religioni hanno provocato miriadi di guerre e milioni di vittime: tutto in nome di Dio. Un ateo non ha mai ammazzato nessuno, questo è l'assurdo. Ancora peggio è la strumentalizzazione della religione per coprire loschi interessi economici, incitando gli uni contro gli altri in un'ulteriore "guerra di religione". Lo sai che l'odio non ha nulla a che fare con Dio? Lo sai che ognuno può professare la propria religione? Allora, se credi in Dio, avvertiti affratellato con arabi e Maometto, con cinesi e Confucio, con giapponesi e Buddha, con protestanti, testimoni di Geova.


                                                       

15 maggio 2017

I N Q U I E T U D I N E

Si concepiscono gli altri con inquietudine, basta la semplice presenza ravvicinata ed il nostro sistema nervoso va in agitazione. Nei paesi dove tutti si conoscono l'inquietudine è minore perché esiste una certa tranquillità per aver messo, più volte, in prova, gli altri, ma, nelle grandi città è peggio che vivere nelle grandi foreste: si sta sempre inquieti, agitati, tesi, potrebbe capitare il temibile in ogni attimo. E' impossibile rimanere sereni e calmi o distratti: il pericolo è dietro l'angolo. Se all'inquietudine provocata dagli altri si aggiunge quella che ci cade addosso per l'enigma del domani, le incertezze del futuro, per una guerra atomica, come una spada di Damocle sul collo, la latitanza del lavoro, l'insoddisfazione esistenziale, il sentirsi maledettamente soli, si può sintetizzare sostenendo che questa è l'epoca dell'inquietudine.

                                                   

13 maggio 2017

AI MIEI AMICI FRANCESI - A MES AMIS FRANCAIS

CHI SONO

Vieni
tocca con mano
chi sono
dopo la tempesta
del tempo
passato su di me
vedi
la pelle ruvida
ponte levatoio
contro le frecce
avvelenate della vita
vedi
occhi con il sereno
un caro ricordo
voce con toni bassi
con tetto nel silenzio.

QUI SUIS

Viens
tu palapable
qui suis
après la tempête
du temps
passé sur moi
voie
peau rugueuse
pont basculant
contre les flèches
empoisonnées de la vie
vous voyez
avec les yeux sereins
une mémoire chère
voix basse
avec toit dans le silence.

ANTONIO FLOCCARI

                                        

12 maggio 2017

N O I

Nessuna parte del discorso subisce cambiamenti radicali come i pronomi personali. E siccome il pronome "io" predomina con un assolutismo asfissiante, il pronome "noi" è rimasto, solamente, come un eufemismo che non ha più senso nell'espressività umana. Sappiamo tutti che si rifiuto il "noi", a meno che non lo si adotti come modo di dire senza una realtà concettuale alla base. se non esiste la collettività cosa rimane da rappresentare per il "noi"? Esso, ormai, non esiste più, assurdamente, nemmeno in famiglia. E' rimasto un noi artificioso, falso e bugiardo, trucidato dal dittatore "io". Ma si continua a presentare simboli del "noi" come se nulla fosse. Non tutti hanno coscienza che è stato celebrato il suo funerale.

                                                         

10 maggio 2017

I O

Continuiamo a dire "io" imperterriti malgrado Pirandello abbia lasciato al mondo di Uno nessuno e centomila e Picasso lo smembramento di questo pronome personale defunto. "Io" non c'è più, ci sarebbe se ci fosse un'identità possibile, ma dopo l'omologazione dire ancora "io" è fuori dal tempo, un'assurdità. Inoltre, "io" è il pronome dell'individualismo, dell'egocentrismo, dell'egoismo. Sai cosa devi fare... guardati da chi dice in continuazione "io"... "io", si tratta di un vanitoso, di un accentratore, di uno che si autopercepisce come il monarca mondiale. Diceva Primo Levi che con il "tu" si tiene una vita, con "io" si soccombe in un deserto senza fine.

                                                    

9 maggio 2017

IL PROSSIMO

Cristo disse:" Ama il prossimo tuo come te stesso"; il vivere odierno contraddice vistosamente il suo insegnamento, il prossimo è crollato nella considerazione collettiva, è visto come antagonista, avversario, palla al piede che ostacola i progetti. Si pensi che il tempo trascorso con gli altri diminuisce sempre più. Ecco dei dati: Nel regno Unito 6 ore nel 1987, 3 ore e mezza nel 2007, da intendersi all'anno e così continua, anche peggiorando, lo stare con gli altri. E' egemone l'incontro virtuale non reale, il prossimo è un ricordo lontano da raccontare ai nipotini, sparito ed esiste, solamente, se alla base, vi è l'interesse, il tornaconto, altrimenti è come se non ci fosse. Da porre all'attenzione il fatto che sparendo il prossimo scompare uno dei comandamenti cristiani, per cui la religione assume le sembianze ipocrite e ripetitive di chi vuol far credere ciò che ormai non c'è più.

                                            

8 maggio 2017

COME VA?

Ma quando la finiremo tutti di chiedere: "Come va?". E' semplicemente un eufemismo retorico quando non si ha nulla da dire incontrando qualcuno che si conosce. si provoca fastidio, noia, antipatia. colui che riceve la domanda si chiede se si vuole sapere della sua vita privata, della sua salute; non si riceve la domanda positivamente. Tanti rispondono:" Siamo qui...", oppure "ci difendiamo", altri "meglio non parlarne", dipende dal carattere. Allora, un consiglio: facciamoci i fatti nostri e non rompiamo più le ... agli altri. Comunque, se proprio si vuole rispondere adeguatamente, si dica:" Tutto va a gonfie vele, spruzzo salute da tutte le parti, mai meglio di così!", ciò provocherà invidia in chi pensava di potersela godere sui mali altrui. Se lo merita o no?

                                                  

6 maggio 2017

AI MIEI AMICI AMERICANI - TO MY AMERICAN FRIENDS

R I CO R D I

Porto con me
una folla di ricordi
sono fantasmi tenaci
non passano mai
formano la coscienza
con i semi chiaroscuri
anche la mia solitudine
nasce da queste reminiscenze
provengono dal profondo
dagli abissi dell'anima
quando mi tormentano
chiamo in aiuto l'amore
incontrato nei sentieri della vita.

M E M O R I E S

Take me with me
a crowd of memories
they are tenacious ghosts
they never pass
they form the consciousness
with light gray seeds
also my solitude
is born of these reminiscences
they come from the deep
from the depths of the soul
when they torment me
I call love love
encountered in the paths of life.

ANTONIO FLOCCARI

                                                    

5 maggio 2017

P O S S E S S I O N E

Questo inizio del secolo sarà ricordato come quello della possessione collettiva. Non ti illudere che, ancora, puoi avere un'anima tutta tua: è impossibile! L'anima è divenuta la copia perfetta di miriadi di altre anime. Fenomeni della possessione sono l'intelligenza in caduta verticale, l'eccitazione nervosa in formidabile ascesa, la stabilità mentale compromessa. E' il tempo della degenerazione, delle nevrosi, delle psicosi, delle sette e dei culti satanici, delle superstizioni, dei partiti dogmatici e totalitari, dell'intolleranza religiosa, del culto della personalità. Contemporaneamente, le proiezioni umane si allontanano sempre più dalla religione; la poesia langue. Nietzsche vide ben lontano quando sostenne che "Dio è morto". Pier Paolo Pasolini aggiunse che l'omologazione sarebbe stata l'immagine umana del futuro. E così è stato.

                                                  

4 maggio 2017

L'ERA DELL'INDIVIDUO

Del fascino del mondo, della vita, della spiritualità, ormai, all'uomo è rimasto ben poco. Anzi, l'uomo è portato a vedere intorno pericoli, minacce, rischi, per cui, per difendersi, desidera l'isolamento, l'appartarsi. Non è un fatto nuovo nella storia umana: è avvenuto in altre epoche, in quelle caratterizzate dalla crisi globale. Conseguenza: il sociale se lo vuoi vedere devi andare al museo, i partiti languono in una profonda agonia, persino la bellezza non è più un fatto pubblico ma privato, da godere in proprio. E così l'individuo dedica tutte le sue risorse a se stesso: dall'abbigliamento al cellulare, dalla palestra per farsi muscoli da invidiare al tatuaggio strepitoso che nasconde debolezze abissali. E' l'era dell'individuo.

                                           

3 maggio 2017

P R I G I O N I E R O

Lo sai, no, che quando dici che sei libero affermi una grande menzogna. Nessuno è libero nella vita! Tant'è che c'è chi dice che la vita sia una prigione. Sogni, finalmente, di liberarti dalle catene, dai lacci, dalle manette. ma tutto rimane un'illusione. C'è chi dice che la libertà sia stata annientata dalle regole imposte dai dominanti sui sudditi e cambiano di epoca in epoca. Quando potrai sprigionare il vero te stesso? Sarebbe veramente suggestivo che ognuno possa vivere come meglio gli aggrada, come meglio desidera nel suo cuore. Pensa quanti tuoi simili sono oppressi da dittature, dalla fame, dalla sete, ridotti in schiavitù, senza scarpe, senza alcun appiglio di sicurezza per il domani. E questo sarebbe un mondo civile? Oppure è un inferno per svariati milioni di esseri umani, ridotti così da altri uomini? Il colonialismo non finisce mai, l'imperialismo non tramonta. 

                                                             

2 maggio 2017

DEUS EX MACHINA

Ma la storia è andata avanti o è rimasta ferma ai tempi greci? Allora si pensava che un Deus ex machina decidesse tutto e l'uomo fosse completamento nelle sue mani. L'errore mastodontico è essere convinti che la storia sia stata fatta da Pericle, da Giulio Cesare, da Ottaviano Augusto, Carlo Magno, Napoleone, Crispi, Mussolini, De Gasperi, Togliatti; sono convinto, invece, che la storia è fatta dall'uomo comune, da chi lavora, da chi tira il carro della vita. dunque, finiamola di osannare individui! Se no ci annulliamo: parlando di altri affossiamo noi stessi: L'unico leader che esiste sei tu e nessun altro: governi il partito di te stesso, della tua vita. Se qualcuno vuole ergersi sugli altri, pilotare, decidere per tutti, è un tuo nemico che vuole tumulare la libertà. Mandalo a quel paese!

                                                         

Ai miei amici brasiliani - Para meus amigos brasileiros

S O G N O Dorme il mio paese in questa notte di giugno stellata sogna di trovare la pace mai avuta di non perdere i figli andati vi...